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	<title>Gorizia Archivi - Laltrove</title>
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	<description>Racconti di Corinna Sabbadini</description>
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	<title>Gorizia Archivi - Laltrove</title>
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		<title>Andy Warhol. Beyond Borders</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Corinna Sabbadini]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Jan 2025 17:26:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Gorizia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Una mostra per iniziare questo GO!2025 Il 2025 è dunque arrivato. E con lui tutto il suo carico di aspettative relative a GO!2025: questo è l&#8217;anno in cui Nova Gorica e Gorizia saranno (assieme) Capitale Europea della Cultura. Hai letto bene: capitaleE. Non capitalI. Perché l&#8217;idea è proprio quella di considerare queste due città come un&#8217;unica entità, con le loro differenze e uguaglianze, con tutto il loro vissuto e presente da intrecciare e fondere assieme. Ci diciamo &#8220;GO! Borderless&#8221; dal quel 18 dicembre 2020: il giorno della proclamazione che ha entusiasmato tutti i presenti in Piazzale della Transalpina, tutti quelli che seguivano la diretta da casa e tutti quelli che in questi anni hanno creduto in questo progetto visionario che salta di qua e di là di un confine come se, di fatto, questo non esistesse, e che riesce a far emergere i molteplici punti di contatto e di condivisione che esistono da sempre. Bene. Il 2025 è arrivato. Ci siamo. E ricordiamoci che la cultura siamo noi. Andy Warhol. Beyond Borders Uno degli appuntamenti goriziani di quest&#8217;anno è una mostra che ha portato nelle antiche sale di Palazzo Attems Petzenstein uno dei simboli più conosciuti e importanti della Pop [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading" style="font-size:29px">Una mostra per iniziare questo GO!2025</h2>



<p style="font-size:21px">Il 2025 è dunque arrivato. E con lui tutto il suo carico di aspettative relative a GO!2025: questo è l&#8217;anno in cui Nova Gorica e Gorizia saranno (assieme) Capitale Europea della Cultura. <br>Hai letto bene: capitaleE. Non capitalI. Perché l&#8217;idea è proprio quella di considerare queste due città come un&#8217;unica entità, con le loro differenze e uguaglianze, con tutto il loro vissuto e presente da intrecciare e fondere assieme. <br>Ci diciamo &#8220;GO! Borderless&#8221; dal quel 18 dicembre 2020: il giorno della proclamazione che ha entusiasmato <a href="https://www.youtube.com/watch?v=aWUb-_6TvGU" target="_blank" rel="noreferrer noopener">tutti i presenti</a> in <a href="https://www.laltrove.com/fuocolento-novembre-2024-la-stazione-transalpina-a-nova-gorica/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Piazzale della Transalpina</a>, tutti quelli che seguivano la diretta da casa e tutti quelli che in questi anni hanno creduto in questo progetto visionario che salta di qua e di là di un confine come se, di fatto, questo non esistesse, e che riesce a far emergere i molteplici punti di contatto e di condivisione che esistono da sempre. </p>



<p style="font-size:21px">Bene. Il 2025 è arrivato. Ci siamo. E ricordiamoci che la cultura siamo noi.</p>



<h2 class="wp-block-heading" style="font-size:29px">Andy Warhol. Beyond Borders</h2>



<p style="font-size:21px">Uno degli appuntamenti goriziani di quest&#8217;anno è una mostra che ha portato nelle antiche sale di Palazzo Attems Petzenstein uno dei simboli più conosciuti e importanti della Pop Art: Andy Warhol.<br>Ecco un&#8217;occasione unica per ammirare Marylin, Elisabeth II e Mickey Mouse in alcuni dei loro ritratti più iconici e colorati, conosciuti e riconosciuti da tutti. Ma anche copie e copertine della rivista <em>Interview</em>, le <em>Campbell&#8217;s Soup</em>, i loghi Chanel o Apple, le copertine dei <em>long play</em>: in tutto ammirerai 180 sue opere, e ancora foto e video. Un percorso che ti accompagna lungo la vita e la carriera di questo artista che fra i primi ha inserito l&#8217;arte in una dimensione più quotidiana, elevando a vere e proprie opere d&#8217;arte i prodotti di massa che stavano determinando la società consumistica negli Stati Uniti nel secondo dopoguerra. <br>Ci sono anche due installazioni multimediali, ma non ti svelo nulla: vai a scoprirle.</p>



<p style="font-size:21px">Forse la percezione che viviamo noi oggi, osservando certe sue opere, è attenuata da una sorta di assuefazione al consumismo, perché in fondo noi ci siamo nati e ci siamo sempre vissuti dentro. Ma se ci proiettiamo negli Stati Uniti degli anni Cinquanta, possiamo immaginare sia la potenza del messaggio di Warhol che è riuscito a elevare una scatoletta di pomodoro a opera d&#8217;arte, sia la stonatura di una società che ha deciso di accettarla come tale. Forse, dopo anni di guerra, di dolore e di incertezza, la semplicità delle &#8220;piccole cose&#8221; aveva un perché reale e profondo.</p>



<h2 class="wp-block-heading" style="font-size:29px">«Dove? Dove xe? Kje? Uer? Dulà?»</h2>



<p style="font-size:21px">Palazzo Attems Petzenstein si trova in piazza Edmondo De Amicis 2. Da Piazza Vittoria prendi la strada che va verso nord (via dell&#8217;Arcivescovado), quando sulla sinistra vedrai la casa di Carolina Luzzatto Coen (la prima donna italiana a dirigere un quotidiano) e sulla destra il palazzo arcivescovile, procedi ancora 300 metri lungo via Carducci e poi vedrai il Palazzo sulla sinistra.<br>Dal primo piano del palazzo, ammirando il parco, noterai alcune corti appartenenti a palazzi un tempo interni al ghetto ebraico, situati proprio in via Graziadio Isaia Ascoli (il glottologo), dirimpetto alla sinagoga. Se, invece, dal primo piano ti affacci verso la piazza, con un po&#8217; di fantasia potresti vedere la casa natale del premio Nobel per la fisica Carlo Rubbia (in via Corsica: ok, non si vede, ma in linea d&#8217;aria saranno 100 metri).<br>La mostra è organizzata dalla Regione Friuli Venezia Giulia e dall&#8217;Ente Regionale PAtrimonio Culturale FVG con la collaborazione di PromoTurismoFVG. In <a href="https://erpac.regione.fvg.it/it/andy-warhol-beyond-borders-136331" target="_blank" rel="noreferrer noopener">questa pagina</a> troverai le informazioni per la visita. Se decidi di partecipare alle visite guidate organizzate dall&#8217;ERPAC, iscriviti al numero 0481 385 335 oppure scrivi a: palazzoattemspetzenstein.go@gmail.com &#8211; didatticamusei.erpac@regione.fvg.it.</p>
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		<title>Fuocolento novembre 2024</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Corinna Sabbadini]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 11 Dec 2024 15:29:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Gorizia]]></category>
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		<category><![CDATA[Fuocolento]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Stazione Transalpina La Stazione Transalpina è la stazione dei treni di Nova Gorica. Un tempo veniva chiamata &#8220;Stazione Nord&#8221; perché diametralmente opposta alla Stazione Meridionale, ma qui stiamo parlando del tempo in cui entrambe queste stazioni appartenevano alla città di Gorizia. Se vuoi scoprire qualcosa di più su questo luogo che ho scritto per il numero di novembre 2024 di Fuocolento. Se la cerchi su Google, la troverai affacciata a una piazza che ha due nomi: la metà che si trova in Slovenia si chiama Trg Europe (Piazza Europa), mentre la metà che si trova in Italia è Piazzale della Transalpina. Due nomi che racchiudono il presente e il passato di questo luogo.È una piazza che nel 1947 ha visto tracciare la linea di un confine mai visto prima di allora. L&#8217;ha visto abbattere, e ha poi ospitato i festeggiamenti del 1 maggio 2004. Ma se hai letto il mio articolo, sai già di cosa sto parlando.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.laltrove.com/fuocolento-novembre-2024-la-stazione-transalpina-a-nova-gorica/">Fuocolento novembre 2024</a> proviene da <a href="https://www.laltrove.com">Laltrove</a>.</p>
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<h2 class="wp-block-heading" style="font-size:29px">La Stazione Transalpina</h2>



<p style="font-size:21px">La Stazione Transalpina è la stazione dei treni di Nova Gorica. <br>Un tempo veniva chiamata &#8220;Stazione Nord&#8221; perché diametralmente opposta alla Stazione Meridionale, ma qui stiamo parlando del tempo in cui entrambe queste stazioni appartenevano alla città di Gorizia. <br>Se vuoi scoprire qualcosa di più su questo luogo</p>



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</div>



<p style="font-size:21px"><br>che ho scritto per il numero di novembre 2024 di <a href="https://www.laltrove.com/fuocolento-rivista-gastronomica-culturale-nordest/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Fuocolento</a>. <br>Se la cerchi su <a href="https://www.google.it/maps/place/NOVA+GORICA+(stazione+ferroviaria)/@45.9551779,13.6320558,16.73z/data=!4m6!3m5!1s0x477b00e46a6e5745:0x91bbea78552fc556!8m2!3d45.9553827!4d13.6353719!16s%2Fg%2F11jcmqywql?entry=ttu&amp;g_ep=EgoyMDI0MTIwNC4wIKXMDSoASAFQAw%3D%3D" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Google</a>, la troverai affacciata a una piazza che ha due nomi: la metà che si trova in Slovenia si chiama Trg Europe (Piazza Europa), mentre la metà che si trova in Italia è Piazzale della Transalpina. Due nomi che racchiudono il presente e il passato di questo luogo.<br>È una piazza che nel 1947 ha visto tracciare la linea di un confine mai visto prima di allora. L&#8217;ha visto abbattere, e ha poi ospitato i festeggiamenti del 1 maggio 2004. Ma se hai letto il mio articolo, sai già di cosa sto parlando.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.laltrove.com/fuocolento-novembre-2024-la-stazione-transalpina-a-nova-gorica/">Fuocolento novembre 2024</a> proviene da <a href="https://www.laltrove.com">Laltrove</a>.</p>
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		<title>Fuocolento settembre 2024</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Corinna Sabbadini]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 Oct 2024 14:27:43 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>La Stazione Meridionale di Gorizia C&#8217;è stato un tempo in cui Gorizia aveva due stazioni dei treni. (Entrambe raggiungevano Trieste, anche lì in due stazioni diverse.) Le loro posizioni rispetto alla città avevano indotto i goriziani a chiamarle Stazione Meridionale e Stazione Nord.Dal 1860, la Stazione Meridionale (la più antica delle due) collega Gorizia con Trieste (verso sud) e con Udine (verso nord). Ma la sua meta principale, quando fu pensata e progettata nella seconda metà del diciannovesimo secolo, era Milano, passando da Udine e da Venezia.Ma non aggiungo altro, trovi tutto in questo mio articolo Per sapere la storia e il destino della Stazione Nord, ti consiglio di leggere questo altro mio articolo. Forse se ti dico &#8220;Stazione Transalpina&#8221; sai già di cosa sto parlando, ma vai pure a leggerlo.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.laltrove.com/la-stazione-meridionale-di-gorizia/">Fuocolento settembre 2024</a> proviene da <a href="https://www.laltrove.com">Laltrove</a>.</p>
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<h2 class="wp-block-heading" style="font-size:29px">La Stazione Meridionale di Gorizia</h2>



<p style="font-size:21px">C&#8217;è stato un tempo in cui Gorizia aveva due stazioni dei treni. (Entrambe raggiungevano Trieste, anche lì in due stazioni diverse.) Le loro posizioni rispetto alla città avevano indotto i goriziani a chiamarle Stazione Meridionale e Stazione Nord.<br>Dal 1860, la Stazione Meridionale (la più antica delle due) collega Gorizia con Trieste (verso sud) e con Udine (verso nord). Ma la sua meta principale, quando fu pensata e progettata nella seconda metà del diciannovesimo secolo, era Milano, passando da Udine e da Venezia.<br>Ma non aggiungo altro, trovi tutto in questo mio articolo</p>



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<p style="font-size:21px"><br>Per sapere la storia e il destino della Stazione Nord, ti consiglio di leggere <a href="https://www.laltrove.com/fuocolento-novembre-2024-la-stazione-transalpina-a-nova-gorica/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">questo altro mio articolo</a>. Forse se ti dico &#8220;Stazione Transalpina&#8221; sai già di cosa sto parlando, ma vai pure a leggerlo.</p>
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		<title>Fuocolento maggio 2024</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Corinna Sabbadini]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Aug 2024 14:14:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Gorizia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Antonio Lasciac. La sua villa e il suo parco Ti propongo una suggestiva passeggiata fra Gorizia e Nova Gorica. Una passeggiata che è più un tuffo nella storia di queste due città.Arriva al valico del Rafut. La prima tappa è il museo sul confine &#8220;Lasciapassare/Prepusnica&#8221; (un progetto del Comune di Gorizia con la direzione scientifica e artistica curata dall’Associazione Quarantasettezeroquattro): prenditi un po&#8217; di tempo, perché anche se è piccolo, troverai molto materiale sia dentro sia fuori (nel giardino che lo circonda). Te ne avevo parlato l&#8217;anno scorso: vai pure a leggere l&#8217;articolo.Ecco, una volta uscito da qua, osserva l&#8217;ultima casa sulla sinistra prima del confine: quella è la casa dove nel 1947 fu scattata la foto della mucca che aveva due zampe in Jugoslavia (oltre la linea bianca) e le altre due in Italia (al di qua della linea bianca).La linea bianca era il nuovo confine tracciato con una scia di gesso il 16 settembre 1947. Un confine disegnato sulla carta geografica dal Trattato di Parigi firmato il 10 febbraio 1947.Ma se sei appena uscito dal museo: sai già tutto!Saluta l&#8217;Italia ed entra in Slovenia. Fai attenzione alla pista ciclopedonale: è molto trafficata!Ora alza lo sguardo alla tua sinistra, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.laltrove.com/fuocolento-maggio-2024-antonio-lasciac-la-sua-villa-e-il-suo-parco/">Fuocolento maggio 2024</a> proviene da <a href="https://www.laltrove.com">Laltrove</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading" style="font-size:29px">Antonio Lasciac. La sua villa e il suo parco</h2>



<p style="font-size:21px">Ti propongo una <a href="https://www.instagram.com/reel/DBrQfjwt7f7/?utm_source=ig_web_copy_link&amp;igsh=MzRlODBiNWFlZA==" target="_blank" rel="noreferrer noopener">suggestiva passeggiata</a> fra Gorizia e Nova Gorica. Una passeggiata che è più un tuffo nella storia di queste due città.<br>Arriva al valico del Rafut. La prima tappa è il museo sul confine &#8220;Lasciapassare/Prepusnica&#8221; (un progetto del Comune di Gorizia con la direzione scientifica e artistica curata dall’Associazione Quarantasettezeroquattro): prenditi un po&#8217; di tempo, perché anche se è piccolo, troverai molto materiale sia dentro sia fuori (nel giardino che lo circonda). Te ne avevo parlato l&#8217;anno scorso: <a href="https://www.laltrove.com/lasciapassare-prepusnica-un-museo-sul-confine-a-gorizia/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">vai pure a leggere l&#8217;articolo</a>.<br>Ecco, una volta uscito da qua, osserva l&#8217;ultima casa sulla sinistra prima del confine: quella è la casa dove nel 1947 fu scattata la foto della mucca che aveva due zampe in Jugoslavia (oltre la linea bianca) e le altre due in Italia (al di qua della linea bianca).<br>La linea bianca era il nuovo confine tracciato con una scia di gesso il 16 settembre 1947. Un confine disegnato sulla carta geografica dal Trattato di Parigi firmato il 10 febbraio 1947.<br>Ma se sei appena uscito dal museo: sai già tutto!<br>Saluta l&#8217;Italia ed entra in Slovenia. Fai attenzione alla pista ciclopedonale: è molto trafficata!<br>Ora alza lo sguardo alla tua sinistra, verso nord est: quello è il monastero di Castagnevizza.<br>Procedi lungo la strada: il primo edificio sulla sinistra ospita una delle quattro sedi del Muzej na meji (il museo sul Confine) che il <a href="https://www.goriskimuzej.si/it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Goriški muzej </a>di Nova Gorica ha realizzato in questi anni in quattro punti strategici lungo la linea di confine. Qua c&#8217;è &#8220;Razstava Na šverc!&#8221;: l’esposizione dedicata al contrabbando. <a href="https://www.laltrove.com/fuocolento-luglio-2023-il-museo-del-contrabbando/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Non perderla</a>.<br>Dopo aver fatto anche questa visita, riprendi la strada verso est per circa 250 metri. Si sale un po&#8217;. Capirai subito quando sarai arrivato all&#8217;ingresso principale del Parco del Rafut.<br>Entra.</p>



<p style="font-size:21px">Lo scorso maggio ne ho parlato in un articolo su&nbsp;<a href="https://www.laltrove.com/fuocolento-rivista-gastronomica-culturale-nordest/">Fuocolento</a>: clicca sul bottone per leggerlo.</p>



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</div>



<p style="font-size:21px"><br>Così scoprirai anche chi è Antonio Lasciac.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.laltrove.com/fuocolento-maggio-2024-antonio-lasciac-la-sua-villa-e-il-suo-parco/">Fuocolento maggio 2024</a> proviene da <a href="https://www.laltrove.com">Laltrove</a>.</p>
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		<title>Gorizia ∙ Nova Gorica &#8211; Due città in una</title>
		<link>https://www.laltrove.com/gorizia-nova-gorica-due-citta-in-una/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Corinna Sabbadini]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Jul 2024 15:11:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Gorizia]]></category>
		<category><![CDATA[Leggendo]]></category>
		<category><![CDATA[Andrea Bellavite]]></category>
		<category><![CDATA[Ediciclo Editore]]></category>
		<category><![CDATA[GO! Borderless]]></category>
		<category><![CDATA[GO!2025]]></category>
		<category><![CDATA[Nova Gorica]]></category>
		<category><![CDATA[Nova Gorica/Gorizia 2025]]></category>
		<category><![CDATA[Storie terre confini]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Guida alla Capitale europea della Cultura Calzature e vestiti comodi: qua si cammina. Va bene anche se pedali, o se pattini. Poi servono tempo, occhio attento e voglia di capire. Non guardare: capire.Non dare nulla per scontato (beh: quello sempre nella vita!) e vedrai le cose con occhi nuovi. Se sei pronto, andiamo. Andrea Bellavite ha scritto una guida su Gorici (termine coniato da lui stesso): è il duale (nella lingua slovena) che unisce la parte vecchia (Gorizia) e quella nuova (Nova Gorica) in un’unica parola che identifica le due città. Già questo punto di partenza mi sembra incantevole.Sei mai stato a Gorizia? E a Nova Gorica? Se questa è la tua prima visita, sei fortunato: hai un Cicerone d&#8217;eccezione che non solo conosce molto bene entrambe le città, ma anche le ama allo stesso modo. È un camminatore, un viandante, un costruttore di ponti fondati sulla giustizia e sulla pace; ma non solo: è teologo, direttore della Fondazione “Società per la conservazione della Basilica di Aquileia”, saggista, giornalista e operatore sociale. Ci sono otto percorsi. Alcuni cominciano a Nova Gorica e si concludono a Nova Gorica. Altri iniziano a Gorizia e terminano a Gorizia. Altri necessitano di un documento [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading" style="font-size:29px">Guida alla Capitale europea della Cultura</h2>



<p style="font-size:21px">Calzature e vestiti comodi: qua si cammina. Va bene anche se pedali, o se pattini. <br>Poi servono tempo, occhio attento e voglia di capire. Non guardare: capire.<br>Non dare nulla per scontato (beh: quello sempre nella vita!) e vedrai le cose con occhi nuovi. Se sei pronto, andiamo.</p>



<p style="font-size:21px">Andrea Bellavite ha scritto una guida su <a href="https://www.ediciclo.it/it/libri/dettaglio/gorizia-nova-gorica/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">G</a><a href="https://www.laltrove.com/storie-terre-confini-a-cormons/">orici</a> (termine coniato da lui stesso): è il duale (nella lingua slovena) che unisce la parte vecchia (Gorizia) e quella nuova (Nova Gorica) in un’unica parola che identifica le due città. Già questo punto di partenza mi sembra incantevole.<br>Sei mai stato a Gorizia? E a Nova Gorica? Se questa è la tua prima visita, sei fortunato: hai un Cicerone d&#8217;eccezione che non solo conosce molto bene entrambe le città, ma anche le ama allo stesso modo. È un camminatore, un viandante, un costruttore di ponti fondati sulla giustizia e sulla pace; ma non solo: è teologo, direttore della Fondazione “Società per la conservazione della Basilica di Aquileia”, saggista, giornalista e operatore sociale.</p>



<p style="font-size:21px">Ci sono otto percorsi. Alcuni cominciano a Nova Gorica e si concludono a Nova Gorica. Altri iniziano a Gorizia e terminano a Gorizia. Altri necessitano di un documento d&#8217;identità sempre a portata di mano, perché ti portano un po&#8217; qua e un po&#8217; là.<br>Non te li descrivo per non togliere nulla alla sorpresa della scoperta.<br>E non c&#8217;è &#8220;uno migliore di un altro&#8221; perché tutti hanno molto da dire. <br>Ti svelo che ogni percorso ha la sua mappa: così puoi orientarti anche quando le nuvole oscurano il sole e le altre stelle. <br>Troverai delle pagine dedicate all&#8217;approfondimento di alcuni luoghi, persone, canzoni e poesie.<br>Per esempio, scoprirai che il corso d&#8217;acqua di Gorici è il torrente Corno, non è l&#8217;Isonzo che scorre nelle periferie. C&#8217;è poi una pagina dedicata al carcere: fatto non comune nelle guide turistiche. Ci sono due stazioni ferroviarie: un tempo erano la stazione settentrionale e la stazione meridionale di Gorizia, mentre oggi sono&#8230; lo leggerai. Incontrerai un sacco di personaggi: statue, targhe, case, strade a ricordare loro e quello che hanno fatto, e ti farà piacere imparare perché sono lì. <br>Camminando, sarai avvolto anche dai profumi delle città: anche quelli fanno parte di questi luoghi.<br>Il confine. Ci saranno luoghi in cui il confine sarà ben presente, evidente. Ma ci saranno momenti in cui ti chiederai &#8220;dov&#8217;è esattamente?&#8221;, o quando ti dimenticherai di lui, e quelli saranno gli attimi migliori.</p>



<p style="font-size:21px">Spero che questa guida risponda a domande che non sapevi di avere, e che te ne stuzzichi altre in modo che tu posso continuare la tua scoperta di Gorici con altre letture, con altri incontri.</p>



<p style="font-size:21px">«Regaliamoci la bellezza delle reciproche culture» ci dice Andrea Bellavite, e credo sia il più sincero augurio e la più alta speranza che possiamo prevedere per il prossimo futuro dei cittadini di questo territorio, fra l&#8217;Italia e la Slovenia, in previsione del 2025, anno in cui Nova Gorica e Gorizia saranno, assieme, Capitale europea della Cultura.</p>



<p style="font-size:21px">La stessa guida, <em>Gorica Nova Gorica: Povezani mesti</em>, è stata tradotta in sloveno da Martina Kafol (e pubblicata da Založništvo tržaškega tiska) ed è uscita lo stesso giorno della versione in italiano.</p>



<p>A. Bellavite<em>, Gorizia Nova Gorica &#8211; Due città in una</em>, Ediciclo Editore, Portogruaro (VE), 2024.<br>La guida è stata presentata a Cormons nel maggio 2024 durante uno degli appuntamenti di &#8220;<a href="https://www.laltrove.com/storie-terre-confini-a-cormons/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Storie, terre, confini</a>&#8221; organizzati da Alessandra e Paolo Vecchiet, titolari della omonima cartolibreria di Cormons.</p>
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		<title>Fuocolento luglio 2023</title>
		<link>https://www.laltrove.com/fuocolento-luglio-2023-il-museo-del-contrabbando/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Corinna Sabbadini]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Apr 2024 18:20:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Gorizia]]></category>
		<category><![CDATA[Museando]]></category>
		<category><![CDATA[Scrivendo]]></category>
		<category><![CDATA[Fuocolento]]></category>
		<category><![CDATA[GO! Borderless]]></category>
		<category><![CDATA[GO!2025]]></category>
		<category><![CDATA[Goriški Muzej]]></category>
		<category><![CDATA[Il Museo del Contrabbando]]></category>
		<category><![CDATA[Muzej na meji Pristava]]></category>
		<category><![CDATA[Nova Gorica]]></category>
		<category><![CDATA[Nova Gorica/Gorizia 2025]]></category>
		<category><![CDATA[Pristava]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Museo del Contrabbando Ti ricordi quando ti avevo parlato di “Lasciapassare/Prepusnica”, il museo dentro la garrita al confine del Rafut a Gorizia (quel piccolo valico secondario sotto il colle del castello di Gorizia)?Ecco, oggi ti parlo del museo dirimpettaio: l&#8217;allestimento che il Goriški Muzej ha pensato per la casermetta slovena dove stazionavano i graničari (le guardie di confine jugoslave e poi, dal 1991, slovene). Qua troverai Razstava Na šverc! (il museo con l’esposizione dedicataal contrabbando): è una delle quattro sedi del Muzej na meji (il museo sul Confine) che il Goriški muzej di Nova Gorica ha realizzato in questi anni in quattro punti strategici lungo la linea di confine.La scorsa estate ne ho scritto un articolo su Fuocolento: clicca sul bottone per leggerlo. Il Museo si trova in Kostanjeviška cesta 32 a Nova Gorica, ed è aperto con questi orari:lunedì–venerdì: 13.00–17.00sabato, domenica e festivi: (orario invernale) 12.00–17.00 &#8211; (orario estivo) 12.00–18.00.Se vuoi provare l&#8217;esperienza dell&#8217;escape room (di cui trovi le informazioni nell&#8217;articolo), ricordati che devi prenotarla in anticipo.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading" style="font-size:29px">Il Museo del Contrabbando</h2>



<p style="font-size:21px">Ti ricordi quando ti avevo parlato di <a href="https://www.laltrove.com/lasciapassare-prepusnica-un-museo-sul-confine-a-gorizia/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">“Lasciapassare/Prepusnica”</a>, il museo dentro la garrita al confine del Rafut a Gorizia (quel piccolo valico secondario sotto il colle del castello di Gorizia)?<br>Ecco, oggi ti parlo del museo dirimpettaio: l&#8217;allestimento che il Goriški Muzej ha pensato per la casermetta slovena dove stazionavano i <em>graničari</em> (le guardie di confine jugoslave e poi, dal 1991, slovene). Qua troverai <a href="https://goriskimuzej.si/stalne-zbirke/muzej-na-meji/muzejska-zbirka-pristava" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Razstava Na šverc!</a> (il museo con l’esposizione dedicata<br>al contrabbando): è una delle quattro sedi del Muzej na meji (il museo sul Confine) che il Goriški muzej di Nova Gorica ha realizzato in questi anni in quattro punti strategici lungo la linea di confine.<br>La scorsa estate ne ho scritto un articolo su <a href="https://www.laltrove.com/fuocolento-rivista-gastronomica-culturale-nordest/">Fuocolento</a>: clicca sul bottone per leggerlo.</p>



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</div>



<p style="font-size:21px"><br>Il Museo si trova in Kostanjeviška cesta 32 a Nova Gorica, ed è aperto con questi orari:<br>lunedì–venerdì: 13.00–17.00<br>sabato, domenica e festivi: (orario invernale) 12.00–17.00 &#8211; (orario estivo) 12.00–18.00.<br>Se vuoi provare l&#8217;esperienza dell&#8217;<em>escape room</em> (di cui trovi le informazioni nell&#8217;articolo), ricordati che devi prenotarla in anticipo.</p>
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		<title>Fuocolento gennaio 2023</title>
		<link>https://www.laltrove.com/le-pietre-dinciampo-a-gorizia-fuocolento-gennaio-2023/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Corinna Sabbadini]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 25 Jan 2024 16:57:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Gorizia]]></category>
		<category><![CDATA[Scrivendo]]></category>
		<category><![CDATA[Biblioteca Statale Isontina]]></category>
		<category><![CDATA[Fuocolento]]></category>
		<category><![CDATA[Giorno della Memoria]]></category>
		<category><![CDATA[GO! Borderless]]></category>
		<category><![CDATA[GO!2025]]></category>
		<category><![CDATA[Nova Gorica/Gorizia 2025]]></category>
		<category><![CDATA[Pietre d'Inciampo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le Pietre d&#8217;Inciampo a Gorizia Guarda quanto è bella questa pianta della città: è aggiornata al 1° gennaio 1921. Guarda com&#8217;era la città un secolo fa: guarda cosa c&#8217;era già, e cosa è arrivato dopo.C&#8217;è una cosa che mi ha colpito in modo particolare, ma non ti dico cos&#8217;è: mi tengo il segreto per scrivere un altro articolo più avanti! Torniamo a noi. Vedi i numeri all&#8217;interno di quei piccoli cerchi neri? Indicano le posizioni dove si trovano 25 Pietre d&#8217;Inciampo che sono state posizionate dal 20 gennaio 2016 a oggi. Manca un numero (il 12): quello che dovrebbe indicare via Lunga (in Borgo San Rocco), il luogo dove si trovava lo storico negozio di mobili di Ladislao Herskovitz (italianizzato Ercoli) e dove lo scorso aprile è stata posata la ventiseiesima Pietra d&#8217;Inciampo di Gorizia.Se vuoi scoprire qualcosa di più su queste Pietre che ho scritto sul numero di gennaio 2023 di Fuocolento: ti racconto cosa sono, chi le ha &#8220;inventate&#8221; e cosa rappresentano. Trovi anche l&#8217;elenco dei nomi che queste &#8220;Stolpersteine&#8221; vogliono ricordare.Il numero 11 che vedi indicato in basso a destra, lontano dal centro cittadino, indica le Pietre d&#8217;Inciampo che sono state posizionate all&#8217;esterno dell&#8217;Ospedale Psichiatrico di Gorizia [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading" style="font-size:29px">Le Pietre d&#8217;Inciampo a Gorizia</h2>



<p style="font-size:21px">Guarda quanto è bella questa pianta della città: è aggiornata al 1° gennaio 1921. Guarda com&#8217;era la città un secolo fa: guarda cosa c&#8217;era già, e cosa è arrivato dopo.<br>C&#8217;è una cosa che mi ha colpito in modo particolare, ma non ti dico cos&#8217;è: mi tengo il segreto per scrivere un altro articolo più avanti!<br> <br>Torniamo a noi. Vedi i numeri all&#8217;interno di quei piccoli cerchi neri? Indicano le posizioni dove si trovano 25 Pietre d&#8217;Inciampo che sono state posizionate dal 20 gennaio 2016 a oggi. Manca un numero (il 12): quello che dovrebbe indicare via Lunga (in Borgo San Rocco), il luogo dove si trovava lo storico negozio di mobili di <strong>Ladislao Herskovitz (italianizzato Ercoli)</strong> e dove lo scorso aprile è stata posata la ventiseiesima Pietra d&#8217;Inciampo di Gorizia.<br>Se vuoi scoprire qualcosa di più su queste Pietre</p>



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</div>



<p style="font-size:21px"><br>che ho scritto sul numero di gennaio 2023 di Fuocolento: ti racconto cosa sono, chi le ha &#8220;inventate&#8221; e cosa rappresentano. Trovi anche l&#8217;elenco dei nomi che queste &#8220;Stolpersteine&#8221; vogliono ricordare.<br>Il numero 11 che vedi indicato in basso a destra, lontano dal centro cittadino, indica le Pietre d&#8217;Inciampo che sono state posizionate all&#8217;esterno dell&#8217;<a href="https://www.laltrove.com/fuocolento-maggio-2023-l-ospedale-psichiatrico-di-gorizia/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Ospedale Psichiatrico di Gorizia</a> dove tre persone sono state prelevate e deportate nel dicembre 1943. Due di loro erano i coniugi ultrasettantenni Amelia Pavia Michelstaedter ed Elio Michelstaedter che si erano fatti ricoverare con la speranza di non essere così arrestati. La terza vittima era una giovane donna, Elsa Valobra, che invece si trovava qui da quando era stata licenziata dalla Cassa di Risparmio nel 1938, in seguito alla promulgazione delle leggi razziali: lo shock che subì in seguito al licenziamento fu così forte che fu necessario ricoverarla.</p>



<div class="wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-9d6595d7 wp-block-columns-is-layout-flex">
<div class="wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow">
<p style="font-size:22px"><em>La lettura del nome va fatta ad alta voce, come se lei fosse dall’altra parte della strada e tu la stessi chiamando. Senza urlare. Solo per attirare la sua attenzione, come per salutarla. Bisogna nominarla ad alta voce per tutte quelle migliaia di volte che sua madre, sua sorella, suo nipote e i suoi amici avrebbero dovuto o voluto chiamarla ancora. </em></p>
</div>



<div class="wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow">
<figure class="wp-block-image size-large"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="1024" height="757" src="https://www.laltrove.com/wp-content/uploads/2024/01/Pietra-dinciampo-Elda-Michelstaedter-1024x757.jpg" alt="Pietra d'inciampo Elda Michelstaedter" class="wp-image-2669" srcset="https://www.laltrove.com/wp-content/uploads/2024/01/Pietra-dinciampo-Elda-Michelstaedter-1024x757.jpg 1024w, https://www.laltrove.com/wp-content/uploads/2024/01/Pietra-dinciampo-Elda-Michelstaedter-300x222.jpg 300w, https://www.laltrove.com/wp-content/uploads/2024/01/Pietra-dinciampo-Elda-Michelstaedter-768x568.jpg 768w, https://www.laltrove.com/wp-content/uploads/2024/01/Pietra-dinciampo-Elda-Michelstaedter.jpg 1298w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Pietra d&#8217;Inciampo dedicata a <a href="https://www.laltrove.com/fuocolento-elda-michelstaedter-e-il-cassone-da-viaggio/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Elda Michelstaedter</a></figcaption></figure>
</div>
</div>



<p><em>Foto di copertina: <a href="https://www.isontina.beniculturali.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Biblioteca Statale Isontina</a>.</em></p>
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		<title>L&#8217;Archivio di Stato di Gorizia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Corinna Sabbadini]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Jan 2024 16:11:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ARCHIVIANDO]]></category>
		<category><![CDATA[Gorizia]]></category>
		<category><![CDATA[Archivio di Stato]]></category>
		<category><![CDATA[Archivio di Stato di Gorizia]]></category>
		<category><![CDATA[Borgo Piazzutta]]></category>
		<category><![CDATA[GO! Borderless]]></category>
		<category><![CDATA[GO!2025]]></category>
		<category><![CDATA[Nova Gorica/Gorizia 2025]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Oggi andiamo a Borgo Piazzutta L&#8217;Archivio di Stato di Gorizia si trova fra piazza Nicolò Tommaseo e palazzo Coronini Cronberg, in borgo Piazzutta, una zona storica della città.La strada è tranquilla e invita al silenzio ancora prima di entrare nell&#8217;edificio. La sede, progettata negli anni Sessanta dello scorso secolo e ultimata nel 1968, è stata costruita con l&#8217;intento di ospitare l&#8217;archivio statale, quindi è funzionale a questo scopo: gli spazi sono ben delineati e collegati fra loro per facilitare il lavoro di ricerca e la consultazione dei testi, e i locali archivistici (dislocati su quattro piani) sono logisticamente pensati per garantire la sicurezza dei documenti.Considerato il periodo di costruzione (in piena Guerra Fredda) e l&#8217;immediata vicinanza del confine di Stato con la allora Jugoslavia (che all&#8217;epoca apparteneva ai Paesi &#8220;non allineati&#8221;: quegli Stati che non volevano schierarsi né con gli Stati Uniti d&#8217;America né con l&#8217;Unione Sovietica), lo stabile venne dotato di un bunker che, in caso di grave necessità, avrebbe potuto ospitare i documenti più preziosi.(Spoiler: non è mai stato usato) Che cosa puoi trovarci? Sul sito dell’Archivio di Stato di Gorizia si legge che &#8220;conserva le carte delle magistrature precedenti l’annessione all’Italia e le carte degli uffici periferici [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.laltrove.com/larchivio-di-stato-di-gorizia/">L&#8217;Archivio di Stato di Gorizia</a> proviene da <a href="https://www.laltrove.com">Laltrove</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading">Oggi andiamo a Borgo Piazzutta</h2>



<p style="font-size:21px">L&#8217;Archivio di Stato di Gorizia si trova fra piazza Nicolò Tommaseo e palazzo Coronini Cronberg, in borgo Piazzutta, una zona storica della città.<br>La strada è tranquilla e invita al silenzio ancora prima di entrare nell&#8217;edificio. <br>La sede, progettata negli anni Sessanta dello scorso secolo e ultimata nel 1968, è stata costruita con l&#8217;intento di ospitare l&#8217;archivio statale, quindi è funzionale a questo scopo: gli spazi sono ben delineati e collegati fra loro per facilitare il lavoro di ricerca e la consultazione dei testi, e i locali archivistici (dislocati su quattro piani) sono logisticamente pensati per garantire la sicurezza dei documenti.<br>Considerato il periodo di costruzione (in piena Guerra Fredda) e l&#8217;immediata vicinanza del confine di Stato con la allora Jugoslavia (che all&#8217;epoca apparteneva ai Paesi &#8220;non allineati&#8221;: quegli Stati che non volevano schierarsi né con gli Stati Uniti d&#8217;America né con l&#8217;Unione Sovietica), lo stabile venne dotato di un bunker che, in caso di grave necessità, avrebbe potuto ospitare i documenti più preziosi.<br>(Spoiler: non è mai stato usato)</p>



<h2 class="wp-block-heading" style="font-size:29px">Che cosa puoi trovarci?</h2>



<p style="font-size:21px">Sul sito dell’Archivio di Stato di Gorizia si legge che &#8220;conserva le carte delle magistrature precedenti l’annessione all’Italia e le carte degli uffici periferici dello Stato italiano.<br>Incrementa il suo patrimonio documentario con i versamenti che gli uffici giudiziari ed amministrativi dello Stato sono tenuti a effettuare di tutte le carte non più occorrenti alle necessità ordinarie del servizio, e relative a pratiche esaurite da oltre trent’anni.<br>Vengono inoltre conservati qua gli atti notarili, trascorsi cento anni dalla cessazione dell’attività del notaio rogante, gli archivi degli enti pubblici soppressi, gli archivi e i documenti acquisiti dallo Stato a titolo privato, mediante compravendita o donazione.&#8221;</p>



<p style="font-size:21px">Allora vediamo un po&#8217; cosa è stato versato in questo archivio. Tieni a mente che Gorizia all&#8217;inizio del Ventesimo secolo Gorizia faceva parte dell&#8217;impero Austro-ungarico, poi è stata annessa al Regno d&#8217;Italia, durante la Seconda Guerra Mondiale è stata inserita nell&#8217;Operationszone Adriatisches Küstenland (la Zona d&#8217;operazioni del Litorale adriatico posta sotto la diretta amministrazione militare tedesca), terminata la guerra rientrò nei confini della &#8220;zona A&#8221; delimitata dalla linea Morgan (posta sotto il controllo del Governo militare Alleato) e poi, in seguito al trattato di Parigi del 1947, gran parte della città di Gorizia restò in Italia, con il confine (ancora attuale) che tagliò in due parti la città e i suoi abitanti.<br>Fatta questa premessa, si può intuire che molti documenti possono essere andati perduti, distrutti, dimenticati, sottratti o rovinati a causa delle guerre e dei cambiamenti di bandiere che hanno scritto la storia dello scorso secolo.<br>Ecco quindi che qua si possono consultare gli archivi prodotti nella città e nella provincia di Gorizia dalle istituzioni politiche, amministrative e giudiziarie relative all&#8217;impero asburgico e  poi al Regno e infine allo Stato italiano, e ancora archivi di enti locali, notarili, catastali, professionali, di famiglie e di persone, nonché altri fondi pubblici e privati. Tutti assieme, messi uno accanto all&#8217;altro, occupano quattro chilometri di collocazione.<br>Sono veramente tanti e di provenienze diverse fra loro: troverai l&#8217;archivio dell&#8217;architetto Max Fabiani e dello scrittore Celso Macor, quelli delle famiglie Attems-Cossar e Coronini Cronberg, i registri e i protocolli del Ginnasio e dell&#8217;asilo infantile di lingua tedesca, il catasto Teresiano e quello Giuseppino, i documenti delle preture, delle prefetture, dei tribunali del periodo napoleonico e&#8230; <a href="https://archiviodistatogorizia.cultura.gov.it/inventari-on-line/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">vai a dare una occhiata</a> per farti una idea di quanto materiale c&#8217;è.</p>



<h2 class="wp-block-heading" style="font-size:29px">La sala consultazione</h2>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" width="1024" height="699" src="https://www.laltrove.com/wp-content/uploads/2024/01/Archivio-di-Stato-Gorizia-Sala-consultazione-1-1024x699.jpg" alt="L'Archivio di Stato di Gorizia - la sala consultazione" class="wp-image-2615" srcset="https://www.laltrove.com/wp-content/uploads/2024/01/Archivio-di-Stato-Gorizia-Sala-consultazione-1-1024x699.jpg 1024w, https://www.laltrove.com/wp-content/uploads/2024/01/Archivio-di-Stato-Gorizia-Sala-consultazione-1-300x205.jpg 300w, https://www.laltrove.com/wp-content/uploads/2024/01/Archivio-di-Stato-Gorizia-Sala-consultazione-1-768x524.jpg 768w, https://www.laltrove.com/wp-content/uploads/2024/01/Archivio-di-Stato-Gorizia-Sala-consultazione-1.jpg 1406w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">L&#8217;Archivio di Stato di Gorizia &#8211; la sala consultazione</figcaption></figure>



<p style="font-size:21px">Appena vi entrerai, sarai attratto dall&#8217;opera d&#8217;arte che riveste la parete che volge a oriente: un bassorilievo composto da dieci pannelli di terracotta patinata, su cui sono rappresentati episodi della Divina Commedia di Dante. Se sei curioso di scoprire qualcosa di più su questo bassorilievo realizzato da Agostino Piazza fra il 1967 e il 1968, trovi una serie di informazioni dettagliate in <a href="https://archiviodistatogorizia.cultura.gov.it/immagini-dantesche-nellarchivio-di-stato-di-gorizia/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">questa pagina</a> del sito internet dell&#8217;Archivio.<br>Dopo aver &#8220;letto&#8221; i canti danteschi (perché sono sicura che ti avvicinerai per tentar di riconoscere i personaggi e le &#8220;scene&#8221; più famose), potrai accomodarti alle scrivanie e dedicarti allo studio dei documenti che ti servono: che la tua ricerca abbia inizio! </p>



<p style="font-size:21px">Ricordati che per accedere alla sala consultazione devi <a href="https://archiviodistatogorizia.cultura.gov.it/prenotazioni-della-sala-di-studio/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">effettuare la prenotazione</a>.</p>



<h2 class="wp-block-heading" style="font-size:29px">La biblioteca</h2>



<p style="font-size:21px">Con i suoi 20.706 volumi, 8 manoscritti, 13 carte geografiche, stampe e disegni, 308 testate di periodici e 57 riproduzioni fotografiche, la biblioteca è funzionale a chi svolge ricerca in archivio.</p>



<p style="font-size:21px">È collegata al&nbsp;<a href="https://www.iccu.sbn.it/it/SBN/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Servizio Bibliotecario Nazionale SBN</a>&nbsp;del&nbsp;<a href="https://www.biblio.units.it/SebinaOpac/.do" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Polo dell’Università degli Studi di Trieste</a>. Inoltre, le descrizioni bibliografiche relative a questo patrimonio librario sono usufruibili sul sito&nbsp;<a href="http://www.biblioest.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Biblioest</a>.<br>L’Istituto conserva anche alcune collezioni provenienti da biblioteche appartenenti a fondi giudiziari, amministrativi e privati, acquisiti nel tempo dall&#8217;Archivio. Pensa che meraviglia!</p>



<h2 class="wp-block-heading" style="font-size:29px">L&#8217;etere</h2>



<p style="font-size:21px">Molti documenti sono stati digitalizzati e sono fruibili sul <a href="https://archivi.cultura.gov.it/istituti-archivistici/archivi-di-stato" target="_blank" rel="noreferrer noopener">sito</a>: si possono consultare le <strong>mappe del catasto</strong> “franceschino” relativo ai secoli XIX e XX, <strong>i ruoli matricolari</strong> relativi al Distretto militare di Gorizia dal 1875 al 1937, le <strong>liste di leva</strong> prodotte dall’Ufficio di leva di Gorizia nel periodo dal 1900 al 1952, 33 <strong>“Libri dei fuochi”</strong> (un censimento dei focolari domestici che rivela molte informazioni anagrafiche), le 9.000 <strong>ventilazioni ereditarie</strong> stilate fra il 1755 e il 1850 (sono una importante fonte che ci mostra la storia economica, sociale e demografica della Contea di Gorizia) e il volume dedicato alla storia della famiglia dei <strong>Cobenzl</strong> (i cui documenti sono reperibili all&#8217;interno dell’Archivio Coronini Cronberg).</p>



<h2 class="wp-block-heading" style="font-size:29px">L&#8217;Archivio di Stato di Gorizia: «Dove? Kje? Uer? Dulà?»</h2>



<p style="font-size:21px">Si trova in via dell’Ospitale 2. <br>Se stai uscendo da palazzo Coronini Cronberg, continua dritto per 50 metri e lo troverai sulla tua sinistra.<br>Se sei in piazza Tommaseo, sali lungo Riva Piazzutta, gira a sinistra e dopo 50 metri lo vedrai sulla tua destra.<br>Se stai ammirando <a href="https://www.laltrove.com/cartolina/cartolina-dalla-piazza-grande-di-gorizia-imperiale/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">piazza della Vittoria</a>, continua verso nord, poi prendi via del Seminario e, una volta arrivato a Piazzutta, risali la Riva come ti ho scritto qua sopra.</p>



<h2 class="wp-block-heading" style="font-size:29px">Pausa caffè</h2>



<p style="font-size:21px">Se hai bisogno di un caffè prima di iniziare la tua ricerca o se ti senti disidratato una volta terminato tutto quell&#8217;approfondimento, a poche decine di metri dall&#8217;Archivio c&#8217;è l&#8217;Osteria Riva Piazzutta, mentre se scendi fino a piazza Tommaseo troverai il Bar Piazzutta. </p>



<p><em>Foto tratte dal <a href="https://archiviodistatogorizia.cultura.gov.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">sito internet</a> dell&#8217;Archivio di Stato di Gorizia</em>.</p>
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		<title>Fuocolento novembre 2022</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Corinna Sabbadini]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Oct 2023 10:38:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Gorizia]]></category>
		<category><![CDATA[Scrivendo]]></category>
		<category><![CDATA[Biblioteca Statale Isontina]]></category>
		<category><![CDATA[Carlo Michelstaedter]]></category>
		<category><![CDATA[Elda Michelstaedter]]></category>
		<category><![CDATA[Fondo Carlo Michelstaedter]]></category>
		<category><![CDATA[Fuocolento]]></category>
		<category><![CDATA[GO! Borderless]]></category>
		<category><![CDATA[GO!2025]]></category>
		<category><![CDATA[Nova Gorica/Gorizia 2025]]></category>
		<category><![CDATA[Villa Elda]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Elda Michelstaedter e il cassone da viaggio Oggi è il giorno in cui ti parlo di Elda Michelstaedter (e del suo cassone da viaggio). Figlia di Alberto Michelstaedter e di Emma Coen Luzzatto. Sorella di Gino, di Paula e del filosofo goriziano Carlo Michelstaedter. Moglie di Silvio Morpurgo. 17 ottobre 1943 Siamo a Gorizia. Quella che ora è chiamata via Diaz, il civico è il numero 11. Villa Elda era casa sua.Sono trascorsi ottant&#8217;anni da quella domenica in cui Elda Michelstaedter redige con la macchina da scrivere quello che intitola “Piccolo elenco dei libri di famiglia conservati presso la casa Morpurgo-Michelstaedter”.La tragedia è imminente. Elda non lo sa, ma lo avverte.Se ti interessa scoprire questa storia, leggi cosa ho scritto sul numero di novembre 2022 di Fuocolento Il “Fondo Carlo Michelstaedter” a Gorizia Sul numero di aprile di Fuocolento avevo raccontato la storia del “Fondo Carlo Michelstaedter”, istituito proprio 50 anni fa per volontà della sorella minore Paula e tuttora conservato presso la Biblioteca Statale Isontina. C&#8217;è poi un po&#8217; di Carlo anche in questo articolo. «Dove? Kje? Uer? Dulà?» A Gorizia. Fai una passeggiata nel centro di Gorizia, senza meta. Se invece desideri curiosare fra i libri e i [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.laltrove.com/fuocolento-elda-michelstaedter-e-il-cassone-da-viaggio/">Fuocolento novembre 2022</a> proviene da <a href="https://www.laltrove.com">Laltrove</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading" style="font-size:29px">Elda Michelstaedter e il cassone da viaggio</h2>



<p style="font-size:21px">Oggi è il giorno in cui ti parlo di Elda Michelstaedter (e del suo cassone da viaggio). <br>Figlia di Alberto Michelstaedter e di Emma Coen Luzzatto. <br>Sorella di Gino, di Paula e del filosofo goriziano <a href="https://www.laltrove.com/fondo-carlo-michelstaedter-nella-biblioteca-statale-isontina/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Carlo Michelstaedter</a>. <br>Moglie di Silvio Morpurgo.</p>



<h2 class="wp-block-heading" style="font-size:29px">17 ottobre 1943</h2>



<p style="font-size:21px">Siamo a Gorizia. Quella che ora è chiamata via Diaz, il civico è il numero 11. Villa Elda era casa sua.<br>Sono trascorsi ottant&#8217;anni da quella domenica in cui Elda Michelstaedter redige con la macchina da scrivere quello che intitola <strong>“Piccolo elenco dei libri di famiglia conservati presso la casa Morpurgo-Michelstaedter”</strong>.<br>La tragedia è imminente. Elda non lo sa, ma lo avverte.<br>Se ti interessa scoprire questa storia, leggi cosa ho scritto sul numero di novembre 2022 di <a href="https://www.laltrove.com/fuocolento-rivista-gastronomica-culturale-nordest/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Fuocolento</a></p>



<div class="wp-block-buttons is-content-justification-center is-layout-flex wp-container-core-buttons-is-layout-16018d1d wp-block-buttons-is-layout-flex">
<div class="wp-block-button"><a class="wp-block-button__link has-text-align-center wp-element-button" href="https://www.laltrove.com/wp-content/uploads/2023/10/Elda-Michelstaedter-e-il-cassone-da-viaggio.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">apri il pdf e leggi l&#8217;articolo</a></div>
</div>



<h2 class="wp-block-heading" style="font-size:29px"><br>Il “Fondo Carlo Michelstaedter” a Gorizia</h2>



<p style="font-size:21px">Sul numero di aprile di Fuocolento avevo raccontato la storia del “<a href="https://www.laltrove.com/fuocolento-aprile-2023-fondo-carlo-michelstaedter-gorizia/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Fondo Carlo Michelstaedter</a>”, istituito proprio 50 anni fa per volontà della sorella minore Paula e tuttora conservato presso la <a href="https://www.isontina.beniculturali.it/it/475/fondo-carlo-michelstaedter" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Biblioteca Statale Isontina</a>. C&#8217;è poi un po&#8217; di Carlo anche in <a href="https://www.laltrove.com/un-altro-mare-di-claudio-magris/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">questo articolo</a>.</p>



<h2 class="wp-block-heading" style="font-size:29px">«Dove? Kje? Uer? Dulà?»</h2>



<p style="font-size:21px">A Gorizia. Fai una passeggiata nel centro di Gorizia, senza meta. <br>Se invece desideri curiosare fra i libri e i documenti del &#8220;Fondo Carlo Michelstadter&#8221;, devi andare alla Biblioteca Statale Isontina.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.laltrove.com/fuocolento-elda-michelstaedter-e-il-cassone-da-viaggio/">Fuocolento novembre 2022</a> proviene da <a href="https://www.laltrove.com">Laltrove</a>.</p>
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		<title>L&#8217;Ospedale Psichiatrico di Gorizia</title>
		<link>https://www.laltrove.com/parco-basaglia-ospedale-psichiatrico-di-gorizia/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Corinna Sabbadini]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Aug 2023 16:58:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Gorizia]]></category>
		<category><![CDATA[Museando]]></category>
		<category><![CDATA[Circolo Bergman]]></category>
		<category><![CDATA[Franco Basaglia]]></category>
		<category><![CDATA[Fuocolento]]></category>
		<category><![CDATA[GO! Borderless]]></category>
		<category><![CDATA[GO!2025]]></category>
		<category><![CDATA[In\Visible Cities]]></category>
		<category><![CDATA[Nova Gorica/Gorizia 2025]]></category>
		<category><![CDATA[Ospedale Psichiatrico di Gorizia]]></category>
		<category><![CDATA[Parco Basaglia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Una passeggiata nel Parco Basaglia È uno dei luoghi più densi di storia di Gorizia, e allo stesso quello che più è stato rimosso dalla memoria collettiva goriziana. Siamo al limite del perimetro cittadino ed esattamente sul confine con la Slovenia. Siamo dentro la città, ma lontano dal suo centro. Siamo dentro un parco il cui cancello, ora, è sempre aperto, ma non è sempre stato così.Siamo dentro il Parco Basaglia, siamo dentro lo spazio dell&#8217;ex Ospedale Psichiatrico di Gorizia.Ho raccontato la sua storia in un articolo pubblicato lo scorso maggio su Fuocolento: scoprila e poi vai a farci una passeggiata.La storia della psichiatria mondiale è passata di qua negli Sessanta, quando Franco Basaglia inizia fra queste mura, anzi: fra questi alberi, il percorso che concluderà anni dopo a Trieste e che cambierà per sempre la cura della salute mentale e l&#8217;attenzione al malato psichico. In\Visible Cities – esercizi di rivoluzione Ti consiglio di partecipare agli &#8220;Esercizi di rivoluzione*&#8221; proposti in questi giorni al Parco Basaglia in occasione del Festival In\Visible Cities che, organizzato dall&#8217;Associazione Quarantasettezeroquattro, dal 2015 propone sul territorio regionale una serie di eventi che fanno dialogare i partecipanti con gli spazi urbani, attraverso l&#8217;uso di linguaggi digitali [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.laltrove.com/parco-basaglia-ospedale-psichiatrico-di-gorizia/">L&#8217;Ospedale Psichiatrico di Gorizia</a> proviene da <a href="https://www.laltrove.com">Laltrove</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading" style="font-size:29px">Una passeggiata nel Parco Basaglia </h2>



<p style="font-size:21px">È uno dei luoghi più densi di storia di Gorizia, e allo stesso quello che più è stato rimosso dalla memoria collettiva goriziana. Siamo al limite del perimetro cittadino ed esattamente sul confine con la Slovenia. Siamo dentro la città, ma lontano dal suo centro. Siamo dentro un parco il cui cancello, ora, è sempre aperto, ma non è sempre stato così.<br>Siamo dentro il Parco Basaglia, siamo dentro lo spazio dell&#8217;ex Ospedale Psichiatrico di Gorizia.<br>Ho raccontato la sua storia in un articolo pubblicato lo scorso maggio su <a href="https://www.laltrove.com/fuocolento-maggio-2023-l-ospedale-psichiatrico-di-gorizia/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Fuocolento</a>: scoprila e poi vai a farci una passeggiata.<br>La storia della psichiatria mondiale è passata di qua negli Sessanta, quando Franco Basaglia inizia fra queste mura, anzi: fra questi alberi, il percorso che concluderà anni dopo a Trieste e che cambierà per sempre la cura della salute mentale e l&#8217;attenzione al malato psichico.</p>



<h2 class="wp-block-heading" style="font-size:29px">In\Visible Cities – esercizi di rivoluzione</h2>



<p style="font-size:21px">Ti consiglio di partecipare agli &#8220;Esercizi di rivoluzione*&#8221; proposti in questi giorni al Parco Basaglia in occasione del Festival In\Visible Cities che, organizzato dall&#8217;Associazione Quarantasettezeroquattro, dal 2015 propone sul territorio regionale una serie di eventi che fanno dialogare i partecipanti con gli spazi urbani, attraverso l&#8217;uso di linguaggi digitali e dell&#8217;arte (danza, teatro e musica). Sono proposte che avvicinano i cittadini a luoghi più o meno conosciuti, spiegano loro la storia o le storie che contengono, e li invitano a viverli in modi diversi.</p>



<p style="font-size:21px">Funziona così.<br>Fuori dall&#8217;edificio della direzione dell&#8217;ospedale, il Circolo Bergman (che organizza questo evento) ti consegnerà un paio di cuffie, e poi, assieme agli altri partecipanti, inizierai una passeggiata nel parco.<br>Una voce ti accompagnerà nel percorso. Sarai solo con quella voce. <br>Proverai una strana sensazione, perché con le cuffie ti isolerai dal gruppo. E ti sentirai chiuso dentro quegli spazi aperti.<br>Ascolterai la storia di quelle piante e di quegli edifici, di uomini e di donne che hanno trascorso lì anche tutta la vita. Tutta la vita. <br>Poi sarà il momento di Franco Basaglia. E sarà eccezionale camminare dove lui ha stravolto un &#8220;ordine&#8221; (inteso sia nello spazio sia nella disciplina) che per tutti al mondo doveva rimanere tale, forse in eterno. </p>



<p style="font-size:21px">Ti consiglio di <a href="https://invisiblecities.eu/evento/esercizi-di-rivoluzione-12" target="_blank" rel="noreferrer noopener">partecipare</a> a questa passeggiata, perché se non conosci il Parco, rimarrai colpito dalla sua storia. <br>Se lo conosci, lo vivrai in un modo diverso dal solito.<br>Se non puoi partecipare, ti consiglio di farci una passeggiata quando ne avrai l&#8217;occasione, perché per quanto possiamo fare finta che non esista, esiste, e soprattutto: è esistito.</p>



<p>* <em>Perché si chiamano &#8220;Esercizi di rivoluzione&#8221;? Ti consiglio di parteciparvi, così lo scoprirai.</em></p>



<p style="font-size:21px"></p>
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