Una mostra per iniziare questo GO!2025
Il 2025 è dunque arrivato. E con lui tutto il suo carico di aspettative relative a GO!2025: questo è l’anno in cui Nova Gorica e Gorizia saranno (assieme) Capitale Europea della Cultura.
Hai letto bene: capitaleE. Non capitalI. Perché l’idea è proprio quella di considerare queste due città come un’unica entità, con le loro differenze e uguaglianze, con tutto il loro vissuto e presente da intrecciare e fondere assieme.
Ci diciamo “GO! Borderless” dal quel 18 dicembre 2020: il giorno della proclamazione che ha entusiasmato tutti i presenti in Piazzale della Transalpina, tutti quelli che seguivano la diretta da casa e tutti quelli che in questi anni hanno creduto in questo progetto visionario che salta di qua e di là di un confine come se, di fatto, questo non esistesse, e che riesce a far emergere i molteplici punti di contatto e di condivisione che esistono da sempre.
Bene. Il 2025 è arrivato. Ci siamo. E ricordiamoci che la cultura siamo noi.
Andy Warhol. Beyond Borders
Uno degli appuntamenti goriziani di quest’anno è una mostra che ha portato nelle antiche sale di Palazzo Attems Petzenstein uno dei simboli più conosciuti e importanti della Pop Art: Andy Warhol.
Ecco un’occasione unica per ammirare Marylin, Elisabeth II e Mickey Mouse in alcuni dei loro ritratti più iconici e colorati, conosciuti e riconosciuti da tutti. Ma anche copie e copertine della rivista Interview, le Campbell’s Soup, i loghi Chanel o Apple, le copertine dei long play: in tutto ammirerai 180 sue opere, e ancora foto e video. Un percorso che ti accompagna lungo la vita e la carriera di questo artista che fra i primi ha inserito l’arte in una dimensione più quotidiana, elevando a vere e proprie opere d’arte i prodotti di massa che stavano determinando la società consumistica negli Stati Uniti nel secondo dopoguerra.
Ci sono anche due installazioni multimediali, ma non ti svelo nulla: vai a scoprirle.
Forse la percezione che viviamo noi oggi, osservando certe sue opere, è attenuata da una sorta di assuefazione al consumismo, perché in fondo noi ci siamo nati e ci siamo sempre vissuti dentro. Ma se ci proiettiamo negli Stati Uniti degli anni Cinquanta, possiamo immaginare sia la potenza del messaggio di Warhol che è riuscito a elevare una scatoletta di pomodoro a opera d’arte, sia la stonatura di una società che ha deciso di accettarla come tale. Forse, dopo anni di guerra, di dolore e di incertezza, la semplicità delle “piccole cose” aveva un perché reale e profondo.
«Dove? Dove xe? Kje? Uer? Dulà?»
Palazzo Attems Petzenstein si trova in piazza Edmondo De Amicis 2. Da Piazza Vittoria prendi la strada che va verso nord (via dell’Arcivescovado), quando sulla sinistra vedrai la casa di Carolina Luzzatto Coen (la prima donna italiana a dirigere un quotidiano) e sulla destra il palazzo arcivescovile, procedi ancora 300 metri lungo via Carducci e poi vedrai il Palazzo sulla sinistra.
Dal primo piano del palazzo, ammirando il parco, noterai alcune corti appartenenti a palazzi un tempo interni al ghetto ebraico, situati proprio in via Graziadio Isaia Ascoli (il glottologo), dirimpetto alla sinagoga. Se, invece, dal primo piano ti affacci verso la piazza, con un po’ di fantasia potresti vedere la casa natale del premio Nobel per la fisica Carlo Rubbia (in via Corsica: ok, non si vede, ma in linea d’aria saranno 100 metri).
La mostra è organizzata dalla Regione Friuli Venezia Giulia e dall’Ente Regionale PAtrimonio Culturale FVG con la collaborazione di PromoTurismoFVG. In questa pagina troverai le informazioni per la visita. Se decidi di partecipare alle visite guidate organizzate dall’ERPAC, iscriviti al numero 0481 385 335 oppure scrivi a: palazzoattemspetzenstein.go@gmail.com – didatticamusei.erpac@regione.fvg.it.






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