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	<title>Gorizia Archivi - Laltrove</title>
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	<description>Racconti di Corinna Sabbadini</description>
	<lastBuildDate>Mon, 27 Apr 2026 15:32:43 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Gorizia Archivi - Laltrove</title>
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		<title>Maggio 1999. E poi maggio 2023</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Corinna Sabbadini]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Apr 2026 15:10:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Gorizia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ti racconto una storia: un viaggio con l&#8217;ANED (Associazione Nazionale Ex Deportati) {Lunedì 10 maggio 1999} Mi sveglio e sono senza voce. {&#8220;Afona&#8221; direi oggi} Mia madre capisce che sono a pezzi e mi dice «Stai a casa, oggi». Non è la soluzione migliore, a meno di un mese dalla fine della scuola, ma andarci peggiorerebbe la mia condizione.Sto a casa. Silenzio. Studio.Verso le 11.00 squilla il telefono. {È il fisso di casa: nel maggio del 1999 non avevo un cellulare} &#8220;Solo mia mamma potrebbe chiamarmi&#8221; penso. Rispondo emettendo suoni strani e facendo una fatica terribile.«Buongiorno sono Ester Iannis, vicepreside del liceo Marinelli, trovo Corinna, per cortesia?»Boom!Quando sento &#8220;Ester Iannis&#8221; mi passa la vita davanti. Faccio un&#8217;unica assenza in un anno e mi cerca a casa la vicepreside?Cosa sarà successo?Cosa dovrà dirmi?Black-out.«Sono io» riesco ad aggiungere.«Buongiorno Corinna, ma cos&#8217;ha la tua voce? Cosa ti è successo? Come stai?»Cerco di farle capire che sto bene, ma sono senza voce.«Ah: stai bene! Meno male: ti chiamo per dirti che con il tuo racconto sui campi di sterminio hai vinto il viaggio d&#8217;istruzione a Dachau e a Mauthausen. Brava! Parti sabato mattina e rientri domenica sera&#8230;»{Non ricordo cos&#8217;altro mi disse. Nella mia testa [&#8230;]</p>
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<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Ti racconto una storia: <br>un viaggio con l&#8217;ANED (Associazione Nazionale Ex Deportati)</h2>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:21px">{<em>Lunedì 10 maggio 1999</em>} Mi sveglio e sono senza voce. {<em>&#8220;Afona&#8221; direi oggi</em>} Mia madre capisce che sono a pezzi e mi dice «Stai a casa, oggi». Non è la soluzione migliore, a meno di un mese dalla fine della scuola, ma andarci peggiorerebbe la mia condizione.<br>Sto a casa. Silenzio. Studio.<br>Verso le 11.00 squilla il telefono. {<em>È il fisso di casa: nel maggio del 1999 non avevo un cellulare</em>} &#8220;Solo mia mamma potrebbe chiamarmi&#8221; penso. <br>Rispondo emettendo suoni strani e facendo una fatica terribile.<br>«Buongiorno sono Ester Iannis, vicepreside del liceo Marinelli, trovo Corinna, per cortesia?»<br>Boom!<br>Quando sento &#8220;Ester Iannis&#8221; mi passa la vita davanti. <br>Faccio un&#8217;unica assenza in un anno e mi cerca a casa la vicepreside?<br>Cosa sarà successo?<br>Cosa dovrà dirmi?<br>Black-out.<br>«Sono io» riesco ad aggiungere.<br>«Buongiorno Corinna, ma cos&#8217;ha la tua voce? Cosa ti è successo? Come stai?»<br>Cerco di farle capire che sto bene, ma sono senza voce.<br>«Ah: stai bene! Meno male: ti chiamo per dirti che con il tuo racconto sui campi di sterminio hai vinto il viaggio d&#8217;istruzione a Dachau e a Mauthausen. Brava! Parti sabato mattina e rientri domenica sera&#8230;»<br>{<em>Non ricordo cos&#8217;altro mi disse. Nella mia testa giravano le parole &#8220;gita d&#8217;istruzione a Dachau e a Mauthausen, Dachau, Mauthausen, Dachau, Mauthausen&#8230;&#8221; in loop. <br>E ci sarei andata con gli ex deportati politici della provincia di Udine, donne e uomini con una forza e un coraggio incredibili: li avevo incontrati poche settimane prima durante una conferenza organizzata a scuola dove ci avevano donato la loro testimonianza di lotta per la vita, per la libertà e per la democrazia.<em>}</em></em><br>Saluto e ringrazio la vicepreside.<br>Guardo la mia mano riattaccare la cornetta.<br>La mia mano rimane attaccata a quella cornetta, come se non volesse staccarsi dalla notizia appena ricevuta.<br>Chiudo gli occhi. È lunedì: fra cinque giorni sarò dentro un campo di sterminio. &#8220;Non sarò mai pronta ad affrontare questo viaggio&#8221; sentenzio.<br>Poi rivedo nei miei pensieri quelle donne e quegli uomini, partigiani, hanno la stessa età dei miei nonni, e hanno il braccio tatuato: loro sarebbero tornati in quei luoghi di morte per accompagnare noi studenti. E allora capisco &#8220;se lo fanno loro, tutti noi possiamo farlo&#8221;: prenderci e andarci, con le nostre certezze e con le nostre insicurezze, con la nostra forza e con la nostra fragilità. Andare lì, guardare, ascoltare, stare in silenzio. Soprattutto ascoltare, soprattutto stare in silenzio. Soprattutto guardare.<br>Andare per rendere quei luoghi di morte un silenzioso grido di vita, dedicato alla vita di chi è tornato e alla vita di chi è rimasto lì. Alla vita di tutti coloro che hanno lottato. A ogni vita che è venuta dopo e a ogni vita che non è mai potuta sorgere.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:21px"><em>{Mentre ero lì, nei campi di sterminio, mi sentivo addosso la morte. Poi guardavo loro, i sopravvissuti, e nei loro occhi vedovo la forza della vita. Vedevo tutta la vita che avevano vissuto: avevano vissuto anche per chi non era tornato.}</em></p>



<h2 class="wp-block-heading" style="font-size:29px">26 maggio 2023</h2>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:21px">Venerdì 26 maggio 2023 vado a Gorizia: è la settimana del <a href="https://www.laltrove.com/estoria-festival-internazionale-della-storia-a-gorizia/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Festival èStoria</a> e ci sono tanti appuntamenti super interessanti. Uno si intitola &#8220;Cellulari in città, storia di Cecilia e Rosa. Un nuovo percorso di vita e significato di monumenti, lapidi, targhe&#8221;: è un lavoro svolto da alcune classi delle superiori e riguarda queste due partigiane arrestate durante la Seconda Guerra Mondiale. Rosa Cantoni fu poi deportata a Ravensbrück e rientrò in Italia nell&#8217;ottobre del 1945. Cecilia Deganutti fu uccisa il 4 aprile 1945 nella Risiera di San Sabba a Trieste.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:21px">Quando arrivo alla Mediateca Ugo Casiraghi, vedo fra il pubblico una quarantina di studenti: gli interpreti dei video che andremo a vedere a breve. Li guardo con tenerezza, e probabilmente loro vedono in me una extraterrestre. O forse non mi vedono proprio.<br>Introducendo l&#8217;incontro, <a href="https://www.anpiudine.org/anpi-provinciale-di-udine-partecipa-a-estoria/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Antonella Lestani e Benedetto Parisi dell&#8217;ANPI (Associazione Nazionale Partigiani d&#8217;Italia) di Udine</a> spiegano come è stato gestito il lavoro: il racconto biografico di queste due donne, la progettazione, la scrittura dei testi, le riprese video e il montaggio sono stati eseguiti da queste due classi del Liceo Scientifico Marinelli di Udine.<br>Boom!<br>Non posso crederci. <br>Mi giro e li guardo.<br>Fra tutte le scuole della regione, proprio due classi del Marinelli avevano realizzato questo progetto!<br>Vengono introdotte anche tre loro insegnanti che hanno collaborato a questa attività. Una di loro è Sabrina Candussio: non era una mia professoressa, ma nel 1999 è stata una delle insegnanti che mi ha accompagnato a Dachau e a Mauthausen.<br>Mi giro di nuovo: e la vedo.<br>Continuo a sgranare gli occhi. Mi sembrano coincidenze incredibili.<br>Stento a crederci, ma è così.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:21px">Dopo le presentazioni e le introduzioni del caso, vediamo i video realizzati dagli studenti.<br>Questi ragazzi sono andati in giro, fra le strade di Udine, a cercare i luoghi che hanno determinato l&#8217;attività partigiana di queste due donne: con i loro occhi moderni, hanno riportato all&#8217;oggi le storie di Cecilia Deganutti e Rosa Cantoni, le loro convinzioni, i loro ideali, la loro forza, la loro lealtà, il loro coraggio.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:21px">Quando alla fine dell&#8217;incontro Antonella Lestani chiede se qualcuno vuole intervenire, vorrei alzare la mano e dire che, anche se ci allontanano più di vent&#8217;anni, io e questi ragazzi abbiamo qualcosa in comune: abbiamo fatto il Marinelli, abbiamo raccontato una storia &#8220;simile&#8221; (io con le parole e loro soprattutto con le immagini) e con noi c&#8217;era la professoressa Candussio.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:21px">Ma non lo faccio. Sto ferma.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:21px">Poi quando tutti si alzano, vado da Candussio e a lei sì: a lei ricordo tutto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Fine prima parte.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Foto in alto: gli studenti del Liceo Marinelli assieme alla professoressa Sabrina Candussio e a Paolo Spezzotti (allora presidente della sezione ANED &#8211; Associazione Nazionale ex Deportati &#8211; di Udine) a Mauthausen il 16 maggio 1999.</em></p>
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		<title>Andy Warhol. Beyond Borders</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Corinna Sabbadini]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Jan 2025 17:26:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Gorizia]]></category>
		<category><![CDATA[Museando]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Una mostra per iniziare questo GO!2025 Il 2025 è dunque arrivato. E con lui tutto il suo carico di aspettative relative a GO!2025: questo è l&#8217;anno in cui Nova Gorica e Gorizia saranno (assieme) Capitale Europea della Cultura. Hai letto bene: capitaleE. Non capitalI. Perché l&#8217;idea è proprio quella di considerare queste due città come un&#8217;unica entità, con le loro differenze e uguaglianze, con tutto il loro vissuto e presente da intrecciare e fondere assieme. Ci diciamo &#8220;GO! Borderless&#8221; dal quel 18 dicembre 2020: il giorno della proclamazione che ha entusiasmato tutti i presenti in Piazzale della Transalpina, tutti quelli che seguivano la diretta da casa e tutti quelli che in questi anni hanno creduto in questo progetto visionario che salta di qua e di là di un confine come se, di fatto, questo non esistesse, e che riesce a far emergere i molteplici punti di contatto e di condivisione che esistono da sempre. Bene. Il 2025 è arrivato. Ci siamo. E ricordiamoci che la cultura siamo noi. Andy Warhol. Beyond Borders Uno degli appuntamenti goriziani di quest&#8217;anno è una mostra che ha portato nelle antiche sale di Palazzo Attems Petzenstein uno dei simboli più conosciuti e importanti della Pop [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading" style="font-size:29px">Una mostra per iniziare questo GO!2025</h2>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:21px">Il 2025 è dunque arrivato. E con lui tutto il suo carico di aspettative relative a GO!2025: questo è l&#8217;anno in cui Nova Gorica e Gorizia saranno (assieme) Capitale Europea della Cultura. <br>Hai letto bene: capitaleE. Non capitalI. Perché l&#8217;idea è proprio quella di considerare queste due città come un&#8217;unica entità, con le loro differenze e uguaglianze, con tutto il loro vissuto e presente da intrecciare e fondere assieme. <br>Ci diciamo &#8220;GO! Borderless&#8221; dal quel 18 dicembre 2020: il giorno della proclamazione che ha entusiasmato <a href="https://www.youtube.com/watch?v=aWUb-_6TvGU" target="_blank" rel="noreferrer noopener">tutti i presenti</a> in <a href="https://www.laltrove.com/fuocolento-novembre-2024-la-stazione-transalpina-a-nova-gorica/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Piazzale della Transalpina</a>, tutti quelli che seguivano la diretta da casa e tutti quelli che in questi anni hanno creduto in questo progetto visionario che salta di qua e di là di un confine come se, di fatto, questo non esistesse, e che riesce a far emergere i molteplici punti di contatto e di condivisione che esistono da sempre. </p>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:21px">Bene. Il 2025 è arrivato. Ci siamo. E ricordiamoci che la cultura siamo noi.</p>



<h2 class="wp-block-heading" style="font-size:29px">Andy Warhol. Beyond Borders</h2>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:21px">Uno degli appuntamenti goriziani di quest&#8217;anno è una mostra che ha portato nelle antiche sale di Palazzo Attems Petzenstein uno dei simboli più conosciuti e importanti della Pop Art: Andy Warhol.<br>Ecco un&#8217;occasione unica per ammirare Marylin, Elisabeth II e Mickey Mouse in alcuni dei loro ritratti più iconici e colorati, conosciuti e riconosciuti da tutti. Ma anche copie e copertine della rivista <em>Interview</em>, le <em>Campbell&#8217;s Soup</em>, i loghi Chanel o Apple, le copertine dei <em>long play</em>: in tutto ammirerai 180 sue opere, e ancora foto e video. Un percorso che ti accompagna lungo la vita e la carriera di questo artista che fra i primi ha inserito l&#8217;arte in una dimensione più quotidiana, elevando a vere e proprie opere d&#8217;arte i prodotti di massa che stavano determinando la società consumistica negli Stati Uniti nel secondo dopoguerra. <br>Ci sono anche due installazioni multimediali, ma non ti svelo nulla: vai a scoprirle.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:21px">Forse la percezione che viviamo noi oggi, osservando certe sue opere, è attenuata da una sorta di assuefazione al consumismo, perché in fondo noi ci siamo nati e ci siamo sempre vissuti dentro. Ma se ci proiettiamo negli Stati Uniti degli anni Cinquanta, possiamo immaginare sia la potenza del messaggio di Warhol che è riuscito a elevare una scatoletta di pomodoro a opera d&#8217;arte, sia la stonatura di una società che ha deciso di accettarla come tale. Forse, dopo anni di guerra, di dolore e di incertezza, la semplicità delle &#8220;piccole cose&#8221; aveva un perché reale e profondo.</p>



<h2 class="wp-block-heading" style="font-size:29px">«Dove? Dove xe? Kje? Uer? Dulà?»</h2>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:21px">Palazzo Attems Petzenstein si trova in piazza Edmondo De Amicis 2. Da Piazza Vittoria prendi la strada che va verso nord (via dell&#8217;Arcivescovado), quando sulla sinistra vedrai la casa di Carolina Luzzatto Coen (la prima donna italiana a dirigere un quotidiano) e sulla destra il palazzo arcivescovile, procedi ancora 300 metri lungo via Carducci e poi vedrai il Palazzo sulla sinistra.<br>Dal primo piano del palazzo, ammirando il parco, noterai alcune corti appartenenti a palazzi un tempo interni al ghetto ebraico, situati proprio in via Graziadio Isaia Ascoli (il glottologo), dirimpetto alla sinagoga. Se, invece, dal primo piano ti affacci verso la piazza, con un po&#8217; di fantasia potresti vedere la casa natale del premio Nobel per la fisica Carlo Rubbia (in via Corsica: ok, non si vede, ma in linea d&#8217;aria saranno 100 metri).<br>La mostra è organizzata dalla Regione Friuli Venezia Giulia e dall&#8217;Ente Regionale PAtrimonio Culturale FVG con la collaborazione di PromoTurismoFVG. In <a href="https://erpac.regione.fvg.it/it/andy-warhol-beyond-borders-136331" target="_blank" rel="noreferrer noopener">questa pagina</a> troverai le informazioni per la visita. Se decidi di partecipare alle visite guidate organizzate dall&#8217;ERPAC, iscriviti al numero 0481 385 335 oppure scrivi a: palazzoattemspetzenstein.go@gmail.com &#8211; didatticamusei.erpac@regione.fvg.it.</p>
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		<title>Fuocolento novembre 2024</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Corinna Sabbadini]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 11 Dec 2024 15:29:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Gorizia]]></category>
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		<category><![CDATA[Fuocolento]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Stazione Transalpina La Stazione Transalpina è la stazione dei treni di Nova Gorica. Un tempo veniva chiamata &#8220;Stazione Nord&#8221; perché diametralmente opposta alla Stazione Meridionale, ma qui stiamo parlando del tempo in cui entrambe queste stazioni appartenevano alla città di Gorizia. Se vuoi scoprire qualcosa di più su questo luogo che ho scritto per il numero di novembre 2024 di Fuocolento. Se la cerchi su Google, la troverai affacciata a una piazza che ha due nomi: la metà che si trova in Slovenia si chiama Trg Europe (Piazza Europa), mentre la metà che si trova in Italia è Piazzale della Transalpina. Due nomi che racchiudono il presente e il passato di questo luogo.È una piazza che nel 1947 ha visto tracciare la linea di un confine mai visto prima di allora. L&#8217;ha visto abbattere, e ha poi ospitato i festeggiamenti del 1 maggio 2004. Ma se hai letto il mio articolo, sai già di cosa sto parlando.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.laltrove.com/fuocolento-novembre-2024-la-stazione-transalpina-a-nova-gorica/">Fuocolento novembre 2024</a> proviene da <a href="https://www.laltrove.com">Laltrove</a>.</p>
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<h2 class="wp-block-heading" style="font-size:29px">La Stazione Transalpina</h2>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:21px">La Stazione Transalpina è la stazione dei treni di Nova Gorica. <br>Un tempo veniva chiamata &#8220;Stazione Nord&#8221; perché diametralmente opposta alla Stazione Meridionale, ma qui stiamo parlando del tempo in cui entrambe queste stazioni appartenevano alla città di Gorizia. <br>Se vuoi scoprire qualcosa di più su questo luogo</p>



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<div class="wp-block-button"><a class="wp-block-button__link has-text-align-center wp-element-button" href="https://www.laltrove.com/wp-content/uploads/2024/12/Fuocolento-novembre-2024-La-Stazione-Transalpina.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">APRI IL PDF E LEGGI L&#8217;ARTICOLO</a></div>
</div>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:21px"><br>che ho scritto per il numero di novembre 2024 di <a href="https://www.laltrove.com/fuocolento-rivista-gastronomica-culturale-nordest/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Fuocolento</a>. <br>Se la cerchi su <a href="https://www.google.it/maps/place/NOVA+GORICA+(stazione+ferroviaria)/@45.9551779,13.6320558,16.73z/data=!4m6!3m5!1s0x477b00e46a6e5745:0x91bbea78552fc556!8m2!3d45.9553827!4d13.6353719!16s%2Fg%2F11jcmqywql?entry=ttu&amp;g_ep=EgoyMDI0MTIwNC4wIKXMDSoASAFQAw%3D%3D" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Google</a>, la troverai affacciata a una piazza che ha due nomi: la metà che si trova in Slovenia si chiama Trg Europe (Piazza Europa), mentre la metà che si trova in Italia è Piazzale della Transalpina. Due nomi che racchiudono il presente e il passato di questo luogo.<br>È una piazza che nel 1947 ha visto tracciare la linea di un confine mai visto prima di allora. L&#8217;ha visto abbattere, e ha poi ospitato i festeggiamenti del 1 maggio 2004. Ma se hai letto il mio articolo, sai già di cosa sto parlando.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.laltrove.com/fuocolento-novembre-2024-la-stazione-transalpina-a-nova-gorica/">Fuocolento novembre 2024</a> proviene da <a href="https://www.laltrove.com">Laltrove</a>.</p>
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		<title>Fuocolento settembre 2024</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Corinna Sabbadini]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 Oct 2024 14:27:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Gorizia]]></category>
		<category><![CDATA[Scrivendo]]></category>
		<category><![CDATA[Fuocolento]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Stazione Meridionale di Gorizia C&#8217;è stato un tempo in cui Gorizia aveva due stazioni dei treni. (Entrambe raggiungevano Trieste, anche lì in due stazioni diverse.) Le loro posizioni rispetto alla città avevano indotto i goriziani a chiamarle Stazione Meridionale e Stazione Nord.Dal 1860, la Stazione Meridionale (la più antica delle due) collega Gorizia con Trieste (verso sud) e con Udine (verso nord). Ma la sua meta principale, quando fu pensata e progettata nella seconda metà del diciannovesimo secolo, era Milano, passando da Udine e da Venezia.Ma non aggiungo altro, trovi tutto in questo mio articolo Per sapere la storia e il destino della Stazione Nord, ti consiglio di leggere questo altro mio articolo. Forse se ti dico &#8220;Stazione Transalpina&#8221; sai già di cosa sto parlando, ma vai pure a leggerlo.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.laltrove.com/la-stazione-meridionale-di-gorizia/">Fuocolento settembre 2024</a> proviene da <a href="https://www.laltrove.com">Laltrove</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading" style="font-size:29px">La Stazione Meridionale di Gorizia</h2>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:21px">C&#8217;è stato un tempo in cui Gorizia aveva due stazioni dei treni. (Entrambe raggiungevano Trieste, anche lì in due stazioni diverse.) Le loro posizioni rispetto alla città avevano indotto i goriziani a chiamarle Stazione Meridionale e Stazione Nord.<br>Dal 1860, la Stazione Meridionale (la più antica delle due) collega Gorizia con Trieste (verso sud) e con Udine (verso nord). Ma la sua meta principale, quando fu pensata e progettata nella seconda metà del diciannovesimo secolo, era Milano, passando da Udine e da Venezia.<br>Ma non aggiungo altro, trovi tutto in questo mio articolo</p>



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<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:21px"><br>Per sapere la storia e il destino della Stazione Nord, ti consiglio di leggere <a href="https://www.laltrove.com/fuocolento-novembre-2024-la-stazione-transalpina-a-nova-gorica/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">questo altro mio articolo</a>. Forse se ti dico &#8220;Stazione Transalpina&#8221; sai già di cosa sto parlando, ma vai pure a leggerlo.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.laltrove.com/la-stazione-meridionale-di-gorizia/">Fuocolento settembre 2024</a> proviene da <a href="https://www.laltrove.com">Laltrove</a>.</p>
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		<title>Fuocolento maggio 2024</title>
		<link>https://www.laltrove.com/fuocolento-maggio-2024-antonio-lasciac-la-sua-villa-e-il-suo-parco/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Corinna Sabbadini]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Aug 2024 14:14:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Gorizia]]></category>
		<category><![CDATA[Scrivendo]]></category>
		<category><![CDATA[Antonio Lasciac]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Antonio Lasciac. La sua villa e il suo parco Ti propongo una suggestiva passeggiata fra Gorizia e Nova Gorica. Una passeggiata che è più un tuffo nella storia di queste due città.Arriva al valico del Rafut. La prima tappa è il museo sul confine &#8220;Lasciapassare/Prepusnica&#8221; (un progetto del Comune di Gorizia con la direzione scientifica e artistica curata dall’Associazione Quarantasettezeroquattro): prenditi un po&#8217; di tempo, perché anche se è piccolo, troverai molto materiale sia dentro sia fuori (nel giardino che lo circonda). Te ne avevo parlato l&#8217;anno scorso: vai pure a leggere l&#8217;articolo.Ecco, una volta uscito da qua, osserva l&#8217;ultima casa sulla sinistra prima del confine: quella è la casa dove nel 1947 fu scattata la foto della mucca che aveva due zampe in Jugoslavia (oltre la linea bianca) e le altre due in Italia (al di qua della linea bianca).La linea bianca era il nuovo confine tracciato con una scia di gesso il 16 settembre 1947. Un confine disegnato sulla carta geografica dal Trattato di Parigi firmato il 10 febbraio 1947.Ma se sei appena uscito dal museo: sai già tutto!Saluta l&#8217;Italia ed entra in Slovenia. Fai attenzione alla pista ciclopedonale: è molto trafficata!Ora alza lo sguardo alla tua sinistra, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.laltrove.com/fuocolento-maggio-2024-antonio-lasciac-la-sua-villa-e-il-suo-parco/">Fuocolento maggio 2024</a> proviene da <a href="https://www.laltrove.com">Laltrove</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading" style="font-size:29px">Antonio Lasciac. La sua villa e il suo parco</h2>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:21px">Ti propongo una <a href="https://www.instagram.com/reel/DBrQfjwt7f7/?utm_source=ig_web_copy_link&amp;igsh=MzRlODBiNWFlZA==" target="_blank" rel="noreferrer noopener">suggestiva passeggiata</a> fra Gorizia e Nova Gorica. Una passeggiata che è più un tuffo nella storia di queste due città.<br>Arriva al valico del Rafut. La prima tappa è il museo sul confine &#8220;Lasciapassare/Prepusnica&#8221; (un progetto del Comune di Gorizia con la direzione scientifica e artistica curata dall’Associazione Quarantasettezeroquattro): prenditi un po&#8217; di tempo, perché anche se è piccolo, troverai molto materiale sia dentro sia fuori (nel giardino che lo circonda). Te ne avevo parlato l&#8217;anno scorso: <a href="https://www.laltrove.com/lasciapassare-prepusnica-un-museo-sul-confine-a-gorizia/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">vai pure a leggere l&#8217;articolo</a>.<br>Ecco, una volta uscito da qua, osserva l&#8217;ultima casa sulla sinistra prima del confine: quella è la casa dove nel 1947 fu scattata la foto della mucca che aveva due zampe in Jugoslavia (oltre la linea bianca) e le altre due in Italia (al di qua della linea bianca).<br>La linea bianca era il nuovo confine tracciato con una scia di gesso il 16 settembre 1947. Un confine disegnato sulla carta geografica dal Trattato di Parigi firmato il 10 febbraio 1947.<br>Ma se sei appena uscito dal museo: sai già tutto!<br>Saluta l&#8217;Italia ed entra in Slovenia. Fai attenzione alla pista ciclopedonale: è molto trafficata!<br>Ora alza lo sguardo alla tua sinistra, verso nord est: quello è il monastero di Castagnevizza.<br>Procedi lungo la strada: il primo edificio sulla sinistra ospita una delle quattro sedi del Muzej na meji (il museo sul Confine) che il <a href="https://www.goriskimuzej.si/it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Goriški muzej </a>di Nova Gorica ha realizzato in questi anni in quattro punti strategici lungo la linea di confine. Qua c&#8217;è &#8220;Razstava Na šverc!&#8221;: l’esposizione dedicata al contrabbando. <a href="https://www.laltrove.com/fuocolento-luglio-2023-il-museo-del-contrabbando/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Non perderla</a>.<br>Dopo aver fatto anche questa visita, riprendi la strada verso est per circa 250 metri. Si sale un po&#8217;. Capirai subito quando sarai arrivato all&#8217;ingresso principale del Parco del Rafut.<br>Entra.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:21px">Lo scorso maggio ne ho parlato in un articolo su&nbsp;<a href="https://www.laltrove.com/fuocolento-rivista-gastronomica-culturale-nordest/">Fuocolento</a>: clicca sul bottone per leggerlo.</p>



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<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:21px"><br>Così scoprirai anche chi è Antonio Lasciac.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.laltrove.com/fuocolento-maggio-2024-antonio-lasciac-la-sua-villa-e-il-suo-parco/">Fuocolento maggio 2024</a> proviene da <a href="https://www.laltrove.com">Laltrove</a>.</p>
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		<title>Gorizia ∙ Nova Gorica &#8211; Due città in una</title>
		<link>https://www.laltrove.com/gorizia-nova-gorica-due-citta-in-una/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Corinna Sabbadini]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Jul 2024 15:11:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Gorizia]]></category>
		<category><![CDATA[Leggendo]]></category>
		<category><![CDATA[Andrea Bellavite]]></category>
		<category><![CDATA[Ediciclo Editore]]></category>
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		<category><![CDATA[Nova Gorica]]></category>
		<category><![CDATA[Nova Gorica/Gorizia 2025]]></category>
		<category><![CDATA[Storie terre confini]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Guida alla Capitale europea della Cultura Calzature e vestiti comodi: qua si cammina. Va bene anche se pedali, o se pattini. Poi servono tempo, occhio attento e voglia di capire. Non guardare: capire.Non dare nulla per scontato (beh: quello sempre nella vita!) e vedrai le cose con occhi nuovi. Se sei pronto, andiamo. Andrea Bellavite ha scritto una guida su Gorici (termine coniato da lui stesso): è il duale (nella lingua slovena) che unisce la parte vecchia (Gorizia) e quella nuova (Nova Gorica) in un’unica parola che identifica le due città. Già questo punto di partenza mi sembra incantevole.Sei mai stato a Gorizia? E a Nova Gorica? Se questa è la tua prima visita, sei fortunato: hai un Cicerone d&#8217;eccezione che non solo conosce molto bene entrambe le città, ma anche le ama allo stesso modo. È un camminatore, un viandante, un costruttore di ponti fondati sulla giustizia e sulla pace; ma non solo: è teologo, direttore della Fondazione “Società per la conservazione della Basilica di Aquileia”, saggista, giornalista e operatore sociale. Ci sono otto percorsi. Alcuni cominciano a Nova Gorica e si concludono a Nova Gorica. Altri iniziano a Gorizia e terminano a Gorizia. Altri necessitano di un documento [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading" style="font-size:29px">Guida alla Capitale europea della Cultura</h2>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:21px">Calzature e vestiti comodi: qua si cammina. Va bene anche se pedali, o se pattini. <br>Poi servono tempo, occhio attento e voglia di capire. Non guardare: capire.<br>Non dare nulla per scontato (beh: quello sempre nella vita!) e vedrai le cose con occhi nuovi. Se sei pronto, andiamo.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:21px">Andrea Bellavite ha scritto una guida su <a href="https://www.ediciclo.it/it/libri/dettaglio/gorizia-nova-gorica/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">G</a><a href="https://www.laltrove.com/storie-terre-confini-a-cormons/">orici</a> (termine coniato da lui stesso): è il duale (nella lingua slovena) che unisce la parte vecchia (Gorizia) e quella nuova (Nova Gorica) in un’unica parola che identifica le due città. Già questo punto di partenza mi sembra incantevole.<br>Sei mai stato a Gorizia? E a Nova Gorica? Se questa è la tua prima visita, sei fortunato: hai un Cicerone d&#8217;eccezione che non solo conosce molto bene entrambe le città, ma anche le ama allo stesso modo. È un camminatore, un viandante, un costruttore di ponti fondati sulla giustizia e sulla pace; ma non solo: è teologo, direttore della Fondazione “Società per la conservazione della Basilica di Aquileia”, saggista, giornalista e operatore sociale.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:21px">Ci sono otto percorsi. Alcuni cominciano a Nova Gorica e si concludono a Nova Gorica. Altri iniziano a Gorizia e terminano a Gorizia. Altri necessitano di un documento d&#8217;identità sempre a portata di mano, perché ti portano un po&#8217; qua e un po&#8217; là.<br>Non te li descrivo per non togliere nulla alla sorpresa della scoperta.<br>E non c&#8217;è &#8220;uno migliore di un altro&#8221; perché tutti hanno molto da dire. <br>Ti svelo che ogni percorso ha la sua mappa: così puoi orientarti anche quando le nuvole oscurano il sole e le altre stelle. <br>Troverai delle pagine dedicate all&#8217;approfondimento di alcuni luoghi, persone, canzoni e poesie.<br>Per esempio, scoprirai che il corso d&#8217;acqua di Gorici è il torrente Corno, non è l&#8217;Isonzo che scorre nelle periferie. C&#8217;è poi una pagina dedicata al carcere: fatto non comune nelle guide turistiche. Ci sono due stazioni ferroviarie: un tempo erano la stazione settentrionale e la stazione meridionale di Gorizia, mentre oggi sono&#8230; lo leggerai. Incontrerai un sacco di personaggi: statue, targhe, case, strade a ricordare loro e quello che hanno fatto, e ti farà piacere imparare perché sono lì. <br>Camminando, sarai avvolto anche dai profumi delle città: anche quelli fanno parte di questi luoghi.<br>Il confine. Ci saranno luoghi in cui il confine sarà ben presente, evidente. Ma ci saranno momenti in cui ti chiederai &#8220;dov&#8217;è esattamente?&#8221;, o quando ti dimenticherai di lui, e quelli saranno gli attimi migliori.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:21px">Spero che questa guida risponda a domande che non sapevi di avere, e che te ne stuzzichi altre in modo che tu posso continuare la tua scoperta di Gorici con altre letture, con altri incontri.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:21px">«Regaliamoci la bellezza delle reciproche culture» ci dice Andrea Bellavite, e credo sia il più sincero augurio e la più alta speranza che possiamo prevedere per il prossimo futuro dei cittadini di questo territorio, fra l&#8217;Italia e la Slovenia, in previsione del 2025, anno in cui Nova Gorica e Gorizia saranno, assieme, Capitale europea della Cultura.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:21px">La stessa guida, <em>Gorica Nova Gorica: Povezani mesti</em>, è stata tradotta in sloveno da Martina Kafol (e pubblicata da Založništvo tržaškega tiska) ed è uscita lo stesso giorno della versione in italiano.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A. Bellavite<em>, Gorizia Nova Gorica &#8211; Due città in una</em>, Ediciclo Editore, Portogruaro (VE), 2024.<br>La guida è stata presentata a Cormons nel maggio 2024 durante uno degli appuntamenti di &#8220;<a href="https://www.laltrove.com/storie-terre-confini-a-cormons/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Storie, terre, confini</a>&#8221; organizzati da Alessandra e Paolo Vecchiet, titolari della omonima cartolibreria di Cormons.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.laltrove.com/gorizia-nova-gorica-due-citta-in-una/">Gorizia ∙ Nova Gorica &#8211; Due città in una</a> proviene da <a href="https://www.laltrove.com">Laltrove</a>.</p>
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		<title>Fuocolento luglio 2023</title>
		<link>https://www.laltrove.com/fuocolento-luglio-2023-il-museo-del-contrabbando/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Corinna Sabbadini]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Apr 2024 18:20:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Gorizia]]></category>
		<category><![CDATA[Museando]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Museo del Contrabbando Ti ricordi quando ti avevo parlato di “Lasciapassare/Prepusnica”, il museo dentro la garrita al confine del Rafut a Gorizia (quel piccolo valico secondario sotto il colle del castello di Gorizia)?Ecco, oggi ti parlo del museo dirimpettaio: l&#8217;allestimento che il Goriški Muzej ha pensato per la casermetta slovena dove stazionavano i graničari (le guardie di confine jugoslave e poi, dal 1991, slovene). Qua troverai Razstava Na šverc! (il museo con l’esposizione dedicataal contrabbando): è una delle quattro sedi del Muzej na meji (il museo sul Confine) che il Goriški muzej di Nova Gorica ha realizzato in questi anni in quattro punti strategici lungo la linea di confine.La scorsa estate ne ho scritto un articolo su Fuocolento: clicca sul bottone per leggerlo. Il Museo si trova in Kostanjeviška cesta 32 a Nova Gorica, ed è aperto con questi orari:lunedì–venerdì: 13.00–17.00sabato, domenica e festivi: (orario invernale) 12.00–17.00 &#8211; (orario estivo) 12.00–18.00.Se vuoi provare l&#8217;esperienza dell&#8217;escape room (di cui trovi le informazioni nell&#8217;articolo), ricordati che devi prenotarla in anticipo.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.laltrove.com/fuocolento-luglio-2023-il-museo-del-contrabbando/">Fuocolento luglio 2023</a> proviene da <a href="https://www.laltrove.com">Laltrove</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading" style="font-size:29px">Il Museo del Contrabbando</h2>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:21px">Ti ricordi quando ti avevo parlato di <a href="https://www.laltrove.com/lasciapassare-prepusnica-un-museo-sul-confine-a-gorizia/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">“Lasciapassare/Prepusnica”</a>, il museo dentro la garrita al confine del Rafut a Gorizia (quel piccolo valico secondario sotto il colle del castello di Gorizia)?<br>Ecco, oggi ti parlo del museo dirimpettaio: l&#8217;allestimento che il Goriški Muzej ha pensato per la casermetta slovena dove stazionavano i <em>graničari</em> (le guardie di confine jugoslave e poi, dal 1991, slovene). Qua troverai <a href="https://goriskimuzej.si/stalne-zbirke/muzej-na-meji/muzejska-zbirka-pristava" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Razstava Na šverc!</a> (il museo con l’esposizione dedicata<br>al contrabbando): è una delle quattro sedi del Muzej na meji (il museo sul Confine) che il Goriški muzej di Nova Gorica ha realizzato in questi anni in quattro punti strategici lungo la linea di confine.<br>La scorsa estate ne ho scritto un articolo su <a href="https://www.laltrove.com/fuocolento-rivista-gastronomica-culturale-nordest/">Fuocolento</a>: clicca sul bottone per leggerlo.</p>



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<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:21px"><br>Il Museo si trova in Kostanjeviška cesta 32 a Nova Gorica, ed è aperto con questi orari:<br>lunedì–venerdì: 13.00–17.00<br>sabato, domenica e festivi: (orario invernale) 12.00–17.00 &#8211; (orario estivo) 12.00–18.00.<br>Se vuoi provare l&#8217;esperienza dell&#8217;<em>escape room</em> (di cui trovi le informazioni nell&#8217;articolo), ricordati che devi prenotarla in anticipo.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.laltrove.com/fuocolento-luglio-2023-il-museo-del-contrabbando/">Fuocolento luglio 2023</a> proviene da <a href="https://www.laltrove.com">Laltrove</a>.</p>
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		<title>La Biblioteca Comunale di Cormons</title>
		<link>https://www.laltrove.com/la-biblioteca-comunale-di-cormons/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Corinna Sabbadini]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 Mar 2024 17:37:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Bibliotecando]]></category>
		<category><![CDATA[Gorizia]]></category>
		<category><![CDATA[Biblioteca]]></category>
		<category><![CDATA[Biblioteca Comunale Cormons - Občinska knjižnica Krmin]]></category>
		<category><![CDATA[Biblioteca Comunale di Cormons]]></category>
		<category><![CDATA[Consorzio Culturale del Monfalconese]]></category>
		<category><![CDATA[Cormons]]></category>
		<category><![CDATA[Nova Gorica/Gorizia 2025]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Detta anche Občinska knjižnica Krmin La Biblioteca Comunale di Cormons si trova in una posizione astrale a me favorevole: fra casa mia e il Giardinetto Cafè che &#8220;spesso&#8221; raggiungo per la mia pausa mattutina. Quindi ci passo davanti quasi quotidianamente e quasi quotidianamente guardo nelle sue vetrine la proposta &#8220;del momento&#8221;: i libri seguono i vari periodi dell&#8217;anno, le feste, le stagioni, le ricorrenze e quindi sono contestualizzati a ciò che accade fuori dalla biblioteca. Ti invito ad andare a guardarle, perché non sono tante le biblioteche con una vetrina, e per di più &#8220;sul pezzo&#8221;.Ad esempio ora ci sono due vetrine: una dedicata al &#8220;Dantedì&#8221; (la Giornata nazionale dedicata a Dante Alighieri, che era ieri) e l&#8217;altra alla Giornata della memoria e dell&#8217;impegno in ricordo delle vittime delle mafie (che era il 21 marzo). Una volta che sei lì, vai a dare un&#8217;occhiata dentro Bene, ti trovi nella principale sala che dal 1998 ospita la biblioteca comunale di Cormons. Fino a quell&#8217;anno la sede era appena un civico più in là, e prima ancora si trovava all&#8217;interno di palazzo Del Mestri e la memoria arriva nel tempo e nello spazio all&#8217;edificio che ospitava la scuola Fermi.Ma torniamo in via [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading" style="font-size:29px">Detta anche Občinska knjižnica Krmin</h2>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:21px">La Biblioteca Comunale di Cormons si trova in una posizione astrale a me favorevole: fra casa mia e il Giardinetto Cafè che &#8220;spesso&#8221; raggiungo per la mia pausa mattutina. Quindi ci passo davanti quasi quotidianamente e quasi quotidianamente guardo nelle sue vetrine la proposta &#8220;del momento&#8221;: i libri seguono i vari periodi dell&#8217;anno, le feste, le stagioni, le ricorrenze e quindi sono contestualizzati a ciò che accade fuori dalla biblioteca. Ti invito ad andare a guardarle, perché non sono tante le biblioteche con una vetrina, e per di più &#8220;sul pezzo&#8221;.<br>Ad esempio ora ci sono due vetrine: una dedicata al &#8220;Dantedì&#8221; (la Giornata nazionale dedicata a Dante Alighieri, che era ieri) e l&#8217;altra alla Giornata della memoria e dell&#8217;impegno in ricordo delle vittime delle mafie (che era il 21 marzo).</p>



<h2 class="wp-block-heading" style="font-size:29px">Una volta che sei lì, vai a dare un&#8217;occhiata dentro</h2>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:21px">Bene, ti trovi nella principale sala che dal 1998 ospita la biblioteca comunale di Cormons. Fino a quell&#8217;anno la sede era appena un civico più in là, e prima ancora si trovava all&#8217;interno di palazzo Del Mestri e la memoria arriva nel tempo e nello spazio all&#8217;edificio che ospitava la scuola Fermi.<br>Ma torniamo in via Matteotti 77. Appena entri, trovi in esposizione un po&#8217; di libri &#8220;novità&#8221;. C&#8217;è anche un tavolino basso dedicato ai più piccolini, e qua c&#8217;è un dettaglio fantastico: i libri raggruppati hanno tutti la copertina dello stesso colore.<br>Lungo tutta la parete alla tua sinistra c&#8217;è l&#8217;offerta dedicata alla narrativa per i giovani, con le scaffalature suddivise per età.</p>



<div class="wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-8f761849 wp-block-columns-is-layout-flex">
<div class="wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow" style="flex-basis:100%">
<div class="wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-8f761849 wp-block-columns-is-layout-flex">
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<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:21px">Se inizi a &#8220;percorrerla&#8221;, entri nello spazio dedicato ai più piccoli dove divanetti morbidi e colorati e facce di orsi e cagnolini attendono i bimbi che spesso vengono qua in visita con le loro maestre del nido, dell&#8217;asilo e delle elementari (lo sai: sono una <em>boomer</em> quindi uso ancora questi termini quando invece dovrei scrivere nido d&#8217;infanzia, scuola dell&#8217;infanzia e scuola primaria). <br></p>
</div>



<div class="wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow">
<figure class="wp-block-image size-large"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="1024" height="768" src="https://www.laltrove.com/wp-content/uploads/2024/03/Biblioteca-Comunale-di-Cormons-area-bimbi-1024x768.jpeg" alt="Biblioteca Comunale di Cormons - area bimbi" class="wp-image-2922" srcset="https://www.laltrove.com/wp-content/uploads/2024/03/Biblioteca-Comunale-di-Cormons-area-bimbi-1024x768.jpeg 1024w, https://www.laltrove.com/wp-content/uploads/2024/03/Biblioteca-Comunale-di-Cormons-area-bimbi-300x225.jpeg 300w, https://www.laltrove.com/wp-content/uploads/2024/03/Biblioteca-Comunale-di-Cormons-area-bimbi-768x576.jpeg 768w, https://www.laltrove.com/wp-content/uploads/2024/03/Biblioteca-Comunale-di-Cormons-area-bimbi.jpeg 1280w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Biblioteca Comunale di Cormons &#8211; area bimbi<br>(foto fornita dalla Biblioteca)</figcaption></figure>
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<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:21px">Sì: arrivano qua quando ancora non parlano. E le attività che possono fare non sono poche, anche se si trattengono per poche decine di minuti. Poi partecipano con i genitori alle mattinate &#8220;Mi leggi una storia?&#8221; con le lettrici  volontarie di &#8220;Nati per leggere&#8221; di Cormons. E ritornano negli anni. Fanno la tessera. E infine scelgono loro i libri. </p>



<h2 class="wp-block-heading" style="font-size:29px">Cosa scelgono?</h2>



<div class="wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-8f761849 wp-block-columns-is-layout-flex">
<div class="wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow" style="flex-basis:100%">
<div class="wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-8f761849 wp-block-columns-is-layout-flex">
<div class="wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow" style="flex-basis:66.66%">
<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:21px">Lo schedario è ampio. Partiamo dallo scaffale &#8220;Nati per Leggere&#8221; che ospita circa 200 titoli selezionati dall’Osservatorio Editoriale Nati per Leggere. Proseguiamo nella sezione ragazzi con oltre 5.500 libri di narrativa e di divulgazione per i ragazzi e dai primi libri per bambini; poi ancora c&#8217;è la parte con i libri tattili e in Comunicazione Aumentativa Alternativa (CAA) e lo scaffale giovani, con circa 350 opere di narrativa per ragazzi nella fascia di età 15-19. Mi è piaciuta molto la sezione &#8220;BILL &#8211; Biblioteca della Legalità&#8221;: è costituita da circa 80 titoli di romanzi, biografie, albi e fumetti che educano alla convivenza civile.</p>
</div>



<div class="wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow" style="flex-basis:33.33%">
<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" width="768" height="1024" src="https://www.laltrove.com/wp-content/uploads/2024/03/La-Biblioteca-Comunale-di-Cormons-libri-per-ragazzi-768x1024.jpg" alt="La Biblioteca Comunale di Cormons - libri per ragazzi" class="wp-image-2888" srcset="https://www.laltrove.com/wp-content/uploads/2024/03/La-Biblioteca-Comunale-di-Cormons-libri-per-ragazzi-768x1024.jpg 768w, https://www.laltrove.com/wp-content/uploads/2024/03/La-Biblioteca-Comunale-di-Cormons-libri-per-ragazzi-225x300.jpg 225w, https://www.laltrove.com/wp-content/uploads/2024/03/La-Biblioteca-Comunale-di-Cormons-libri-per-ragazzi.jpg 960w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /><figcaption class="wp-element-caption">La Biblioteca Comunale di Cormons &#8211; libri per ragazzi (Roald Dahl)</figcaption></figure>
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<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:21px">I libri dedicati al Friuli Venezia Giulia sono 1.700 e molti di loro riguardano Cormons, il Collio e il goriziano.<br>Libri in lingua? Ci sono: circa 600 titoli in sloveno, 300 in friulano e qualcuno anche in inglese.<br>Sempre più richiesta è la letteratura <em>graphic novel</em> che suscita interesse tanto nei ragazzi quanto negli adulti ed è una sezione che la biblioteca sta implementando proprio perché è un settore dell&#8217;editoria in crescita.<br>Non dimentichiamoci del Fondo Vladimiro Zinco e Virgilio Cattarin. Cos&#8217;è? Si tratta di una donazione che questi due signori hanno lasciato nel 1998 alla Biblioteca Comunale di Cormons: 5.500 libri antichi (anche opere del Cinquecento e del Seicento) e moderni (soprattutto testi sulle due guerre mondiali e sulla prima metà del secolo scorso), oltre ad alcune migliaia di dischi in vinile (dagli anni Trenta agli anni Settanta, di musica classica, jazz e popolare).<br>I numerosi libri storici del Fondo hanno contribuito a determinare il &#8220;carattere&#8221; della Biblioteca Comunale di Cormons all&#8217;interno Sistema Bibliotecario biblioGO!: ogni biblioteca del circuito si è specializzata in un argomento, e quella di Cormons ha scelto di approfondire il filone della storia, soprattutto quella relativa al secolo scorso.<br>Ricordati, poi, che in biblioteca puoi leggere riviste e quotidiani (li trovi nell&#8217;emeroteca vicino al bancone) e puoi prendere in prestito anche DVD, CD e audiolibri.</p>



<div class="wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-8f761849 wp-block-columns-is-layout-flex">
<div class="wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow" style="flex-basis:100%">
<div class="wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-8f761849 wp-block-columns-is-layout-flex">
<div class="wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow" style="flex-basis:66.66%">
<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:21px">Inoltre, al primo piano, c&#8217;è una sala studio dove puoi leggere, studiare e consultare libri e riviste, oppure ti piazzi lì con il tuo computer o ti accomodi in una delle quattro postazioni con accesso a internet.<br>Quando alcuni anni fa non si poteva uscire di casa, la biblioteca di Cormons è stata la prima del consorzio ad attivare una collaborazione con la Protezione civile locale per effettuare la consegna e il ritiro dei libri a domicilio. È un servizio tuttora attivo per le persone che hanno difficoltà a spostarsi e a raggiungere la sede della biblioteca.</p>
</div>



<div class="wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow" style="flex-basis:33.33%">
<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" width="1024" height="768" src="https://www.laltrove.com/wp-content/uploads/2024/03/Biblioteca-Comunale-di-Cormons-sala-consultazione-1024x768.jpeg" alt="Biblioteca Comunale di Cormons - sala consultazione" class="wp-image-2928" srcset="https://www.laltrove.com/wp-content/uploads/2024/03/Biblioteca-Comunale-di-Cormons-sala-consultazione-1024x768.jpeg 1024w, https://www.laltrove.com/wp-content/uploads/2024/03/Biblioteca-Comunale-di-Cormons-sala-consultazione-300x225.jpeg 300w, https://www.laltrove.com/wp-content/uploads/2024/03/Biblioteca-Comunale-di-Cormons-sala-consultazione-768x576.jpeg 768w, https://www.laltrove.com/wp-content/uploads/2024/03/Biblioteca-Comunale-di-Cormons-sala-consultazione.jpeg 1280w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Biblioteca Comunale di Cormons &#8211; sala studio<br>(foto fornita dalla Biblioteca)</figcaption></figure>
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<h2 class="wp-block-heading" style="font-size:29px">Diamo i numeri</h2>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:21px">Nel 1998 la biblioteca ospitava 9.000 volumi. Oggi siamo arrivati a 31.000. E se questi non ti bastano, ricordati che la biblioteca rientra nel <a href="https://bibliogo.ccm.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Sistema&nbsp;Bibliotecario biblioGO!</a>, quindi la disponibilità si amplia.<br>Gli iscritti registrati nel corso di questi decenni sono 3.890. Di questi, 135 sono arrivati nel 2023 e 715 hanno preso in prestito (nell&#8217;arco di quei dodici mesi) almeno un libro. Uno dei 13.600 prestiti (con un aumento del 15% rispetto al 2022) dell&#8217;anno scorso.<br>La classifica dei lettori più incalliti del 2023 vede al terzo posto una bimba della scuola primaria che ha preso 126 libri, subito dopo c&#8217;è un signore pensionato con i suoi 147 prestiti e ancora più in alto c&#8217;è una signora con 157 titoli (molti dei quali per bambini).<br>Il podio dei libri più letti durante lo scorso anno è decisamente in mano alla lobby dei più piccoli (e questo ci fa sperare): <em>Il gran mondo</em> di Pierre Lemaitre (11 prestiti), <em>Casa Silvermoor</em> di Tracy Rees e <em>I miei primi libri di bebè</em> di Emile Jadoul (12 prestiti), e <em>Due topolini curiosi</em> di Leo Lionni è stato preso in prestito ben 16 volte.</p>



<h2 class="wp-block-heading" style="font-size:29px">«Dove? Kje? Uer? Dulà?»</h2>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:21px">Come ti ho già scritto, la <a href="https://bibliogo.ccm.it/library/biblioteca-comunale-cormons-obcinska-knjiznica-krmin/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Biblioteca Comunale di Cormons</a> si trova in via Giacomo Matteotti 77, fra il municipio e il duomo, la giusta via di mezzo fra il potere temporale e quello spirituale. <br>È aperta il martedì, il mercoledì e il giovedì dalle 15.30 alle 18.30, e il mercoledì, venerdì e il sabato dalle 10.00 alle 12.00. <br>Oltre ai bibliotecari Elena Canola e Massimo Maffei, potrai trovare anche volontari che (in diversi modi) offrono la loro disponibilità (ad esempio i volontari di cittadinanza attiva, o del servizio civile universale o le lettrici gruppo di lettura “Nati per leggere”): sono tutti pronti ad aiutarti nella tua ricerca del viaggio che desideri compiere, ovvero del libro che vuoi leggere. </p>



<h2 class="wp-block-heading" style="font-size:29px">Pausa caffè</h2>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:21px">Oltre al già citato Giardinetto Cafè, puoi fare una pausa al Rullo, da Tania e Paola, al Caffè Liberty, al Caffè Massimiliano, alla Gelateria Zamò o al Panificio Battistutta. Se invece serve una pausa più, come dire, idratante, si può anche andare all&#8217;Enoteca di Cormons, all&#8217;Oste in Piazza, al Jazz &amp; wine, all&#8217;Osteria Caramella o l&#8217;Osteria all&#8217;Unione.</p>
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		<title>Fuocolento gennaio 2023</title>
		<link>https://www.laltrove.com/le-pietre-dinciampo-a-gorizia-fuocolento-gennaio-2023/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Corinna Sabbadini]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 25 Jan 2024 16:57:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Gorizia]]></category>
		<category><![CDATA[Scrivendo]]></category>
		<category><![CDATA[Biblioteca Statale Isontina]]></category>
		<category><![CDATA[Fuocolento]]></category>
		<category><![CDATA[Giorno della Memoria]]></category>
		<category><![CDATA[GO! Borderless]]></category>
		<category><![CDATA[GO!2025]]></category>
		<category><![CDATA[Nova Gorica/Gorizia 2025]]></category>
		<category><![CDATA[Pietre d'Inciampo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le Pietre d&#8217;Inciampo a Gorizia Guarda quanto è bella questa pianta della città: è aggiornata al 1° gennaio 1921. Guarda com&#8217;era la città un secolo fa: guarda cosa c&#8217;era già, e cosa è arrivato dopo.C&#8217;è una cosa che mi ha colpito in modo particolare, ma non ti dico cos&#8217;è: mi tengo il segreto per scrivere un altro articolo più avanti! Torniamo a noi. Vedi i numeri all&#8217;interno di quei piccoli cerchi neri? Indicano le posizioni dove si trovano 25 Pietre d&#8217;Inciampo che sono state posizionate dal 20 gennaio 2016 a oggi. Manca un numero (il 12): quello che dovrebbe indicare via Lunga (in Borgo San Rocco), il luogo dove si trovava lo storico negozio di mobili di Ladislao Herskovitz (italianizzato Ercoli) e dove lo scorso aprile è stata posata la ventiseiesima Pietra d&#8217;Inciampo di Gorizia.Se vuoi scoprire qualcosa di più su queste Pietre che ho scritto sul numero di gennaio 2023 di Fuocolento: ti racconto cosa sono, chi le ha &#8220;inventate&#8221; e cosa rappresentano. Trovi anche l&#8217;elenco dei nomi che queste &#8220;Stolpersteine&#8221; vogliono ricordare.Il numero 11 che vedi indicato in basso a destra, lontano dal centro cittadino, indica le Pietre d&#8217;Inciampo che sono state posizionate all&#8217;esterno dell&#8217;Ospedale Psichiatrico di Gorizia [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading" style="font-size:29px">Le Pietre d&#8217;Inciampo a Gorizia</h2>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:21px">Guarda quanto è bella questa pianta della città: è aggiornata al 1° gennaio 1921. Guarda com&#8217;era la città un secolo fa: guarda cosa c&#8217;era già, e cosa è arrivato dopo.<br>C&#8217;è una cosa che mi ha colpito in modo particolare, ma non ti dico cos&#8217;è: mi tengo il segreto per scrivere un altro articolo più avanti!<br> <br>Torniamo a noi. Vedi i numeri all&#8217;interno di quei piccoli cerchi neri? Indicano le posizioni dove si trovano 25 Pietre d&#8217;Inciampo che sono state posizionate dal 20 gennaio 2016 a oggi. Manca un numero (il 12): quello che dovrebbe indicare via Lunga (in Borgo San Rocco), il luogo dove si trovava lo storico negozio di mobili di <strong>Ladislao Herskovitz (italianizzato Ercoli)</strong> e dove lo scorso aprile è stata posata la ventiseiesima Pietra d&#8217;Inciampo di Gorizia.<br>Se vuoi scoprire qualcosa di più su queste Pietre</p>



<div class="wp-block-buttons is-content-justification-center is-layout-flex wp-container-core-buttons-is-layout-fe48e5de wp-block-buttons-is-layout-flex">
<div class="wp-block-button"><a class="wp-block-button__link has-text-align-center wp-element-button" href="https://www.laltrove.com/wp-content/uploads/2024/01/Le-Pietre-dInciampo-a-Gorizia-Fuocolento-gennaio-2023.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">apri il pdf e leggi l&#8217;articolo</a></div>
</div>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:21px"><br>che ho scritto sul numero di gennaio 2023 di Fuocolento: ti racconto cosa sono, chi le ha &#8220;inventate&#8221; e cosa rappresentano. Trovi anche l&#8217;elenco dei nomi che queste &#8220;Stolpersteine&#8221; vogliono ricordare.<br>Il numero 11 che vedi indicato in basso a destra, lontano dal centro cittadino, indica le Pietre d&#8217;Inciampo che sono state posizionate all&#8217;esterno dell&#8217;<a href="https://www.laltrove.com/fuocolento-maggio-2023-l-ospedale-psichiatrico-di-gorizia/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Ospedale Psichiatrico di Gorizia</a> dove tre persone sono state prelevate e deportate nel dicembre 1943. Due di loro erano i coniugi ultrasettantenni Amelia Pavia Michelstaedter ed Elio Michelstaedter che si erano fatti ricoverare con la speranza di non essere così arrestati. La terza vittima era una giovane donna, Elsa Valobra, che invece si trovava qui da quando era stata licenziata dalla Cassa di Risparmio nel 1938, in seguito alla promulgazione delle leggi razziali: lo shock che subì in seguito al licenziamento fu così forte che fu necessario ricoverarla.</p>



<div class="wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-8f761849 wp-block-columns-is-layout-flex">
<div class="wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:22px"><em>La lettura del nome va fatta ad alta voce, come se lei fosse dall’altra parte della strada e tu la stessi chiamando. Senza urlare. Solo per attirare la sua attenzione, come per salutarla. Bisogna nominarla ad alta voce per tutte quelle migliaia di volte che sua madre, sua sorella, suo nipote e i suoi amici avrebbero dovuto o voluto chiamarla ancora. </em></p>
</div>



<div class="wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="757" src="https://www.laltrove.com/wp-content/uploads/2024/01/Pietra-dinciampo-Elda-Michelstaedter-1024x757.jpg" alt="Pietra d'inciampo Elda Michelstaedter" class="wp-image-2669" srcset="https://www.laltrove.com/wp-content/uploads/2024/01/Pietra-dinciampo-Elda-Michelstaedter-1024x757.jpg 1024w, https://www.laltrove.com/wp-content/uploads/2024/01/Pietra-dinciampo-Elda-Michelstaedter-300x222.jpg 300w, https://www.laltrove.com/wp-content/uploads/2024/01/Pietra-dinciampo-Elda-Michelstaedter-768x568.jpg 768w, https://www.laltrove.com/wp-content/uploads/2024/01/Pietra-dinciampo-Elda-Michelstaedter.jpg 1298w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Pietra d&#8217;Inciampo dedicata a <a href="https://www.laltrove.com/fuocolento-elda-michelstaedter-e-il-cassone-da-viaggio/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Elda Michelstaedter</a></figcaption></figure>
</div>
</div>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Foto di copertina: <a href="https://www.isontina.beniculturali.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Biblioteca Statale Isontina</a>.</em></p>
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		<title>L&#8217;Archivio di Stato di Gorizia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Corinna Sabbadini]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Jan 2024 16:11:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ARCHIVIANDO]]></category>
		<category><![CDATA[Gorizia]]></category>
		<category><![CDATA[Archivio di Stato]]></category>
		<category><![CDATA[Archivio di Stato di Gorizia]]></category>
		<category><![CDATA[Borgo Piazzutta]]></category>
		<category><![CDATA[GO! Borderless]]></category>
		<category><![CDATA[GO!2025]]></category>
		<category><![CDATA[Nova Gorica/Gorizia 2025]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Oggi andiamo a Borgo Piazzutta L&#8217;Archivio di Stato di Gorizia si trova fra piazza Nicolò Tommaseo e palazzo Coronini Cronberg, in borgo Piazzutta, una zona storica della città.La strada è tranquilla e invita al silenzio ancora prima di entrare nell&#8217;edificio. La sede, progettata negli anni Sessanta dello scorso secolo e ultimata nel 1968, è stata costruita con l&#8217;intento di ospitare l&#8217;archivio statale, quindi è funzionale a questo scopo: gli spazi sono ben delineati e collegati fra loro per facilitare il lavoro di ricerca e la consultazione dei testi, e i locali archivistici (dislocati su quattro piani) sono logisticamente pensati per garantire la sicurezza dei documenti.Considerato il periodo di costruzione (in piena Guerra Fredda) e l&#8217;immediata vicinanza del confine di Stato con la allora Jugoslavia (che all&#8217;epoca apparteneva ai Paesi &#8220;non allineati&#8221;: quegli Stati che non volevano schierarsi né con gli Stati Uniti d&#8217;America né con l&#8217;Unione Sovietica), lo stabile venne dotato di un bunker che, in caso di grave necessità, avrebbe potuto ospitare i documenti più preziosi.(Spoiler: non è mai stato usato) Che cosa puoi trovarci? Sul sito dell’Archivio di Stato di Gorizia si legge che &#8220;conserva le carte delle magistrature precedenti l’annessione all’Italia e le carte degli uffici periferici [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading">Oggi andiamo a Borgo Piazzutta</h2>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:21px">L&#8217;Archivio di Stato di Gorizia si trova fra piazza Nicolò Tommaseo e palazzo Coronini Cronberg, in borgo Piazzutta, una zona storica della città.<br>La strada è tranquilla e invita al silenzio ancora prima di entrare nell&#8217;edificio. <br>La sede, progettata negli anni Sessanta dello scorso secolo e ultimata nel 1968, è stata costruita con l&#8217;intento di ospitare l&#8217;archivio statale, quindi è funzionale a questo scopo: gli spazi sono ben delineati e collegati fra loro per facilitare il lavoro di ricerca e la consultazione dei testi, e i locali archivistici (dislocati su quattro piani) sono logisticamente pensati per garantire la sicurezza dei documenti.<br>Considerato il periodo di costruzione (in piena Guerra Fredda) e l&#8217;immediata vicinanza del confine di Stato con la allora Jugoslavia (che all&#8217;epoca apparteneva ai Paesi &#8220;non allineati&#8221;: quegli Stati che non volevano schierarsi né con gli Stati Uniti d&#8217;America né con l&#8217;Unione Sovietica), lo stabile venne dotato di un bunker che, in caso di grave necessità, avrebbe potuto ospitare i documenti più preziosi.<br>(Spoiler: non è mai stato usato)</p>



<h2 class="wp-block-heading" style="font-size:29px">Che cosa puoi trovarci?</h2>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:21px">Sul sito dell’Archivio di Stato di Gorizia si legge che &#8220;conserva le carte delle magistrature precedenti l’annessione all’Italia e le carte degli uffici periferici dello Stato italiano.<br>Incrementa il suo patrimonio documentario con i versamenti che gli uffici giudiziari ed amministrativi dello Stato sono tenuti a effettuare di tutte le carte non più occorrenti alle necessità ordinarie del servizio, e relative a pratiche esaurite da oltre trent’anni.<br>Vengono inoltre conservati qua gli atti notarili, trascorsi cento anni dalla cessazione dell’attività del notaio rogante, gli archivi degli enti pubblici soppressi, gli archivi e i documenti acquisiti dallo Stato a titolo privato, mediante compravendita o donazione.&#8221;</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:21px">Allora vediamo un po&#8217; cosa è stato versato in questo archivio. Tieni a mente che Gorizia all&#8217;inizio del Ventesimo secolo Gorizia faceva parte dell&#8217;impero Austro-ungarico, poi è stata annessa al Regno d&#8217;Italia, durante la Seconda Guerra Mondiale è stata inserita nell&#8217;Operationszone Adriatisches Küstenland (la Zona d&#8217;operazioni del Litorale adriatico posta sotto la diretta amministrazione militare tedesca), terminata la guerra rientrò nei confini della &#8220;zona A&#8221; delimitata dalla linea Morgan (posta sotto il controllo del Governo militare Alleato) e poi, in seguito al trattato di Parigi del 1947, gran parte della città di Gorizia restò in Italia, con il confine (ancora attuale) che tagliò in due parti la città e i suoi abitanti.<br>Fatta questa premessa, si può intuire che molti documenti possono essere andati perduti, distrutti, dimenticati, sottratti o rovinati a causa delle guerre e dei cambiamenti di bandiere che hanno scritto la storia dello scorso secolo.<br>Ecco quindi che qua si possono consultare gli archivi prodotti nella città e nella provincia di Gorizia dalle istituzioni politiche, amministrative e giudiziarie relative all&#8217;impero asburgico e  poi al Regno e infine allo Stato italiano, e ancora archivi di enti locali, notarili, catastali, professionali, di famiglie e di persone, nonché altri fondi pubblici e privati. Tutti assieme, messi uno accanto all&#8217;altro, occupano quattro chilometri di collocazione.<br>Sono veramente tanti e di provenienze diverse fra loro: troverai l&#8217;archivio dell&#8217;architetto Max Fabiani e dello scrittore Celso Macor, quelli delle famiglie Attems-Cossar e Coronini Cronberg, i registri e i protocolli del Ginnasio e dell&#8217;asilo infantile di lingua tedesca, il catasto Teresiano e quello Giuseppino, i documenti delle preture, delle prefetture, dei tribunali del periodo napoleonico e&#8230; <a href="https://archiviodistatogorizia.cultura.gov.it/inventari-on-line/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">vai a dare una occhiata</a> per farti una idea di quanto materiale c&#8217;è.</p>



<h2 class="wp-block-heading" style="font-size:29px">La sala consultazione</h2>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="699" src="https://www.laltrove.com/wp-content/uploads/2024/01/Archivio-di-Stato-Gorizia-Sala-consultazione-1-1024x699.jpg" alt="L'Archivio di Stato di Gorizia - la sala consultazione" class="wp-image-2615" srcset="https://www.laltrove.com/wp-content/uploads/2024/01/Archivio-di-Stato-Gorizia-Sala-consultazione-1-1024x699.jpg 1024w, https://www.laltrove.com/wp-content/uploads/2024/01/Archivio-di-Stato-Gorizia-Sala-consultazione-1-300x205.jpg 300w, https://www.laltrove.com/wp-content/uploads/2024/01/Archivio-di-Stato-Gorizia-Sala-consultazione-1-768x524.jpg 768w, https://www.laltrove.com/wp-content/uploads/2024/01/Archivio-di-Stato-Gorizia-Sala-consultazione-1.jpg 1406w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">L&#8217;Archivio di Stato di Gorizia &#8211; la sala consultazione</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:21px">Appena vi entrerai, sarai attratto dall&#8217;opera d&#8217;arte che riveste la parete che volge a oriente: un bassorilievo composto da dieci pannelli di terracotta patinata, su cui sono rappresentati episodi della Divina Commedia di Dante. Se sei curioso di scoprire qualcosa di più su questo bassorilievo realizzato da Agostino Piazza fra il 1967 e il 1968, trovi una serie di informazioni dettagliate in <a href="https://archiviodistatogorizia.cultura.gov.it/immagini-dantesche-nellarchivio-di-stato-di-gorizia/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">questa pagina</a> del sito internet dell&#8217;Archivio.<br>Dopo aver &#8220;letto&#8221; i canti danteschi (perché sono sicura che ti avvicinerai per tentar di riconoscere i personaggi e le &#8220;scene&#8221; più famose), potrai accomodarti alle scrivanie e dedicarti allo studio dei documenti che ti servono: che la tua ricerca abbia inizio! </p>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:21px">Ricordati che per accedere alla sala consultazione devi <a href="https://archiviodistatogorizia.cultura.gov.it/prenotazioni-della-sala-di-studio/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">effettuare la prenotazione</a>.</p>



<h2 class="wp-block-heading" style="font-size:29px">La biblioteca</h2>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:21px">Con i suoi 20.706 volumi, 8 manoscritti, 13 carte geografiche, stampe e disegni, 308 testate di periodici e 57 riproduzioni fotografiche, la biblioteca è funzionale a chi svolge ricerca in archivio.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:21px">È collegata al&nbsp;<a href="https://www.iccu.sbn.it/it/SBN/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Servizio Bibliotecario Nazionale SBN</a>&nbsp;del&nbsp;<a href="https://www.biblio.units.it/SebinaOpac/.do" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Polo dell’Università degli Studi di Trieste</a>. Inoltre, le descrizioni bibliografiche relative a questo patrimonio librario sono usufruibili sul sito&nbsp;<a href="http://www.biblioest.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Biblioest</a>.<br>L’Istituto conserva anche alcune collezioni provenienti da biblioteche appartenenti a fondi giudiziari, amministrativi e privati, acquisiti nel tempo dall&#8217;Archivio. Pensa che meraviglia!</p>



<h2 class="wp-block-heading" style="font-size:29px">L&#8217;etere</h2>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:21px">Molti documenti sono stati digitalizzati e sono fruibili sul <a href="https://archivi.cultura.gov.it/istituti-archivistici/archivi-di-stato" target="_blank" rel="noreferrer noopener">sito</a>: si possono consultare le <strong>mappe del catasto</strong> “franceschino” relativo ai secoli XIX e XX, <strong>i ruoli matricolari</strong> relativi al Distretto militare di Gorizia dal 1875 al 1937, le <strong>liste di leva</strong> prodotte dall’Ufficio di leva di Gorizia nel periodo dal 1900 al 1952, 33 <strong>“Libri dei fuochi”</strong> (un censimento dei focolari domestici che rivela molte informazioni anagrafiche), le 9.000 <strong>ventilazioni ereditarie</strong> stilate fra il 1755 e il 1850 (sono una importante fonte che ci mostra la storia economica, sociale e demografica della Contea di Gorizia) e il volume dedicato alla storia della famiglia dei <strong>Cobenzl</strong> (i cui documenti sono reperibili all&#8217;interno dell’Archivio Coronini Cronberg).</p>



<h2 class="wp-block-heading" style="font-size:29px">L&#8217;Archivio di Stato di Gorizia: «Dove? Kje? Uer? Dulà?»</h2>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:21px">Si trova in via dell’Ospitale 2. <br>Se stai uscendo da palazzo Coronini Cronberg, continua dritto per 50 metri e lo troverai sulla tua sinistra.<br>Se sei in piazza Tommaseo, sali lungo Riva Piazzutta, gira a sinistra e dopo 50 metri lo vedrai sulla tua destra.<br>Se stai ammirando <a href="https://www.laltrove.com/cartolina/cartolina-dalla-piazza-grande-di-gorizia-imperiale/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">piazza della Vittoria</a>, continua verso nord, poi prendi via del Seminario e, una volta arrivato a Piazzutta, risali la Riva come ti ho scritto qua sopra.</p>



<h2 class="wp-block-heading" style="font-size:29px">Pausa caffè</h2>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:21px">Se hai bisogno di un caffè prima di iniziare la tua ricerca o se ti senti disidratato una volta terminato tutto quell&#8217;approfondimento, a poche decine di metri dall&#8217;Archivio c&#8217;è l&#8217;Osteria Riva Piazzutta, mentre se scendi fino a piazza Tommaseo troverai il Bar Piazzutta. </p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Foto tratte dal <a href="https://archiviodistatogorizia.cultura.gov.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">sito internet</a> dell&#8217;Archivio di Stato di Gorizia</em>.</p>
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