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	<title>Corinna Sabbadini, Autore presso Laltrove</title>
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	<description>Racconti di Corinna Sabbadini</description>
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	<title>Corinna Sabbadini, Autore presso Laltrove</title>
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		<title>Le Marlboro di Sarajevo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Corinna Sabbadini]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 25 Aug 2026 09:42:41 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[25 agosto 1992]]></category>
		<category><![CDATA[Bottega Errante Edizioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sarajevski Marlboro 2005. Stavo preparando la mia tesi di laurea. Una delle fonti che ho scandagliato a fondo durante quell&#8217;anno è stato il sito di Osservatorio Balcani: una testata giornalistica che ha iniziato la sua attività nel 2000 offrendo in principio un&#8217;informazione dedicata soprattutto all&#8217;Europa Centro Orientale e che poi, negli anni, ha spostato il raggio d&#8217;azione sempre più a sud-est fino alla Turchia e al Caucaso (tanto che ora si chiama Osservatorio Balcani e Caucaso Transeuropa), trattando argomenti soprattutto socio-culturali, ma anche economici, geopolitici e legislativi. 25 agosto 2005, su OB esce la prefazione (firmata da Claudio Magris) al libro Le Marlboro di Sarajevo (da poco pubblicato da Libri Scheiwiller*) scritto da Miljenko Jergović e tradotto da Ljiljana Avirović.Leggo l&#8217;articolo più o meno in diretta. Cioè: poco dopo la pubblicazione online.In poche righe c&#8217;è Claudio Magris che cita Paolo Rumiz (che sfiora Ivo Andrić) per introdurre Miljenko Jergović: mi sembra che ci siano le condizioni ideali per leggere questa &#8220;novità&#8221; editoriale. Sono nella leggendaria aula computer dell&#8217;edificio H3 dell&#8217;università di Trieste: stampo l&#8217;articolo, lo piego in quattro, lo metto nello zaino e vado a comprarmi il libro.Quel foglio è da più di vent&#8217;anni dentro quel volume. Le Marlboro di [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.laltrove.com/le-marlboro-di-sarajevo-miljenko-jergovic/">Le Marlboro di Sarajevo</a> proviene da <a href="https://www.laltrove.com">Laltrove</a>.</p>
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<h2 class="wp-block-heading" style="font-size:29px"><em>Sarajevski Marlboro</em></h2>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:21px">2005. Stavo preparando la mia tesi di laurea. <br>Una delle fonti che ho scandagliato a fondo durante quell&#8217;anno è stato il sito di <a href="https://www.balcanicaucaso.org/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Osservatorio Balcani</a>: una testata giornalistica che ha iniziato la sua attività nel 2000 offrendo in principio un&#8217;informazione dedicata soprattutto all&#8217;Europa Centro Orientale e che poi, negli anni, ha spostato il raggio d&#8217;azione sempre più a sud-est fino alla Turchia e al Caucaso (tanto che ora si chiama Osservatorio Balcani e Caucaso Transeuropa), trattando argomenti soprattutto socio-culturali, ma anche economici, geopolitici e legislativi.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:21px">25 agosto 2005, su OB esce la prefazione (firmata da Claudio Magris) al libro <em>Le Marlboro di Sarajevo</em> (da poco pubblicato da Libri Scheiwiller*) scritto da Miljenko Jergović e tradotto da Ljiljana Avirović.<br>Leggo l&#8217;articolo più o meno in diretta. Cioè: poco dopo la pubblicazione online.<br>In poche righe c&#8217;è Claudio Magris che cita Paolo Rumiz (che sfiora Ivo Andrić) per introdurre Miljenko Jergović: mi sembra che ci siano le condizioni ideali per leggere questa &#8220;novità&#8221; editoriale. <br>Sono nella leggendaria aula computer dell&#8217;edificio H3 dell&#8217;università di Trieste: stampo l&#8217;articolo, lo piego in quattro, lo metto nello zaino e vado a comprarmi il libro.<br>Quel foglio è da più di vent&#8217;anni dentro quel volume.</p>



<h2 class="wp-block-heading" style="font-size:29px"><em>Le Marlboro di Sarajevo</em></h2>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:21px">Potrei dire che il libro mi è piaciuto. <br>O potrei dire che, negli anni, ho comprato quasi tutti i libri di questo autore.<br>O potrei descrivere quando nel dicembre 2005 sono andata a Sarajevo anche per comprare (da non fumatrice) un pacchetto di Marlboro (mai aperto).<br>O potrei raccontare di quando nel 2007, un pomeriggio a Udine, vedo il libro esposto in una libreria e lo compro subito per regalarlo a Laura, una cara amica che avrei visto pochi minuti più tardi.<br>O potrei aggiungere che quando Jergović raggiunge il Friuli Venezia Giulia per presentare nuove pubblicazioni, cerco di essere presente.<br>O potrei descriverti lo stupore dei librai croati, quando entro nelle loro librerie e chiedo (in inglese) <a type="link" href="https://www.laltrove.com/il-padre-bottega-errante-miljenko-jergovic-rapporto-con-il-padre/" id="https://www.laltrove.com/il-padre-bottega-errante-miljenko-jergovic-rapporto-con-il-padre/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">questo autore</a>, e loro rispondono che ce l&#8217;hanno solo in croato e io dico <em>sìvabene </em>(e la mia <a type="link" href="https://www.laltrove.com/la-biblioteca-dei-viaggi/" id="https://www.laltrove.com/la-biblioteca-dei-viaggi/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">biblioteca dei viaggi</a> si arricchisce). <br>O potrei spiegarti la scelta del titolo, ma ti rovinerei il gusto della lettura. Scoprilo tu. Ridici sopra. Piangici sopra. E poi assaggia la marmellata di mele, bevi l&#8217;acqua del pozzo, mangia un burek con un tranviere, corri lungo le strade di Sarajevo, ricorda la città com&#8217;era. Sopravvivi con la città. C&#8217;è la guerra, e tu vuoi vivere.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:21px">O potrei descriverti quanto mi dispiacesse il fatto che per anni questo libro fosse irreperibile. Fino al 2019, quando <a type="link" href="https://www.laltrove.com/bottega-errante-edizioni/" id="https://www.laltrove.com/bottega-errante-edizioni/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Bottega Errante Edizione</a> l&#8217;ha rimesso in stampa. Ed è tornato in circolo.<br>E circola.</p>



<h2 class="wp-block-heading" style="font-size:29px">25 agosto 2026</h2>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:21px">25 agosto 1992. Sono passati 34 anni. Quel giorno la <a href="https://www.laltrove.com/la-cotogna-di-istanbul-il-profumo-del-ricordo/" data-type="link" data-id="https://www.laltrove.com/la-cotogna-di-istanbul-il-profumo-del-ricordo/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Vijećnica, la Biblioteca Nazionale di Sarajevo</a>, fu colpita e incendiata dalle milizie serbe che assediavano la città: in lei bruciò tutto, anche la nostra Storia, il nostro Diritto, la nostra Europa, la nostra idea di Civiltà.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:16px">*<em>Le Marlboro di Sarajevo</em> era già stato pubblicato nell&#8217;agosto del 1995 (quando la guerra in Bosnia ed Erzegovina era ancora in corso) da <a type="link" href="https://www.quodlibet.it/recensione/269" id="https://www.quodlibet.it/recensione/269" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Quodlibet</a>. <br>Il titolo originale <em>Sarajevski Marlboro</em> fu pubblicato per la prima volta nel 1994 a Zagabria dalla casa editrice Durieux.</p>
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		<title>11 agosto 1999. L&#8217;eclisse totale di sole</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Corinna Sabbadini]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 Aug 2026 09:12:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scrivendo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Lezione di astronomia: eclisse totale di sole Novembre 1998. Ricordo ancora la lezione di astronomia in cui la professoressa ci disse che la prossima eclisse totale di sole in Europa si sarebbe manifestata l&#8217;11 agosto dell&#8217;anno dopo. Ci spiegò che in Italia sarebbe stata un&#8217;eclisse parziale, e che a Udine avrebbe raggiunto un oscuramento del 97 per cento. La fascia di copertura totale avrebbe attraversato l&#8217;Europa dal sud dell&#8217;Inghilterra fino al confine fra la Romania e la Bulgaria, sul Mar Nero. Avrebbe oscurato anche Monaco, Linz e Graz: per ammirarla, queste erano le zone più vicine a noi.La sera, a cena, lo raccontai ai miei.Non ricordo chi lo propose, ma decidemmo che saremmo andati a vederla. 10 agosto 1999 Partiamo. Siamo in tre. Matteo non viene.È strano avere tutto il sedile posteriore per me. Non mi va neanche di occupare uno spazio che non è mai stato mio.{Quel giorno non lo sapevo, ma quella sarebbe stata la nostra ultima gita assieme. Dopo tanti anni di partenze, di quandoarriviamo?, di quandocifermiamo?, di quantomanca?, di doveandiamooggi?, di quandoandiamoalmare? e mille altre domande alcune ripetute infinite volte, quella gita sarebbe stata l&#8217;ultima.}Avevamo prenotato una Gasthaus vicino a Graz. Fra Graz e il confine [&#8230;]</p>
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<h2 class="wp-block-heading">Lezione di astronomia: eclisse totale di sole</h2>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:21px">Novembre 1998. Ricordo ancora la lezione di astronomia in cui la professoressa ci disse che la prossima eclisse totale di sole in Europa si sarebbe manifestata l&#8217;11 agosto dell&#8217;anno dopo. Ci spiegò che in Italia sarebbe stata un&#8217;eclisse parziale, e che a Udine avrebbe raggiunto un oscuramento del 97 per cento. La fascia di copertura totale avrebbe attraversato l&#8217;Europa dal sud dell&#8217;Inghilterra fino al confine fra la Romania e la Bulgaria, sul Mar Nero. Avrebbe oscurato anche Monaco, Linz e Graz: per ammirarla, queste erano le zone più vicine a noi.<br>La sera, a cena, lo raccontai ai miei.<br>Non ricordo chi lo propose, ma decidemmo che saremmo andati a vederla.</p>



<h2 class="wp-block-heading">10 agosto 1999</h2>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:21px">Partiamo. Siamo in tre. Matteo non viene.<br>È strano avere tutto il sedile posteriore per me. Non mi va neanche di occupare uno spazio che non è mai stato mio.<br>{<em>Quel giorno non lo sapevo, ma quella sarebbe stata la nostra ultima gita assieme. Dopo tanti anni di partenze, di quandoarriviamo?, di quandocifermiamo?, di quantomanca?, di doveandiamooggi?, di quandoandiamoalmare? e mille altre domande alcune ripetute infinite volte, quella gita sarebbe stata l&#8217;ultima</em>.}<br>Avevamo prenotato una Gasthaus vicino a Graz. Fra Graz e il confine con l&#8217;Ungheria. Più vicini all&#8217;Ungheria che a Graz. Allora ignoravo un fatto (mio padre probabilmente no): quella è una rinomata zona di produzione di vini austriaci. Quando ci sono tornata, una dozzina di anni più tardi, quelle colline avevano un profumo silenzioso che conoscevo già.</p>



<h2 class="wp-block-heading" style="font-size:29px">11 agosto 1999</h2>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:21px">Quella mattina ci eravamo fermati in un punto a caso in quella verde campagna austriaca. Eravamo in collina, fra vigne, campi e boschi. <br>La colonna sonora era quella della natura. Ho ancora nelle orecchie il chiasso di alcune oche: quello che stavano vivendo loro era che stava già arrivando la sera, e quindi bisognava rientrare. Si chiamavano a vicenda e in fila indiana andavano verso la fattoria.<br>Fissare il cielo con l&#8217;idoneo vetrino da saldatore ci restituiva la pienezza della luna che, senza sapere nulla, ci stava regalando centoquaranta secondi indimenticabili. <br>Ricordo la luce nera che pian piano coprì tutto. Non era ombra: era luce.<br>Non eravamo al buio. Eravamo avvolti dall&#8217;incanto.<br>Non era notte. Non era giorno. Non era alba. Non era tramonto.<br>Era un vissuto sospeso. Era una scelta. Era gratitudine. <br>È gratitudine.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:16px"><em>Se ti stai chiedendo cosa rappresenta la brutta foto in alto: sappi che è una parte della fascia del territorio europeo dove è stato possibile vedere l&#8217;eclisse totale dell&#8217;11 agosto 1999.</em></p>
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		<title>I custodi del libro</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Corinna Sabbadini]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 06 Aug 2026 15:23:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Leggendo]]></category>
		<category><![CDATA[Custos]]></category>
		<category><![CDATA[FVG Film Commission]]></category>
		<category><![CDATA[Geraldine Brooks]]></category>
		<category><![CDATA[Haggadah]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>O People of the Book «Capisco» disse il giovanotto gentilmente, nonostante il mio tono sgarbato. «Ma anche lei deve capire: io sono il kustos e sono responsabile del libro.»Kustos. Ci misi un momento ad assimilare il concetto, dopodiché mi voltai di scatto. «Sta dicendo che lei è Karaman? La persona che ha salvato il libro?»* Kustos, dal latino custos: custode. Quanta bellezza trovo nel definire una persona come &#8220;custode di un libro&#8221;, nel pensare alla cura e all&#8217;attenzione che gli riserva, e che ha saputo porgli anche quando (come in questo caso) tutto quanto attorno bruciava. E allo stesso tempo mi rendo conto che se quel libro è stato salvato dalla distruzione, non si può dire lo stesso di tante persone che nei secoli lo hanno posseduto (o custodito). Ogni volta che voltavo una pergamena risistemavo la gommapiuma: mai far soffrire il libro, era il primo comandamento del restauratore. Eppure la gente che l&#8217;aveva posseduta era passata attraverso indicibili sofferenze: diaspora, Inquisizione, genocidi e guerre.* Il libro di cui si parla è l&#8217;Haggadah di Sarajevo: uno dei manoscritti sefarditi più antichi e preziosi al mondo, ricco di illustrazioni finemente decorate con pigmenti e foglie d&#8217;oro che lo rendono veramente unico. [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading" style="font-size:29px">O <em>People of the Book</em></h2>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-9 wp-block-paragraph">«Capisco» disse il giovanotto gentilmente, nonostante il mio tono sgarbato. «Ma anche lei deve capire: io sono il <em>kustos</em> e sono responsabile del libro.»<br><em>Kustos</em>. Ci misi un momento ad assimilare il concetto, dopodiché mi voltai di scatto. «Sta dicendo che lei è Karaman? La persona che ha salvato il libro?»*</p>
</blockquote>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:21px"><em>Kustos</em>, dal latino <em>custos</em>: custode. Quanta bellezza trovo nel definire una persona come &#8220;custode di un libro&#8221;, nel pensare alla cura e all&#8217;attenzione che gli riserva, e che ha saputo porgli anche quando (come in questo caso) tutto quanto attorno <a href="https://www.laltrove.com/la-cotogna-di-istanbul-il-profumo-del-ricordo/" data-type="link" data-id="https://www.laltrove.com/la-cotogna-di-istanbul-il-profumo-del-ricordo/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-cyan-blue-color">bruciava</mark></a>. <br>E allo stesso tempo mi rendo conto che se quel libro è stato salvato dalla distruzione, non si può dire lo stesso di tante persone che nei secoli lo hanno posseduto (o custodito).</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-10 wp-block-paragraph">Ogni volta che voltavo una pergamena risistemavo la gommapiuma: mai far soffrire il libro, era il primo comandamento del restauratore. Eppure la gente che l&#8217;aveva posseduta era passata attraverso indicibili sofferenze: diaspora, Inquisizione, genocidi e guerre.*</p>
</blockquote>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-11 wp-block-paragraph" style="font-size:21px">Il libro di cui si parla è l&#8217;Haggadah di Sarajevo: uno dei manoscritti sefarditi più antichi e preziosi al mondo, ricco di illustrazioni finemente decorate con pigmenti e foglie d&#8217;oro che lo rendono veramente unico. Anche perché arriva da un&#8217;epoca in cui ogni genere di raffigurazione veniva condannata in modo perentorio dalla fede giudaica.<br>La storia di questo oggetto ci porta in Spagna. Andiamo così indietro nel tempo che arriviamo al quattordicesimo secolo, quando è stato scritto a mano su pergamena ricavata dalla pelle della <em>Ovis aries Aragonesa</em>.<br>Il periodo è quello della <em>convivencia</em> nella Spagna medievale in cui musulmani, cristiani ed ebrei vissero un pluralismo religioso che consentì non solo una coesistenza tollerante, ma anche un fertile e reciproco sviluppo intellettuale.<br>Tutto cambia nel 1492 quando il decreto dell&#8217;Alhambra, emanato il 31 marzo dai re cattolici di Spagna, Isabella di Castiglia e Ferdinando II d&#8217;Aragona, ordina l&#8217;espulsione di tutti gli ebrei dai regni spagnoli e dai loro possedimenti.<br>L&#8217;Haggadah lascia così la Spagna.</p>



<h2 class="wp-block-heading" style="font-size:29px">Dalla Spagna a Sarajevo</h2>



<div class="wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-8f761849 wp-block-columns-is-layout-flex">
<div class="wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow">
<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-12 wp-block-paragraph" style="font-size:21px">Per conoscere il suo viaggio e scoprire come ha fatto a giungere a Sarajevo, ti consiglio di leggere <em>I custodi del libro</em>*: grazie allo scrupoloso lavoro della protagonista (l&#8217;illustre restauratrice di codici antichi Hanna Heat), viaggerai fra fatti storici e personaggi inventati, in un continuo avanti e indietro nel tempo, fra nomi, luoghi, colori, calli, lapislazzuli e farfalle che forse non hai mai sentito nominare. </p>
</div>



<div class="wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow">
<figure class="wp-block-image size-large"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="1024" height="768" src="https://www.laltrove.com/wp-content/uploads/2026/08/I-custodi-del-libro-1024x768.jpg" alt="I custodi del libro" class="wp-image-4214" srcset="https://www.laltrove.com/wp-content/uploads/2026/08/I-custodi-del-libro-1024x768.jpg 1024w, https://www.laltrove.com/wp-content/uploads/2026/08/I-custodi-del-libro-300x225.jpg 300w, https://www.laltrove.com/wp-content/uploads/2026/08/I-custodi-del-libro-768x576.jpg 768w, https://www.laltrove.com/wp-content/uploads/2026/08/I-custodi-del-libro.jpg 1280w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">I custodi del libro, G. Brooks, Neri Pozza, Vicenza, 2008.</figcaption></figure>
</div>
</div>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-13 wp-block-paragraph" style="font-size:21px">Troverai la meraviglia che questa Haggadah trattiene in sé da sempre. Capirai quanto e come sia stata sempre protetta (soprattutto nell&#8217;ultimo secolo) dai sarajevesi, diventando nel tempo parte della storia della città e del suo patrimonio culturale. Racchiude in sé ciò che è Sarajevo: ovvero accoglienza e convivenza, e il conseguente rispetto di tutte le culture secolari lì presenti.<br>In un&#8217;intervista pubblicata su Osservatorio Balcani lo scorso 3 febbraio, Jakob Finci, presidente della comunità ebraica della Bosnia Erzegovina,&nbsp;ha dichiarato che «l&#8217;Haggadah è diventata simbolo della città proprio perché è sopravvissuta a tutte le tragedie storiche. Come la fenice, rinasce dopo ogni catastrofe, costruendo un forte legame emotivo con gli abitanti di Sarajevo, che nel manoscritto vedono un simbolo di sopravvivenza e continuità. Quello dei sarajevesi per l’Haggadah è un amore del tutto peculiare. La popolazione è convinta che la città sopravviva grazie a questo libro.»<br>Dopo aver letto il libro vorrai scoprire quanto c&#8217;è di vero nella trama. Forse solo la scrittrice Geraldine Brooks potrebbe rispondere ai tuoi dubbi. Questo è il mio consiglio: mantieni la bellezza che hai trovato narrata in quelle pagine, e sappi che anche nella realtà l&#8217;Haggadah è stata salvata sia nel 1941 sia nel 1992 da sarajevesi musulmani che conoscevano molto bene il valore che quel manoscritto ha per l&#8217;umanità.</p>



<h2 class="wp-block-heading" style="font-size:29px">28 luglio 2026, Cividale del Friuli</h2>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-14 wp-block-paragraph" style="font-size:21px">Se ancora non si è capito, questo libro mi è piaciuto molto. Quindi, quando ho scoperto che la scorsa settimana, grazie al supporto logistico della FVG Film Commission, il regista statunitense Michael Haussman era in Friuli Venezia Giulia per girare il film <em>People of the Book</em> (tratto da questo romanzo), sono rimasta senza parole.<br>Inoltre, il set ha lavorato fra la Rocca di Monrupino, la vedetta di San Lorenzo a San Dorligo della Valle, la strada Napoleonica a Trieste, Prepotto e&#8230; <a href="https://www.laltrove.com/6-novembre-il-giorno-del-mio-compleanno/" data-type="link" data-id="https://www.laltrove.com/6-novembre-il-giorno-del-mio-compleanno/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-cyan-blue-color">Cividale del Friuli</mark></a>! Proprio la mia amata Cividale del Friuli! <br>E io non vedo l&#8217;ora di ammirare il risultato finale. Magari durante una delle prossime edizioni del Trieste Film Festival.</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-15 wp-block-paragraph" style="font-size:21px">Nel frattempo, ti auguro di andare al Museo nazionale della Bosnia ed Erzegovina (Zemaljski Muzej Bosne i Hercegovine) di Sarajevo per verificare con i tuoi occhi quanto <a href="https://www.laltrove.com/parola/bellezza-significato/" data-type="link" data-id="https://www.laltrove.com/parola/bellezza-significato/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-cyan-blue-color">bellezza</mark></a> emana questa Haggadah, che nel 2017 è stata inserita nel patrimonio &#8220;Memorie del mondo&#8221; dell&#8217;UNESCO (un programma che ha l&#8217;obiettivo di proteggere i documenti considerati di valore universale e fare in modo che tutti possano accedervi). Nel contemplarla, pensa a chi ha fatto di tutto per salvarla durante i suoi secoli di vita e a chi continua ogni giorno a proteggerla e a valorizzarla: se i tuoi occhi brilleranno, dovrai ringraziare tutti loro.<br>E ricordati di tutti i <em>custodes </em>del mondo che ogni giorno, in ogni dove, custodiscono e promuovono la conoscenza perché ne riconoscono il valore per l&#8217;umanità.</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-16 wp-block-paragraph" style="font-size:16px">G. Brooks, <em><a href="https://neripozza.it/libro/9788854502529" data-type="link" data-id="https://neripozza.it/libro/9788854502529" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-cyan-blue-color">I custodi del libro</mark></a></em>, trad. di Massimo Ortelio, Neri Pozza, Vicenza, 2008.<br>Main photo: <em>Courtesy of the National Museum of Bosnia and Herzegovina, Sarajevo: the Sarajevo Haggadah, ca. 1350.</em></p>
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		<title>Maggio 1999. E poi maggio 2023</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Corinna Sabbadini]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Apr 2026 15:10:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Gorizia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ti racconto una storia: un viaggio con l&#8217;ANED (Associazione Nazionale Ex Deportati) {Lunedì 10 maggio 1999} Mi sveglio e sono senza voce. {&#8220;Afona&#8221; direi oggi} Mia madre capisce che sono a pezzi e mi dice «Stai a casa, oggi». Non è la soluzione migliore, a meno di un mese dalla fine della scuola, ma andarci peggiorerebbe la mia condizione.Sto a casa. Silenzio. Studio.Verso le 11.00 squilla il telefono. {È il fisso di casa: nel maggio del 1999 non avevo un cellulare} &#8220;Solo mia mamma potrebbe chiamarmi&#8221; penso. Rispondo emettendo suoni strani e facendo una fatica terribile.«Buongiorno sono Ester Iannis, vicepreside del liceo Marinelli, trovo Corinna, per cortesia?»Boom!Quando sento &#8220;Ester Iannis&#8221; mi passa la vita davanti. Faccio un&#8217;unica assenza in un anno e mi cerca a casa la vicepreside?Cosa sarà successo?Cosa dovrà dirmi?Black-out.«Sono io» riesco ad aggiungere.«Buongiorno Corinna, ma cos&#8217;ha la tua voce? Cosa ti è successo? Come stai?»Cerco di farle capire che sto bene, ma sono senza voce.«Ah: stai bene! Meno male: ti chiamo per dirti che con il tuo racconto sui campi di sterminio hai vinto il viaggio d&#8217;istruzione a Dachau e a Mauthausen. Brava! Parti sabato mattina e rientri domenica sera&#8230;»{Non ricordo cos&#8217;altro mi disse. Nella mia testa [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Ti racconto una storia: <br>un viaggio con l&#8217;ANED (Associazione Nazionale Ex Deportati)</h2>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:21px">{<em>Lunedì 10 maggio 1999</em>} Mi sveglio e sono senza voce. {<em>&#8220;Afona&#8221; direi oggi</em>} Mia madre capisce che sono a pezzi e mi dice «Stai a casa, oggi». Non è la soluzione migliore, a meno di un mese dalla fine della scuola, ma andarci peggiorerebbe la mia condizione.<br>Sto a casa. Silenzio. Studio.<br>Verso le 11.00 squilla il telefono. {<em>È il fisso di casa: nel maggio del 1999 non avevo un cellulare</em>} &#8220;Solo mia mamma potrebbe chiamarmi&#8221; penso. <br>Rispondo emettendo suoni strani e facendo una fatica terribile.<br>«Buongiorno sono Ester Iannis, vicepreside del liceo Marinelli, trovo Corinna, per cortesia?»<br>Boom!<br>Quando sento &#8220;Ester Iannis&#8221; mi passa la vita davanti. <br>Faccio un&#8217;unica assenza in un anno e mi cerca a casa la vicepreside?<br>Cosa sarà successo?<br>Cosa dovrà dirmi?<br>Black-out.<br>«Sono io» riesco ad aggiungere.<br>«Buongiorno Corinna, ma cos&#8217;ha la tua voce? Cosa ti è successo? Come stai?»<br>Cerco di farle capire che sto bene, ma sono senza voce.<br>«Ah: stai bene! Meno male: ti chiamo per dirti che con il tuo racconto sui campi di sterminio hai vinto il viaggio d&#8217;istruzione a Dachau e a Mauthausen. Brava! Parti sabato mattina e rientri domenica sera&#8230;»<br>{<em>Non ricordo cos&#8217;altro mi disse. Nella mia testa giravano le parole &#8220;gita d&#8217;istruzione a Dachau e a Mauthausen, Dachau, Mauthausen, Dachau, Mauthausen&#8230;&#8221; in loop. <br>E ci sarei andata con gli ex deportati politici della provincia di Udine, donne e uomini con una forza e un coraggio incredibili: li avevo incontrati poche settimane prima durante una conferenza organizzata a scuola dove ci avevano donato la loro testimonianza di lotta per la vita, per la libertà e per la democrazia.<em>}</em></em><br>Saluto e ringrazio la vicepreside.<br>Guardo la mia mano riattaccare la cornetta.<br>La mia mano rimane attaccata a quella cornetta, come se non volesse staccarsi dalla notizia appena ricevuta.<br>Chiudo gli occhi. È lunedì: fra cinque giorni sarò dentro un campo di sterminio. &#8220;Non sarò mai pronta ad affrontare questo viaggio&#8221; sentenzio.<br>Poi rivedo nei miei pensieri quelle donne e quegli uomini, partigiani, hanno la stessa età dei miei nonni, e hanno il braccio tatuato: loro sarebbero tornati in quei luoghi di morte per accompagnare noi studenti. E allora capisco &#8220;se lo fanno loro, tutti noi possiamo farlo&#8221;: prenderci e andarci, con le nostre certezze e con le nostre insicurezze, con la nostra forza e con la nostra fragilità. Andare lì, guardare, ascoltare, stare in silenzio. Soprattutto ascoltare, soprattutto stare in silenzio. Soprattutto guardare.<br>Andare per rendere quei luoghi di morte un silenzioso grido di vita, dedicato alla vita di chi è tornato e alla vita di chi è rimasto lì. Alla vita di tutti coloro che hanno lottato. A ogni vita che è venuta dopo e a ogni vita che non è mai potuta sorgere.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:21px"><em>{Mentre ero lì, nei campi di sterminio, mi sentivo addosso la morte. Poi guardavo loro, i sopravvissuti, e nei loro occhi vedovo la forza della vita. Vedevo tutta la vita che avevano vissuto: avevano vissuto anche per chi non era tornato.}</em></p>



<h2 class="wp-block-heading" style="font-size:29px">26 maggio 2023</h2>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:21px">Venerdì 26 maggio 2023 vado a Gorizia: è la settimana del <a href="https://www.laltrove.com/estoria-festival-internazionale-della-storia-a-gorizia/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Festival èStoria</a> e ci sono tanti appuntamenti super interessanti. Uno si intitola &#8220;Cellulari in città, storia di Cecilia e Rosa. Un nuovo percorso di vita e significato di monumenti, lapidi, targhe&#8221;: è un lavoro svolto da alcune classi delle superiori e riguarda queste due partigiane arrestate durante la Seconda Guerra Mondiale. Rosa Cantoni fu poi deportata a Ravensbrück e rientrò in Italia nell&#8217;ottobre del 1945. Cecilia Deganutti fu uccisa il 4 aprile 1945 nella Risiera di San Sabba a Trieste.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:21px">Quando arrivo alla Mediateca Ugo Casiraghi, vedo fra il pubblico una quarantina di studenti: gli interpreti dei video che andremo a vedere a breve. Li guardo con tenerezza, e probabilmente loro vedono in me una extraterrestre. O forse non mi vedono proprio.<br>Introducendo l&#8217;incontro, <a href="https://www.anpiudine.org/anpi-provinciale-di-udine-partecipa-a-estoria/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Antonella Lestani e Benedetto Parisi dell&#8217;ANPI (Associazione Nazionale Partigiani d&#8217;Italia) di Udine</a> spiegano come è stato gestito il lavoro: il racconto biografico di queste due donne, la progettazione, la scrittura dei testi, le riprese video e il montaggio sono stati eseguiti da queste due classi del Liceo Scientifico Marinelli di Udine.<br>Boom!<br>Non posso crederci. <br>Mi giro e li guardo.<br>Fra tutte le scuole della regione, proprio due classi del Marinelli avevano realizzato questo progetto!<br>Vengono introdotte anche tre loro insegnanti che hanno collaborato a questa attività. Una di loro è Sabrina Candussio: non era una mia professoressa, ma nel 1999 è stata una delle insegnanti che mi ha accompagnato a Dachau e a Mauthausen.<br>Mi giro di nuovo: e la vedo.<br>Continuo a sgranare gli occhi. Mi sembrano coincidenze incredibili.<br>Stento a crederci, ma è così.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:21px">Dopo le presentazioni e le introduzioni del caso, vediamo i video realizzati dagli studenti.<br>Questi ragazzi sono andati in giro, fra le strade di Udine, a cercare i luoghi che hanno determinato l&#8217;attività partigiana di queste due donne: con i loro occhi moderni, hanno riportato all&#8217;oggi le storie di Cecilia Deganutti e Rosa Cantoni, le loro convinzioni, i loro ideali, la loro forza, la loro lealtà, il loro coraggio.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:21px">Quando alla fine dell&#8217;incontro Antonella Lestani chiede se qualcuno vuole intervenire, vorrei alzare la mano e dire che, anche se ci allontanano più di vent&#8217;anni, io e questi ragazzi abbiamo qualcosa in comune: abbiamo fatto il Marinelli, abbiamo raccontato una storia &#8220;simile&#8221; (io con le parole e loro soprattutto con le immagini) e con noi c&#8217;era la professoressa Candussio.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:21px">Ma non lo faccio. Sto ferma.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:21px">Poi quando tutti si alzano, vado da Candussio e a lei sì: a lei ricordo tutto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Fine prima parte.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Foto in alto: gli studenti del Liceo Marinelli assieme alla professoressa Sabrina Candussio e a Paolo Spezzotti (allora presidente della sezione ANED &#8211; Associazione Nazionale ex Deportati &#8211; di Udine) a Mauthausen il 16 maggio 1999.</em></p>
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		<title>Trieste Film Festival – 37^ Edizione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Corinna Sabbadini]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 14 Jan 2026 16:46:35 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Ci siamo Ho iniziato il conto alla rovescia lo scorso 25 gennaio: ovvero, il giorno dopo la fine della 36^ edizione. E ormai mancano solo 2 giorni al 37° Trieste Film Festival. PeppeeeperepeppeeePeppeeeperepeppeeePeppeee(ok non è musica balcanica, però è comunque musica di gioia) Te ne ho già parlato diverse volte negli ultimi anni perché è una immersione totale alla scoperta di quella metà d&#8217;Europa in genere meno conosciuta dai più e sempre più esplorata dai meno. È cinema, è musica, è cibo, è lettura, è arte, è tempo che si espande e si riempie, è babele che ti avvolge. Trieste è ancora più Trieste durante questi giorni. E una triestofila e balcanofila come me non può perdersi questo che è il più importante appuntamento italiano con il cinema dell’Europa centro orientale. Un vero e proprio concentrato di estità in diverse forme: film, lungometraggi, documentari, musica, vino, cibo, design, grafica, e ancora balli, visite guidate, libri, incontri con registi e attori&#8230; Il programma è come sempre denso e impegnativo: se hai il dono dell&#8217;obiquità, ti consiglio di usarlo senza parsimonia da venerdì 16 a sabato 24 gennaio.Ringrazio sempre il lavoro che dal 1989 (da tren-ta-set-te anni) l’Associazione Alpe Adria Cinema e [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading" style="font-size:29px">Ci siamo</h2>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:21px">Ho iniziato il conto alla rovescia lo scorso 25 gennaio: ovvero, il giorno dopo la fine della <a href="https://www.laltrove.com/trieste-film-festival-36-edizione/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">36^ edizione</a>. E ormai mancano solo 2 giorni al <a href="https://triestefilmfestival.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">37° Trieste Film Festival</a>. <br>PeppeeeperepeppeeePeppeeeperepeppeeePeppeee<br>(ok non è musica balcanica, però è comunque musica di gioia) <br>Te ne ho già parlato diverse volte negli ultimi anni perché è una immersione totale alla scoperta di quella metà d&#8217;Europa in genere meno conosciuta dai più e sempre più esplorata dai meno. <br>È cinema, è musica, è cibo, è lettura, è arte, è tempo che si espande e si riempie, è babele che ti avvolge. Trieste è ancora più Trieste durante questi giorni. <br>E una triestofila e balcanofila come me non può perdersi questo che è il più importante appuntamento italiano con il cinema dell’Europa centro orientale. <br>Un vero e proprio concentrato di estità in diverse forme: film, lungometraggi, documentari, musica, vino, cibo, design, grafica, e ancora balli, visite guidate, libri, incontri con registi e attori&#8230; Il <a href="https://triestefilmfestival.it/#" target="_blank" rel="noreferrer noopener">programma</a> è come sempre denso e impegnativo: se hai il dono dell&#8217;obiquità, ti consiglio di usarlo senza parsimonia da venerdì 16 a sabato 24 gennaio.<br>Ringrazio sempre il lavoro che dal 1989 (da tren-ta-set-te anni) l’Associazione Alpe Adria Cinema e la sua direttrice artistica&nbsp;Nicoletta Romeo svolgono con dedizione e intelligenza.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:21px">Riporto qua sotto solo <strong>ALCUNI</strong> degli appuntamenti che ha segnato in agenda. Ma tu vai a cercare anche gli altri sul sito del 37° Trieste Film Festival.</p>



<h2 class="wp-block-heading" style="font-size:29px">Venerdì 16</h2>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:21px">Ore 19.30 e 22.00 – Teatro Miela – <strong><a href="https://triestefilmfestival.it/film/franz/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">FRANZ</a></strong>. Questo film della regista polacca Agnieszka Holland è il candidato della Polonia agli Oscar per il Miglior film internazionale 2026: un modo per scoprire come Franza Kafka ha attraversato la sua vita.</p>



<h2 class="wp-block-heading" style="font-size:29px">Martedì 20</h2>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:21px">Ore 14.30 – Teatro Miela &#8211; <strong><a href="https://triestefilmfestival.it/film/corti-senza-confine/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Corti senza confine</a></strong>. Sono i sette cortometraggi vincitori di &#8220;Corti Senza Confine&#8221;: il progetto promosso dalla Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia nell’ambito dei programmi di GO! 2025 Nova Gorica – Gorizia Capitale Europea della Cultura.<br>Ore 20:00 – Politeama Rossetti – <a href="https://triestefilmfestival.it/film/das-verschwinden-des-josef-mengele/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>Das Verschwinden des Josef Mengele</strong></a> /La scomparsa di Josef Mengele / The Disappearance of Josef Mengele. Il regista Kirill Serebrennikov ci riporta alla seconda Guerra Mondiale e ci fa incontrare uno dei criminali più deliranti di quell&#8217;atroce periodo della nostra storia.</p>



<h2 class="wp-block-heading" style="font-size:29px">Mercoledì 21</h2>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:21px">Ore&nbsp;16:00 – Cinema Ambasciatori –&nbsp;<a href="https://triestefilmfestival.it/film/no-one-will-hurt-you/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>NO ONE WILL HURT YOU</strong></a> / Nessuno vi farà del male. Anche quest&#8217;anno il Festival mi fa tornare a <a href="https://www.laltrove.com/srebrenica-argentaria-acqua-argento-genocidio-1995/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Srebrenica</a>.</p>



<h2 class="wp-block-heading" style="font-size:29px">Giovedì 22</h2>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:21px">Ore&nbsp;14:00 – Politeama Rossetti – <strong><a href="https://triestefilmfestival.it/film/elenas-shift/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">ELENA’S SHIFT</a> </strong>/ Il turno di Elena. Qua siamo ad Atene, dove Elena (una madre single rumena) affronta i suoi datori di lavoro corrotti con Yota (la sua avvocata).</p>



<h2 class="wp-block-heading" style="font-size:29px">Venerdì 23</h2>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:21px">Ore&nbsp;14:00 – Politeama Rossetti – <a href="https://triestefilmfestival.it/programma/venerdi-23-gennaio/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>RENOVACIJA</strong> </a>/ Cambiamento / Renovation. A Vilnius viviamo la relazione di Ilona e Matas, e di come le crepe di una casa possono incidere anche negli animi di chi la vive.</p>



<h2 class="wp-block-heading" style="font-size:29px">Sabato 24</h2>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:21px">Ore&nbsp;20:00 – Politeama Rossetti &#8211; <a href="https://triestefilmfestival.it/film/silent-friend/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>SILENT FRIEND</strong></a>. Marburgo. Un giardino botanico. 100 anni di vita. Un albero di Ginkgo biloba. Tre storie a colori e in bianco e nero vivono attorno a questa pianta.</p>



<h2 class="wp-block-heading" style="font-size:29px">WILD ROSES</h2>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:21px">Questa è la sezione del Festival dedicata alle registe europee: ogni anno viene scelto uno Stato, e quest’anno le registe saranno slovene. Una vera opportunità per scoprire il loro lavoro. In programma ci sono 13 lungometraggi (tra documentari e film di finzione) e 10 cortometraggi!</p>



<h2 class="wp-block-heading" style="font-size:29px">VISIONI QUEER</h2>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:21px">Anche quest&#8217;anno il Festival ci offre una sezione dedicata al movimento LGBTQ+ con 10 recenti titoli che ci danno modo di riflettere e approfondire l’attualità.</p>



<h2 class="wp-block-heading" style="font-size:29px">YUGO LOGO</h2>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:21px"><a href="https://triestefilmfestival.it/evento/yugo-logo/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Mostra</a> a cura di Ognjen Ranković e Antonio Karača in collaborazione con Associazione Cizerouno<br>Un viaggio nella grafica e nel design dell&#8217;ex Jugoslavia: sono oltre 600 i loghi selezionati, si tratta dei più iconici fra i marchi “made in Yu”. Oltre all&#8217;esposizione in tre aree tematiche (turismo, cinema e teatro), ci sarà anche un omaggio ad alcune designer jugoslave.<br>Un patrimonio che celebre un passato non poi così lontano.<br><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f4cd.png" alt="📍" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" />Cavò, Via S. Rocco, 1/a</p>



<h2 class="wp-block-heading" style="font-size:29px">37° Trieste Film Festival</h2>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:21px">Sei pronto per questo 37° Trieste Film Festival?</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:21px"><em>Foto in alto: locandina ufficiale del Trieste Film Festival 2026. Photo di Ugo Borsatti.</em></p>
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		<title>6 novembre</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Corinna Sabbadini]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 06 Nov 2025 10:11:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scrivendo]]></category>
		<category><![CDATA[Udine]]></category>
		<category><![CDATA[Cividale del Friuli]]></category>
		<category><![CDATA[compleanno]]></category>
		<category><![CDATA[Mostar]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>1980. 2005. E poi oggi Tante volte mi sono fermata a guardare il Ponte del Diavolo e il Natisone, e a creare un parallelo con lo Stari Most e la Neretva. L&#8217;altezza, l&#8217;arcata, il color verde dell&#8217;acqua, lo sguardo che precipita nel vuoto e la sensazione di appartenere a entrambe le terre. A entrambe le acque.Fin da quando ero bambina, Cividale del Friuli è sempre stata per me un&#8217;isola sicura, un porto tranquillo dove ritrovarmi a respirare, a riprendere fiato. Mi ha sempre donato una sensazione di serenità. Forse perché lì sono nata. Nello stesso luogo in cui ho visto per la prima volta la vita, ho conosciuto però anche il grande dolore della morte. E forse per questo, da allora, faccio fatica a guardarla con gli stessi occhi. Forse per questo quando sono a Cividale, molto spesso penso di essere altrove. E guardare il Natisone dal Ponte del Diavolo mi porta subito a quel 6 novembre 2005 lungo la Narenta: stesso giorno, 25 anni di distanza. 25 anni di vita.25 anni di vita che mi avevano condotto lì, in una giornata di sole radioso e di aria avvolgente, con uno degli autunni più caldi che la Bosnia Erzegovina avesse [&#8230;]</p>
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<h2 class="wp-block-heading" style="font-size:29px">1980. 2005. E poi oggi</h2>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:21px">Tante volte mi sono fermata a guardare il Ponte del Diavolo e il Natisone, e a creare un parallelo con lo Stari Most e la Neretva. L&#8217;altezza, l&#8217;arcata, il color verde dell&#8217;acqua, lo sguardo che precipita nel vuoto e la sensazione di appartenere a entrambe le terre. A entrambe le acque.<br>Fin da quando ero bambina, <a href="https://www.laltrove.com/chi-sono-corinna-sabbadini-laltrove/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Cividale del Friuli</a> è sempre stata per me un&#8217;isola sicura, un porto tranquillo dove ritrovarmi a respirare, a riprendere fiato. Mi ha sempre donato una sensazione di serenità. Forse perché lì sono nata.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:21px">Nello stesso luogo in cui ho visto per la prima volta la vita, ho conosciuto però anche il grande dolore della morte. E forse per questo, da allora, faccio fatica a guardarla con gli stessi occhi. <br>Forse per questo quando sono a Cividale, molto spesso penso di essere altrove.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:21px">E guardare il Natisone dal Ponte del Diavolo mi porta subito a quel 6 novembre 2005 lungo la Narenta: stesso giorno, 25 anni di distanza. 25 anni di vita.<br>25 anni di vita che mi avevano condotto lì, in una giornata di sole radioso e di aria avvolgente, con uno degli autunni più caldi che la Bosnia Erzegovina avesse mai visto, con una maglietta con le maniche corte, seduta su un muretto davanti allo Stari Most, mentre al telefono salutavo chi dall&#8217;Italia mi chiamava per gli auguri. <br>25 anni: &#8220;che bel compleanno&#8221; avevo pensato allora. <br>(poi capisci che ogni compleanno è più bello del precedente).<br>Nei miei occhi si rifletteva tutta la bellezza che mi circondava.<br>Dai miei occhi la proietto ora, quando attraverso il Ponte del Diavolo e guardo il fluire della corrente. Alla ricerca di quella serenità che mi ha sempre dato, di quell&#8217;armonia di suoni e di colori. La mia acqua. La mia terra.<br>E anche se non la ritrovo sempre, so che un giorno c&#8217;è stata, ha abitato in me: e questo è già importante.</p>
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		<title>Trieste Film Festival – 36^ Edizione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Corinna Sabbadini]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Jan 2025 16:47:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Festivalando]]></category>
		<category><![CDATA[Filmando]]></category>
		<category><![CDATA[Trieste]]></category>
		<category><![CDATA[Antico Caffè San Marco]]></category>
		<category><![CDATA[Associazione Alpe Adria Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Cinema Ambasciatori]]></category>
		<category><![CDATA[Nova Gorica/Gorizia 2025]]></category>
		<category><![CDATA[Politeama Rossetti]]></category>
		<category><![CDATA[Teatro Miela]]></category>
		<category><![CDATA[Trieste Film Festival]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Forse non si è capito Forse non si è capito, ma sono una grande fan del Trieste Film Festival. Te ne ho parlato negli ultimi anni già tre volte. Non è &#8220;solo&#8221; il principale appuntamento cinematografico italiano dedicato al cinema dell’Europa centro-orientale. Non è &#8220;solo&#8221; una occasione per scoprire film-registi-attori di una parte di mondo attiva cinematograficamente, ma che poi non trova spazio nelle nostre sale. Non è &#8220;solo&#8221; un concentrato di proiezioni-incontri-mostre-concerti che ruota attorno a questa mezza Europa posta a levante, che spesso fa di tutto per volgere a ponente. È tutto questo&#8230; a Trieste! Quindi è ancora tutto più bello. Ed è a Trieste dal 1989, grazie all&#8217;idea e al lavoro costante dell’Associazione Alpe Adria Cinema e della sua direttrice artistica Nicoletta Romeo. Sono pronta per questa trentaseiesima edizione: scaldo i motori, anzi, scaldo la poltrona del cinema perché domani inizia la full immersion!Io ho il mio zainetto vuoto, che non aspetta altro che essere riempito di immagini, voci, nomi, musiche, storie, sorrisi, lacrime, capi in b, chifeletti, ricordi, folate di Bora, strette di mano, accenti slavi teutonici ugro-finnici greci e turchi. Tutto da mettere dentro, fare scorta, portare a casa e sistemare nei cassetti e sulle mensole, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading" style="font-size:29px">Forse non si è capito</h2>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:21px">Forse non si è capito, ma sono una grande fan del Trieste Film Festival. Te ne ho parlato negli ultimi anni già tre volte. <br>Non è &#8220;solo&#8221; il principale appuntamento cinematografico italiano dedicato al cinema dell’Europa centro-orientale. Non è &#8220;solo&#8221; una occasione per scoprire film-registi-attori di una parte di mondo attiva cinematograficamente, ma che poi non trova spazio nelle nostre sale. Non è &#8220;solo&#8221; un concentrato di proiezioni-incontri-mostre-concerti che ruota attorno a questa mezza Europa posta a levante, che spesso fa di tutto per volgere a ponente. È tutto questo&#8230; a Trieste! Quindi è ancora tutto più bello. <br>Ed è a Trieste dal 1989, grazie all&#8217;idea e al lavoro costante dell’Associazione Alpe Adria Cinema e della sua direttrice artistica Nicoletta Romeo. <br>Sono pronta per questa trentaseiesima edizione: scaldo i motori, anzi, scaldo la poltrona del cinema perché domani inizia la full immersion!<br>Io ho il mio zainetto vuoto, che non aspetta altro che essere riempito di immagini, voci, nomi, musiche, storie, sorrisi, lacrime, capi in b, chifeletti, ricordi, folate di Bora, strette di mano, accenti slavi teutonici ugro-finnici greci e turchi. Tutto da mettere dentro, fare scorta, portare a casa e sistemare nei cassetti e sulle mensole, in bella vista o un po&#8217; al riparo a seconda della necessità.</p>



<h2 class="wp-block-heading" style="font-size:29px">Il programma</h2>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:21px">Segna sull&#8217;agenda: <a href="https://triestefilmfestival.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">dal 16 al 24 gennaio</a>. <br>Come sempre, oltre alle proiezioni di film cortometraggi lungometraggi e documentari, troverai incontri, concerti, degustazioni, laboratori per bambini, visite guidate e degustazioni di vino. Sì: c&#8217;è anche una <strong><a href="https://triestefilmfestival.it/evento/wine-roses/">degustazione di vini bianchi dalla Serbia all&#8217;Antico Caffè San Marco</a></strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:21px">Oltre a questo evento, ecco alcuni appuntamenti interessanti, ma solo alcuni, perché il calendario è ben più ricco.</p>



<h2 class="wp-block-heading" style="font-size:29px">Giovedì 16</h2>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:21px">Ore 19.30 e 21.30 &#8211; Teatro Miela &#8211; <a href="https://triestefilmfestival.it/film/wishing-on-a-star/"><strong>WISHING ON A STA</strong></a><strong><a href="https://triestefilmfestival.it/film/wishing-on-a-star/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">R</a></strong>. Il nuovo film del regista slovacco-ungherese Peter Kerekes, girato anche in Friuli Venezia Giulia.</p>



<h2 class="wp-block-heading" style="font-size:29px">Venerdì 17</h2>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:21px">Ore 14.15 &#8211; Teatro Miela &#8211; <strong><a href="https://triestefilmfestival.it/film/cortometraggi-wild-roses-serbia/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">GRAD &#8211; NIKOG NEMA &#8211; ROZE &#8211; U RAMENIMA</a></strong>. Quattro cortometraggi della sezione &#8220;Wild Roses &#8211; Serbia&#8221;, che quest&#8217;anno (appunto) è dedicata alle cineaste della Serbia contemporanea.<br>Ore 16.00 &#8211; Teatro Miela &#8211; <strong><a href="https://triestefilmfestival.it/film/cortometraggi-visioni-queer/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">LES EVANGILES D’ANASYRMA &#8211; FATHER, BLESS US &#8211; RED ANTS BITE</a></strong>. Tre cortometraggi della nuova sezione &#8220;Visioni Queer&#8221;: una novità di quest&#8217;anno che ci permetterà di seguire lotte e diritti negati alla comunità Lgbtq+ nei Paesi dell&#8217;Europa dell&#8217;Est.</p>



<h2 class="wp-block-heading" style="font-size:29px">Sabato 18</h2>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:21px">Ore 14.15 &#8211; Teatro Miela &#8211; <a href="https://triestefilmfestival.it/film/domovine/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>DOMOVINE</strong></a>. Sezione &#8220;Wild Roses &#8211; Serbia&#8221;: si va nella ex Jugoslavia.<br>Ore 16.00 &#8211; Teatro Miela &#8211; <a href="https://triestefilmfestival.it/film/kelti/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>K</strong></a><a href="https://triestefilmfestival.it/film/kelti/"><strong>ELTI</strong></a>. Sezione &#8220;Wild Roses &#8211; Serbia&#8221;: «Belgrado, 1993, &#8230; la festa si disperde lentamente, proprio come la Jugoslavia, il paese in cui Marijana e i suoi amici sono nati.»<br>Ore 18.00 &#8211; Sala Bobi Bazlen &#8211; <a href="https://triestefilmfestival.it/evento/immaginando-i-balcani-memoria-e-presente-nella-produzione-culturale-della-jugosfera/"><strong>IMMAGINANDO I BALCANI. MEMORIA E PRESENTE NELLA PRODUZIONE CULTURALE DELLA JUGOSFER</strong></a><a href="https://triestefilmfestival.it/evento/immaginando-i-balcani-memoria-e-presente-nella-produzione-culturale-della-jugosfera/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>A</strong></a>. «La giornalista Marina Lalović e la scrittrice Elvira Mujčić in conversazione con Martina Napolitano rifletteranno sul ruolo della memoria nella produzione artistica balcanica degli ultimi anni, sull’impatto che le guerre degli anni Novanta hanno ancora sulla coscienza sociale e culturale di questi paesi e su come la produzione culturale riesce a tenere insieme il passato e il presente, ossia come i motivi e i temi legati a quel periodo si intrecciano a urgenze esistenziali attuali.»<br>Ore 20.30 &#8211; Teatro Miela &#8211; <a href="https://triestefilmfestival.it/film/78-dana/"><strong>78 DAN</strong></a><a href="https://triestefilmfestival.it/film/78-dana/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>A</strong></a>. Sezione &#8220;Wild Roses &#8211; Serbia&#8221;: «Poco prima che il padre venga arruolato durante il bombardamento della Serbia da parte della NATO nel 1999, le sorelle Sonja e Dragana iniziano un video-diario con una videocamera amatoriale.»<br>Ore 22.00 &#8211; Teatro Miela &#8211; <strong><a href="https://triestefilmfestival.it/film/avant-drag-radical-performers-re-imagine-athens/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">AVANT-DRAG! Radical Performers Re-Imagine Athens</a></strong>. Sezione &#8220;Visioni Queer&#8221;: «Nel documentario poetico Avant-Drag! seguiamo dieci drag performer di Atene che s’inventano mondi effimeri come rifugio contro una realtà ostile.»</p>



<h2 class="wp-block-heading" style="font-size:29px">Domenica 19</h2>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:21px">Ore 11.00 &#8211; Teatro Miela &#8211; <a href="https://triestefilmfestival.it/film/noi-siamo-gli-errori-che-permettono-la-vostra-intelligenza/"><strong>NOI SIAMO GLI ERRORI CHE PERMETTONO LA VOSTRA INTELLIGENZ</strong></a><a href="https://triestefilmfestival.it/film/noi-siamo-gli-errori-che-permettono-la-vostra-intelligenza/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>A</strong></a>. «L’Accademia della Follia, la compagnia teatrale creata negli spazi dell’ex Ospedale psichiatrico di Trieste dall’attore e regista Claudio Misculin nei primi anni ‘70, ha viaggiato in tutto il mondo in numerosi e applauditi spettacoli.»<br>Ore 14.15 &#8211; Teatro Miela &#8211; <a href="https://triestefilmfestival.it/film/il-mio-compleanno/"><strong>IL MIO COMPLEANN</strong></a><a href="https://triestefilmfestival.it/film/il-mio-compleanno/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>O</strong></a>. «Riccardino sta per compiere 18 anni nella casa-famiglia in cui vive. Da quattro anni è separato dalla madre, una donna con forti disturbi della personalità̀. Nonostante la guida premurosa e attenta della sua educatrice, Riccardino decide di scappare per raggiungere la madre e vivere con lei. La sua illusione presto si trasformerà̀ in un’amara realtà̀ e Riccardino dovrà̀ fare una scelta difficile.»<br><strong>INCinema – Festival del Cinema Inclusivo</strong>. Il film è presentato con&nbsp;sottotitoli&nbsp;per persone sorde e ipoacusiche e&nbsp;audiodescrizione&nbsp;per persone cieche e ipovedenti. L’audiodescrizione è fruibile attraverso l’app gratuita&nbsp;EARCATCH, disponibile negli store, sia per dispositivi&nbsp;<a href="https://apps.apple.com/it/app/earcatch/id1021220730" target="_blank" rel="noreferrer noopener">iOS</a>&nbsp;che&nbsp;<a href="https://play.google.com/store/apps/details?id=nl.q42.soundfocus&amp;hl=it" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Android</a>.</p>



<h2 class="wp-block-heading" style="font-size:29px">Lunedì 20</h2>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:21px">Ore&nbsp;09:30 &#8211; Starhotels Savoia Excelsior Palace &#8211; <a href="https://triestefilmfestival.it/evento/lets-go-2025-capitali-europee-della-cultura-multilingui-sulle-tracce-della-diversita-linguistica-delle-ecoc/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>LET’S GO! 2025: Capitali Europee della Cultura multilingui. Sulle tracce della diversità li</strong></a><a href="https://triestefilmfestival.it/evento/lets-go-2025-capitali-europee-della-cultura-multilingui-sulle-tracce-della-diversita-linguistica-delle-ecoc/"><strong>nguistica delle ECoCs</strong></a>. «Dopo aver trattato il tema dello sviluppo cinematografico territoriale come volano socio-economico e culturale, dell’accessibilità e della sostenibilità degli eventi culturali nell’ambito di altre capitali della cultura europee – i cui rappresentanti sono giunti a Trieste nel 2023 e nel 2024 da vari Paesi per uno scambio di buone pratiche e comuni riflessioni sugli argomenti trattati -, continuiamo il confronto con altre città europee, stavolta sul tema del bilinguismo (o addirittura plurilinguismo). Ci sembra estremamente utile e interessante, infatti, comprendere come l’evento “capitale europea della cultura” ha contributo (o contribuirà) a rafforzare e unire maggiormente le comunità linguistiche di uno stesso territorio e quali pratiche sono state avviate o tuttora permangono.»<br>Ore 18.30 &#8211; Teatro Miela &#8211; <a href="https://triestefilmfestival.it/film/infanzia/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>SEEDS OF DESTINY</strong> &#8211; <strong>KINDER SUCHEN IHRE ELTERN (DER AUGENZEUGE 1946/12)</strong> &#8211; <strong>VALAHOL EURÓPÁBAN</strong></a>. Tre appuntamenti della <strong>&#8220;</strong>Retrospettiva 1945. La guerra è finita? Traumi, rovine, ricostruzione<strong>&#8220;</strong>: dagli archivi mondiali, capolavori di finzione e documentari realizzati nel secondo dopoguerra, per comprendere un’epoca di disperazione e speranza.<br>Ore&nbsp;20:00 &#8211; Politeama Rossetti &#8211; <a href="https://triestefilmfestival.it/film/the-perl-of-the-ruins/"><strong>THE PERL OF THE RUIN</strong></a><a href="https://triestefilmfestival.it/film/the-perl-of-the-ruins/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>S</strong></a>. Film muto, con l&#8217;accompagnamento al pianoforte di Andrej Goričar e le didascalie in italiano e in inglese; in collaborazione con La Cineteca del Friuli.<br>Realizzato nel 1921, è il film di finzione più antico girato a Trieste.<br>Ore&nbsp;20:26 &#8211; Politeama Rossetti &#8211; <a href="https://triestefilmfestival.it/film/sterben/"><strong>STERBE</strong></a><a href="https://triestefilmfestival.it/film/sterben/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>N</strong></a>. Lo spartito della vita segue le vicende della famiglia Lunies. Quando la Morte si presenta alla porta di casa, i membri della famiglia, che si sono allontanati da tempo, finalmente si ritroveranno. Un’opera tragicomica tra malattie, amori, rapporti disfunzionali, genitorialità confuse e i grandi temi dell’esistenza.</p>



<h2 class="wp-block-heading" style="font-size:29px">Martedì 21</h2>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:21px">Ore&nbsp;10:30 &#8211; Cinema Ambasciatori &#8211; <a href="https://triestefilmfestival.it/film/my-fathers-diaries/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>MY FATHER’S DIARIES</strong></a>. «È l’agosto del 1993 quando Bekir Hasanović scambia una moneta d’oro per la videocamera con cui, da quel momento, filmerà la vita di ogni giorno a Srebrenica. Le immagini che registra nei giorni della guerra con la sua troupe improvvisata – formata da Ben, John &amp; Boys – danno vita al ritratto inaspettato di una popolazione smarrita, ma che mantiene un fiero legame con la realtà senza rinunciare alla giusta dose di umorismo. Ado, figlio di Bekir, parte da queste immagini e dalle pagine dei diari del padre per ricostruirne la figura e per capire, insieme alla madre Fatima, come abbia fatto a sopravvivere alla Marcia della Morte e al genocidio di Srebrenica.»</p>



<h2 class="wp-block-heading" style="font-size:29px">Mercoledì 22</h2>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:21px">Ore&nbsp;16:00 &#8211; Cinema Ambasciatori &#8211; <a href="https://triestefilmfestival.it/film/anime-galleggianti/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>ANIME GALLEGGIANTI</strong></a>. «Ispirato alle Metamorfosi di Ovidio, è un’opera ibrida che mischia l’etnografia visuale e musicale con la mitologia classica, l’approccio documentario con la fantasia. I racconti mitologici vengono reinventati attraverso la tradizione e la cultura sarde.»<br>Ore&nbsp;18:00 &#8211; Politeama Rossetti &#8211; <a href="https://triestefilmfestival.it/film/kreas/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>KREAS</strong></a>. In un racconto che affonda le sue radici nella tragedia greca antica, un patriarca deve decidere il destino di suo figlio e del ragazzo che ha cresciuto, quando una lunga faida tra vicini si trasforma in omicidio.&nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading" style="font-size:29px">Giovedì 23</h2>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:21px">Ore&nbsp;18:00 &#8211; Politeama Rossetti &#8211; <a href="https://triestefilmfestival.it/film/fekete-pont/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>FEKETE PONT</strong></a>. Un ritratto realistico del sistema scolastico ungherese, che viene mostrato attraverso gli occhi di un’insegnante, Juci, e di un alunno appena arrivato, Palkó, due anti-eroi in una scuola che è anche metafora di un intero Paese.</p>



<h2 class="wp-block-heading" style="font-size:29px">Venerdì 24</h2>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:21px">Ore&nbsp;18:30 &#8211; Politeama Rossetti &#8211; <a href="https://triestefilmfestival.it/film/nakon-ljeta/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>NAKON LJETA</strong></a>. Il regista è Danis Tanović e c&#8217;è un&#8217;isola dalmata: mi sembrano informazioni sufficienti per andare a guardare il film. (Anche se già la prima mi aveva subito convinta) <br>Ore&nbsp;20:30 &#8211; Politeama Rossetti &#8211; <a href="https://triestefilmfestival.it/film/crossing/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>CROSSING</strong></a>. Lia, un’insegnante in pensione che vive in Georgia, ha promesso di scoprire cosa è successo a sua nipote Tekla, scomparsa da tempo. Quando Lia viene a sapere da Achi, un vicino, che Tekla forse vive in Turchia, i due partono alla sua ricerca. A Istanbul scoprono una città bellissima, piena di possibilità, ma cercare qualcuno che non ha mai voluto essere trovato è più difficile di quanto pensassero. Fino a quando non incontrano Evrim, un’avvocatessa che lotta per i diritti delle persone trans. E mentre Lia e Achi percorrono in lungo e in largo le stradine della città, hanno la sensazione che Tekla sia più vicina che mai.<br>Ore&nbsp;22:00 &#8211; Aqvuedotto caffè &#8211; <a href="https://triestefilmfestival.it/evento/trans-europa-express/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>TRANS EUROPA EXPRESS</strong></a>. E poi si viaggia con la musica di Jazza &amp; Libra.</p>



<h2 class="wp-block-heading" style="font-size:29px">«Dove? Kje? Uer? Dulà?»</h2>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:21px">I film sono proiettati al Teatro Miela (in Piazza Luigi Amedeo Duca degli Abruzzi 3), al Politeama Rossetti (in Largo Giorgio Gaber 1) e al Cinema Ambasciatori (in Viale Venti Settembre 35).<br>Gli altri eventi hanno sedi diverse: le trovi tutte indicate nel dettaglio di ogni singolo evento.<br><br><em>Foto in alto: locandina ufficiale del Trieste Film Festival 2025. Photo <a href="https://www.laltrove.com/monika-bulaj-geografie-sommerse/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Monika Bulaj</a>.</em></p>
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		<title>Andy Warhol. Beyond Borders</title>
		<link>https://www.laltrove.com/andy-warhol-beyond-borders-una-mostra-a-gorizia/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Corinna Sabbadini]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Jan 2025 17:26:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Gorizia]]></category>
		<category><![CDATA[Museando]]></category>
		<category><![CDATA[Andy Warhol]]></category>
		<category><![CDATA[Andy Warhol mostra a Gorizia]]></category>
		<category><![CDATA[Andy Warhol. Beyond Borders]]></category>
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		<category><![CDATA[Palazzo Attems Petzenstein]]></category>
		<category><![CDATA[Pop Art]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Una mostra per iniziare questo GO!2025 Il 2025 è dunque arrivato. E con lui tutto il suo carico di aspettative relative a GO!2025: questo è l&#8217;anno in cui Nova Gorica e Gorizia saranno (assieme) Capitale Europea della Cultura. Hai letto bene: capitaleE. Non capitalI. Perché l&#8217;idea è proprio quella di considerare queste due città come un&#8217;unica entità, con le loro differenze e uguaglianze, con tutto il loro vissuto e presente da intrecciare e fondere assieme. Ci diciamo &#8220;GO! Borderless&#8221; dal quel 18 dicembre 2020: il giorno della proclamazione che ha entusiasmato tutti i presenti in Piazzale della Transalpina, tutti quelli che seguivano la diretta da casa e tutti quelli che in questi anni hanno creduto in questo progetto visionario che salta di qua e di là di un confine come se, di fatto, questo non esistesse, e che riesce a far emergere i molteplici punti di contatto e di condivisione che esistono da sempre. Bene. Il 2025 è arrivato. Ci siamo. E ricordiamoci che la cultura siamo noi. Andy Warhol. Beyond Borders Uno degli appuntamenti goriziani di quest&#8217;anno è una mostra che ha portato nelle antiche sale di Palazzo Attems Petzenstein uno dei simboli più conosciuti e importanti della Pop [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading" style="font-size:29px">Una mostra per iniziare questo GO!2025</h2>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:21px">Il 2025 è dunque arrivato. E con lui tutto il suo carico di aspettative relative a GO!2025: questo è l&#8217;anno in cui Nova Gorica e Gorizia saranno (assieme) Capitale Europea della Cultura. <br>Hai letto bene: capitaleE. Non capitalI. Perché l&#8217;idea è proprio quella di considerare queste due città come un&#8217;unica entità, con le loro differenze e uguaglianze, con tutto il loro vissuto e presente da intrecciare e fondere assieme. <br>Ci diciamo &#8220;GO! Borderless&#8221; dal quel 18 dicembre 2020: il giorno della proclamazione che ha entusiasmato <a href="https://www.youtube.com/watch?v=aWUb-_6TvGU" target="_blank" rel="noreferrer noopener">tutti i presenti</a> in <a href="https://www.laltrove.com/fuocolento-novembre-2024-la-stazione-transalpina-a-nova-gorica/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Piazzale della Transalpina</a>, tutti quelli che seguivano la diretta da casa e tutti quelli che in questi anni hanno creduto in questo progetto visionario che salta di qua e di là di un confine come se, di fatto, questo non esistesse, e che riesce a far emergere i molteplici punti di contatto e di condivisione che esistono da sempre. </p>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:21px">Bene. Il 2025 è arrivato. Ci siamo. E ricordiamoci che la cultura siamo noi.</p>



<h2 class="wp-block-heading" style="font-size:29px">Andy Warhol. Beyond Borders</h2>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:21px">Uno degli appuntamenti goriziani di quest&#8217;anno è una mostra che ha portato nelle antiche sale di Palazzo Attems Petzenstein uno dei simboli più conosciuti e importanti della Pop Art: Andy Warhol.<br>Ecco un&#8217;occasione unica per ammirare Marylin, Elisabeth II e Mickey Mouse in alcuni dei loro ritratti più iconici e colorati, conosciuti e riconosciuti da tutti. Ma anche copie e copertine della rivista <em>Interview</em>, le <em>Campbell&#8217;s Soup</em>, i loghi Chanel o Apple, le copertine dei <em>long play</em>: in tutto ammirerai 180 sue opere, e ancora foto e video. Un percorso che ti accompagna lungo la vita e la carriera di questo artista che fra i primi ha inserito l&#8217;arte in una dimensione più quotidiana, elevando a vere e proprie opere d&#8217;arte i prodotti di massa che stavano determinando la società consumistica negli Stati Uniti nel secondo dopoguerra. <br>Ci sono anche due installazioni multimediali, ma non ti svelo nulla: vai a scoprirle.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:21px">Forse la percezione che viviamo noi oggi, osservando certe sue opere, è attenuata da una sorta di assuefazione al consumismo, perché in fondo noi ci siamo nati e ci siamo sempre vissuti dentro. Ma se ci proiettiamo negli Stati Uniti degli anni Cinquanta, possiamo immaginare sia la potenza del messaggio di Warhol che è riuscito a elevare una scatoletta di pomodoro a opera d&#8217;arte, sia la stonatura di una società che ha deciso di accettarla come tale. Forse, dopo anni di guerra, di dolore e di incertezza, la semplicità delle &#8220;piccole cose&#8221; aveva un perché reale e profondo.</p>



<h2 class="wp-block-heading" style="font-size:29px">«Dove? Dove xe? Kje? Uer? Dulà?»</h2>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:21px">Palazzo Attems Petzenstein si trova in piazza Edmondo De Amicis 2. Da Piazza Vittoria prendi la strada che va verso nord (via dell&#8217;Arcivescovado), quando sulla sinistra vedrai la casa di Carolina Luzzatto Coen (la prima donna italiana a dirigere un quotidiano) e sulla destra il palazzo arcivescovile, procedi ancora 300 metri lungo via Carducci e poi vedrai il Palazzo sulla sinistra.<br>Dal primo piano del palazzo, ammirando il parco, noterai alcune corti appartenenti a palazzi un tempo interni al ghetto ebraico, situati proprio in via Graziadio Isaia Ascoli (il glottologo), dirimpetto alla sinagoga. Se, invece, dal primo piano ti affacci verso la piazza, con un po&#8217; di fantasia potresti vedere la casa natale del premio Nobel per la fisica Carlo Rubbia (in via Corsica: ok, non si vede, ma in linea d&#8217;aria saranno 100 metri).<br>La mostra è organizzata dalla Regione Friuli Venezia Giulia e dall&#8217;Ente Regionale PAtrimonio Culturale FVG con la collaborazione di PromoTurismoFVG. In <a href="https://erpac.regione.fvg.it/it/andy-warhol-beyond-borders-136331" target="_blank" rel="noreferrer noopener">questa pagina</a> troverai le informazioni per la visita. Se decidi di partecipare alle visite guidate organizzate dall&#8217;ERPAC, iscriviti al numero 0481 385 335 oppure scrivi a: palazzoattemspetzenstein.go@gmail.com &#8211; didatticamusei.erpac@regione.fvg.it.</p>
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		<title>Fuocolento novembre 2024</title>
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					<comments>https://www.laltrove.com/fuocolento-novembre-2024-la-stazione-transalpina-a-nova-gorica/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Corinna Sabbadini]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 11 Dec 2024 15:29:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Gorizia]]></category>
		<category><![CDATA[Scrivendo]]></category>
		<category><![CDATA[Fuocolento]]></category>
		<category><![CDATA[GO! Borderless]]></category>
		<category><![CDATA[GO!2025]]></category>
		<category><![CDATA[La Stazione Transalpina]]></category>
		<category><![CDATA[Nova Gorica]]></category>
		<category><![CDATA[Nova Gorica/Gorizia 2025]]></category>
		<category><![CDATA[Piazzale della Transalpina]]></category>
		<category><![CDATA[Trg Europe]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Stazione Transalpina La Stazione Transalpina è la stazione dei treni di Nova Gorica. Un tempo veniva chiamata &#8220;Stazione Nord&#8221; perché diametralmente opposta alla Stazione Meridionale, ma qui stiamo parlando del tempo in cui entrambe queste stazioni appartenevano alla città di Gorizia. Se vuoi scoprire qualcosa di più su questo luogo che ho scritto per il numero di novembre 2024 di Fuocolento. Se la cerchi su Google, la troverai affacciata a una piazza che ha due nomi: la metà che si trova in Slovenia si chiama Trg Europe (Piazza Europa), mentre la metà che si trova in Italia è Piazzale della Transalpina. Due nomi che racchiudono il presente e il passato di questo luogo.È una piazza che nel 1947 ha visto tracciare la linea di un confine mai visto prima di allora. L&#8217;ha visto abbattere, e ha poi ospitato i festeggiamenti del 1 maggio 2004. Ma se hai letto il mio articolo, sai già di cosa sto parlando.</p>
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<h2 class="wp-block-heading" style="font-size:29px">La Stazione Transalpina</h2>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:21px">La Stazione Transalpina è la stazione dei treni di Nova Gorica. <br>Un tempo veniva chiamata &#8220;Stazione Nord&#8221; perché diametralmente opposta alla Stazione Meridionale, ma qui stiamo parlando del tempo in cui entrambe queste stazioni appartenevano alla città di Gorizia. <br>Se vuoi scoprire qualcosa di più su questo luogo</p>



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<div class="wp-block-button"><a class="wp-block-button__link has-text-align-center wp-element-button" href="https://www.laltrove.com/wp-content/uploads/2024/12/Fuocolento-novembre-2024-La-Stazione-Transalpina.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">APRI IL PDF E LEGGI L&#8217;ARTICOLO</a></div>
</div>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:21px"><br>che ho scritto per il numero di novembre 2024 di <a href="https://www.laltrove.com/fuocolento-rivista-gastronomica-culturale-nordest/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Fuocolento</a>. <br>Se la cerchi su <a href="https://www.google.it/maps/place/NOVA+GORICA+(stazione+ferroviaria)/@45.9551779,13.6320558,16.73z/data=!4m6!3m5!1s0x477b00e46a6e5745:0x91bbea78552fc556!8m2!3d45.9553827!4d13.6353719!16s%2Fg%2F11jcmqywql?entry=ttu&amp;g_ep=EgoyMDI0MTIwNC4wIKXMDSoASAFQAw%3D%3D" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Google</a>, la troverai affacciata a una piazza che ha due nomi: la metà che si trova in Slovenia si chiama Trg Europe (Piazza Europa), mentre la metà che si trova in Italia è Piazzale della Transalpina. Due nomi che racchiudono il presente e il passato di questo luogo.<br>È una piazza che nel 1947 ha visto tracciare la linea di un confine mai visto prima di allora. L&#8217;ha visto abbattere, e ha poi ospitato i festeggiamenti del 1 maggio 2004. Ma se hai letto il mio articolo, sai già di cosa sto parlando.</p>
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		<title>Repubblica di Venezia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Corinna Sabbadini]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 25 Nov 2024 17:26:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Leggendo]]></category>
		<category><![CDATA[Giovanni Vale]]></category>
		<category><![CDATA[Impero asburgico]]></category>
		<category><![CDATA[La Serenissima]]></category>
		<category><![CDATA[Mare Adriatico]]></category>
		<category><![CDATA[Repubblica di Venezia]]></category>
		<category><![CDATA[Stati scomparsi – Extinguished Countries]]></category>
		<category><![CDATA[Venezia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Una guida per scoprire la &#8220;Serenissima&#8221; Il primo viaggio negli “Stati scomparsi – Extinguished Countries” ci porta a Venezia. Per essere più precisi: nella Repubblica di Venezia. &#8220;Un viaggio insolito tra Italia, Slovenia, Croazia, Montenegro, Albania, Grecia e Cipro&#8221; dice il sottotitolo: e questo è. Ma prima di partire per questo viaggio, la guida ci propone una lunga introduzione storica e geografica in cui ci fornisce molte informazioni, fra cui: come e quando &#8220;nasce&#8221; questa Repubblica marinara, perché il suo simbolo è il leone alato e quante pose (e relative interpretazioni) può avere, come si forma prima lo Stato da Mar e successivamente lo Stato da Terra. E, fra le righe, ti suggerisce quali tracce osservare per trovare i fili conduttori che legano queste terre. Tracce spesso facilmente individuabili, altre volte meno percettibili, ma sempre presenti. Poi si parte. Da Venezia Fra dogi, sestieri e bacari è un piacere perdersi nelle sue calli, sulle sue rive e nei suoi mercati. Venezia è Venezia: incanta a ogni passo. Dopo aver esplorato la capitale e la sua laguna, è la volta della terraferma del nord Italia e poi giù, si scivola lungo la costa orientale dell&#8217;Adriatico, dello Ionio e dell&#8217;Egeo fino a [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading" style="font-size:29px">Una guida per scoprire la &#8220;Serenissima&#8221;</h2>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:21px">Il primo viaggio negli “<a href="https://www.laltrove.com/stati-scomparsi/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Stati scomparsi – Extinguished Countries</a>” ci porta a Venezia. Per essere più precisi: nella Repubblica di Venezia. <br>&#8220;Un viaggio insolito tra Italia, Slovenia, Croazia, Montenegro, Albania, Grecia e Cipro&#8221; dice il sottotitolo: e questo è. </p>



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<div class="wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow" style="flex-basis:66.66%">
<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:21px">Ma prima di partire per questo viaggio, la guida ci propone una lunga introduzione storica e geografica in cui ci fornisce molte informazioni, fra cui: come e quando &#8220;nasce&#8221; questa Repubblica marinara, perché il suo simbolo è il leone alato e quante pose (e relative interpretazioni) può avere, come si forma prima lo <em>Stato da Mar</em> e successivamente lo <em>Stato da Terra</em>. E, fra le righe, ti suggerisce quali tracce osservare per trovare i fili conduttori che legano queste terre. Tracce spesso facilmente individuabili, altre volte meno percettibili, ma sempre presenti.</p>
</div>



<div class="wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow" style="flex-basis:33.33%">
<figure class="wp-block-image size-full"><img decoding="async" width="655" height="951" src="https://www.laltrove.com/wp-content/uploads/2024/11/Copertina-della-guida.jpg" alt="Copertina della guida" class="wp-image-3721" srcset="https://www.laltrove.com/wp-content/uploads/2024/11/Copertina-della-guida.jpg 655w, https://www.laltrove.com/wp-content/uploads/2024/11/Copertina-della-guida-207x300.jpg 207w" sizes="(max-width: 655px) 100vw, 655px" /><figcaption class="wp-element-caption">Copertina della guida</figcaption></figure>
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</div>



<h2 class="wp-block-heading" style="font-size:29px">Poi si parte. Da Venezia</h2>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:21px">Fra dogi, sestieri e bacari è un piacere perdersi nelle sue calli, sulle sue rive e nei suoi mercati. <br>Venezia è Venezia: incanta a ogni passo. <br>Dopo aver esplorato la capitale e la sua laguna, è la volta della terraferma del nord Italia e poi giù, si scivola lungo la costa orientale dell&#8217;Adriatico, dello Ionio e dell&#8217;Egeo fino a Famagosta, esplorando città, isole, dialetti, cibi, vini, vitigni, cisterne e batane. In un continuo alternarsi fra l&#8217;acqua e la terra, fra il passato e il presente, fra ciò che era e ciò che è rimasto.<br>Dati storici, ricette da provare, parole che si ripetono un po&#8217; dappertutto, battaglie più o meno famose, personaggi mai sentiti e volti noti che ritornano: forse conosci già questi luoghi, o sai che nel loro passato c&#8217;è lo zampino della Serenissima, ma magari non li conosci tutti, oppure non li avevi mai visti elencati uno dopo l&#8217;altro. Ecco: qua li trovi. La mappa è incredibile. È suggestiva. </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" width="1024" height="658" src="https://www.laltrove.com/wp-content/uploads/2024/11/Mappa-Repubblica-di-Venezia-1024x658.jpeg" alt="Mappa - Repubblica di Venezia" class="wp-image-3710" srcset="https://www.laltrove.com/wp-content/uploads/2024/11/Mappa-Repubblica-di-Venezia-1024x658.jpeg 1024w, https://www.laltrove.com/wp-content/uploads/2024/11/Mappa-Repubblica-di-Venezia-300x193.jpeg 300w, https://www.laltrove.com/wp-content/uploads/2024/11/Mappa-Repubblica-di-Venezia-768x493.jpeg 768w, https://www.laltrove.com/wp-content/uploads/2024/11/Mappa-Repubblica-di-Venezia.jpeg 1494w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Repubblica di Venezia &#8211; mappa<br>Ph <a href="https://extinguishedcountries.com/it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Extinguished Countries</a></figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:21px">Nell&#8217;introduzione a questa collana di guide, avevo scritto:<br><em>Lo Stato scomparso non è difficile da trovare, ma necessita di un tempo di osservazione più lungo, più lento. Concediglielo.</em><br>E concedilo anche a te.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:21px"><br>Se parti, cerca i leoni alati: e poi fammi sapere quanti ne hai trovati!</p>



<h2 class="wp-block-heading" style="font-size:29px">E a Venezia si ritorna</h2>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:21px">Non sarà un viaggio breve. Anzi. I secoli sono tanti. E poi, lungo il viaggio, potresti attraversare altri <a href="https://www.laltrove.com/stati-scomparsi/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Stati scomparsi</a>: allora sì che il tempo si dilaterà.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:21px">La foto in alto è un tramonto sul mare Adriatico: come immagine &#8220;rappresentativa&#8221; della Repubblica di Venezia ho pensato di inserire il <em>suo</em> mare.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:21px">.</p>
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