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Leggendo

Le Marlboro di Sarajevo

25 Agosto 2026
Le Marlboro di Sarajevo - Miljenko Jergovic

Sarajevski Marlboro

2005. Stavo preparando la mia tesi di laurea.
Una delle fonti che ho scandagliato a fondo durante quell’anno è stato il sito di Osservatorio Balcani: una testata giornalistica che ha iniziato la sua attività nel 2000 offrendo in principio un’informazione dedicata soprattutto all’Europa Centro Orientale e che poi, negli anni, ha spostato il raggio d’azione sempre più a sud-est fino alla Turchia e al Caucaso (tanto che ora si chiama Osservatorio Balcani e Caucaso Transeuropa), trattando argomenti soprattutto socio-culturali, ma anche economici, geopolitici e legislativi.

25 agosto 2005, su OB esce la prefazione (firmata da Claudio Magris) al libro Le Marlboro di Sarajevo (da poco pubblicato da Libri Scheiwiller*) scritto da Miljenko Jergović e tradotto da Ljiljana Avirović.
Leggo l’articolo più o meno in diretta. Cioè: poco dopo la pubblicazione online.
In poche righe c’è Claudio Magris che cita Paolo Rumiz (che sfiora Ivo Andrić) per introdurre Miljenko Jergović: mi sembra che ci siano le condizioni ideali per leggere questa “novità” editoriale.
Sono nella leggendaria aula computer dell’edificio H3 dell’università di Trieste: stampo l’articolo, lo piego in quattro, lo metto nello zaino e vado a comprarmi il libro.
Quel foglio è da più di vent’anni dentro quel volume.

Le Marlboro di Sarajevo

Potrei dire che il libro mi è piaciuto.
O potrei dire che, negli anni, ho comprato quasi tutti i libri di questo autore.
O potrei descrivere quando nel dicembre 2005 sono andata a Sarajevo anche per comprare (da non fumatrice) un pacchetto di Marlboro (mai aperto).
O potrei raccontare di quando nel 2007, un pomeriggio a Udine, vedo il libro esposto in una libreria e lo compro subito per regalarlo a Laura, una cara amica che avrei visto pochi minuti più tardi.
O potrei aggiungere che quando Jergović raggiunge il Friuli Venezia Giulia per presentare nuove pubblicazioni, cerco di essere presente.
O potrei descriverti lo stupore dei librai croati, quando entro nelle loro librerie e chiedo (in inglese) questo autore, e loro rispondono che ce l’hanno solo in croato e io dico sìvabene (e la mia biblioteca dei viaggi si arricchisce).
O potrei spiegarti la scelta del titolo, ma ti rovinerei il gusto della lettura. Scoprilo tu. Ridici sopra. Piangici sopra. E poi assaggia la marmellata di mele, bevi l’acqua del pozzo, mangia un burek con un tranviere, corri lungo le strade di Sarajevo, ricorda la città com’era. Sopravvivi con la città. C’è la guerra, e tu vuoi vivere.

O potrei descriverti quanto mi dispiacesse il fatto che per anni questo libro fosse irreperibile. Fino al 2019, quando Bottega Errante Edizione l’ha rimesso in stampa. Ed è tornato in circolo.
E circola.

25 agosto 2026

25 agosto 1992. Sono passati 34 anni. Quel giorno la Vijećnica, la Biblioteca Nazionale di Sarajevo, fu colpita e incendiata dalle milizie serbe che assediavano la città: in lei bruciò tutto, anche la nostra Storia, il nostro Diritto, la nostra Europa, la nostra idea di Civiltà.

*Le Marlboro di Sarajevo era già stato pubblicato nell’agosto del 1995 (quando la guerra in Bosnia ed Erzegovina era ancora in corso) da Quodlibet.
Il titolo originale Sarajevski Marlboro fu pubblicato per la prima volta nel 1994 a Zagabria dalla casa editrice Durieux.

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