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	<title>Nova Gorica Archivi - Laltrove</title>
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	<description>Racconti di Corinna Sabbadini</description>
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	<title>Nova Gorica Archivi - Laltrove</title>
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		<title>Andy Warhol. Beyond Borders</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Corinna Sabbadini]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Jan 2025 17:26:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Gorizia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Una mostra per iniziare questo GO!2025 Il 2025 è dunque arrivato. E con lui tutto il suo carico di aspettative relative a GO!2025: questo è l&#8217;anno in cui Nova Gorica e Gorizia saranno (assieme) Capitale Europea della Cultura. Hai letto bene: capitaleE. Non capitalI. Perché l&#8217;idea è proprio quella di considerare queste due città come un&#8217;unica entità, con le loro differenze e uguaglianze, con tutto il loro vissuto e presente da intrecciare e fondere assieme. Ci diciamo &#8220;GO! Borderless&#8221; dal quel 18 dicembre 2020: il giorno della proclamazione che ha entusiasmato tutti i presenti in Piazzale della Transalpina, tutti quelli che seguivano la diretta da casa e tutti quelli che in questi anni hanno creduto in questo progetto visionario che salta di qua e di là di un confine come se, di fatto, questo non esistesse, e che riesce a far emergere i molteplici punti di contatto e di condivisione che esistono da sempre. Bene. Il 2025 è arrivato. Ci siamo. E ricordiamoci che la cultura siamo noi. Andy Warhol. Beyond Borders Uno degli appuntamenti goriziani di quest&#8217;anno è una mostra che ha portato nelle antiche sale di Palazzo Attems Petzenstein uno dei simboli più conosciuti e importanti della Pop [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading" style="font-size:29px">Una mostra per iniziare questo GO!2025</h2>



<p style="font-size:21px">Il 2025 è dunque arrivato. E con lui tutto il suo carico di aspettative relative a GO!2025: questo è l&#8217;anno in cui Nova Gorica e Gorizia saranno (assieme) Capitale Europea della Cultura. <br>Hai letto bene: capitaleE. Non capitalI. Perché l&#8217;idea è proprio quella di considerare queste due città come un&#8217;unica entità, con le loro differenze e uguaglianze, con tutto il loro vissuto e presente da intrecciare e fondere assieme. <br>Ci diciamo &#8220;GO! Borderless&#8221; dal quel 18 dicembre 2020: il giorno della proclamazione che ha entusiasmato <a href="https://www.youtube.com/watch?v=aWUb-_6TvGU" target="_blank" rel="noreferrer noopener">tutti i presenti</a> in <a href="https://www.laltrove.com/fuocolento-novembre-2024-la-stazione-transalpina-a-nova-gorica/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Piazzale della Transalpina</a>, tutti quelli che seguivano la diretta da casa e tutti quelli che in questi anni hanno creduto in questo progetto visionario che salta di qua e di là di un confine come se, di fatto, questo non esistesse, e che riesce a far emergere i molteplici punti di contatto e di condivisione che esistono da sempre. </p>



<p style="font-size:21px">Bene. Il 2025 è arrivato. Ci siamo. E ricordiamoci che la cultura siamo noi.</p>



<h2 class="wp-block-heading" style="font-size:29px">Andy Warhol. Beyond Borders</h2>



<p style="font-size:21px">Uno degli appuntamenti goriziani di quest&#8217;anno è una mostra che ha portato nelle antiche sale di Palazzo Attems Petzenstein uno dei simboli più conosciuti e importanti della Pop Art: Andy Warhol.<br>Ecco un&#8217;occasione unica per ammirare Marylin, Elisabeth II e Mickey Mouse in alcuni dei loro ritratti più iconici e colorati, conosciuti e riconosciuti da tutti. Ma anche copie e copertine della rivista <em>Interview</em>, le <em>Campbell&#8217;s Soup</em>, i loghi Chanel o Apple, le copertine dei <em>long play</em>: in tutto ammirerai 180 sue opere, e ancora foto e video. Un percorso che ti accompagna lungo la vita e la carriera di questo artista che fra i primi ha inserito l&#8217;arte in una dimensione più quotidiana, elevando a vere e proprie opere d&#8217;arte i prodotti di massa che stavano determinando la società consumistica negli Stati Uniti nel secondo dopoguerra. <br>Ci sono anche due installazioni multimediali, ma non ti svelo nulla: vai a scoprirle.</p>



<p style="font-size:21px">Forse la percezione che viviamo noi oggi, osservando certe sue opere, è attenuata da una sorta di assuefazione al consumismo, perché in fondo noi ci siamo nati e ci siamo sempre vissuti dentro. Ma se ci proiettiamo negli Stati Uniti degli anni Cinquanta, possiamo immaginare sia la potenza del messaggio di Warhol che è riuscito a elevare una scatoletta di pomodoro a opera d&#8217;arte, sia la stonatura di una società che ha deciso di accettarla come tale. Forse, dopo anni di guerra, di dolore e di incertezza, la semplicità delle &#8220;piccole cose&#8221; aveva un perché reale e profondo.</p>



<h2 class="wp-block-heading" style="font-size:29px">«Dove? Dove xe? Kje? Uer? Dulà?»</h2>



<p style="font-size:21px">Palazzo Attems Petzenstein si trova in piazza Edmondo De Amicis 2. Da Piazza Vittoria prendi la strada che va verso nord (via dell&#8217;Arcivescovado), quando sulla sinistra vedrai la casa di Carolina Luzzatto Coen (la prima donna italiana a dirigere un quotidiano) e sulla destra il palazzo arcivescovile, procedi ancora 300 metri lungo via Carducci e poi vedrai il Palazzo sulla sinistra.<br>Dal primo piano del palazzo, ammirando il parco, noterai alcune corti appartenenti a palazzi un tempo interni al ghetto ebraico, situati proprio in via Graziadio Isaia Ascoli (il glottologo), dirimpetto alla sinagoga. Se, invece, dal primo piano ti affacci verso la piazza, con un po&#8217; di fantasia potresti vedere la casa natale del premio Nobel per la fisica Carlo Rubbia (in via Corsica: ok, non si vede, ma in linea d&#8217;aria saranno 100 metri).<br>La mostra è organizzata dalla Regione Friuli Venezia Giulia e dall&#8217;Ente Regionale PAtrimonio Culturale FVG con la collaborazione di PromoTurismoFVG. In <a href="https://erpac.regione.fvg.it/it/andy-warhol-beyond-borders-136331" target="_blank" rel="noreferrer noopener">questa pagina</a> troverai le informazioni per la visita. Se decidi di partecipare alle visite guidate organizzate dall&#8217;ERPAC, iscriviti al numero 0481 385 335 oppure scrivi a: palazzoattemspetzenstein.go@gmail.com &#8211; didatticamusei.erpac@regione.fvg.it.</p>
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		<title>Fuocolento novembre 2024</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Corinna Sabbadini]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 11 Dec 2024 15:29:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Gorizia]]></category>
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		<category><![CDATA[Fuocolento]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Stazione Transalpina La Stazione Transalpina è la stazione dei treni di Nova Gorica. Un tempo veniva chiamata &#8220;Stazione Nord&#8221; perché diametralmente opposta alla Stazione Meridionale, ma qui stiamo parlando del tempo in cui entrambe queste stazioni appartenevano alla città di Gorizia. Se vuoi scoprire qualcosa di più su questo luogo che ho scritto per il numero di novembre 2024 di Fuocolento. Se la cerchi su Google, la troverai affacciata a una piazza che ha due nomi: la metà che si trova in Slovenia si chiama Trg Europe (Piazza Europa), mentre la metà che si trova in Italia è Piazzale della Transalpina. Due nomi che racchiudono il presente e il passato di questo luogo.È una piazza che nel 1947 ha visto tracciare la linea di un confine mai visto prima di allora. L&#8217;ha visto abbattere, e ha poi ospitato i festeggiamenti del 1 maggio 2004. Ma se hai letto il mio articolo, sai già di cosa sto parlando.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.laltrove.com/fuocolento-novembre-2024-la-stazione-transalpina-a-nova-gorica/">Fuocolento novembre 2024</a> proviene da <a href="https://www.laltrove.com">Laltrove</a>.</p>
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<h2 class="wp-block-heading" style="font-size:29px">La Stazione Transalpina</h2>



<p style="font-size:21px">La Stazione Transalpina è la stazione dei treni di Nova Gorica. <br>Un tempo veniva chiamata &#8220;Stazione Nord&#8221; perché diametralmente opposta alla Stazione Meridionale, ma qui stiamo parlando del tempo in cui entrambe queste stazioni appartenevano alla città di Gorizia. <br>Se vuoi scoprire qualcosa di più su questo luogo</p>



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</div>



<p style="font-size:21px"><br>che ho scritto per il numero di novembre 2024 di <a href="https://www.laltrove.com/fuocolento-rivista-gastronomica-culturale-nordest/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Fuocolento</a>. <br>Se la cerchi su <a href="https://www.google.it/maps/place/NOVA+GORICA+(stazione+ferroviaria)/@45.9551779,13.6320558,16.73z/data=!4m6!3m5!1s0x477b00e46a6e5745:0x91bbea78552fc556!8m2!3d45.9553827!4d13.6353719!16s%2Fg%2F11jcmqywql?entry=ttu&amp;g_ep=EgoyMDI0MTIwNC4wIKXMDSoASAFQAw%3D%3D" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Google</a>, la troverai affacciata a una piazza che ha due nomi: la metà che si trova in Slovenia si chiama Trg Europe (Piazza Europa), mentre la metà che si trova in Italia è Piazzale della Transalpina. Due nomi che racchiudono il presente e il passato di questo luogo.<br>È una piazza che nel 1947 ha visto tracciare la linea di un confine mai visto prima di allora. L&#8217;ha visto abbattere, e ha poi ospitato i festeggiamenti del 1 maggio 2004. Ma se hai letto il mio articolo, sai già di cosa sto parlando.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.laltrove.com/fuocolento-novembre-2024-la-stazione-transalpina-a-nova-gorica/">Fuocolento novembre 2024</a> proviene da <a href="https://www.laltrove.com">Laltrove</a>.</p>
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		<title>Fuocolento settembre 2024</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Corinna Sabbadini]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 Oct 2024 14:27:43 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>La Stazione Meridionale di Gorizia C&#8217;è stato un tempo in cui Gorizia aveva due stazioni dei treni. (Entrambe raggiungevano Trieste, anche lì in due stazioni diverse.) Le loro posizioni rispetto alla città avevano indotto i goriziani a chiamarle Stazione Meridionale e Stazione Nord.Dal 1860, la Stazione Meridionale (la più antica delle due) collega Gorizia con Trieste (verso sud) e con Udine (verso nord). Ma la sua meta principale, quando fu pensata e progettata nella seconda metà del diciannovesimo secolo, era Milano, passando da Udine e da Venezia.Ma non aggiungo altro, trovi tutto in questo mio articolo Per sapere la storia e il destino della Stazione Nord, ti consiglio di leggere questo altro mio articolo. Forse se ti dico &#8220;Stazione Transalpina&#8221; sai già di cosa sto parlando, ma vai pure a leggerlo.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.laltrove.com/la-stazione-meridionale-di-gorizia/">Fuocolento settembre 2024</a> proviene da <a href="https://www.laltrove.com">Laltrove</a>.</p>
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<h2 class="wp-block-heading" style="font-size:29px">La Stazione Meridionale di Gorizia</h2>



<p style="font-size:21px">C&#8217;è stato un tempo in cui Gorizia aveva due stazioni dei treni. (Entrambe raggiungevano Trieste, anche lì in due stazioni diverse.) Le loro posizioni rispetto alla città avevano indotto i goriziani a chiamarle Stazione Meridionale e Stazione Nord.<br>Dal 1860, la Stazione Meridionale (la più antica delle due) collega Gorizia con Trieste (verso sud) e con Udine (verso nord). Ma la sua meta principale, quando fu pensata e progettata nella seconda metà del diciannovesimo secolo, era Milano, passando da Udine e da Venezia.<br>Ma non aggiungo altro, trovi tutto in questo mio articolo</p>



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<p style="font-size:21px"><br>Per sapere la storia e il destino della Stazione Nord, ti consiglio di leggere <a href="https://www.laltrove.com/fuocolento-novembre-2024-la-stazione-transalpina-a-nova-gorica/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">questo altro mio articolo</a>. Forse se ti dico &#8220;Stazione Transalpina&#8221; sai già di cosa sto parlando, ma vai pure a leggerlo.</p>
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		<title>Fuocolento maggio 2024</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Corinna Sabbadini]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Aug 2024 14:14:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Gorizia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Antonio Lasciac. La sua villa e il suo parco Ti propongo una suggestiva passeggiata fra Gorizia e Nova Gorica. Una passeggiata che è più un tuffo nella storia di queste due città.Arriva al valico del Rafut. La prima tappa è il museo sul confine &#8220;Lasciapassare/Prepusnica&#8221; (un progetto del Comune di Gorizia con la direzione scientifica e artistica curata dall’Associazione Quarantasettezeroquattro): prenditi un po&#8217; di tempo, perché anche se è piccolo, troverai molto materiale sia dentro sia fuori (nel giardino che lo circonda). Te ne avevo parlato l&#8217;anno scorso: vai pure a leggere l&#8217;articolo.Ecco, una volta uscito da qua, osserva l&#8217;ultima casa sulla sinistra prima del confine: quella è la casa dove nel 1947 fu scattata la foto della mucca che aveva due zampe in Jugoslavia (oltre la linea bianca) e le altre due in Italia (al di qua della linea bianca).La linea bianca era il nuovo confine tracciato con una scia di gesso il 16 settembre 1947. Un confine disegnato sulla carta geografica dal Trattato di Parigi firmato il 10 febbraio 1947.Ma se sei appena uscito dal museo: sai già tutto!Saluta l&#8217;Italia ed entra in Slovenia. Fai attenzione alla pista ciclopedonale: è molto trafficata!Ora alza lo sguardo alla tua sinistra, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.laltrove.com/fuocolento-maggio-2024-antonio-lasciac-la-sua-villa-e-il-suo-parco/">Fuocolento maggio 2024</a> proviene da <a href="https://www.laltrove.com">Laltrove</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading" style="font-size:29px">Antonio Lasciac. La sua villa e il suo parco</h2>



<p style="font-size:21px">Ti propongo una <a href="https://www.instagram.com/reel/DBrQfjwt7f7/?utm_source=ig_web_copy_link&amp;igsh=MzRlODBiNWFlZA==" target="_blank" rel="noreferrer noopener">suggestiva passeggiata</a> fra Gorizia e Nova Gorica. Una passeggiata che è più un tuffo nella storia di queste due città.<br>Arriva al valico del Rafut. La prima tappa è il museo sul confine &#8220;Lasciapassare/Prepusnica&#8221; (un progetto del Comune di Gorizia con la direzione scientifica e artistica curata dall’Associazione Quarantasettezeroquattro): prenditi un po&#8217; di tempo, perché anche se è piccolo, troverai molto materiale sia dentro sia fuori (nel giardino che lo circonda). Te ne avevo parlato l&#8217;anno scorso: <a href="https://www.laltrove.com/lasciapassare-prepusnica-un-museo-sul-confine-a-gorizia/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">vai pure a leggere l&#8217;articolo</a>.<br>Ecco, una volta uscito da qua, osserva l&#8217;ultima casa sulla sinistra prima del confine: quella è la casa dove nel 1947 fu scattata la foto della mucca che aveva due zampe in Jugoslavia (oltre la linea bianca) e le altre due in Italia (al di qua della linea bianca).<br>La linea bianca era il nuovo confine tracciato con una scia di gesso il 16 settembre 1947. Un confine disegnato sulla carta geografica dal Trattato di Parigi firmato il 10 febbraio 1947.<br>Ma se sei appena uscito dal museo: sai già tutto!<br>Saluta l&#8217;Italia ed entra in Slovenia. Fai attenzione alla pista ciclopedonale: è molto trafficata!<br>Ora alza lo sguardo alla tua sinistra, verso nord est: quello è il monastero di Castagnevizza.<br>Procedi lungo la strada: il primo edificio sulla sinistra ospita una delle quattro sedi del Muzej na meji (il museo sul Confine) che il <a href="https://www.goriskimuzej.si/it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Goriški muzej </a>di Nova Gorica ha realizzato in questi anni in quattro punti strategici lungo la linea di confine. Qua c&#8217;è &#8220;Razstava Na šverc!&#8221;: l’esposizione dedicata al contrabbando. <a href="https://www.laltrove.com/fuocolento-luglio-2023-il-museo-del-contrabbando/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Non perderla</a>.<br>Dopo aver fatto anche questa visita, riprendi la strada verso est per circa 250 metri. Si sale un po&#8217;. Capirai subito quando sarai arrivato all&#8217;ingresso principale del Parco del Rafut.<br>Entra.</p>



<p style="font-size:21px">Lo scorso maggio ne ho parlato in un articolo su&nbsp;<a href="https://www.laltrove.com/fuocolento-rivista-gastronomica-culturale-nordest/">Fuocolento</a>: clicca sul bottone per leggerlo.</p>



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</div>



<p style="font-size:21px"><br>Così scoprirai anche chi è Antonio Lasciac.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.laltrove.com/fuocolento-maggio-2024-antonio-lasciac-la-sua-villa-e-il-suo-parco/">Fuocolento maggio 2024</a> proviene da <a href="https://www.laltrove.com">Laltrove</a>.</p>
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		<title>Gorizia ∙ Nova Gorica &#8211; Due città in una</title>
		<link>https://www.laltrove.com/gorizia-nova-gorica-due-citta-in-una/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Corinna Sabbadini]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Jul 2024 15:11:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Gorizia]]></category>
		<category><![CDATA[Leggendo]]></category>
		<category><![CDATA[Andrea Bellavite]]></category>
		<category><![CDATA[Ediciclo Editore]]></category>
		<category><![CDATA[GO! Borderless]]></category>
		<category><![CDATA[GO!2025]]></category>
		<category><![CDATA[Nova Gorica]]></category>
		<category><![CDATA[Nova Gorica/Gorizia 2025]]></category>
		<category><![CDATA[Storie terre confini]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Guida alla Capitale europea della Cultura Calzature e vestiti comodi: qua si cammina. Va bene anche se pedali, o se pattini. Poi servono tempo, occhio attento e voglia di capire. Non guardare: capire.Non dare nulla per scontato (beh: quello sempre nella vita!) e vedrai le cose con occhi nuovi. Se sei pronto, andiamo. Andrea Bellavite ha scritto una guida su Gorici (termine coniato da lui stesso): è il duale (nella lingua slovena) che unisce la parte vecchia (Gorizia) e quella nuova (Nova Gorica) in un’unica parola che identifica le due città. Già questo punto di partenza mi sembra incantevole.Sei mai stato a Gorizia? E a Nova Gorica? Se questa è la tua prima visita, sei fortunato: hai un Cicerone d&#8217;eccezione che non solo conosce molto bene entrambe le città, ma anche le ama allo stesso modo. È un camminatore, un viandante, un costruttore di ponti fondati sulla giustizia e sulla pace; ma non solo: è teologo, direttore della Fondazione “Società per la conservazione della Basilica di Aquileia”, saggista, giornalista e operatore sociale. Ci sono otto percorsi. Alcuni cominciano a Nova Gorica e si concludono a Nova Gorica. Altri iniziano a Gorizia e terminano a Gorizia. Altri necessitano di un documento [&#8230;]</p>
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<h2 class="wp-block-heading" style="font-size:29px">Guida alla Capitale europea della Cultura</h2>



<p style="font-size:21px">Calzature e vestiti comodi: qua si cammina. Va bene anche se pedali, o se pattini. <br>Poi servono tempo, occhio attento e voglia di capire. Non guardare: capire.<br>Non dare nulla per scontato (beh: quello sempre nella vita!) e vedrai le cose con occhi nuovi. Se sei pronto, andiamo.</p>



<p style="font-size:21px">Andrea Bellavite ha scritto una guida su <a href="https://www.ediciclo.it/it/libri/dettaglio/gorizia-nova-gorica/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">G</a><a href="https://www.laltrove.com/storie-terre-confini-a-cormons/">orici</a> (termine coniato da lui stesso): è il duale (nella lingua slovena) che unisce la parte vecchia (Gorizia) e quella nuova (Nova Gorica) in un’unica parola che identifica le due città. Già questo punto di partenza mi sembra incantevole.<br>Sei mai stato a Gorizia? E a Nova Gorica? Se questa è la tua prima visita, sei fortunato: hai un Cicerone d&#8217;eccezione che non solo conosce molto bene entrambe le città, ma anche le ama allo stesso modo. È un camminatore, un viandante, un costruttore di ponti fondati sulla giustizia e sulla pace; ma non solo: è teologo, direttore della Fondazione “Società per la conservazione della Basilica di Aquileia”, saggista, giornalista e operatore sociale.</p>



<p style="font-size:21px">Ci sono otto percorsi. Alcuni cominciano a Nova Gorica e si concludono a Nova Gorica. Altri iniziano a Gorizia e terminano a Gorizia. Altri necessitano di un documento d&#8217;identità sempre a portata di mano, perché ti portano un po&#8217; qua e un po&#8217; là.<br>Non te li descrivo per non togliere nulla alla sorpresa della scoperta.<br>E non c&#8217;è &#8220;uno migliore di un altro&#8221; perché tutti hanno molto da dire. <br>Ti svelo che ogni percorso ha la sua mappa: così puoi orientarti anche quando le nuvole oscurano il sole e le altre stelle. <br>Troverai delle pagine dedicate all&#8217;approfondimento di alcuni luoghi, persone, canzoni e poesie.<br>Per esempio, scoprirai che il corso d&#8217;acqua di Gorici è il torrente Corno, non è l&#8217;Isonzo che scorre nelle periferie. C&#8217;è poi una pagina dedicata al carcere: fatto non comune nelle guide turistiche. Ci sono due stazioni ferroviarie: un tempo erano la stazione settentrionale e la stazione meridionale di Gorizia, mentre oggi sono&#8230; lo leggerai. Incontrerai un sacco di personaggi: statue, targhe, case, strade a ricordare loro e quello che hanno fatto, e ti farà piacere imparare perché sono lì. <br>Camminando, sarai avvolto anche dai profumi delle città: anche quelli fanno parte di questi luoghi.<br>Il confine. Ci saranno luoghi in cui il confine sarà ben presente, evidente. Ma ci saranno momenti in cui ti chiederai &#8220;dov&#8217;è esattamente?&#8221;, o quando ti dimenticherai di lui, e quelli saranno gli attimi migliori.</p>



<p style="font-size:21px">Spero che questa guida risponda a domande che non sapevi di avere, e che te ne stuzzichi altre in modo che tu posso continuare la tua scoperta di Gorici con altre letture, con altri incontri.</p>



<p style="font-size:21px">«Regaliamoci la bellezza delle reciproche culture» ci dice Andrea Bellavite, e credo sia il più sincero augurio e la più alta speranza che possiamo prevedere per il prossimo futuro dei cittadini di questo territorio, fra l&#8217;Italia e la Slovenia, in previsione del 2025, anno in cui Nova Gorica e Gorizia saranno, assieme, Capitale europea della Cultura.</p>



<p style="font-size:21px">La stessa guida, <em>Gorica Nova Gorica: Povezani mesti</em>, è stata tradotta in sloveno da Martina Kafol (e pubblicata da Založništvo tržaškega tiska) ed è uscita lo stesso giorno della versione in italiano.</p>



<p>A. Bellavite<em>, Gorizia Nova Gorica &#8211; Due città in una</em>, Ediciclo Editore, Portogruaro (VE), 2024.<br>La guida è stata presentata a Cormons nel maggio 2024 durante uno degli appuntamenti di &#8220;<a href="https://www.laltrove.com/storie-terre-confini-a-cormons/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Storie, terre, confini</a>&#8221; organizzati da Alessandra e Paolo Vecchiet, titolari della omonima cartolibreria di Cormons.</p>
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		<title>Fuocolento luglio 2023</title>
		<link>https://www.laltrove.com/fuocolento-luglio-2023-il-museo-del-contrabbando/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Corinna Sabbadini]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Apr 2024 18:20:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Gorizia]]></category>
		<category><![CDATA[Museando]]></category>
		<category><![CDATA[Scrivendo]]></category>
		<category><![CDATA[Fuocolento]]></category>
		<category><![CDATA[GO! Borderless]]></category>
		<category><![CDATA[GO!2025]]></category>
		<category><![CDATA[Goriški Muzej]]></category>
		<category><![CDATA[Il Museo del Contrabbando]]></category>
		<category><![CDATA[Muzej na meji Pristava]]></category>
		<category><![CDATA[Nova Gorica]]></category>
		<category><![CDATA[Nova Gorica/Gorizia 2025]]></category>
		<category><![CDATA[Pristava]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Museo del Contrabbando Ti ricordi quando ti avevo parlato di “Lasciapassare/Prepusnica”, il museo dentro la garrita al confine del Rafut a Gorizia (quel piccolo valico secondario sotto il colle del castello di Gorizia)?Ecco, oggi ti parlo del museo dirimpettaio: l&#8217;allestimento che il Goriški Muzej ha pensato per la casermetta slovena dove stazionavano i graničari (le guardie di confine jugoslave e poi, dal 1991, slovene). Qua troverai Razstava Na šverc! (il museo con l’esposizione dedicataal contrabbando): è una delle quattro sedi del Muzej na meji (il museo sul Confine) che il Goriški muzej di Nova Gorica ha realizzato in questi anni in quattro punti strategici lungo la linea di confine.La scorsa estate ne ho scritto un articolo su Fuocolento: clicca sul bottone per leggerlo. Il Museo si trova in Kostanjeviška cesta 32 a Nova Gorica, ed è aperto con questi orari:lunedì–venerdì: 13.00–17.00sabato, domenica e festivi: (orario invernale) 12.00–17.00 &#8211; (orario estivo) 12.00–18.00.Se vuoi provare l&#8217;esperienza dell&#8217;escape room (di cui trovi le informazioni nell&#8217;articolo), ricordati che devi prenotarla in anticipo.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading" style="font-size:29px">Il Museo del Contrabbando</h2>



<p style="font-size:21px">Ti ricordi quando ti avevo parlato di <a href="https://www.laltrove.com/lasciapassare-prepusnica-un-museo-sul-confine-a-gorizia/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">“Lasciapassare/Prepusnica”</a>, il museo dentro la garrita al confine del Rafut a Gorizia (quel piccolo valico secondario sotto il colle del castello di Gorizia)?<br>Ecco, oggi ti parlo del museo dirimpettaio: l&#8217;allestimento che il Goriški Muzej ha pensato per la casermetta slovena dove stazionavano i <em>graničari</em> (le guardie di confine jugoslave e poi, dal 1991, slovene). Qua troverai <a href="https://goriskimuzej.si/stalne-zbirke/muzej-na-meji/muzejska-zbirka-pristava" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Razstava Na šverc!</a> (il museo con l’esposizione dedicata<br>al contrabbando): è una delle quattro sedi del Muzej na meji (il museo sul Confine) che il Goriški muzej di Nova Gorica ha realizzato in questi anni in quattro punti strategici lungo la linea di confine.<br>La scorsa estate ne ho scritto un articolo su <a href="https://www.laltrove.com/fuocolento-rivista-gastronomica-culturale-nordest/">Fuocolento</a>: clicca sul bottone per leggerlo.</p>



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</div>



<p style="font-size:21px"><br>Il Museo si trova in Kostanjeviška cesta 32 a Nova Gorica, ed è aperto con questi orari:<br>lunedì–venerdì: 13.00–17.00<br>sabato, domenica e festivi: (orario invernale) 12.00–17.00 &#8211; (orario estivo) 12.00–18.00.<br>Se vuoi provare l&#8217;esperienza dell&#8217;<em>escape room</em> (di cui trovi le informazioni nell&#8217;articolo), ricordati che devi prenotarla in anticipo.</p>
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		<title>Festival delle Lingue</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Corinna Sabbadini]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 Jun 2023 13:49:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Festivalando]]></category>
		<category><![CDATA[Gorizia]]></category>
		<category><![CDATA[Associazione Kulturhaus Görz]]></category>
		<category><![CDATA[Casa Ascoli]]></category>
		<category><![CDATA[Comune di Gorizia]]></category>
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		<category><![CDATA[Fuocolento]]></category>
		<category><![CDATA[GO! Borderless]]></category>
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		<category><![CDATA[Nova Gorica]]></category>
		<category><![CDATA[Nova Gorica/Gorizia 2025]]></category>
		<category><![CDATA[Passaporto delle lingue]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>A Gorizia un festival dedicato all&#8217;importanza del plurilinguismo Succede che Gorizia, 150 anni fa, non conosceva i confini e parlava fra le sue strade lingue che tutti i suoi cittadini comprendevano (come l’italiano, il tedesco, lo slovenoe il friulano).Succedono le due Guerre Mondiali, e il tempo diventa lento, ma la moltitudine di idiomi resiste, e i confini ancora non si vedono.Succede che a Parigi, nel 1947, si traccia una linea su una cartina geografica. Quella linea trancia in due la parola “Goriz-ia”: ciò che è a “Goriz” rimane in Italia, ciò che è oltre “ia” diventa Jugoslavia.È il confine: Gorizia e i goriziani vengono divisi in due (e pian piano spariscono anche le lingue). Inizia così il mio articolo per Fuocolento dedicato al museo sul confine &#8220;Lasciapassare/Prepusnica&#8221; al valico del Rafut a Gorizia.Fino al primo dopoguerra, a Gorizia si parlavano numerose lingue, e se proprio non si parlavano: si comprendevano, perché facevano parte della vita quotidiana. Oltre a quelle citate, posso aggiungere altre lingue dell&#8217;Impero (come l&#8217;ungherese e il croato), ma anche l&#8217;yiddish e il greco (lingue con cui si commerciava).Inutile dire che questa era una ricchezza per la città: significava vitalità, mercati, interazioni con altri popoli e quindi altri [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading" style="font-size:29px">A Gorizia un festival dedicato all&#8217;importanza del plurilinguismo</h2>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p>Succede che Gorizia, 150 anni fa, non conosceva i confini e parlava fra le sue strade lingue che tutti i suoi cittadini comprendevano (come l’italiano, il tedesco, lo sloveno<br>e il friulano).<br>Succedono le due Guerre Mondiali, e il tempo diventa lento, ma la moltitudine di idiomi resiste, e i confini ancora non si vedono.<br>Succede che a Parigi, nel 1947, si traccia una linea su una cartina geografica. Quella linea trancia in due la parola “Goriz-ia”: ciò che è a “Goriz” rimane in Italia, ciò che è oltre “ia” diventa Jugoslavia.<br>È il confine: Gorizia e i goriziani vengono divisi in due (e pian piano spariscono anche le lingue).</p>
</blockquote>



<p style="font-size:21px">Inizia così il mio articolo per <a href="https://www.laltrove.com/fuocolento-rivista-gastronomica-culturale-nordest/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Fuocolento</a> dedicato al museo sul confine <a href="https://www.laltrove.com/lasciapassare-prepusnica-un-museo-sul-confine-a-gorizia/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">&#8220;Lasciapassare/Prepusnica&#8221;</a> al valico del Rafut a Gorizia.<br>Fino al primo dopoguerra, a Gorizia si parlavano numerose lingue, e se proprio non si parlavano: si comprendevano, perché facevano parte della vita quotidiana. Oltre a quelle citate, posso aggiungere altre lingue dell&#8217;Impero (come l&#8217;ungherese e il croato), ma anche l&#8217;yiddish e il greco (lingue con cui si commerciava).<br>Inutile dire che questa era una ricchezza per la città: significava vitalità, mercati, interazioni con altri popoli e quindi altri Stati, apertura, vicinanza, accoglienza, confronto.<br>Le cose iniziano a cambiare quando si comincia a parlare di &#8220;italianizzazione&#8221; dei nomi, dei cognomi e dei toponimi. <br>Inutile dire che è l&#8217;inizio di una corsa in discesa verso il baratro.<br>Nel secondo dopo guerra si perde tutto: non solo la terra e chi rimane al di là del confine, ma anche tutta questa ricchezza linguistica. A Gorizia si parla italiano, si mantiene anche il friulano, ma tutto il resto cade nell&#8217;oblio.</p>



<h2 class="wp-block-heading" style="font-size:29px">Venerdì 9 e sabato 10 giugno</h2>



<p style="font-size:21px">Negli ultimi anni si è cercato di sviluppare nella cittadinanza (soprattutto all&#8217;interno degli istituti scolastici) una consapevolezza relativa alla varietà storico-linguistica di quest&#8217;area, e una delle ultime novità che Gorizia ci offre è il Festival delle Lingue (promosso dall&#8217;Associazione Kulturhaus Görz) che apre i battenti per la prima volta venerdì.<br>Allora, per me è già una meraviglia un festival dedicato alle lingue, ma la meraviglia aumenta quando scopro che gli eventi non solo scavano nella storia, ma si manifestano in un luogo &#8220;simbolico&#8221; di Gorizia: Casa Ascoli!<br>Casa Ascoli è: la casa natale del linguista e glottologo Graziadio Isaia Ascoli, la sede goriziana della Filologica Friulana e dell&#8217;Associazione Kulturhaus Görz, e la prima casa fuori dal ghetto di Gorizia. Non c&#8217;era luogo più adatto per questo Festival!</p>



<h2 class="wp-block-heading" style="font-size:29px">Cosa c&#8217;è in programma</h2>



<p style="font-size:21px">Io ti suggerisco di non prendere impegni dalle 17.00 di venerdì a tutto sabato: puoi decidere a quale incontro partecipare <a href="https://www.kulturhaus-go.it/wordpress/wp-content/uploads/2023/06/Kulturhaus-Programm_page-0002-min-scaled.jpg" target="_blank" rel="noreferrer noopener">dando una occhiata al programma</a>, scegliendo fra musica, passeggiate, cibo e vino, ricette, manga, passaporto per le lingue e Gorizia. Ci sono anche appuntamenti dedicati ai bambini (6-10 anni) e ai ragazzi (10-16 anni). </p>



<h2 class="wp-block-heading" style="font-size:29px">«Dove? Kje? Uer? Dulà?»</h2>



<p style="font-size:21px">Devi andare a Casa Ascoli. Se sai già dov&#8217;è, non ti serve l&#8217;indirizzo. Se non sai dov&#8217;è, non cercare su <em>gugol</em>: dal teatro Verdi, prendi il Corso e cammina sempre dritto per meno di un chilometro; da <a href="https://www.laltrove.com/cartolina/cartolina-dalla-piazza-grande-di-gorizia-imperiale/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">piazza Vittoria</a> prendi la strada che costeggia la chiesa di Sant&#8217;Ignazio, quando arrivi alla <a href="https://www.laltrove.com/fondo-carlo-michelstaedter-nella-biblioteca-statale-isontina/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Biblioteca Statale Isontina</a> gira a destra e cammina ancora qualche minuto; da Piazzutta sali verso il centro, al secondo semaforo gira a sinistra e cammina per cento metri. Altrimenti: chiedi a un passante «Buongiorno: scusi, sa dirmi dov&#8217;è Casa Ascoli? O la sinagoga? Se ha tempo: venga con me, c&#8217;è un incontro molto interessante che in qualche modo la riguarda!»</p>
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		<title>Fuocolento aprile 2023</title>
		<link>https://www.laltrove.com/fuocolento-aprile-2023-il-fondo-carlo-michelstaedter-a-gorizia/</link>
					<comments>https://www.laltrove.com/fuocolento-aprile-2023-il-fondo-carlo-michelstaedter-a-gorizia/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Corinna Sabbadini]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 31 May 2023 14:33:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Gorizia]]></category>
		<category><![CDATA[Scrivendo]]></category>
		<category><![CDATA[Biblioteca Statale Isontina]]></category>
		<category><![CDATA[Carlo Michelstaedter]]></category>
		<category><![CDATA[Fondo Carlo Michelstaedter]]></category>
		<category><![CDATA[Fuocolento]]></category>
		<category><![CDATA[GO! Borderless]]></category>
		<category><![CDATA[GO!2025]]></category>
		<category><![CDATA[Imperial Regio Ginnasio Statale]]></category>
		<category><![CDATA[Kaiserlich Königlich Staatsgymnasium]]></category>
		<category><![CDATA[Nova Gorica]]></category>
		<category><![CDATA[Nova Gorica/Gorizia 2025]]></category>
		<category><![CDATA[Palazzo Werdenberg]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il &#8220;Fondo Carlo Michelstaedter&#8221; a Gorizia Ho cercato di raccontare brevemente chi è Carlo Michelstaedter in questo articolo. Lì parlo anche del Fondo a suo nome istituito proprio cinquanta anni fa, nel 1973, che si trova da sempre presso la Biblioteca Statale Isontina a Gorizia.Il mese scorso ho dedicato l&#8217;articolo redatto per la rubrica &#8220;Nova Gorica/Gorizia 2025&#8221; di Fuocolento a questo importante archivio della città di Gorizia: clicca sul bottone per leggerlo Trovi &#8220;un po&#8217; di Carlo&#8221; anche in questo articolo sul libro Un altro mare di Claudio Magris. «Dove devo andare?» Il Fondo Carlo Michelstaedter è custodito presso la Biblioteca Statale Isontina (in via Goffredo Mameli, 12): i ricercatori e gli appassionati possono consultarlo previo appuntamento.Il materiale appartenente al Fondo che viene mensilmente messo in esposizione all&#8217;interno di alcune bacheche della Biblioteca (come avevo spiegato qua) è visionabile durante il normale orario di apertura della Biblioteca.Quando entri a Palazzo Werdenberg (la sede della biblioteca), pensa che questa è stata la sede del Kaiserlich Königlich Staatsgymnasium frequentato da Carlo Michelstaedter e dal suo amico Enrico Mreule. Foto di Carlo Michelstadter (Biblioteca Statale Isontina)</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading" style="font-size:29px">Il &#8220;Fondo Carlo Michelstaedter&#8221; a Gorizia</h2>



<p style="font-size:21px">Ho cercato di raccontare brevemente chi è Carlo Michelstaedter in <a href="https://www.laltrove.com/fondo-carlo-michelstaedter-nella-biblioteca-statale-isontina/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">questo articolo</a>. Lì parlo anche del <strong>Fondo</strong> a suo nome istituito proprio cinquanta anni fa, nel 1973, che si trova da sempre presso la <a href="https://www.isontina.beniculturali.it/it/1/biblioteca-statale-isontina-di-gorizia" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Biblioteca Statale Isontina</a> a Gorizia.<br>Il mese scorso ho dedicato l&#8217;articolo redatto per la rubrica &#8220;Nova Gorica/Gorizia 2025&#8221; di <a href="https://www.laltrove.com/fuocolento-rivista-gastronomica-culturale-nordest/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Fuocolento</a> a questo importante archivio della città di Gorizia: clicca sul bottone per leggerlo</p>



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<p style="font-size:21px"><br>Trovi &#8220;un po&#8217; di Carlo&#8221; anche in questo articolo sul libro <a href="https://www.laltrove.com/un-altro-mare-di-claudio-magris/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><em>Un altro mare</em></a> di Claudio Magris.</p>



<h2 class="wp-block-heading" style="font-size:29px">«Dove devo andare?»</h2>



<p style="font-size:21px">Il Fondo Carlo Michelstaedter è custodito presso la Biblioteca Statale Isontina (in via Goffredo Mameli, 12): i ricercatori e gli appassionati possono consultarlo previo appuntamento.<br>Il materiale appartenente al Fondo che viene mensilmente messo in esposizione all&#8217;interno di alcune bacheche della Biblioteca (come <a href="https://www.laltrove.com/fondo-carlo-michelstaedter-nella-biblioteca-statale-isontina/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">avevo spiegato qua</a>) è visionabile durante il normale orario di apertura della Biblioteca.<br>Quando entri a Palazzo Werdenberg (la sede della biblioteca), pensa che questa è stata la sede  del <strong>Kaiserlich Königlich Staatsgymnasium </strong>frequentato da Carlo Michelstaedter e dal suo amico <a href="https://www.laltrove.com/un-altro-mare-di-claudio-magris/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Enrico Mreule</a>.</p>



<p><em>Foto di Carlo Michelstadter (Biblioteca Statale Isontina)</em></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.laltrove.com/fuocolento-aprile-2023-il-fondo-carlo-michelstaedter-a-gorizia/">Fuocolento aprile 2023</a> proviene da <a href="https://www.laltrove.com">Laltrove</a>.</p>
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		<title>èStoria Film Festival</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Corinna Sabbadini]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 21 May 2023 08:16:52 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Da lunedì 22 a domenica 28 maggio Da tre anni, èStoria il Festival Internazionale della Storia ha introdotto nel suo programma una serie di proiezioni inerenti gli argomenti trattati nelle ultime edizioni, presentate e commentate da esperti che sanno introdurre il film e sono in grado di indurre riflessioni inaspettate.èStoria Film festival si è conquistata in pochi anni il proprio spazio tanto che quest&#8217;anno inizia tre giorni prima del Festival stesso e prevede la proiezioni di 2 o 3 film al giorno.Film che vanno a incastrarsi con la narrazione di e sulle &#8220;Donne&#8221; proposta nei vari incontri odierni e nelle gite culturali con èStoriaBus. Programmazione Per conoscere l&#8217;elenco di tutte le proiezioni previste vai pure qua. Io ti presento quelle a cui vorrei assistere. In alcuni casi utilizzerò il dono dell&#8217;ubiquità per essere contemporaneamente al cinema e ad altri incontri in programma! Mercoledì 24ore 09.30: Est &#8211; Dittatura Last Minute di Antonio Pisu (2020, 105’) &#8211; Ci sono tre ragazzi italiani che vanno in vacanza nell&#8217;Europa dell&#8217;Est nell&#8217;ottobre del 1989, un mese prima del crollo del Muro di Berlino e di tutto quello che poi è successo. Vedremo cosa succederà.ore 17.30: L’angelo azzurro di Josef von Sternberg (1930, 99’) &#8211; [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.laltrove.com/estoria-film-festival-a-gorizia/">èStoria Film Festival</a> proviene da <a href="https://www.laltrove.com">Laltrove</a>.</p>
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<h2 class="wp-block-heading">Da lunedì 22 a domenica 28 maggio</h2>



<p style="font-size:21px">Da tre anni, <strong><a href="https://www.laltrove.com/estoria-festival-internazionale-della-storia-a-gorizia/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">èStoria il Festival Internazionale della Storia</a></strong> ha introdotto nel suo programma una serie di proiezioni inerenti gli argomenti trattati nelle ultime edizioni, presentate e commentate da esperti che sanno introdurre il film e sono in grado di indurre riflessioni inaspettate.<br><strong>èStoria Film festival </strong>si è conquistata in pochi anni il proprio spazio tanto che quest&#8217;anno inizia tre giorni prima del Festival stesso e prevede la proiezioni di 2 o 3 film al giorno.<br>Film che vanno a incastrarsi con la narrazione di e sulle &#8220;Donne&#8221; proposta nei vari incontri odierni e nelle gite culturali con èStoriaBus.</p>



<h2 class="wp-block-heading" style="font-size:29px">Programmazione</h2>



<p style="font-size:21px">Per conoscere l&#8217;elenco di tutte le proiezioni previste <a href="https://www.estoriafestival.it/estoria-film-festival/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">vai pure qua</a>. Io ti presento quelle a cui vorrei assistere. <br>In alcuni casi utilizzerò il dono dell&#8217;ubiquità per essere contemporaneamente al cinema e ad <a href="https://www.laltrove.com/estoria-festival-internazionale-della-storia-a-gorizia/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">altri incontri in programma</a>! </p>



<p style="font-size:21px"><strong>Mercoledì 24</strong><br>ore 09.30: <strong>Est &#8211; Dittatura Last Minute</strong> di Antonio Pisu (2020, 105’) &#8211; Ci sono tre ragazzi italiani che vanno in vacanza nell&#8217;Europa dell&#8217;Est nell&#8217;ottobre del 1989, un mese prima del crollo del Muro di Berlino e di tutto quello che poi è successo. Vedremo cosa succederà.<br>ore 17.30: <strong>L’angelo azzurro</strong> di Josef von Sternberg (1930, 99’) &#8211; Un capolavoro.</p>



<p style="font-size:21px"><strong>Giovedì 25<br></strong>ore 09.30: <strong>Anna Frank e il diario segreto</strong> di Ari Folman (2021, 99’) &#8211; Kitty (l&#8217;amica immaginaria a cui Anna si rivolge nel suo diario) &#8220;prende vita&#8221;. Presente e passato si intrecciano. <br>ore 17.30: <strong>Gilda</strong> di Charles Vidor (1946, 110’) &#8211; Altro capolavoro.</p>



<p style="font-size:21px"><strong>Sabato 27 maggio<br></strong>ore 10.30: <strong>Noi donne iraniane</strong> di Sabina Fedeli e Anna Migotto (2023) &#8211; È un documentario che raccoglie testimonianze esclusive, arrivate clandestinamente dall&#8217;Iran, che hanno aggirato la censura. Storie di donne che hanno messo a rischio la propria vita pur di essere essere ascoltate.<br>ore 20.30: <strong>Mother Fortress</strong> di Maria Luisa Forenza (2019, 78’) &#8211; Siamo in un monastero in Siria, situato ai piedi di montagne al confine con il Libano dove Al-Qaeda e ISIS insidiosamente si nascondono. Qui, Madre Agnes non smette di fornire aiuti umanitari ai siriani che non possono espatriare. Si tratta di un film-documentario che esplora la condizione umana in tempo di guerra.</p>



<p style="font-size:21px"><strong>Domenica 28<br></strong>ore 17.30 <strong>Looking for Venera</strong> di Norika Sefa (2021, 111’) &#8211; Qua c&#8217;è Venera che è una adolescente che vive in un piccolo villaggio del Kosovo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">«Dove? Kje? Uer? Dulà?»</h2>



<p style="font-size:21px">Tutti i film saranno proiettati nelle sale del <strong>Kinemax</strong>, nell&#8217;incantevole <a href="https://www.laltrove.com/cartolina/cartolina-dalla-piazza-grande-di-gorizia-imperiale/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">piazza Vittoria</a>.</p>
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		<title>èStoria</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Corinna Sabbadini]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 May 2023 20:31:43 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Premio èStoria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Festival Internazionale della Storia Io mi chiedo: quanto può essere bello un festival dedicato alla storia? La risposta è: tanton (molto)!!! E quindi GRAZIE all&#8217;Associazione Culturale èStoria che da 20 anni organizza a Gorizia èStoria (che poi: complimenti anche per il nome!) e porta in città persone, parole, pensieri, sorrisi, sospiri e silenzi che ti riempiono di sguardi e di suoni che ti fanno pensare pensare pensare e ti cambiano almeno un po&#8217; una prospettiva, o te la illuminano proprio.«Parlare di Storia a Gorizia. In un percorso di avvicinamento al 2025 Gorizia Capitale della cultura. Riteniamo fondamentale mettere al centro la Storia come motivo di dialogo sul futuro del nostro territorio e non solo.» così si legge sul sito dell&#8217;Associazione, e io concordo con loro! E ancora «Il nostro obiettivo è avvicinare il pubblico più ampio e vario possibile ai grandi temi della Storia e della Storiografia, fare cultura in forma partecipata coinvolgendo il pubblico in modo attivo.» E ci riescono molto bene! Tieniti pronto perché ci siamo: non manca molto a questa XIX^ edizione che inizia il 25 e finisce il 28 maggio. Come ogni anno c&#8217;è un tema principale che fa da filo conduttore agli incontri, dibattiti e [&#8230;]</p>
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<h2 class="wp-block-heading" style="font-size:29px">Festival Internazionale della Storia</h2>



<p style="font-size:21px">Io mi chiedo: quanto può essere bello un festival dedicato alla storia? La risposta è: <em>tanton</em> (molto)!!! E quindi GRAZIE all&#8217;<strong>Associazione Culturale èStoria</strong> che da 20 anni organizza a Gorizia <strong>èStoria</strong> (che poi: complimenti anche per il nome!) e porta in città persone, parole, pensieri, sorrisi, sospiri e silenzi che ti riempiono di sguardi e di suoni che ti fanno pensare pensare pensare e ti cambiano almeno un po&#8217; una prospettiva, o te la illuminano proprio.<br>«Parlare di Storia a Gorizia. In un percorso di avvicinamento al 2025 Gorizia Capitale della cultura. Riteniamo fondamentale mettere al centro la Storia come motivo di dialogo sul futuro del nostro territorio e non solo.» così si legge sul sito dell&#8217;Associazione, e io concordo con loro! E ancora «Il nostro obiettivo è avvicinare il pubblico più ampio e vario possibile ai grandi temi della Storia e della Storiografia, fare cultura in forma partecipata coinvolgendo il pubblico in modo attivo.» E ci riescono molto bene! </p>



<p style="font-size:21px">Tieniti pronto perché ci siamo: non manca molto a questa<strong> XIX^ edizione che inizia il 25 e finisce il 28 maggio</strong>. Come ogni anno c&#8217;è un tema principale che fa da filo conduttore agli incontri, dibattiti e spettacoli: gli ultimi 10 argomenti sono stati Fascismi, Follia, Controvirus, Famiglie, Migrazioni, Italia mia, Schiavi, Giovani, Trincee e Banditi. Ora è il momento di &#8220;<strong>Donne</strong>&#8220;.<br>Il <a href="https://www.estoriafestival.it/programma-estoria/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">programma</a> è pieno zeppo di appuntamenti da cerchiare! Fra tanti, io ne ho adocchiati molti: eccone alcuni.<br>&#8220;<a href="https://www.estoriafestival.it/event/donne-che-non-tacciono-carolina-luzzatto-giornalista-direttrice-patriota/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Donne che non tacciono: Carolina Luzzatto, giornalista, direttrice, patriota</a>&#8220;: non vedo l&#8217;ora di conoscere meglio questa donna goriziana! (<strong>giovedì 25 maggio</strong>, 16:00 &#8211; 17:00, Trgovski Dom).</p>



<h2 class="wp-block-heading" style="font-size:29px">Venerdì 26 maggio starò tutto il giorno a Gorizia. E non vedo l&#8217;ora!</h2>



<p style="font-size:21px">Se vuoi scoprire chi erano Cecilia e Rosa, non perderti &#8220;<a href="https://www.estoriafestival.it/event/cellulari-in-citta-storia-di-cecilia-e-rosa-un-nuovo-percorso-di-vita-e-significato-di-monumenti-lapidi-targhe/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Cellulari in città storia di Cecilia e Rosa. Un nuovo percorso di vita e significato di monumenti, lapidi, targhe</a>&#8220;. (10:30 &#8211; 11:30, Mediateca Ugo Casiraghi)<br>Per guardare Gorizia con gli occhi di Biagio Marin, c&#8217;è &#8220;<a href="https://www.estoriafestival.it/event/gorizia-di-biagio-marin/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Gorizia, di Biagio Marin</a>&#8220;. (12:00 &#8211; 13:00, Mediateca Ugo Casiraghi)<br>Rimanendo sempre a Gorizia, andiamo a scoprire una &#8220;scuola di confine&#8221; in un periodo buio della civiltà: &#8220;<a href="https://www.estoriafestival.it/event/gorizia-e-la-scuola-negli-anni-del-fascismo/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Gorizia e la scuola negli anni del fascismo</a>&#8220;. (15:00 &#8211; 16:00, Aula Magna Polo Universitario Santa Chiara)<br>Mi incuriosisce anche questo incontro &#8220;<a href="https://www.estoriafestival.it/event/parole-giuste-per-le-donne/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Parole (giuste) per le donne</a>&#8220;, perché lo sai: a me piacciono le parole e mi piace studiarle. (16:00 &#8211; 17:00, Trgovski Dom)<br>Approfondisco volentieri anche un argomento che sto studiando da un po&#8217; di tempo: &#8220;<a href="https://www.estoriafestival.it/event/il-ruolo-delle-donne-nelle-comunita-ebraiche-dellitalia-nord-orientale/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Il ruolo delle donne nelle comunità ebraiche dell’Italia nord-orientale</a>&#8220;. (18:00 &#8211; 19:00, Mediateca Ugo Casiraghi)<br>La giornata poi si conclude in musica con &#8220;<a href="https://www.estoriafestival.it/event/accordi-disaccordi/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Accordi Disaccordi</a>&#8220;. (21:00 &#8211; 22:00, Tenda Erodoto &#8211; Piazza Cesare Battisti)</p>



<h2 class="wp-block-heading" style="font-size:29px">Sabato 27 si ricomincia con&#8230;</h2>



<p style="font-size:21px">&#8230; un viaggio nel tempo del Mare Nostrum: &#8220;<a href="https://www.estoriafestival.it/event/donne-e-dee-nel-mediterraneo-antico/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Donne e dee nel Mediterraneo antico</a>&#8220;. (09:00 &#8211; 10:00, Tenda Erodoto &#8211; Piazza Cesare Battisti)<br>Mi incuriosisce anche &#8220;<a href="https://www.estoriafestival.it/event/isabella-di-castiglia/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Isabella di Castiglia</a>&#8220;: la stessa donna che, contemporaneamente, ha creduto nel progetto di Cristoforo Colombo e che ha cacciato gli ebrei dalla Spagna. (10:30 &#8211; 11:30, Palazzo de Bassa)<br>Altra donna e altra vita intrecciata ad altre vite da scoprire: &#8220;<a href="https://www.estoriafestival.it/event/joyce-lussu-e-le-donne-nella-lotta-di-liberazione/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Joyce Lussu e le donne nella lotta di Liberazione</a>&#8220;. (12:00 &#8211; 13:00, Tenda Erodoto &#8211; Piazza Cesare Battisti)<br>Qua hanno unito la storia delle Madri Orsoline a Gorizia e quella di un&#8217;artista triestina: &#8220;<a href="https://www.estoriafestival.it/event/donne-tra-fede-e-modernita-nella-venezia-giulia-gli-ordini-monastici-a-gorizia-dal-seicento-al-novecento-e-anita-pittoni/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Donne, tra fede e modernità nella Venezia Giulia: gli ordini monastici a Gorizia dal Seicento al Novecento e Anita Pittoni</a>&#8220;. (15:00 &#8211; 16:00, Mediateca Ugo Casiraghi)<br>Torno a navigare sulle acque della storia del Mare Nostrum: &#8220;<a href="https://www.estoriafestival.it/event/mediterraneo-medioevale-quando-il-mare-torno-nostrum/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Mediterraneo medioevale: quando il mare tornò nostrum</a>&#8220;. (16:30 &#8211; 17:30, Aula Magna Polo Universitario Santa Chiara)<br>Le storie sulla resistenza non finiranno mai e noi non dobbiamo smettere di raccontarle: &#8220;<a href="https://www.estoriafestival.it/event/pietre-parlanti-sei-storie-di-donne-nella-resistenza-savonese/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Pietre Parlanti. Sei storie di donne nella Resistenza Savonese</a>&#8220;. (19:30 &#8211; 20:30, Trgovski Dom) </p>



<h2 class="wp-block-heading" style="font-size:29px">Domenica 28 ritorno a Gorizia ben volentieri per un&#8217;altra giornata densa e intensa</h2>



<p style="font-size:21px">Inizio con &#8220;<a href="https://www.estoriafestival.it/event/nella-tempesta-della-shoah/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Nella tempesta della Shoah</a>&#8220;. (10:00 &#8211; 11:00, Teatro Comunale G. Verdi)<br>&#8220;<a href="https://www.estoriafestival.it/event/lattivita-educativa-delle-congregazioni-religiose-femminili-tra-udine-e-gorizia-nellottocento/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">L’attività educativa delle Congregazioni religiose femminili tra Udine e Gorizia nell’Ottocento</a>&#8221; ci parlerà dell&#8217;attività che queste congregazioni hanno sviluppato nel corso del XIX secolo. (11:00 &#8211; 12:00, Mediateca Ugo Casiraghi)<br>Facciamo un viaggio nei racconti popolari friulani per scoprire sia i soggetti femminili che qua si rivelano sia chi li ha mantenuti vivi, trasmettendoli: &#8220;<a href="https://www.estoriafestival.it/event/narratrici-cenerentole-ed-etnografe-il-femminile-nei-racconti-popolari-friulani/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Narratrici, cenerentole ed etnografe. Il femminile nei Racconti popolari friulani</a>&#8220;. (12:30 &#8211; 13:30, Mediateca Ugo Casiraghi)<br>Scopriamo come le &#8220;<a href="https://www.estoriafestival.it/event/donne-dellesodo-istriano/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Donne dell’esodo istriano</a>&#8221; hanno vissuto il dramma dell&#8217;abbandono delle proprie terre e le difficoltà del nuovo &#8220;inizio&#8221; a cui non hanno potuto sottrarsi. (15:00 &#8211; 16:00, Aula Magna Polo Universitario Santa Chiara)<br>Un argomento che a me sta proprio a cuore (infatti ho dedicato <a href="https://www.laltrove.com/category/viando/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">una pagina de Laltrove</a> ai nomi dei luoghi): &#8220;<a href="https://www.estoriafestival.it/event/toponomastica-femminile-sulle-vie-della-parita/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Toponomastica femminile. Sulle vie della parità</a>&#8220;. (16:30 &#8211; 17:30, Sala Dora Bassi)<br>Chiuderei questa edizione di èStoria in un modo molto dolce: partecipando alla presentazione del libro “<a href="https://www.estoriafestival.it/event/150-anni-racchiusi-in-una-ricetta-tirime-su-coppa-vetturino-la-storia-linventore-e-pieris-il-suo-paese-di-cesare-zorzin/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">150 anni racchiusi in una ricetta. Tirime su-Coppa Vetturino: la storia, l’inventore e Pieris, il suo paese</a>” di Cesare Zorzin. Che ne dici? (18:00 &#8211; 19:00, Sala Dora Bassi)</p>



<h2 class="wp-block-heading" style="font-size:29px">«Dove? Kje? Uer? Dulà?»</h2>



<p style="font-size:21px">E poi, una delle cose belle di quei giorni è gironzolare per le vie di Gorizia che a me piace tanto. Anche se forse dovrei portarmi la bici perché certi appuntamenti finiscono e iniziano in contemporanea! E un&#8217;altra delle cose belle di èStoria sono i posti dove hanno luogo gli incontri: luoghi che hanno fatto la storia di Gorizia come il <strong>Trgovski Dom</strong> e la <strong>Sala del Caminetto dell&#8217;Unione Ginnastica Goriziana</strong>, o luoghi che sono stati &#8220;restituiti&#8221; alla comunità da pochi anni come la <strong>Sala Conferenze Museo Santa Chiara</strong> e il <strong>Polo Universitario Santa Chiara</strong>, o luoghi &#8220;moderni&#8221; come la <strong>Mediateca Ugo Casiraghi</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading" style="font-size:29px">Ma non solo&#8230;</h2>



<p style="font-size:21px">Oltre a tutto questo (e a tutti gli incontri di cui non ho parlato), ci sono altri tre appuntamenti importanti:<br>&#8211; il <strong>Premio èStoria </strong>che sarà consegnato a Benedetta Craveri (domenica 28 maggio, 11:30 &#8211; 12:30, Tenda Erodoto &#8211; Piazza Cesare Battisti);<br>&#8211; <strong><a href="https://www.laltrove.com/estoria-film-festival-a-gorizia/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">èStoria Film Festival</a></strong> da lunedì 22 a domenica 28 maggio presenta una serie di proiezioni inerenti il tema del Festival che saranno introdotte e commentate da esperti del settore (al Kinemax Gorizia);<br>&#8211; <strong>èStoriabus</strong> con tre escursioni storico culturali volte a valorizzare il territorio: &#8220;La Trieste teresiana &#8211; una passeggiata tra architettura e storia&#8221; (venerdì), &#8220;Alla scoperta della storia e delle tradizioni delle donne della Carnia&#8221; (sabato) e &#8220;Le portatrici carniche: storia di donne e di coraggio durante la Grande Guerra&#8221; (domenica). Per prenotare contattare lo 0481539210 o scrivere a <a href="mailto:segreteria@estoria.it" target="_blank" rel="noreferrer noopener">segreteria@estoria.it</a>.</p>



<p><em>Foto: locandina ufficiale di èStoria 2023. Illustrazione di Melissa Koby, USA.</em></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.laltrove.com/estoria-festival-internazionale-della-storia-a-gorizia/">èStoria</a> proviene da <a href="https://www.laltrove.com">Laltrove</a>.</p>
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