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	<title>Nova Gorica/Gorizia 2025 Archivi - Laltrove</title>
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	<description>Racconti di Corinna Sabbadini</description>
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	<title>Nova Gorica/Gorizia 2025 Archivi - Laltrove</title>
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		<title>Trieste Film Festival – 36^ Edizione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Corinna Sabbadini]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Jan 2025 16:47:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Festivalando]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Forse non si è capito Forse non si è capito, ma sono una grande fan del Trieste Film Festival. Te ne ho parlato negli ultimi anni già tre volte. Non è &#8220;solo&#8221; il principale appuntamento cinematografico italiano dedicato al cinema dell’Europa centro-orientale. Non è &#8220;solo&#8221; una occasione per scoprire film-registi-attori di una parte di mondo attiva cinematograficamente, ma che poi non trova spazio nelle nostre sale. Non è &#8220;solo&#8221; un concentrato di proiezioni-incontri-mostre-concerti che ruota attorno a questa mezza Europa posta a levante, che spesso fa di tutto per volgere a ponente. È tutto questo&#8230; a Trieste! Quindi è ancora tutto più bello. Ed è a Trieste dal 1989, grazie all&#8217;idea e al lavoro costante dell’Associazione Alpe Adria Cinema e della sua direttrice artistica Nicoletta Romeo. Sono pronta per questa trentaseiesima edizione: scaldo i motori, anzi, scaldo la poltrona del cinema perché domani inizia la full immersion!Io ho il mio zainetto vuoto, che non aspetta altro che essere riempito di immagini, voci, nomi, musiche, storie, sorrisi, lacrime, capi in b, chifeletti, ricordi, folate di Bora, strette di mano, accenti slavi teutonici ugro-finnici greci e turchi. Tutto da mettere dentro, fare scorta, portare a casa e sistemare nei cassetti e sulle mensole, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading" style="font-size:29px">Forse non si è capito</h2>



<p style="font-size:21px">Forse non si è capito, ma sono una grande fan del Trieste Film Festival. Te ne ho parlato negli ultimi anni già tre volte. <br>Non è &#8220;solo&#8221; il principale appuntamento cinematografico italiano dedicato al cinema dell’Europa centro-orientale. Non è &#8220;solo&#8221; una occasione per scoprire film-registi-attori di una parte di mondo attiva cinematograficamente, ma che poi non trova spazio nelle nostre sale. Non è &#8220;solo&#8221; un concentrato di proiezioni-incontri-mostre-concerti che ruota attorno a questa mezza Europa posta a levante, che spesso fa di tutto per volgere a ponente. È tutto questo&#8230; a Trieste! Quindi è ancora tutto più bello. <br>Ed è a Trieste dal 1989, grazie all&#8217;idea e al lavoro costante dell’Associazione Alpe Adria Cinema e della sua direttrice artistica Nicoletta Romeo. <br>Sono pronta per questa trentaseiesima edizione: scaldo i motori, anzi, scaldo la poltrona del cinema perché domani inizia la full immersion!<br>Io ho il mio zainetto vuoto, che non aspetta altro che essere riempito di immagini, voci, nomi, musiche, storie, sorrisi, lacrime, capi in b, chifeletti, ricordi, folate di Bora, strette di mano, accenti slavi teutonici ugro-finnici greci e turchi. Tutto da mettere dentro, fare scorta, portare a casa e sistemare nei cassetti e sulle mensole, in bella vista o un po&#8217; al riparo a seconda della necessità.</p>



<h2 class="wp-block-heading" style="font-size:29px">Il programma</h2>



<p style="font-size:21px">Segna sull&#8217;agenda: <a href="https://triestefilmfestival.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">dal 16 al 24 gennaio</a>. <br>Come sempre, oltre alle proiezioni di film cortometraggi lungometraggi e documentari, troverai incontri, concerti, degustazioni, laboratori per bambini, visite guidate e degustazioni di vino. Sì: c&#8217;è anche una <strong><a href="https://triestefilmfestival.it/evento/wine-roses/">degustazione di vini bianchi dalla Serbia all&#8217;Antico Caffè San Marco</a></strong>.</p>



<p style="font-size:21px">Oltre a questo evento, ecco alcuni appuntamenti interessanti, ma solo alcuni, perché il calendario è ben più ricco.</p>



<h2 class="wp-block-heading" style="font-size:29px">Giovedì 16</h2>



<p style="font-size:21px">Ore 19.30 e 21.30 &#8211; Teatro Miela &#8211; <a href="https://triestefilmfestival.it/film/wishing-on-a-star/"><strong>WISHING ON A STA</strong></a><strong><a href="https://triestefilmfestival.it/film/wishing-on-a-star/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">R</a></strong>. Il nuovo film del regista slovacco-ungherese Peter Kerekes, girato anche in Friuli Venezia Giulia.</p>



<h2 class="wp-block-heading" style="font-size:29px">Venerdì 17</h2>



<p style="font-size:21px">Ore 14.15 &#8211; Teatro Miela &#8211; <strong><a href="https://triestefilmfestival.it/film/cortometraggi-wild-roses-serbia/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">GRAD &#8211; NIKOG NEMA &#8211; ROZE &#8211; U RAMENIMA</a></strong>. Quattro cortometraggi della sezione &#8220;Wild Roses &#8211; Serbia&#8221;, che quest&#8217;anno (appunto) è dedicata alle cineaste della Serbia contemporanea.<br>Ore 16.00 &#8211; Teatro Miela &#8211; <strong><a href="https://triestefilmfestival.it/film/cortometraggi-visioni-queer/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">LES EVANGILES D’ANASYRMA &#8211; FATHER, BLESS US &#8211; RED ANTS BITE</a></strong>. Tre cortometraggi della nuova sezione &#8220;Visioni Queer&#8221;: una novità di quest&#8217;anno che ci permetterà di seguire lotte e diritti negati alla comunità Lgbtq+ nei Paesi dell&#8217;Europa dell&#8217;Est.</p>



<h2 class="wp-block-heading" style="font-size:29px">Sabato 18</h2>



<p style="font-size:21px">Ore 14.15 &#8211; Teatro Miela &#8211; <a href="https://triestefilmfestival.it/film/domovine/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>DOMOVINE</strong></a>. Sezione &#8220;Wild Roses &#8211; Serbia&#8221;: si va nella ex Jugoslavia.<br>Ore 16.00 &#8211; Teatro Miela &#8211; <a href="https://triestefilmfestival.it/film/kelti/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>K</strong></a><a href="https://triestefilmfestival.it/film/kelti/"><strong>ELTI</strong></a>. Sezione &#8220;Wild Roses &#8211; Serbia&#8221;: «Belgrado, 1993, &#8230; la festa si disperde lentamente, proprio come la Jugoslavia, il paese in cui Marijana e i suoi amici sono nati.»<br>Ore 18.00 &#8211; Sala Bobi Bazlen &#8211; <a href="https://triestefilmfestival.it/evento/immaginando-i-balcani-memoria-e-presente-nella-produzione-culturale-della-jugosfera/"><strong>IMMAGINANDO I BALCANI. MEMORIA E PRESENTE NELLA PRODUZIONE CULTURALE DELLA JUGOSFER</strong></a><a href="https://triestefilmfestival.it/evento/immaginando-i-balcani-memoria-e-presente-nella-produzione-culturale-della-jugosfera/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>A</strong></a>. «La giornalista Marina Lalović e la scrittrice Elvira Mujčić in conversazione con Martina Napolitano rifletteranno sul ruolo della memoria nella produzione artistica balcanica degli ultimi anni, sull’impatto che le guerre degli anni Novanta hanno ancora sulla coscienza sociale e culturale di questi paesi e su come la produzione culturale riesce a tenere insieme il passato e il presente, ossia come i motivi e i temi legati a quel periodo si intrecciano a urgenze esistenziali attuali.»<br>Ore 20.30 &#8211; Teatro Miela &#8211; <a href="https://triestefilmfestival.it/film/78-dana/"><strong>78 DAN</strong></a><a href="https://triestefilmfestival.it/film/78-dana/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>A</strong></a>. Sezione &#8220;Wild Roses &#8211; Serbia&#8221;: «Poco prima che il padre venga arruolato durante il bombardamento della Serbia da parte della NATO nel 1999, le sorelle Sonja e Dragana iniziano un video-diario con una videocamera amatoriale.»<br>Ore 22.00 &#8211; Teatro Miela &#8211; <strong><a href="https://triestefilmfestival.it/film/avant-drag-radical-performers-re-imagine-athens/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">AVANT-DRAG! Radical Performers Re-Imagine Athens</a></strong>. Sezione &#8220;Visioni Queer&#8221;: «Nel documentario poetico Avant-Drag! seguiamo dieci drag performer di Atene che s’inventano mondi effimeri come rifugio contro una realtà ostile.»</p>



<h2 class="wp-block-heading" style="font-size:29px">Domenica 19</h2>



<p style="font-size:21px">Ore 11.00 &#8211; Teatro Miela &#8211; <a href="https://triestefilmfestival.it/film/noi-siamo-gli-errori-che-permettono-la-vostra-intelligenza/"><strong>NOI SIAMO GLI ERRORI CHE PERMETTONO LA VOSTRA INTELLIGENZ</strong></a><a href="https://triestefilmfestival.it/film/noi-siamo-gli-errori-che-permettono-la-vostra-intelligenza/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>A</strong></a>. «L’Accademia della Follia, la compagnia teatrale creata negli spazi dell’ex Ospedale psichiatrico di Trieste dall’attore e regista Claudio Misculin nei primi anni ‘70, ha viaggiato in tutto il mondo in numerosi e applauditi spettacoli.»<br>Ore 14.15 &#8211; Teatro Miela &#8211; <a href="https://triestefilmfestival.it/film/il-mio-compleanno/"><strong>IL MIO COMPLEANN</strong></a><a href="https://triestefilmfestival.it/film/il-mio-compleanno/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>O</strong></a>. «Riccardino sta per compiere 18 anni nella casa-famiglia in cui vive. Da quattro anni è separato dalla madre, una donna con forti disturbi della personalità̀. Nonostante la guida premurosa e attenta della sua educatrice, Riccardino decide di scappare per raggiungere la madre e vivere con lei. La sua illusione presto si trasformerà̀ in un’amara realtà̀ e Riccardino dovrà̀ fare una scelta difficile.»<br><strong>INCinema – Festival del Cinema Inclusivo</strong>. Il film è presentato con&nbsp;sottotitoli&nbsp;per persone sorde e ipoacusiche e&nbsp;audiodescrizione&nbsp;per persone cieche e ipovedenti. L’audiodescrizione è fruibile attraverso l’app gratuita&nbsp;EARCATCH, disponibile negli store, sia per dispositivi&nbsp;<a href="https://apps.apple.com/it/app/earcatch/id1021220730" target="_blank" rel="noreferrer noopener">iOS</a>&nbsp;che&nbsp;<a href="https://play.google.com/store/apps/details?id=nl.q42.soundfocus&amp;hl=it" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Android</a>.</p>



<h2 class="wp-block-heading" style="font-size:29px">Lunedì 20</h2>



<p style="font-size:21px">Ore&nbsp;09:30 &#8211; Starhotels Savoia Excelsior Palace &#8211; <a href="https://triestefilmfestival.it/evento/lets-go-2025-capitali-europee-della-cultura-multilingui-sulle-tracce-della-diversita-linguistica-delle-ecoc/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>LET’S GO! 2025: Capitali Europee della Cultura multilingui. Sulle tracce della diversità li</strong></a><a href="https://triestefilmfestival.it/evento/lets-go-2025-capitali-europee-della-cultura-multilingui-sulle-tracce-della-diversita-linguistica-delle-ecoc/"><strong>nguistica delle ECoCs</strong></a>. «Dopo aver trattato il tema dello sviluppo cinematografico territoriale come volano socio-economico e culturale, dell’accessibilità e della sostenibilità degli eventi culturali nell’ambito di altre capitali della cultura europee – i cui rappresentanti sono giunti a Trieste nel 2023 e nel 2024 da vari Paesi per uno scambio di buone pratiche e comuni riflessioni sugli argomenti trattati -, continuiamo il confronto con altre città europee, stavolta sul tema del bilinguismo (o addirittura plurilinguismo). Ci sembra estremamente utile e interessante, infatti, comprendere come l’evento “capitale europea della cultura” ha contributo (o contribuirà) a rafforzare e unire maggiormente le comunità linguistiche di uno stesso territorio e quali pratiche sono state avviate o tuttora permangono.»<br>Ore 18.30 &#8211; Teatro Miela &#8211; <a href="https://triestefilmfestival.it/film/infanzia/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>SEEDS OF DESTINY</strong> &#8211; <strong>KINDER SUCHEN IHRE ELTERN (DER AUGENZEUGE 1946/12)</strong> &#8211; <strong>VALAHOL EURÓPÁBAN</strong></a>. Tre appuntamenti della <strong>&#8220;</strong>Retrospettiva 1945. La guerra è finita? Traumi, rovine, ricostruzione<strong>&#8220;</strong>: dagli archivi mondiali, capolavori di finzione e documentari realizzati nel secondo dopoguerra, per comprendere un’epoca di disperazione e speranza.<br>Ore&nbsp;20:00 &#8211; Politeama Rossetti &#8211; <a href="https://triestefilmfestival.it/film/the-perl-of-the-ruins/"><strong>THE PERL OF THE RUIN</strong></a><a href="https://triestefilmfestival.it/film/the-perl-of-the-ruins/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>S</strong></a>. Film muto, con l&#8217;accompagnamento al pianoforte di Andrej Goričar e le didascalie in italiano e in inglese; in collaborazione con La Cineteca del Friuli.<br>Realizzato nel 1921, è il film di finzione più antico girato a Trieste.<br>Ore&nbsp;20:26 &#8211; Politeama Rossetti &#8211; <a href="https://triestefilmfestival.it/film/sterben/"><strong>STERBE</strong></a><a href="https://triestefilmfestival.it/film/sterben/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>N</strong></a>. Lo spartito della vita segue le vicende della famiglia Lunies. Quando la Morte si presenta alla porta di casa, i membri della famiglia, che si sono allontanati da tempo, finalmente si ritroveranno. Un’opera tragicomica tra malattie, amori, rapporti disfunzionali, genitorialità confuse e i grandi temi dell’esistenza.</p>



<h2 class="wp-block-heading" style="font-size:29px">Martedì 21</h2>



<p style="font-size:21px">Ore&nbsp;10:30 &#8211; Cinema Ambasciatori &#8211; <a href="https://triestefilmfestival.it/film/my-fathers-diaries/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>MY FATHER’S DIARIES</strong></a>. «È l’agosto del 1993 quando Bekir Hasanović scambia una moneta d’oro per la videocamera con cui, da quel momento, filmerà la vita di ogni giorno a Srebrenica. Le immagini che registra nei giorni della guerra con la sua troupe improvvisata – formata da Ben, John &amp; Boys – danno vita al ritratto inaspettato di una popolazione smarrita, ma che mantiene un fiero legame con la realtà senza rinunciare alla giusta dose di umorismo. Ado, figlio di Bekir, parte da queste immagini e dalle pagine dei diari del padre per ricostruirne la figura e per capire, insieme alla madre Fatima, come abbia fatto a sopravvivere alla Marcia della Morte e al genocidio di Srebrenica.»</p>



<h2 class="wp-block-heading" style="font-size:29px">Mercoledì 22</h2>



<p style="font-size:21px">Ore&nbsp;16:00 &#8211; Cinema Ambasciatori &#8211; <a href="https://triestefilmfestival.it/film/anime-galleggianti/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>ANIME GALLEGGIANTI</strong></a>. «Ispirato alle Metamorfosi di Ovidio, è un’opera ibrida che mischia l’etnografia visuale e musicale con la mitologia classica, l’approccio documentario con la fantasia. I racconti mitologici vengono reinventati attraverso la tradizione e la cultura sarde.»<br>Ore&nbsp;18:00 &#8211; Politeama Rossetti &#8211; <a href="https://triestefilmfestival.it/film/kreas/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>KREAS</strong></a>. In un racconto che affonda le sue radici nella tragedia greca antica, un patriarca deve decidere il destino di suo figlio e del ragazzo che ha cresciuto, quando una lunga faida tra vicini si trasforma in omicidio.&nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading" style="font-size:29px">Giovedì 23</h2>



<p style="font-size:21px">Ore&nbsp;18:00 &#8211; Politeama Rossetti &#8211; <a href="https://triestefilmfestival.it/film/fekete-pont/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>FEKETE PONT</strong></a>. Un ritratto realistico del sistema scolastico ungherese, che viene mostrato attraverso gli occhi di un’insegnante, Juci, e di un alunno appena arrivato, Palkó, due anti-eroi in una scuola che è anche metafora di un intero Paese.</p>



<h2 class="wp-block-heading" style="font-size:29px">Venerdì 24</h2>



<p style="font-size:21px">Ore&nbsp;18:30 &#8211; Politeama Rossetti &#8211; <a href="https://triestefilmfestival.it/film/nakon-ljeta/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>NAKON LJETA</strong></a>. Il regista è Danis Tanović e c&#8217;è un&#8217;isola dalmata: mi sembrano informazioni sufficienti per andare a guardare il film. (Anche se già la prima mi aveva subito convinta) <br>Ore&nbsp;20:30 &#8211; Politeama Rossetti &#8211; <a href="https://triestefilmfestival.it/film/crossing/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>CROSSING</strong></a>. Lia, un’insegnante in pensione che vive in Georgia, ha promesso di scoprire cosa è successo a sua nipote Tekla, scomparsa da tempo. Quando Lia viene a sapere da Achi, un vicino, che Tekla forse vive in Turchia, i due partono alla sua ricerca. A Istanbul scoprono una città bellissima, piena di possibilità, ma cercare qualcuno che non ha mai voluto essere trovato è più difficile di quanto pensassero. Fino a quando non incontrano Evrim, un’avvocatessa che lotta per i diritti delle persone trans. E mentre Lia e Achi percorrono in lungo e in largo le stradine della città, hanno la sensazione che Tekla sia più vicina che mai.<br>Ore&nbsp;22:00 &#8211; Aqvuedotto caffè &#8211; <a href="https://triestefilmfestival.it/evento/trans-europa-express/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>TRANS EUROPA EXPRESS</strong></a>. E poi si viaggia con la musica di Jazza &amp; Libra.</p>



<h2 class="wp-block-heading" style="font-size:29px">«Dove? Kje? Uer? Dulà?»</h2>



<p style="font-size:21px">I film sono proiettati al Teatro Miela (in Piazza Luigi Amedeo Duca degli Abruzzi 3), al Politeama Rossetti (in Largo Giorgio Gaber 1) e al Cinema Ambasciatori (in Viale Venti Settembre 35).<br>Gli altri eventi hanno sedi diverse: le trovi tutte indicate nel dettaglio di ogni singolo evento.<br><br><em>Foto in alto: locandina ufficiale del Trieste Film Festival 2025. Photo <a href="https://www.laltrove.com/monika-bulaj-geografie-sommerse/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Monika Bulaj</a>.</em></p>
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		<title>Andy Warhol. Beyond Borders</title>
		<link>https://www.laltrove.com/andy-warhol-beyond-borders-una-mostra-a-gorizia/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Corinna Sabbadini]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Jan 2025 17:26:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Gorizia]]></category>
		<category><![CDATA[Museando]]></category>
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		<category><![CDATA[Andy Warhol mostra a Gorizia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Una mostra per iniziare questo GO!2025 Il 2025 è dunque arrivato. E con lui tutto il suo carico di aspettative relative a GO!2025: questo è l&#8217;anno in cui Nova Gorica e Gorizia saranno (assieme) Capitale Europea della Cultura. Hai letto bene: capitaleE. Non capitalI. Perché l&#8217;idea è proprio quella di considerare queste due città come un&#8217;unica entità, con le loro differenze e uguaglianze, con tutto il loro vissuto e presente da intrecciare e fondere assieme. Ci diciamo &#8220;GO! Borderless&#8221; dal quel 18 dicembre 2020: il giorno della proclamazione che ha entusiasmato tutti i presenti in Piazzale della Transalpina, tutti quelli che seguivano la diretta da casa e tutti quelli che in questi anni hanno creduto in questo progetto visionario che salta di qua e di là di un confine come se, di fatto, questo non esistesse, e che riesce a far emergere i molteplici punti di contatto e di condivisione che esistono da sempre. Bene. Il 2025 è arrivato. Ci siamo. E ricordiamoci che la cultura siamo noi. Andy Warhol. Beyond Borders Uno degli appuntamenti goriziani di quest&#8217;anno è una mostra che ha portato nelle antiche sale di Palazzo Attems Petzenstein uno dei simboli più conosciuti e importanti della Pop [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading" style="font-size:29px">Una mostra per iniziare questo GO!2025</h2>



<p style="font-size:21px">Il 2025 è dunque arrivato. E con lui tutto il suo carico di aspettative relative a GO!2025: questo è l&#8217;anno in cui Nova Gorica e Gorizia saranno (assieme) Capitale Europea della Cultura. <br>Hai letto bene: capitaleE. Non capitalI. Perché l&#8217;idea è proprio quella di considerare queste due città come un&#8217;unica entità, con le loro differenze e uguaglianze, con tutto il loro vissuto e presente da intrecciare e fondere assieme. <br>Ci diciamo &#8220;GO! Borderless&#8221; dal quel 18 dicembre 2020: il giorno della proclamazione che ha entusiasmato <a href="https://www.youtube.com/watch?v=aWUb-_6TvGU" target="_blank" rel="noreferrer noopener">tutti i presenti</a> in <a href="https://www.laltrove.com/fuocolento-novembre-2024-la-stazione-transalpina-a-nova-gorica/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Piazzale della Transalpina</a>, tutti quelli che seguivano la diretta da casa e tutti quelli che in questi anni hanno creduto in questo progetto visionario che salta di qua e di là di un confine come se, di fatto, questo non esistesse, e che riesce a far emergere i molteplici punti di contatto e di condivisione che esistono da sempre. </p>



<p style="font-size:21px">Bene. Il 2025 è arrivato. Ci siamo. E ricordiamoci che la cultura siamo noi.</p>



<h2 class="wp-block-heading" style="font-size:29px">Andy Warhol. Beyond Borders</h2>



<p style="font-size:21px">Uno degli appuntamenti goriziani di quest&#8217;anno è una mostra che ha portato nelle antiche sale di Palazzo Attems Petzenstein uno dei simboli più conosciuti e importanti della Pop Art: Andy Warhol.<br>Ecco un&#8217;occasione unica per ammirare Marylin, Elisabeth II e Mickey Mouse in alcuni dei loro ritratti più iconici e colorati, conosciuti e riconosciuti da tutti. Ma anche copie e copertine della rivista <em>Interview</em>, le <em>Campbell&#8217;s Soup</em>, i loghi Chanel o Apple, le copertine dei <em>long play</em>: in tutto ammirerai 180 sue opere, e ancora foto e video. Un percorso che ti accompagna lungo la vita e la carriera di questo artista che fra i primi ha inserito l&#8217;arte in una dimensione più quotidiana, elevando a vere e proprie opere d&#8217;arte i prodotti di massa che stavano determinando la società consumistica negli Stati Uniti nel secondo dopoguerra. <br>Ci sono anche due installazioni multimediali, ma non ti svelo nulla: vai a scoprirle.</p>



<p style="font-size:21px">Forse la percezione che viviamo noi oggi, osservando certe sue opere, è attenuata da una sorta di assuefazione al consumismo, perché in fondo noi ci siamo nati e ci siamo sempre vissuti dentro. Ma se ci proiettiamo negli Stati Uniti degli anni Cinquanta, possiamo immaginare sia la potenza del messaggio di Warhol che è riuscito a elevare una scatoletta di pomodoro a opera d&#8217;arte, sia la stonatura di una società che ha deciso di accettarla come tale. Forse, dopo anni di guerra, di dolore e di incertezza, la semplicità delle &#8220;piccole cose&#8221; aveva un perché reale e profondo.</p>



<h2 class="wp-block-heading" style="font-size:29px">«Dove? Dove xe? Kje? Uer? Dulà?»</h2>



<p style="font-size:21px">Palazzo Attems Petzenstein si trova in piazza Edmondo De Amicis 2. Da Piazza Vittoria prendi la strada che va verso nord (via dell&#8217;Arcivescovado), quando sulla sinistra vedrai la casa di Carolina Luzzatto Coen (la prima donna italiana a dirigere un quotidiano) e sulla destra il palazzo arcivescovile, procedi ancora 300 metri lungo via Carducci e poi vedrai il Palazzo sulla sinistra.<br>Dal primo piano del palazzo, ammirando il parco, noterai alcune corti appartenenti a palazzi un tempo interni al ghetto ebraico, situati proprio in via Graziadio Isaia Ascoli (il glottologo), dirimpetto alla sinagoga. Se, invece, dal primo piano ti affacci verso la piazza, con un po&#8217; di fantasia potresti vedere la casa natale del premio Nobel per la fisica Carlo Rubbia (in via Corsica: ok, non si vede, ma in linea d&#8217;aria saranno 100 metri).<br>La mostra è organizzata dalla Regione Friuli Venezia Giulia e dall&#8217;Ente Regionale PAtrimonio Culturale FVG con la collaborazione di PromoTurismoFVG. In <a href="https://erpac.regione.fvg.it/it/andy-warhol-beyond-borders-136331" target="_blank" rel="noreferrer noopener">questa pagina</a> troverai le informazioni per la visita. Se decidi di partecipare alle visite guidate organizzate dall&#8217;ERPAC, iscriviti al numero 0481 385 335 oppure scrivi a: palazzoattemspetzenstein.go@gmail.com &#8211; didatticamusei.erpac@regione.fvg.it.</p>
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		<title>Fuocolento novembre 2024</title>
		<link>https://www.laltrove.com/fuocolento-novembre-2024-la-stazione-transalpina-a-nova-gorica/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Corinna Sabbadini]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 11 Dec 2024 15:29:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Gorizia]]></category>
		<category><![CDATA[Scrivendo]]></category>
		<category><![CDATA[Fuocolento]]></category>
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		<category><![CDATA[GO!2025]]></category>
		<category><![CDATA[La Stazione Transalpina]]></category>
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		<category><![CDATA[Piazzale della Transalpina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Stazione Transalpina La Stazione Transalpina è la stazione dei treni di Nova Gorica. Un tempo veniva chiamata &#8220;Stazione Nord&#8221; perché diametralmente opposta alla Stazione Meridionale, ma qui stiamo parlando del tempo in cui entrambe queste stazioni appartenevano alla città di Gorizia. Se vuoi scoprire qualcosa di più su questo luogo che ho scritto per il numero di novembre 2024 di Fuocolento. Se la cerchi su Google, la troverai affacciata a una piazza che ha due nomi: la metà che si trova in Slovenia si chiama Trg Europe (Piazza Europa), mentre la metà che si trova in Italia è Piazzale della Transalpina. Due nomi che racchiudono il presente e il passato di questo luogo.È una piazza che nel 1947 ha visto tracciare la linea di un confine mai visto prima di allora. L&#8217;ha visto abbattere, e ha poi ospitato i festeggiamenti del 1 maggio 2004. Ma se hai letto il mio articolo, sai già di cosa sto parlando.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.laltrove.com/fuocolento-novembre-2024-la-stazione-transalpina-a-nova-gorica/">Fuocolento novembre 2024</a> proviene da <a href="https://www.laltrove.com">Laltrove</a>.</p>
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<h2 class="wp-block-heading" style="font-size:29px">La Stazione Transalpina</h2>



<p style="font-size:21px">La Stazione Transalpina è la stazione dei treni di Nova Gorica. <br>Un tempo veniva chiamata &#8220;Stazione Nord&#8221; perché diametralmente opposta alla Stazione Meridionale, ma qui stiamo parlando del tempo in cui entrambe queste stazioni appartenevano alla città di Gorizia. <br>Se vuoi scoprire qualcosa di più su questo luogo</p>



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</div>



<p style="font-size:21px"><br>che ho scritto per il numero di novembre 2024 di <a href="https://www.laltrove.com/fuocolento-rivista-gastronomica-culturale-nordest/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Fuocolento</a>. <br>Se la cerchi su <a href="https://www.google.it/maps/place/NOVA+GORICA+(stazione+ferroviaria)/@45.9551779,13.6320558,16.73z/data=!4m6!3m5!1s0x477b00e46a6e5745:0x91bbea78552fc556!8m2!3d45.9553827!4d13.6353719!16s%2Fg%2F11jcmqywql?entry=ttu&amp;g_ep=EgoyMDI0MTIwNC4wIKXMDSoASAFQAw%3D%3D" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Google</a>, la troverai affacciata a una piazza che ha due nomi: la metà che si trova in Slovenia si chiama Trg Europe (Piazza Europa), mentre la metà che si trova in Italia è Piazzale della Transalpina. Due nomi che racchiudono il presente e il passato di questo luogo.<br>È una piazza che nel 1947 ha visto tracciare la linea di un confine mai visto prima di allora. L&#8217;ha visto abbattere, e ha poi ospitato i festeggiamenti del 1 maggio 2004. Ma se hai letto il mio articolo, sai già di cosa sto parlando.</p>
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		<title>Fuocolento settembre 2024</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Corinna Sabbadini]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 Oct 2024 14:27:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Gorizia]]></category>
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		<category><![CDATA[Fuocolento]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Stazione Meridionale di Gorizia C&#8217;è stato un tempo in cui Gorizia aveva due stazioni dei treni. (Entrambe raggiungevano Trieste, anche lì in due stazioni diverse.) Le loro posizioni rispetto alla città avevano indotto i goriziani a chiamarle Stazione Meridionale e Stazione Nord.Dal 1860, la Stazione Meridionale (la più antica delle due) collega Gorizia con Trieste (verso sud) e con Udine (verso nord). Ma la sua meta principale, quando fu pensata e progettata nella seconda metà del diciannovesimo secolo, era Milano, passando da Udine e da Venezia.Ma non aggiungo altro, trovi tutto in questo mio articolo Per sapere la storia e il destino della Stazione Nord, ti consiglio di leggere questo altro mio articolo. Forse se ti dico &#8220;Stazione Transalpina&#8221; sai già di cosa sto parlando, ma vai pure a leggerlo.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.laltrove.com/la-stazione-meridionale-di-gorizia/">Fuocolento settembre 2024</a> proviene da <a href="https://www.laltrove.com">Laltrove</a>.</p>
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<h2 class="wp-block-heading" style="font-size:29px">La Stazione Meridionale di Gorizia</h2>



<p style="font-size:21px">C&#8217;è stato un tempo in cui Gorizia aveva due stazioni dei treni. (Entrambe raggiungevano Trieste, anche lì in due stazioni diverse.) Le loro posizioni rispetto alla città avevano indotto i goriziani a chiamarle Stazione Meridionale e Stazione Nord.<br>Dal 1860, la Stazione Meridionale (la più antica delle due) collega Gorizia con Trieste (verso sud) e con Udine (verso nord). Ma la sua meta principale, quando fu pensata e progettata nella seconda metà del diciannovesimo secolo, era Milano, passando da Udine e da Venezia.<br>Ma non aggiungo altro, trovi tutto in questo mio articolo</p>



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<p style="font-size:21px"><br>Per sapere la storia e il destino della Stazione Nord, ti consiglio di leggere <a href="https://www.laltrove.com/fuocolento-novembre-2024-la-stazione-transalpina-a-nova-gorica/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">questo altro mio articolo</a>. Forse se ti dico &#8220;Stazione Transalpina&#8221; sai già di cosa sto parlando, ma vai pure a leggerlo.</p>
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		<title>Fuocolento maggio 2024</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Corinna Sabbadini]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Aug 2024 14:14:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Gorizia]]></category>
		<category><![CDATA[Scrivendo]]></category>
		<category><![CDATA[Antonio Lasciac]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Antonio Lasciac. La sua villa e il suo parco Ti propongo una suggestiva passeggiata fra Gorizia e Nova Gorica. Una passeggiata che è più un tuffo nella storia di queste due città.Arriva al valico del Rafut. La prima tappa è il museo sul confine &#8220;Lasciapassare/Prepusnica&#8221; (un progetto del Comune di Gorizia con la direzione scientifica e artistica curata dall’Associazione Quarantasettezeroquattro): prenditi un po&#8217; di tempo, perché anche se è piccolo, troverai molto materiale sia dentro sia fuori (nel giardino che lo circonda). Te ne avevo parlato l&#8217;anno scorso: vai pure a leggere l&#8217;articolo.Ecco, una volta uscito da qua, osserva l&#8217;ultima casa sulla sinistra prima del confine: quella è la casa dove nel 1947 fu scattata la foto della mucca che aveva due zampe in Jugoslavia (oltre la linea bianca) e le altre due in Italia (al di qua della linea bianca).La linea bianca era il nuovo confine tracciato con una scia di gesso il 16 settembre 1947. Un confine disegnato sulla carta geografica dal Trattato di Parigi firmato il 10 febbraio 1947.Ma se sei appena uscito dal museo: sai già tutto!Saluta l&#8217;Italia ed entra in Slovenia. Fai attenzione alla pista ciclopedonale: è molto trafficata!Ora alza lo sguardo alla tua sinistra, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.laltrove.com/fuocolento-maggio-2024-antonio-lasciac-la-sua-villa-e-il-suo-parco/">Fuocolento maggio 2024</a> proviene da <a href="https://www.laltrove.com">Laltrove</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading" style="font-size:29px">Antonio Lasciac. La sua villa e il suo parco</h2>



<p style="font-size:21px">Ti propongo una <a href="https://www.instagram.com/reel/DBrQfjwt7f7/?utm_source=ig_web_copy_link&amp;igsh=MzRlODBiNWFlZA==" target="_blank" rel="noreferrer noopener">suggestiva passeggiata</a> fra Gorizia e Nova Gorica. Una passeggiata che è più un tuffo nella storia di queste due città.<br>Arriva al valico del Rafut. La prima tappa è il museo sul confine &#8220;Lasciapassare/Prepusnica&#8221; (un progetto del Comune di Gorizia con la direzione scientifica e artistica curata dall’Associazione Quarantasettezeroquattro): prenditi un po&#8217; di tempo, perché anche se è piccolo, troverai molto materiale sia dentro sia fuori (nel giardino che lo circonda). Te ne avevo parlato l&#8217;anno scorso: <a href="https://www.laltrove.com/lasciapassare-prepusnica-un-museo-sul-confine-a-gorizia/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">vai pure a leggere l&#8217;articolo</a>.<br>Ecco, una volta uscito da qua, osserva l&#8217;ultima casa sulla sinistra prima del confine: quella è la casa dove nel 1947 fu scattata la foto della mucca che aveva due zampe in Jugoslavia (oltre la linea bianca) e le altre due in Italia (al di qua della linea bianca).<br>La linea bianca era il nuovo confine tracciato con una scia di gesso il 16 settembre 1947. Un confine disegnato sulla carta geografica dal Trattato di Parigi firmato il 10 febbraio 1947.<br>Ma se sei appena uscito dal museo: sai già tutto!<br>Saluta l&#8217;Italia ed entra in Slovenia. Fai attenzione alla pista ciclopedonale: è molto trafficata!<br>Ora alza lo sguardo alla tua sinistra, verso nord est: quello è il monastero di Castagnevizza.<br>Procedi lungo la strada: il primo edificio sulla sinistra ospita una delle quattro sedi del Muzej na meji (il museo sul Confine) che il <a href="https://www.goriskimuzej.si/it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Goriški muzej </a>di Nova Gorica ha realizzato in questi anni in quattro punti strategici lungo la linea di confine. Qua c&#8217;è &#8220;Razstava Na šverc!&#8221;: l’esposizione dedicata al contrabbando. <a href="https://www.laltrove.com/fuocolento-luglio-2023-il-museo-del-contrabbando/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Non perderla</a>.<br>Dopo aver fatto anche questa visita, riprendi la strada verso est per circa 250 metri. Si sale un po&#8217;. Capirai subito quando sarai arrivato all&#8217;ingresso principale del Parco del Rafut.<br>Entra.</p>



<p style="font-size:21px">Lo scorso maggio ne ho parlato in un articolo su&nbsp;<a href="https://www.laltrove.com/fuocolento-rivista-gastronomica-culturale-nordest/">Fuocolento</a>: clicca sul bottone per leggerlo.</p>



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</div>



<p style="font-size:21px"><br>Così scoprirai anche chi è Antonio Lasciac.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.laltrove.com/fuocolento-maggio-2024-antonio-lasciac-la-sua-villa-e-il-suo-parco/">Fuocolento maggio 2024</a> proviene da <a href="https://www.laltrove.com">Laltrove</a>.</p>
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		<title>Gorizia ∙ Nova Gorica &#8211; Due città in una</title>
		<link>https://www.laltrove.com/gorizia-nova-gorica-due-citta-in-una/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Corinna Sabbadini]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Jul 2024 15:11:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Gorizia]]></category>
		<category><![CDATA[Leggendo]]></category>
		<category><![CDATA[Andrea Bellavite]]></category>
		<category><![CDATA[Ediciclo Editore]]></category>
		<category><![CDATA[GO! Borderless]]></category>
		<category><![CDATA[GO!2025]]></category>
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		<category><![CDATA[Nova Gorica/Gorizia 2025]]></category>
		<category><![CDATA[Storie terre confini]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Guida alla Capitale europea della Cultura Calzature e vestiti comodi: qua si cammina. Va bene anche se pedali, o se pattini. Poi servono tempo, occhio attento e voglia di capire. Non guardare: capire.Non dare nulla per scontato (beh: quello sempre nella vita!) e vedrai le cose con occhi nuovi. Se sei pronto, andiamo. Andrea Bellavite ha scritto una guida su Gorici (termine coniato da lui stesso): è il duale (nella lingua slovena) che unisce la parte vecchia (Gorizia) e quella nuova (Nova Gorica) in un’unica parola che identifica le due città. Già questo punto di partenza mi sembra incantevole.Sei mai stato a Gorizia? E a Nova Gorica? Se questa è la tua prima visita, sei fortunato: hai un Cicerone d&#8217;eccezione che non solo conosce molto bene entrambe le città, ma anche le ama allo stesso modo. È un camminatore, un viandante, un costruttore di ponti fondati sulla giustizia e sulla pace; ma non solo: è teologo, direttore della Fondazione “Società per la conservazione della Basilica di Aquileia”, saggista, giornalista e operatore sociale. Ci sono otto percorsi. Alcuni cominciano a Nova Gorica e si concludono a Nova Gorica. Altri iniziano a Gorizia e terminano a Gorizia. Altri necessitano di un documento [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading" style="font-size:29px">Guida alla Capitale europea della Cultura</h2>



<p style="font-size:21px">Calzature e vestiti comodi: qua si cammina. Va bene anche se pedali, o se pattini. <br>Poi servono tempo, occhio attento e voglia di capire. Non guardare: capire.<br>Non dare nulla per scontato (beh: quello sempre nella vita!) e vedrai le cose con occhi nuovi. Se sei pronto, andiamo.</p>



<p style="font-size:21px">Andrea Bellavite ha scritto una guida su <a href="https://www.ediciclo.it/it/libri/dettaglio/gorizia-nova-gorica/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">G</a><a href="https://www.laltrove.com/storie-terre-confini-a-cormons/">orici</a> (termine coniato da lui stesso): è il duale (nella lingua slovena) che unisce la parte vecchia (Gorizia) e quella nuova (Nova Gorica) in un’unica parola che identifica le due città. Già questo punto di partenza mi sembra incantevole.<br>Sei mai stato a Gorizia? E a Nova Gorica? Se questa è la tua prima visita, sei fortunato: hai un Cicerone d&#8217;eccezione che non solo conosce molto bene entrambe le città, ma anche le ama allo stesso modo. È un camminatore, un viandante, un costruttore di ponti fondati sulla giustizia e sulla pace; ma non solo: è teologo, direttore della Fondazione “Società per la conservazione della Basilica di Aquileia”, saggista, giornalista e operatore sociale.</p>



<p style="font-size:21px">Ci sono otto percorsi. Alcuni cominciano a Nova Gorica e si concludono a Nova Gorica. Altri iniziano a Gorizia e terminano a Gorizia. Altri necessitano di un documento d&#8217;identità sempre a portata di mano, perché ti portano un po&#8217; qua e un po&#8217; là.<br>Non te li descrivo per non togliere nulla alla sorpresa della scoperta.<br>E non c&#8217;è &#8220;uno migliore di un altro&#8221; perché tutti hanno molto da dire. <br>Ti svelo che ogni percorso ha la sua mappa: così puoi orientarti anche quando le nuvole oscurano il sole e le altre stelle. <br>Troverai delle pagine dedicate all&#8217;approfondimento di alcuni luoghi, persone, canzoni e poesie.<br>Per esempio, scoprirai che il corso d&#8217;acqua di Gorici è il torrente Corno, non è l&#8217;Isonzo che scorre nelle periferie. C&#8217;è poi una pagina dedicata al carcere: fatto non comune nelle guide turistiche. Ci sono due stazioni ferroviarie: un tempo erano la stazione settentrionale e la stazione meridionale di Gorizia, mentre oggi sono&#8230; lo leggerai. Incontrerai un sacco di personaggi: statue, targhe, case, strade a ricordare loro e quello che hanno fatto, e ti farà piacere imparare perché sono lì. <br>Camminando, sarai avvolto anche dai profumi delle città: anche quelli fanno parte di questi luoghi.<br>Il confine. Ci saranno luoghi in cui il confine sarà ben presente, evidente. Ma ci saranno momenti in cui ti chiederai &#8220;dov&#8217;è esattamente?&#8221;, o quando ti dimenticherai di lui, e quelli saranno gli attimi migliori.</p>



<p style="font-size:21px">Spero che questa guida risponda a domande che non sapevi di avere, e che te ne stuzzichi altre in modo che tu posso continuare la tua scoperta di Gorici con altre letture, con altri incontri.</p>



<p style="font-size:21px">«Regaliamoci la bellezza delle reciproche culture» ci dice Andrea Bellavite, e credo sia il più sincero augurio e la più alta speranza che possiamo prevedere per il prossimo futuro dei cittadini di questo territorio, fra l&#8217;Italia e la Slovenia, in previsione del 2025, anno in cui Nova Gorica e Gorizia saranno, assieme, Capitale europea della Cultura.</p>



<p style="font-size:21px">La stessa guida, <em>Gorica Nova Gorica: Povezani mesti</em>, è stata tradotta in sloveno da Martina Kafol (e pubblicata da Založništvo tržaškega tiska) ed è uscita lo stesso giorno della versione in italiano.</p>



<p>A. Bellavite<em>, Gorizia Nova Gorica &#8211; Due città in una</em>, Ediciclo Editore, Portogruaro (VE), 2024.<br>La guida è stata presentata a Cormons nel maggio 2024 durante uno degli appuntamenti di &#8220;<a href="https://www.laltrove.com/storie-terre-confini-a-cormons/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Storie, terre, confini</a>&#8221; organizzati da Alessandra e Paolo Vecchiet, titolari della omonima cartolibreria di Cormons.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.laltrove.com/gorizia-nova-gorica-due-citta-in-una/">Gorizia ∙ Nova Gorica &#8211; Due città in una</a> proviene da <a href="https://www.laltrove.com">Laltrove</a>.</p>
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		<title>Fuocolento luglio 2023</title>
		<link>https://www.laltrove.com/fuocolento-luglio-2023-il-museo-del-contrabbando/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Corinna Sabbadini]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Apr 2024 18:20:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Gorizia]]></category>
		<category><![CDATA[Museando]]></category>
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		<category><![CDATA[Fuocolento]]></category>
		<category><![CDATA[GO! Borderless]]></category>
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		<category><![CDATA[Goriški Muzej]]></category>
		<category><![CDATA[Il Museo del Contrabbando]]></category>
		<category><![CDATA[Muzej na meji Pristava]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Museo del Contrabbando Ti ricordi quando ti avevo parlato di “Lasciapassare/Prepusnica”, il museo dentro la garrita al confine del Rafut a Gorizia (quel piccolo valico secondario sotto il colle del castello di Gorizia)?Ecco, oggi ti parlo del museo dirimpettaio: l&#8217;allestimento che il Goriški Muzej ha pensato per la casermetta slovena dove stazionavano i graničari (le guardie di confine jugoslave e poi, dal 1991, slovene). Qua troverai Razstava Na šverc! (il museo con l’esposizione dedicataal contrabbando): è una delle quattro sedi del Muzej na meji (il museo sul Confine) che il Goriški muzej di Nova Gorica ha realizzato in questi anni in quattro punti strategici lungo la linea di confine.La scorsa estate ne ho scritto un articolo su Fuocolento: clicca sul bottone per leggerlo. Il Museo si trova in Kostanjeviška cesta 32 a Nova Gorica, ed è aperto con questi orari:lunedì–venerdì: 13.00–17.00sabato, domenica e festivi: (orario invernale) 12.00–17.00 &#8211; (orario estivo) 12.00–18.00.Se vuoi provare l&#8217;esperienza dell&#8217;escape room (di cui trovi le informazioni nell&#8217;articolo), ricordati che devi prenotarla in anticipo.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.laltrove.com/fuocolento-luglio-2023-il-museo-del-contrabbando/">Fuocolento luglio 2023</a> proviene da <a href="https://www.laltrove.com">Laltrove</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading" style="font-size:29px">Il Museo del Contrabbando</h2>



<p style="font-size:21px">Ti ricordi quando ti avevo parlato di <a href="https://www.laltrove.com/lasciapassare-prepusnica-un-museo-sul-confine-a-gorizia/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">“Lasciapassare/Prepusnica”</a>, il museo dentro la garrita al confine del Rafut a Gorizia (quel piccolo valico secondario sotto il colle del castello di Gorizia)?<br>Ecco, oggi ti parlo del museo dirimpettaio: l&#8217;allestimento che il Goriški Muzej ha pensato per la casermetta slovena dove stazionavano i <em>graničari</em> (le guardie di confine jugoslave e poi, dal 1991, slovene). Qua troverai <a href="https://goriskimuzej.si/stalne-zbirke/muzej-na-meji/muzejska-zbirka-pristava" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Razstava Na šverc!</a> (il museo con l’esposizione dedicata<br>al contrabbando): è una delle quattro sedi del Muzej na meji (il museo sul Confine) che il Goriški muzej di Nova Gorica ha realizzato in questi anni in quattro punti strategici lungo la linea di confine.<br>La scorsa estate ne ho scritto un articolo su <a href="https://www.laltrove.com/fuocolento-rivista-gastronomica-culturale-nordest/">Fuocolento</a>: clicca sul bottone per leggerlo.</p>



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<p style="font-size:21px"><br>Il Museo si trova in Kostanjeviška cesta 32 a Nova Gorica, ed è aperto con questi orari:<br>lunedì–venerdì: 13.00–17.00<br>sabato, domenica e festivi: (orario invernale) 12.00–17.00 &#8211; (orario estivo) 12.00–18.00.<br>Se vuoi provare l&#8217;esperienza dell&#8217;<em>escape room</em> (di cui trovi le informazioni nell&#8217;articolo), ricordati che devi prenotarla in anticipo.</p>
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		<title>La Biblioteca Comunale di Cormons</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Corinna Sabbadini]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 Mar 2024 17:37:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Bibliotecando]]></category>
		<category><![CDATA[Gorizia]]></category>
		<category><![CDATA[Biblioteca]]></category>
		<category><![CDATA[Biblioteca Comunale Cormons - Občinska knjižnica Krmin]]></category>
		<category><![CDATA[Biblioteca Comunale di Cormons]]></category>
		<category><![CDATA[Consorzio Culturale del Monfalconese]]></category>
		<category><![CDATA[Cormons]]></category>
		<category><![CDATA[Nova Gorica/Gorizia 2025]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Detta anche Občinska knjižnica Krmin La Biblioteca Comunale di Cormons si trova in una posizione astrale a me favorevole: fra casa mia e il Giardinetto Cafè che &#8220;spesso&#8221; raggiungo per la mia pausa mattutina. Quindi ci passo davanti quasi quotidianamente e quasi quotidianamente guardo nelle sue vetrine la proposta &#8220;del momento&#8221;: i libri seguono i vari periodi dell&#8217;anno, le feste, le stagioni, le ricorrenze e quindi sono contestualizzati a ciò che accade fuori dalla biblioteca. Ti invito ad andare a guardarle, perché non sono tante le biblioteche con una vetrina, e per di più &#8220;sul pezzo&#8221;.Ad esempio ora ci sono due vetrine: una dedicata al &#8220;Dantedì&#8221; (la Giornata nazionale dedicata a Dante Alighieri, che era ieri) e l&#8217;altra alla Giornata della memoria e dell&#8217;impegno in ricordo delle vittime delle mafie (che era il 21 marzo). Una volta che sei lì, vai a dare un&#8217;occhiata dentro Bene, ti trovi nella principale sala che dal 1998 ospita la biblioteca comunale di Cormons. Fino a quell&#8217;anno la sede era appena un civico più in là, e prima ancora si trovava all&#8217;interno di palazzo Del Mestri e la memoria arriva nel tempo e nello spazio all&#8217;edificio che ospitava la scuola Fermi.Ma torniamo in via [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading" style="font-size:29px">Detta anche Občinska knjižnica Krmin</h2>



<p style="font-size:21px">La Biblioteca Comunale di Cormons si trova in una posizione astrale a me favorevole: fra casa mia e il Giardinetto Cafè che &#8220;spesso&#8221; raggiungo per la mia pausa mattutina. Quindi ci passo davanti quasi quotidianamente e quasi quotidianamente guardo nelle sue vetrine la proposta &#8220;del momento&#8221;: i libri seguono i vari periodi dell&#8217;anno, le feste, le stagioni, le ricorrenze e quindi sono contestualizzati a ciò che accade fuori dalla biblioteca. Ti invito ad andare a guardarle, perché non sono tante le biblioteche con una vetrina, e per di più &#8220;sul pezzo&#8221;.<br>Ad esempio ora ci sono due vetrine: una dedicata al &#8220;Dantedì&#8221; (la Giornata nazionale dedicata a Dante Alighieri, che era ieri) e l&#8217;altra alla Giornata della memoria e dell&#8217;impegno in ricordo delle vittime delle mafie (che era il 21 marzo).</p>



<h2 class="wp-block-heading" style="font-size:29px">Una volta che sei lì, vai a dare un&#8217;occhiata dentro</h2>



<p style="font-size:21px">Bene, ti trovi nella principale sala che dal 1998 ospita la biblioteca comunale di Cormons. Fino a quell&#8217;anno la sede era appena un civico più in là, e prima ancora si trovava all&#8217;interno di palazzo Del Mestri e la memoria arriva nel tempo e nello spazio all&#8217;edificio che ospitava la scuola Fermi.<br>Ma torniamo in via Matteotti 77. Appena entri, trovi in esposizione un po&#8217; di libri &#8220;novità&#8221;. C&#8217;è anche un tavolino basso dedicato ai più piccolini, e qua c&#8217;è un dettaglio fantastico: i libri raggruppati hanno tutti la copertina dello stesso colore.<br>Lungo tutta la parete alla tua sinistra c&#8217;è l&#8217;offerta dedicata alla narrativa per i giovani, con le scaffalature suddivise per età.</p>



<div class="wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-9d6595d7 wp-block-columns-is-layout-flex">
<div class="wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow" style="flex-basis:100%">
<div class="wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-9d6595d7 wp-block-columns-is-layout-flex">
<div class="wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow">
<p style="font-size:21px">Se inizi a &#8220;percorrerla&#8221;, entri nello spazio dedicato ai più piccoli dove divanetti morbidi e colorati e facce di orsi e cagnolini attendono i bimbi che spesso vengono qua in visita con le loro maestre del nido, dell&#8217;asilo e delle elementari (lo sai: sono una <em>boomer</em> quindi uso ancora questi termini quando invece dovrei scrivere nido d&#8217;infanzia, scuola dell&#8217;infanzia e scuola primaria). <br></p>
</div>



<div class="wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow">
<figure class="wp-block-image size-large"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="1024" height="768" src="https://www.laltrove.com/wp-content/uploads/2024/03/Biblioteca-Comunale-di-Cormons-area-bimbi-1024x768.jpeg" alt="Biblioteca Comunale di Cormons - area bimbi" class="wp-image-2922" srcset="https://www.laltrove.com/wp-content/uploads/2024/03/Biblioteca-Comunale-di-Cormons-area-bimbi-1024x768.jpeg 1024w, https://www.laltrove.com/wp-content/uploads/2024/03/Biblioteca-Comunale-di-Cormons-area-bimbi-300x225.jpeg 300w, https://www.laltrove.com/wp-content/uploads/2024/03/Biblioteca-Comunale-di-Cormons-area-bimbi-768x576.jpeg 768w, https://www.laltrove.com/wp-content/uploads/2024/03/Biblioteca-Comunale-di-Cormons-area-bimbi.jpeg 1280w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Biblioteca Comunale di Cormons &#8211; area bimbi<br>(foto fornita dalla Biblioteca)</figcaption></figure>
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<p style="font-size:21px">Sì: arrivano qua quando ancora non parlano. E le attività che possono fare non sono poche, anche se si trattengono per poche decine di minuti. Poi partecipano con i genitori alle mattinate &#8220;Mi leggi una storia?&#8221; con le lettrici  volontarie di &#8220;Nati per leggere&#8221; di Cormons. E ritornano negli anni. Fanno la tessera. E infine scelgono loro i libri. </p>



<h2 class="wp-block-heading" style="font-size:29px">Cosa scelgono?</h2>



<div class="wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-9d6595d7 wp-block-columns-is-layout-flex">
<div class="wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow" style="flex-basis:100%">
<div class="wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-9d6595d7 wp-block-columns-is-layout-flex">
<div class="wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow" style="flex-basis:66.66%">
<p style="font-size:21px">Lo schedario è ampio. Partiamo dallo scaffale &#8220;Nati per Leggere&#8221; che ospita circa 200 titoli selezionati dall’Osservatorio Editoriale Nati per Leggere. Proseguiamo nella sezione ragazzi con oltre 5.500 libri di narrativa e di divulgazione per i ragazzi e dai primi libri per bambini; poi ancora c&#8217;è la parte con i libri tattili e in Comunicazione Aumentativa Alternativa (CAA) e lo scaffale giovani, con circa 350 opere di narrativa per ragazzi nella fascia di età 15-19. Mi è piaciuta molto la sezione &#8220;BILL &#8211; Biblioteca della Legalità&#8221;: è costituita da circa 80 titoli di romanzi, biografie, albi e fumetti che educano alla convivenza civile.</p>
</div>



<div class="wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow" style="flex-basis:33.33%">
<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" width="768" height="1024" src="https://www.laltrove.com/wp-content/uploads/2024/03/La-Biblioteca-Comunale-di-Cormons-libri-per-ragazzi-768x1024.jpg" alt="La Biblioteca Comunale di Cormons - libri per ragazzi" class="wp-image-2888" srcset="https://www.laltrove.com/wp-content/uploads/2024/03/La-Biblioteca-Comunale-di-Cormons-libri-per-ragazzi-768x1024.jpg 768w, https://www.laltrove.com/wp-content/uploads/2024/03/La-Biblioteca-Comunale-di-Cormons-libri-per-ragazzi-225x300.jpg 225w, https://www.laltrove.com/wp-content/uploads/2024/03/La-Biblioteca-Comunale-di-Cormons-libri-per-ragazzi.jpg 960w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /><figcaption class="wp-element-caption">La Biblioteca Comunale di Cormons &#8211; libri per ragazzi (Roald Dahl)</figcaption></figure>
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<p style="font-size:21px">I libri dedicati al Friuli Venezia Giulia sono 1.700 e molti di loro riguardano Cormons, il Collio e il goriziano.<br>Libri in lingua? Ci sono: circa 600 titoli in sloveno, 300 in friulano e qualcuno anche in inglese.<br>Sempre più richiesta è la letteratura <em>graphic novel</em> che suscita interesse tanto nei ragazzi quanto negli adulti ed è una sezione che la biblioteca sta implementando proprio perché è un settore dell&#8217;editoria in crescita.<br>Non dimentichiamoci del Fondo Vladimiro Zinco e Virgilio Cattarin. Cos&#8217;è? Si tratta di una donazione che questi due signori hanno lasciato nel 1998 alla Biblioteca Comunale di Cormons: 5.500 libri antichi (anche opere del Cinquecento e del Seicento) e moderni (soprattutto testi sulle due guerre mondiali e sulla prima metà del secolo scorso), oltre ad alcune migliaia di dischi in vinile (dagli anni Trenta agli anni Settanta, di musica classica, jazz e popolare).<br>I numerosi libri storici del Fondo hanno contribuito a determinare il &#8220;carattere&#8221; della Biblioteca Comunale di Cormons all&#8217;interno Sistema Bibliotecario biblioGO!: ogni biblioteca del circuito si è specializzata in un argomento, e quella di Cormons ha scelto di approfondire il filone della storia, soprattutto quella relativa al secolo scorso.<br>Ricordati, poi, che in biblioteca puoi leggere riviste e quotidiani (li trovi nell&#8217;emeroteca vicino al bancone) e puoi prendere in prestito anche DVD, CD e audiolibri.</p>



<div class="wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-9d6595d7 wp-block-columns-is-layout-flex">
<div class="wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow" style="flex-basis:100%">
<div class="wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-9d6595d7 wp-block-columns-is-layout-flex">
<div class="wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow" style="flex-basis:66.66%">
<p style="font-size:21px">Inoltre, al primo piano, c&#8217;è una sala studio dove puoi leggere, studiare e consultare libri e riviste, oppure ti piazzi lì con il tuo computer o ti accomodi in una delle quattro postazioni con accesso a internet.<br>Quando alcuni anni fa non si poteva uscire di casa, la biblioteca di Cormons è stata la prima del consorzio ad attivare una collaborazione con la Protezione civile locale per effettuare la consegna e il ritiro dei libri a domicilio. È un servizio tuttora attivo per le persone che hanno difficoltà a spostarsi e a raggiungere la sede della biblioteca.</p>
</div>



<div class="wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow" style="flex-basis:33.33%">
<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" width="1024" height="768" src="https://www.laltrove.com/wp-content/uploads/2024/03/Biblioteca-Comunale-di-Cormons-sala-consultazione-1024x768.jpeg" alt="Biblioteca Comunale di Cormons - sala consultazione" class="wp-image-2928" srcset="https://www.laltrove.com/wp-content/uploads/2024/03/Biblioteca-Comunale-di-Cormons-sala-consultazione-1024x768.jpeg 1024w, https://www.laltrove.com/wp-content/uploads/2024/03/Biblioteca-Comunale-di-Cormons-sala-consultazione-300x225.jpeg 300w, https://www.laltrove.com/wp-content/uploads/2024/03/Biblioteca-Comunale-di-Cormons-sala-consultazione-768x576.jpeg 768w, https://www.laltrove.com/wp-content/uploads/2024/03/Biblioteca-Comunale-di-Cormons-sala-consultazione.jpeg 1280w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Biblioteca Comunale di Cormons &#8211; sala studio<br>(foto fornita dalla Biblioteca)</figcaption></figure>
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<h2 class="wp-block-heading" style="font-size:29px">Diamo i numeri</h2>



<p style="font-size:21px">Nel 1998 la biblioteca ospitava 9.000 volumi. Oggi siamo arrivati a 31.000. E se questi non ti bastano, ricordati che la biblioteca rientra nel <a href="https://bibliogo.ccm.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Sistema&nbsp;Bibliotecario biblioGO!</a>, quindi la disponibilità si amplia.<br>Gli iscritti registrati nel corso di questi decenni sono 3.890. Di questi, 135 sono arrivati nel 2023 e 715 hanno preso in prestito (nell&#8217;arco di quei dodici mesi) almeno un libro. Uno dei 13.600 prestiti (con un aumento del 15% rispetto al 2022) dell&#8217;anno scorso.<br>La classifica dei lettori più incalliti del 2023 vede al terzo posto una bimba della scuola primaria che ha preso 126 libri, subito dopo c&#8217;è un signore pensionato con i suoi 147 prestiti e ancora più in alto c&#8217;è una signora con 157 titoli (molti dei quali per bambini).<br>Il podio dei libri più letti durante lo scorso anno è decisamente in mano alla lobby dei più piccoli (e questo ci fa sperare): <em>Il gran mondo</em> di Pierre Lemaitre (11 prestiti), <em>Casa Silvermoor</em> di Tracy Rees e <em>I miei primi libri di bebè</em> di Emile Jadoul (12 prestiti), e <em>Due topolini curiosi</em> di Leo Lionni è stato preso in prestito ben 16 volte.</p>



<h2 class="wp-block-heading" style="font-size:29px">«Dove? Kje? Uer? Dulà?»</h2>



<p style="font-size:21px">Come ti ho già scritto, la <a href="https://bibliogo.ccm.it/library/biblioteca-comunale-cormons-obcinska-knjiznica-krmin/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Biblioteca Comunale di Cormons</a> si trova in via Giacomo Matteotti 77, fra il municipio e il duomo, la giusta via di mezzo fra il potere temporale e quello spirituale. <br>È aperta il martedì, il mercoledì e il giovedì dalle 15.30 alle 18.30, e il mercoledì, venerdì e il sabato dalle 10.00 alle 12.00. <br>Oltre ai bibliotecari Elena Canola e Massimo Maffei, potrai trovare anche volontari che (in diversi modi) offrono la loro disponibilità (ad esempio i volontari di cittadinanza attiva, o del servizio civile universale o le lettrici gruppo di lettura “Nati per leggere”): sono tutti pronti ad aiutarti nella tua ricerca del viaggio che desideri compiere, ovvero del libro che vuoi leggere. </p>



<h2 class="wp-block-heading" style="font-size:29px">Pausa caffè</h2>



<p style="font-size:21px">Oltre al già citato Giardinetto Cafè, puoi fare una pausa al Rullo, da Tania e Paola, al Caffè Liberty, al Caffè Massimiliano, alla Gelateria Zamò o al Panificio Battistutta. Se invece serve una pausa più, come dire, idratante, si può anche andare all&#8217;Enoteca di Cormons, all&#8217;Oste in Piazza, al Jazz &amp; wine, all&#8217;Osteria Caramella o l&#8217;Osteria all&#8217;Unione.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.laltrove.com/la-biblioteca-comunale-di-cormons/">La Biblioteca Comunale di Cormons</a> proviene da <a href="https://www.laltrove.com">Laltrove</a>.</p>
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		<title>Slovensko Multimedialno Okno (SMO) – Finestra multimediale slovena</title>
		<link>https://www.laltrove.com/slovensko-multimedialno-okno-smo-finestra-multimediale-slovena/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Corinna Sabbadini]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 01 Mar 2024 18:25:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Museando]]></category>
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		<category><![CDATA[Nova Gorica/Gorizia 2025]]></category>
		<category><![CDATA[Prealpi Giulie]]></category>
		<category><![CDATA[San Pietro al Natisone]]></category>
		<category><![CDATA[Slovensko Multimedialno Okno (SMO) – Finestra multimediale slovena]]></category>
		<category><![CDATA[SMO San Pietro al Natisone]]></category>
		<category><![CDATA[Špeter Slovenov]]></category>
		<category><![CDATA[Valli del Natisone]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Museo di paesaggi e narrazioni Ma quanto è bella questa definizione? Leggi ad alta voce: &#8220;Museo di paesaggi e narrazioni&#8221;. Paesaggi e narrazioni: solo a pronunciare queste parole il pensiero si distende, il respiro rallenta e lo sguardo si rilassa.Siamo a San Pietro al Natisone, pochi chilometri a nord-est di Cividale del Friuli.Da Cividale, ho costeggiato il fiume Natisone e mi sono insinuata fra dolci colline che poi diventano velocemente le Prealpi Giulie. Aggiungo che una parte di me arriva da queste montagne, ma questa è un&#8217;altra storia.Torniamo a San Pietro al Natisone.Wikipedia mi dice che si può nominare in diverse lingue: Špiètar nel dialetto sloveno locale, San Pieri dai Sclavons in friulano, San Pietro degli Slavi toponimo storico italiano e Špeter Slovenov in sloveno standard. Un buon punto di partenza per comprendere la ricchezza storica e culturale di questa valle.Una valle che si estende a ventaglio e che comprende, oltra al Natisone, anche i suoi affluenti (l&#8217;Alberone, il Cosizza e l&#8217;Erbezzo). Su tutto domina il monte Matajur.(Quando sento nominare il Matajur, mi viene in mente un&#8217;immagine. Sabato 25 gennaio 1997, erano circa le 22. Io stavo tornando a casa a piedi &#8211; a Buttrio &#8211; mentre la luce della [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.laltrove.com/slovensko-multimedialno-okno-smo-finestra-multimediale-slovena/">Slovensko Multimedialno Okno (SMO) – Finestra multimediale slovena</a> proviene da <a href="https://www.laltrove.com">Laltrove</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading" style="font-size:29px">Museo di paesaggi e narrazioni</h2>



<p style="font-size:21px">Ma quanto è bella questa definizione? Leggi ad alta voce: &#8220;Museo di paesaggi e narrazioni&#8221;. Paesaggi e narrazioni: solo a pronunciare queste parole il pensiero si distende, il respiro rallenta e lo sguardo si rilassa.<br>Siamo a San Pietro al Natisone, pochi chilometri a nord-est di Cividale del Friuli.<br>Da Cividale, ho costeggiato il fiume Natisone e mi sono insinuata fra dolci colline che poi  diventano velocemente le Prealpi Giulie. <br>Aggiungo che una parte di me arriva da queste montagne, ma questa è un&#8217;altra storia.<br>Torniamo a San Pietro al Natisone.<br><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/San_Pietro_al_Natisone" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Wikipedia</a> mi dice che si può nominare in diverse lingue: <em>Špiètar</em> nel dialetto sloveno locale, <em>San Pieri dai Sclavons</em> in friulano, <em>San Pietro degli Slavi</em> toponimo storico italiano e <em>Špeter Slovenov</em> in sloveno standard. Un buon punto di partenza per comprendere la ricchezza storica e culturale di questa valle.<br>Una valle che si estende a ventaglio e che comprende, oltra al Natisone, anche i suoi affluenti (l&#8217;Alberone, il Cosizza e l&#8217;Erbezzo). Su tutto domina il monte Matajur.<br>(Quando sento nominare il Matajur, mi viene in mente un&#8217;immagine. Sabato 25 gennaio 1997, erano circa le 22. Io stavo tornando a casa a piedi &#8211; a Buttrio &#8211; mentre la luce della luna illuminava ovunque. Illuminava anche il manto nevoso sul Matajur, lassù, che a sua volta rifletteva la sua luce. Era proprio una poesia.) <br>Torniamo a noi. Torniamo a San Pietro. Da qui, risalendo il Natisone per 12 chilometri, arrivi in Slovenia. Se poi continui ancora 9 chilometri sei a Caporetto. Proprio quella Caporetto. Quella della &#8220;disfatta di Caporetto&#8221;.<br>Ma noi rimaniamo a San Pietro, ed entriamo allo SMO: il museo dedicato al paesaggio culturale che scorre dalle Alpi Giulie al mare, dal Mangart al golfo di Trieste.<br>Non mi sono informata su questo museo: desideravo che fosse una scoperta. E così è stato.<br>Eccomi a girovagare in un museo che è lontano dalle &#8220;solite&#8221; esposizioni museali: non ha bacheche con oggetti in esposizione, ma strumenti multimediali che ti avvolgono nella storia e nella narrazione di questo territorio (da Tarvisio a Muggia), <strong>dove storicamente sono insediati da sempre gli sloveni</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading" style="font-size:29px">Cosa troverai?</h2>



<p style="font-size:21px">Non vorrei svelare troppo, perché la bellezza della scoperta e della sorpresa è parte di questo museo.<br>Come racconta il suo nome, <strong>è uno sguardo sulle comunità slovene</strong> che vivono in Italia.<br>Ti dico che, su questa linea di confine (su cui, appunto, da sempre convivono sloveni e italiani) sono state individuate sette zone: Val Canale/Kanalska dolina, Val Resia/Rezija, Valli del Torre/Terske doline, Valli del Natisone/Nediške doline, Gorizia e il Collio/Gorica in Brda, Carso e mare/Kras in morje e Trieste e Istria/Trst in Istra. <br>Queste sette zone sono state presentate nelle otto installazioni del museo, e sono state rivelate da diversi punti di vista.<br>Qual è stata la mia preferita? Ne ho tante a parimerito.<br>Come la biblioteca parlante: scegli un libro dagli scaffali e lo appoggi su un tavolo, a quel punto senti la voce dell&#8217;autore che recita il suo scritto (in sloveno o in italiano), mentre un&#8217;immagine dei suoi luoghi (proiettata sul tavolo) arricchisce l&#8217;esperienza.<br>Come la radio con le musiche tipiche delle sette zone.<br>Come le cartoline sonore (e ce n&#8217;è una in cui <a href="https://www.laltrove.com/il-museo-della-bora-trieste-un-museo-dedicato-a-un-vento-laltrove/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">la voce della Bora</a> ti fa venire freddo).<br>Come i paesaggi culturali che ti immergono nella narrazione di un luogo. O di un tempo.<br>Questa visita può essere anche un punto di partenza per una gita: scorri nell&#8217;<em>atlas</em> l&#8217;argomento che ti interessa, prendi le informazioni che ti servono e poi lo vai a visitare ciò che hai cercato. Non mi sono spiegata? Esatto: vai allo SMO, consulti l&#8217;<em>atlas</em> (una mappa interattiva dove sono indicati i mulini, le mulattiere, le malghe, le chiese e molto altro) e tutto sarà chiaro.<br>È un museo in cui vengono coinvolti tutti i sensi. Non mi credi? Allora non ti resta che visitarlo e verificare di persona.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="960" height="905" src="https://www.laltrove.com/wp-content/uploads/2024/03/La-biblioteca-parlante.jpg" alt="La biblioteca parlante" class="wp-image-2832" srcset="https://www.laltrove.com/wp-content/uploads/2024/03/La-biblioteca-parlante.jpg 960w, https://www.laltrove.com/wp-content/uploads/2024/03/La-biblioteca-parlante-300x283.jpg 300w, https://www.laltrove.com/wp-content/uploads/2024/03/La-biblioteca-parlante-768x724.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 960px) 100vw, 960px" /><figcaption class="wp-element-caption">La biblioteca parlante</figcaption></figure>



<h2 class="wp-block-heading" style="font-size:29px">Slovensko Multimedialno Okno: «Dove? Kje? Uer? Dulà?»</h2>



<p style="font-size:21px">Il museo si trova lungo la strada principale di San Pietro (in via Alpe Adria, 73): una volta lasciato sulla destra il municipio, si vede poche decine di metri più in là, sulla sinistra.<br>Difronte al &#8220;Paradiso dei golosi&#8221;.<br>È aperto ogni giorno dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 14.30 alle 17.30.</p>



<h2 class="wp-block-heading" style="font-size:29px">Pausa caffè</h2>



<p style="font-size:21px">Come detto poco fa, il museo si trova difronte al &#8220;Paradiso dei golosi&#8221;. Non serve aggiungere altro.</p>
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		<title>Fuocolento gennaio 2023</title>
		<link>https://www.laltrove.com/le-pietre-dinciampo-a-gorizia-fuocolento-gennaio-2023/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Corinna Sabbadini]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 25 Jan 2024 16:57:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Gorizia]]></category>
		<category><![CDATA[Scrivendo]]></category>
		<category><![CDATA[Biblioteca Statale Isontina]]></category>
		<category><![CDATA[Fuocolento]]></category>
		<category><![CDATA[Giorno della Memoria]]></category>
		<category><![CDATA[GO! Borderless]]></category>
		<category><![CDATA[GO!2025]]></category>
		<category><![CDATA[Nova Gorica/Gorizia 2025]]></category>
		<category><![CDATA[Pietre d'Inciampo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le Pietre d&#8217;Inciampo a Gorizia Guarda quanto è bella questa pianta della città: è aggiornata al 1° gennaio 1921. Guarda com&#8217;era la città un secolo fa: guarda cosa c&#8217;era già, e cosa è arrivato dopo.C&#8217;è una cosa che mi ha colpito in modo particolare, ma non ti dico cos&#8217;è: mi tengo il segreto per scrivere un altro articolo più avanti! Torniamo a noi. Vedi i numeri all&#8217;interno di quei piccoli cerchi neri? Indicano le posizioni dove si trovano 25 Pietre d&#8217;Inciampo che sono state posizionate dal 20 gennaio 2016 a oggi. Manca un numero (il 12): quello che dovrebbe indicare via Lunga (in Borgo San Rocco), il luogo dove si trovava lo storico negozio di mobili di Ladislao Herskovitz (italianizzato Ercoli) e dove lo scorso aprile è stata posata la ventiseiesima Pietra d&#8217;Inciampo di Gorizia.Se vuoi scoprire qualcosa di più su queste Pietre che ho scritto sul numero di gennaio 2023 di Fuocolento: ti racconto cosa sono, chi le ha &#8220;inventate&#8221; e cosa rappresentano. Trovi anche l&#8217;elenco dei nomi che queste &#8220;Stolpersteine&#8221; vogliono ricordare.Il numero 11 che vedi indicato in basso a destra, lontano dal centro cittadino, indica le Pietre d&#8217;Inciampo che sono state posizionate all&#8217;esterno dell&#8217;Ospedale Psichiatrico di Gorizia [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading" style="font-size:29px">Le Pietre d&#8217;Inciampo a Gorizia</h2>



<p style="font-size:21px">Guarda quanto è bella questa pianta della città: è aggiornata al 1° gennaio 1921. Guarda com&#8217;era la città un secolo fa: guarda cosa c&#8217;era già, e cosa è arrivato dopo.<br>C&#8217;è una cosa che mi ha colpito in modo particolare, ma non ti dico cos&#8217;è: mi tengo il segreto per scrivere un altro articolo più avanti!<br> <br>Torniamo a noi. Vedi i numeri all&#8217;interno di quei piccoli cerchi neri? Indicano le posizioni dove si trovano 25 Pietre d&#8217;Inciampo che sono state posizionate dal 20 gennaio 2016 a oggi. Manca un numero (il 12): quello che dovrebbe indicare via Lunga (in Borgo San Rocco), il luogo dove si trovava lo storico negozio di mobili di <strong>Ladislao Herskovitz (italianizzato Ercoli)</strong> e dove lo scorso aprile è stata posata la ventiseiesima Pietra d&#8217;Inciampo di Gorizia.<br>Se vuoi scoprire qualcosa di più su queste Pietre</p>



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<div class="wp-block-button"><a class="wp-block-button__link has-text-align-center wp-element-button" href="https://www.laltrove.com/wp-content/uploads/2024/01/Le-Pietre-dInciampo-a-Gorizia-Fuocolento-gennaio-2023.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">apri il pdf e leggi l&#8217;articolo</a></div>
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<p style="font-size:21px"><br>che ho scritto sul numero di gennaio 2023 di Fuocolento: ti racconto cosa sono, chi le ha &#8220;inventate&#8221; e cosa rappresentano. Trovi anche l&#8217;elenco dei nomi che queste &#8220;Stolpersteine&#8221; vogliono ricordare.<br>Il numero 11 che vedi indicato in basso a destra, lontano dal centro cittadino, indica le Pietre d&#8217;Inciampo che sono state posizionate all&#8217;esterno dell&#8217;<a href="https://www.laltrove.com/fuocolento-maggio-2023-l-ospedale-psichiatrico-di-gorizia/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Ospedale Psichiatrico di Gorizia</a> dove tre persone sono state prelevate e deportate nel dicembre 1943. Due di loro erano i coniugi ultrasettantenni Amelia Pavia Michelstaedter ed Elio Michelstaedter che si erano fatti ricoverare con la speranza di non essere così arrestati. La terza vittima era una giovane donna, Elsa Valobra, che invece si trovava qui da quando era stata licenziata dalla Cassa di Risparmio nel 1938, in seguito alla promulgazione delle leggi razziali: lo shock che subì in seguito al licenziamento fu così forte che fu necessario ricoverarla.</p>



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<div class="wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow">
<p style="font-size:22px"><em>La lettura del nome va fatta ad alta voce, come se lei fosse dall’altra parte della strada e tu la stessi chiamando. Senza urlare. Solo per attirare la sua attenzione, come per salutarla. Bisogna nominarla ad alta voce per tutte quelle migliaia di volte che sua madre, sua sorella, suo nipote e i suoi amici avrebbero dovuto o voluto chiamarla ancora. </em></p>
</div>



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<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="757" src="https://www.laltrove.com/wp-content/uploads/2024/01/Pietra-dinciampo-Elda-Michelstaedter-1024x757.jpg" alt="Pietra d'inciampo Elda Michelstaedter" class="wp-image-2669" srcset="https://www.laltrove.com/wp-content/uploads/2024/01/Pietra-dinciampo-Elda-Michelstaedter-1024x757.jpg 1024w, https://www.laltrove.com/wp-content/uploads/2024/01/Pietra-dinciampo-Elda-Michelstaedter-300x222.jpg 300w, https://www.laltrove.com/wp-content/uploads/2024/01/Pietra-dinciampo-Elda-Michelstaedter-768x568.jpg 768w, https://www.laltrove.com/wp-content/uploads/2024/01/Pietra-dinciampo-Elda-Michelstaedter.jpg 1298w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Pietra d&#8217;Inciampo dedicata a <a href="https://www.laltrove.com/fuocolento-elda-michelstaedter-e-il-cassone-da-viaggio/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Elda Michelstaedter</a></figcaption></figure>
</div>
</div>



<p><em>Foto di copertina: <a href="https://www.isontina.beniculturali.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Biblioteca Statale Isontina</a>.</em></p>
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