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	<title>Trieste Archivi - Laltrove</title>
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	<description>Racconti di Corinna Sabbadini</description>
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	<title>Trieste Archivi - Laltrove</title>
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		<title>Trieste Film Festival – 37^ Edizione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Corinna Sabbadini]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 14 Jan 2026 16:46:35 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Ci siamo Ho iniziato il conto alla rovescia lo scorso 25 gennaio: ovvero, il giorno dopo la fine della 36^ edizione. E ormai mancano solo 2 giorni al 37° Trieste Film Festival. PeppeeeperepeppeeePeppeeeperepeppeeePeppeee(ok non è musica balcanica, però è comunque musica di gioia) Te ne ho già parlato diverse volte negli ultimi anni perché è una immersione totale alla scoperta di quella metà d&#8217;Europa in genere meno conosciuta dai più e sempre più esplorata dai meno. È cinema, è musica, è cibo, è lettura, è arte, è tempo che si espande e si riempie, è babele che ti avvolge. Trieste è ancora più Trieste durante questi giorni. E una triestofila e balcanofila come me non può perdersi questo che è il più importante appuntamento italiano con il cinema dell’Europa centro orientale. Un vero e proprio concentrato di estità in diverse forme: film, lungometraggi, documentari, musica, vino, cibo, design, grafica, e ancora balli, visite guidate, libri, incontri con registi e attori&#8230; Il programma è come sempre denso e impegnativo: se hai il dono dell&#8217;obiquità, ti consiglio di usarlo senza parsimonia da venerdì 16 a sabato 24 gennaio.Ringrazio sempre il lavoro che dal 1989 (da tren-ta-set-te anni) l’Associazione Alpe Adria Cinema e [&#8230;]</p>
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<h2 class="wp-block-heading" style="font-size:29px">Ci siamo</h2>



<p style="font-size:21px">Ho iniziato il conto alla rovescia lo scorso 25 gennaio: ovvero, il giorno dopo la fine della <a href="https://www.laltrove.com/trieste-film-festival-36-edizione/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">36^ edizione</a>. E ormai mancano solo 2 giorni al <a href="https://triestefilmfestival.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">37° Trieste Film Festival</a>. <br>PeppeeeperepeppeeePeppeeeperepeppeeePeppeee<br>(ok non è musica balcanica, però è comunque musica di gioia) <br>Te ne ho già parlato diverse volte negli ultimi anni perché è una immersione totale alla scoperta di quella metà d&#8217;Europa in genere meno conosciuta dai più e sempre più esplorata dai meno. <br>È cinema, è musica, è cibo, è lettura, è arte, è tempo che si espande e si riempie, è babele che ti avvolge. Trieste è ancora più Trieste durante questi giorni. <br>E una triestofila e balcanofila come me non può perdersi questo che è il più importante appuntamento italiano con il cinema dell’Europa centro orientale. <br>Un vero e proprio concentrato di estità in diverse forme: film, lungometraggi, documentari, musica, vino, cibo, design, grafica, e ancora balli, visite guidate, libri, incontri con registi e attori&#8230; Il <a href="https://triestefilmfestival.it/#" target="_blank" rel="noreferrer noopener">programma</a> è come sempre denso e impegnativo: se hai il dono dell&#8217;obiquità, ti consiglio di usarlo senza parsimonia da venerdì 16 a sabato 24 gennaio.<br>Ringrazio sempre il lavoro che dal 1989 (da tren-ta-set-te anni) l’Associazione Alpe Adria Cinema e la sua direttrice artistica&nbsp;Nicoletta Romeo svolgono con dedizione e intelligenza.</p>



<p style="font-size:21px">Riporto qua sotto solo <strong>ALCUNI</strong> degli appuntamenti che ha segnato in agenda. Ma tu vai a cercare anche gli altri sul sito del 37° Trieste Film Festival.</p>



<h2 class="wp-block-heading" style="font-size:29px">Venerdì 16</h2>



<p style="font-size:21px">Ore 19.30 e 22.00 – Teatro Miela – <strong><a href="https://triestefilmfestival.it/film/franz/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">FRANZ</a></strong>. Questo film della regista polacca Agnieszka Holland è il candidato della Polonia agli Oscar per il Miglior film internazionale 2026: un modo per scoprire come Franza Kafka ha attraversato la sua vita.</p>



<h2 class="wp-block-heading" style="font-size:29px">Martedì 20</h2>



<p style="font-size:21px">Ore 14.30 – Teatro Miela &#8211; <strong><a href="https://triestefilmfestival.it/film/corti-senza-confine/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Corti senza confine</a></strong>. Sono i sette cortometraggi vincitori di &#8220;Corti Senza Confine&#8221;: il progetto promosso dalla Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia nell’ambito dei programmi di GO! 2025 Nova Gorica – Gorizia Capitale Europea della Cultura.<br>Ore 20:00 – Politeama Rossetti – <a href="https://triestefilmfestival.it/film/das-verschwinden-des-josef-mengele/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>Das Verschwinden des Josef Mengele</strong></a> /La scomparsa di Josef Mengele / The Disappearance of Josef Mengele. Il regista Kirill Serebrennikov ci riporta alla seconda Guerra Mondiale e ci fa incontrare uno dei criminali più deliranti di quell&#8217;atroce periodo della nostra storia.</p>



<h2 class="wp-block-heading" style="font-size:29px">Mercoledì 21</h2>



<p style="font-size:21px">Ore&nbsp;16:00 – Cinema Ambasciatori –&nbsp;<a href="https://triestefilmfestival.it/film/no-one-will-hurt-you/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>NO ONE WILL HURT YOU</strong></a> / Nessuno vi farà del male. Anche quest&#8217;anno il Festival mi fa tornare a <a href="https://www.laltrove.com/srebrenica-argentaria-acqua-argento-genocidio-1995/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Srebrenica</a>.</p>



<h2 class="wp-block-heading" style="font-size:29px">Giovedì 22</h2>



<p style="font-size:21px">Ore&nbsp;14:00 – Politeama Rossetti – <strong><a href="https://triestefilmfestival.it/film/elenas-shift/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">ELENA’S SHIFT</a> </strong>/ Il turno di Elena. Qua siamo ad Atene, dove Elena (una madre single rumena) affronta i suoi datori di lavoro corrotti con Yota (la sua avvocata).</p>



<h2 class="wp-block-heading" style="font-size:29px">Venerdì 23</h2>



<p style="font-size:21px">Ore&nbsp;14:00 – Politeama Rossetti – <a href="https://triestefilmfestival.it/programma/venerdi-23-gennaio/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>RENOVACIJA</strong> </a>/ Cambiamento / Renovation. A Vilnius viviamo la relazione di Ilona e Matas, e di come le crepe di una casa possono incidere anche negli animi di chi la vive.</p>



<h2 class="wp-block-heading" style="font-size:29px">Sabato 24</h2>



<p style="font-size:21px">Ore&nbsp;20:00 – Politeama Rossetti &#8211; <a href="https://triestefilmfestival.it/film/silent-friend/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>SILENT FRIEND</strong></a>. Marburgo. Un giardino botanico. 100 anni di vita. Un albero di Ginkgo biloba. Tre storie a colori e in bianco e nero vivono attorno a questa pianta.</p>



<h2 class="wp-block-heading" style="font-size:29px">WILD ROSES</h2>



<p style="font-size:21px">Questa è la sezione del Festival dedicata alle registe europee: ogni anno viene scelto uno Stato, e quest’anno le registe saranno slovene. Una vera opportunità per scoprire il loro lavoro. In programma ci sono 13 lungometraggi (tra documentari e film di finzione) e 10 cortometraggi!</p>



<h2 class="wp-block-heading" style="font-size:29px">VISIONI QUEER</h2>



<p style="font-size:21px">Anche quest&#8217;anno il Festival ci offre una sezione dedicata al movimento LGBTQ+ con 10 recenti titoli che ci danno modo di riflettere e approfondire l’attualità.</p>



<h2 class="wp-block-heading" style="font-size:29px">YUGO LOGO</h2>



<p style="font-size:21px"><a href="https://triestefilmfestival.it/evento/yugo-logo/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Mostra</a> a cura di Ognjen Ranković e Antonio Karača in collaborazione con Associazione Cizerouno<br>Un viaggio nella grafica e nel design dell&#8217;ex Jugoslavia: sono oltre 600 i loghi selezionati, si tratta dei più iconici fra i marchi “made in Yu”. Oltre all&#8217;esposizione in tre aree tematiche (turismo, cinema e teatro), ci sarà anche un omaggio ad alcune designer jugoslave.<br>Un patrimonio che celebre un passato non poi così lontano.<br><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f4cd.png" alt="📍" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" />Cavò, Via S. Rocco, 1/a</p>



<h2 class="wp-block-heading" style="font-size:29px">37° Trieste Film Festival</h2>



<p style="font-size:21px">Sei pronto per questo 37° Trieste Film Festival?</p>



<p style="font-size:21px"><em>Foto in alto: locandina ufficiale del Trieste Film Festival 2026. Photo di Ugo Borsatti.</em></p>
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		<title>Trieste Film Festival – 36^ Edizione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Corinna Sabbadini]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Jan 2025 16:47:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Festivalando]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Forse non si è capito Forse non si è capito, ma sono una grande fan del Trieste Film Festival. Te ne ho parlato negli ultimi anni già tre volte. Non è &#8220;solo&#8221; il principale appuntamento cinematografico italiano dedicato al cinema dell’Europa centro-orientale. Non è &#8220;solo&#8221; una occasione per scoprire film-registi-attori di una parte di mondo attiva cinematograficamente, ma che poi non trova spazio nelle nostre sale. Non è &#8220;solo&#8221; un concentrato di proiezioni-incontri-mostre-concerti che ruota attorno a questa mezza Europa posta a levante, che spesso fa di tutto per volgere a ponente. È tutto questo&#8230; a Trieste! Quindi è ancora tutto più bello. Ed è a Trieste dal 1989, grazie all&#8217;idea e al lavoro costante dell’Associazione Alpe Adria Cinema e della sua direttrice artistica Nicoletta Romeo. Sono pronta per questa trentaseiesima edizione: scaldo i motori, anzi, scaldo la poltrona del cinema perché domani inizia la full immersion!Io ho il mio zainetto vuoto, che non aspetta altro che essere riempito di immagini, voci, nomi, musiche, storie, sorrisi, lacrime, capi in b, chifeletti, ricordi, folate di Bora, strette di mano, accenti slavi teutonici ugro-finnici greci e turchi. Tutto da mettere dentro, fare scorta, portare a casa e sistemare nei cassetti e sulle mensole, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading" style="font-size:29px">Forse non si è capito</h2>



<p style="font-size:21px">Forse non si è capito, ma sono una grande fan del Trieste Film Festival. Te ne ho parlato negli ultimi anni già tre volte. <br>Non è &#8220;solo&#8221; il principale appuntamento cinematografico italiano dedicato al cinema dell’Europa centro-orientale. Non è &#8220;solo&#8221; una occasione per scoprire film-registi-attori di una parte di mondo attiva cinematograficamente, ma che poi non trova spazio nelle nostre sale. Non è &#8220;solo&#8221; un concentrato di proiezioni-incontri-mostre-concerti che ruota attorno a questa mezza Europa posta a levante, che spesso fa di tutto per volgere a ponente. È tutto questo&#8230; a Trieste! Quindi è ancora tutto più bello. <br>Ed è a Trieste dal 1989, grazie all&#8217;idea e al lavoro costante dell’Associazione Alpe Adria Cinema e della sua direttrice artistica Nicoletta Romeo. <br>Sono pronta per questa trentaseiesima edizione: scaldo i motori, anzi, scaldo la poltrona del cinema perché domani inizia la full immersion!<br>Io ho il mio zainetto vuoto, che non aspetta altro che essere riempito di immagini, voci, nomi, musiche, storie, sorrisi, lacrime, capi in b, chifeletti, ricordi, folate di Bora, strette di mano, accenti slavi teutonici ugro-finnici greci e turchi. Tutto da mettere dentro, fare scorta, portare a casa e sistemare nei cassetti e sulle mensole, in bella vista o un po&#8217; al riparo a seconda della necessità.</p>



<h2 class="wp-block-heading" style="font-size:29px">Il programma</h2>



<p style="font-size:21px">Segna sull&#8217;agenda: <a href="https://triestefilmfestival.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">dal 16 al 24 gennaio</a>. <br>Come sempre, oltre alle proiezioni di film cortometraggi lungometraggi e documentari, troverai incontri, concerti, degustazioni, laboratori per bambini, visite guidate e degustazioni di vino. Sì: c&#8217;è anche una <strong><a href="https://triestefilmfestival.it/evento/wine-roses/">degustazione di vini bianchi dalla Serbia all&#8217;Antico Caffè San Marco</a></strong>.</p>



<p style="font-size:21px">Oltre a questo evento, ecco alcuni appuntamenti interessanti, ma solo alcuni, perché il calendario è ben più ricco.</p>



<h2 class="wp-block-heading" style="font-size:29px">Giovedì 16</h2>



<p style="font-size:21px">Ore 19.30 e 21.30 &#8211; Teatro Miela &#8211; <a href="https://triestefilmfestival.it/film/wishing-on-a-star/"><strong>WISHING ON A STA</strong></a><strong><a href="https://triestefilmfestival.it/film/wishing-on-a-star/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">R</a></strong>. Il nuovo film del regista slovacco-ungherese Peter Kerekes, girato anche in Friuli Venezia Giulia.</p>



<h2 class="wp-block-heading" style="font-size:29px">Venerdì 17</h2>



<p style="font-size:21px">Ore 14.15 &#8211; Teatro Miela &#8211; <strong><a href="https://triestefilmfestival.it/film/cortometraggi-wild-roses-serbia/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">GRAD &#8211; NIKOG NEMA &#8211; ROZE &#8211; U RAMENIMA</a></strong>. Quattro cortometraggi della sezione &#8220;Wild Roses &#8211; Serbia&#8221;, che quest&#8217;anno (appunto) è dedicata alle cineaste della Serbia contemporanea.<br>Ore 16.00 &#8211; Teatro Miela &#8211; <strong><a href="https://triestefilmfestival.it/film/cortometraggi-visioni-queer/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">LES EVANGILES D’ANASYRMA &#8211; FATHER, BLESS US &#8211; RED ANTS BITE</a></strong>. Tre cortometraggi della nuova sezione &#8220;Visioni Queer&#8221;: una novità di quest&#8217;anno che ci permetterà di seguire lotte e diritti negati alla comunità Lgbtq+ nei Paesi dell&#8217;Europa dell&#8217;Est.</p>



<h2 class="wp-block-heading" style="font-size:29px">Sabato 18</h2>



<p style="font-size:21px">Ore 14.15 &#8211; Teatro Miela &#8211; <a href="https://triestefilmfestival.it/film/domovine/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>DOMOVINE</strong></a>. Sezione &#8220;Wild Roses &#8211; Serbia&#8221;: si va nella ex Jugoslavia.<br>Ore 16.00 &#8211; Teatro Miela &#8211; <a href="https://triestefilmfestival.it/film/kelti/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>K</strong></a><a href="https://triestefilmfestival.it/film/kelti/"><strong>ELTI</strong></a>. Sezione &#8220;Wild Roses &#8211; Serbia&#8221;: «Belgrado, 1993, &#8230; la festa si disperde lentamente, proprio come la Jugoslavia, il paese in cui Marijana e i suoi amici sono nati.»<br>Ore 18.00 &#8211; Sala Bobi Bazlen &#8211; <a href="https://triestefilmfestival.it/evento/immaginando-i-balcani-memoria-e-presente-nella-produzione-culturale-della-jugosfera/"><strong>IMMAGINANDO I BALCANI. MEMORIA E PRESENTE NELLA PRODUZIONE CULTURALE DELLA JUGOSFER</strong></a><a href="https://triestefilmfestival.it/evento/immaginando-i-balcani-memoria-e-presente-nella-produzione-culturale-della-jugosfera/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>A</strong></a>. «La giornalista Marina Lalović e la scrittrice Elvira Mujčić in conversazione con Martina Napolitano rifletteranno sul ruolo della memoria nella produzione artistica balcanica degli ultimi anni, sull’impatto che le guerre degli anni Novanta hanno ancora sulla coscienza sociale e culturale di questi paesi e su come la produzione culturale riesce a tenere insieme il passato e il presente, ossia come i motivi e i temi legati a quel periodo si intrecciano a urgenze esistenziali attuali.»<br>Ore 20.30 &#8211; Teatro Miela &#8211; <a href="https://triestefilmfestival.it/film/78-dana/"><strong>78 DAN</strong></a><a href="https://triestefilmfestival.it/film/78-dana/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>A</strong></a>. Sezione &#8220;Wild Roses &#8211; Serbia&#8221;: «Poco prima che il padre venga arruolato durante il bombardamento della Serbia da parte della NATO nel 1999, le sorelle Sonja e Dragana iniziano un video-diario con una videocamera amatoriale.»<br>Ore 22.00 &#8211; Teatro Miela &#8211; <strong><a href="https://triestefilmfestival.it/film/avant-drag-radical-performers-re-imagine-athens/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">AVANT-DRAG! Radical Performers Re-Imagine Athens</a></strong>. Sezione &#8220;Visioni Queer&#8221;: «Nel documentario poetico Avant-Drag! seguiamo dieci drag performer di Atene che s’inventano mondi effimeri come rifugio contro una realtà ostile.»</p>



<h2 class="wp-block-heading" style="font-size:29px">Domenica 19</h2>



<p style="font-size:21px">Ore 11.00 &#8211; Teatro Miela &#8211; <a href="https://triestefilmfestival.it/film/noi-siamo-gli-errori-che-permettono-la-vostra-intelligenza/"><strong>NOI SIAMO GLI ERRORI CHE PERMETTONO LA VOSTRA INTELLIGENZ</strong></a><a href="https://triestefilmfestival.it/film/noi-siamo-gli-errori-che-permettono-la-vostra-intelligenza/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>A</strong></a>. «L’Accademia della Follia, la compagnia teatrale creata negli spazi dell’ex Ospedale psichiatrico di Trieste dall’attore e regista Claudio Misculin nei primi anni ‘70, ha viaggiato in tutto il mondo in numerosi e applauditi spettacoli.»<br>Ore 14.15 &#8211; Teatro Miela &#8211; <a href="https://triestefilmfestival.it/film/il-mio-compleanno/"><strong>IL MIO COMPLEANN</strong></a><a href="https://triestefilmfestival.it/film/il-mio-compleanno/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>O</strong></a>. «Riccardino sta per compiere 18 anni nella casa-famiglia in cui vive. Da quattro anni è separato dalla madre, una donna con forti disturbi della personalità̀. Nonostante la guida premurosa e attenta della sua educatrice, Riccardino decide di scappare per raggiungere la madre e vivere con lei. La sua illusione presto si trasformerà̀ in un’amara realtà̀ e Riccardino dovrà̀ fare una scelta difficile.»<br><strong>INCinema – Festival del Cinema Inclusivo</strong>. Il film è presentato con&nbsp;sottotitoli&nbsp;per persone sorde e ipoacusiche e&nbsp;audiodescrizione&nbsp;per persone cieche e ipovedenti. L’audiodescrizione è fruibile attraverso l’app gratuita&nbsp;EARCATCH, disponibile negli store, sia per dispositivi&nbsp;<a href="https://apps.apple.com/it/app/earcatch/id1021220730" target="_blank" rel="noreferrer noopener">iOS</a>&nbsp;che&nbsp;<a href="https://play.google.com/store/apps/details?id=nl.q42.soundfocus&amp;hl=it" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Android</a>.</p>



<h2 class="wp-block-heading" style="font-size:29px">Lunedì 20</h2>



<p style="font-size:21px">Ore&nbsp;09:30 &#8211; Starhotels Savoia Excelsior Palace &#8211; <a href="https://triestefilmfestival.it/evento/lets-go-2025-capitali-europee-della-cultura-multilingui-sulle-tracce-della-diversita-linguistica-delle-ecoc/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>LET’S GO! 2025: Capitali Europee della Cultura multilingui. Sulle tracce della diversità li</strong></a><a href="https://triestefilmfestival.it/evento/lets-go-2025-capitali-europee-della-cultura-multilingui-sulle-tracce-della-diversita-linguistica-delle-ecoc/"><strong>nguistica delle ECoCs</strong></a>. «Dopo aver trattato il tema dello sviluppo cinematografico territoriale come volano socio-economico e culturale, dell’accessibilità e della sostenibilità degli eventi culturali nell’ambito di altre capitali della cultura europee – i cui rappresentanti sono giunti a Trieste nel 2023 e nel 2024 da vari Paesi per uno scambio di buone pratiche e comuni riflessioni sugli argomenti trattati -, continuiamo il confronto con altre città europee, stavolta sul tema del bilinguismo (o addirittura plurilinguismo). Ci sembra estremamente utile e interessante, infatti, comprendere come l’evento “capitale europea della cultura” ha contributo (o contribuirà) a rafforzare e unire maggiormente le comunità linguistiche di uno stesso territorio e quali pratiche sono state avviate o tuttora permangono.»<br>Ore 18.30 &#8211; Teatro Miela &#8211; <a href="https://triestefilmfestival.it/film/infanzia/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>SEEDS OF DESTINY</strong> &#8211; <strong>KINDER SUCHEN IHRE ELTERN (DER AUGENZEUGE 1946/12)</strong> &#8211; <strong>VALAHOL EURÓPÁBAN</strong></a>. Tre appuntamenti della <strong>&#8220;</strong>Retrospettiva 1945. La guerra è finita? Traumi, rovine, ricostruzione<strong>&#8220;</strong>: dagli archivi mondiali, capolavori di finzione e documentari realizzati nel secondo dopoguerra, per comprendere un’epoca di disperazione e speranza.<br>Ore&nbsp;20:00 &#8211; Politeama Rossetti &#8211; <a href="https://triestefilmfestival.it/film/the-perl-of-the-ruins/"><strong>THE PERL OF THE RUIN</strong></a><a href="https://triestefilmfestival.it/film/the-perl-of-the-ruins/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>S</strong></a>. Film muto, con l&#8217;accompagnamento al pianoforte di Andrej Goričar e le didascalie in italiano e in inglese; in collaborazione con La Cineteca del Friuli.<br>Realizzato nel 1921, è il film di finzione più antico girato a Trieste.<br>Ore&nbsp;20:26 &#8211; Politeama Rossetti &#8211; <a href="https://triestefilmfestival.it/film/sterben/"><strong>STERBE</strong></a><a href="https://triestefilmfestival.it/film/sterben/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>N</strong></a>. Lo spartito della vita segue le vicende della famiglia Lunies. Quando la Morte si presenta alla porta di casa, i membri della famiglia, che si sono allontanati da tempo, finalmente si ritroveranno. Un’opera tragicomica tra malattie, amori, rapporti disfunzionali, genitorialità confuse e i grandi temi dell’esistenza.</p>



<h2 class="wp-block-heading" style="font-size:29px">Martedì 21</h2>



<p style="font-size:21px">Ore&nbsp;10:30 &#8211; Cinema Ambasciatori &#8211; <a href="https://triestefilmfestival.it/film/my-fathers-diaries/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>MY FATHER’S DIARIES</strong></a>. «È l’agosto del 1993 quando Bekir Hasanović scambia una moneta d’oro per la videocamera con cui, da quel momento, filmerà la vita di ogni giorno a Srebrenica. Le immagini che registra nei giorni della guerra con la sua troupe improvvisata – formata da Ben, John &amp; Boys – danno vita al ritratto inaspettato di una popolazione smarrita, ma che mantiene un fiero legame con la realtà senza rinunciare alla giusta dose di umorismo. Ado, figlio di Bekir, parte da queste immagini e dalle pagine dei diari del padre per ricostruirne la figura e per capire, insieme alla madre Fatima, come abbia fatto a sopravvivere alla Marcia della Morte e al genocidio di Srebrenica.»</p>



<h2 class="wp-block-heading" style="font-size:29px">Mercoledì 22</h2>



<p style="font-size:21px">Ore&nbsp;16:00 &#8211; Cinema Ambasciatori &#8211; <a href="https://triestefilmfestival.it/film/anime-galleggianti/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>ANIME GALLEGGIANTI</strong></a>. «Ispirato alle Metamorfosi di Ovidio, è un’opera ibrida che mischia l’etnografia visuale e musicale con la mitologia classica, l’approccio documentario con la fantasia. I racconti mitologici vengono reinventati attraverso la tradizione e la cultura sarde.»<br>Ore&nbsp;18:00 &#8211; Politeama Rossetti &#8211; <a href="https://triestefilmfestival.it/film/kreas/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>KREAS</strong></a>. In un racconto che affonda le sue radici nella tragedia greca antica, un patriarca deve decidere il destino di suo figlio e del ragazzo che ha cresciuto, quando una lunga faida tra vicini si trasforma in omicidio.&nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading" style="font-size:29px">Giovedì 23</h2>



<p style="font-size:21px">Ore&nbsp;18:00 &#8211; Politeama Rossetti &#8211; <a href="https://triestefilmfestival.it/film/fekete-pont/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>FEKETE PONT</strong></a>. Un ritratto realistico del sistema scolastico ungherese, che viene mostrato attraverso gli occhi di un’insegnante, Juci, e di un alunno appena arrivato, Palkó, due anti-eroi in una scuola che è anche metafora di un intero Paese.</p>



<h2 class="wp-block-heading" style="font-size:29px">Venerdì 24</h2>



<p style="font-size:21px">Ore&nbsp;18:30 &#8211; Politeama Rossetti &#8211; <a href="https://triestefilmfestival.it/film/nakon-ljeta/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>NAKON LJETA</strong></a>. Il regista è Danis Tanović e c&#8217;è un&#8217;isola dalmata: mi sembrano informazioni sufficienti per andare a guardare il film. (Anche se già la prima mi aveva subito convinta) <br>Ore&nbsp;20:30 &#8211; Politeama Rossetti &#8211; <a href="https://triestefilmfestival.it/film/crossing/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>CROSSING</strong></a>. Lia, un’insegnante in pensione che vive in Georgia, ha promesso di scoprire cosa è successo a sua nipote Tekla, scomparsa da tempo. Quando Lia viene a sapere da Achi, un vicino, che Tekla forse vive in Turchia, i due partono alla sua ricerca. A Istanbul scoprono una città bellissima, piena di possibilità, ma cercare qualcuno che non ha mai voluto essere trovato è più difficile di quanto pensassero. Fino a quando non incontrano Evrim, un’avvocatessa che lotta per i diritti delle persone trans. E mentre Lia e Achi percorrono in lungo e in largo le stradine della città, hanno la sensazione che Tekla sia più vicina che mai.<br>Ore&nbsp;22:00 &#8211; Aqvuedotto caffè &#8211; <a href="https://triestefilmfestival.it/evento/trans-europa-express/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>TRANS EUROPA EXPRESS</strong></a>. E poi si viaggia con la musica di Jazza &amp; Libra.</p>



<h2 class="wp-block-heading" style="font-size:29px">«Dove? Kje? Uer? Dulà?»</h2>



<p style="font-size:21px">I film sono proiettati al Teatro Miela (in Piazza Luigi Amedeo Duca degli Abruzzi 3), al Politeama Rossetti (in Largo Giorgio Gaber 1) e al Cinema Ambasciatori (in Viale Venti Settembre 35).<br>Gli altri eventi hanno sedi diverse: le trovi tutte indicate nel dettaglio di ogni singolo evento.<br><br><em>Foto in alto: locandina ufficiale del Trieste Film Festival 2025. Photo <a href="https://www.laltrove.com/monika-bulaj-geografie-sommerse/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Monika Bulaj</a>.</em></p>
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		<title>La Biblioteca Civica Attilio Hortis</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Corinna Sabbadini]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 Nov 2024 16:29:02 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Buffet Siora Rosa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Hortis Nell&#8217;articolo in cui ti ho parlato del Museo Lets &#8211; Letteratura Trieste, ho scritto: Piazza Hortis per me era “la Hortis”: una delle due biblioteche più gettonate dove andare a studiare al tempo dell’università. Scendevo da via Tigor e andavo o alla Statale in largo Papa Giovanni XXIII o alla Hortis. Ecco, la Statale si trovava in un palazzone tutto restaurato, in cima a uno scalone imponente, con gli armadietti nuovi dove lasciare zaini e affini prima di accedere alle sale dove avevi la tua singola postazione con tanto di luce personalizzata: praticamente un lusso sfrenato per l&#8217;epoca. La Hortis aveva ancora addosso la patina del XIX secolo: un unico salone al primo piano, con i tavoli grandi attorniati da libri custoditi in vetrine alte fino al soffitto, le sedie un po&#8217; scomode e i quaderni degli altri sopra i tuoi (o viceversa). Forse da giovane mi piaceva più studiare alla Statale, ma adesso apprezzerei più la Hortis, con il suo profumo di polvere e pagine antiche, con il pavimento che scricchiolava e gli alberi che salutavano dalle finestre, con la luce soffusa e il tempo più dilatato. E poi lì sotto c&#8217;era Siora Rosa, che sì è [&#8230;]</p>
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<h2 class="wp-block-heading" style="font-size:29px">La Hortis</h2>



<p style="font-size:21px">Nell&#8217;articolo in cui ti ho parlato del <a href="https://www.laltrove.com/museo-lets-letteratura-trieste/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Museo Lets &#8211; Letteratura Trieste</a>, ho scritto: <br><em>Piazza Hortis per me era “la Hortis”: una delle due biblioteche più gettonate dove andare a studiare al tempo dell’università. Scendevo da via Tigor e andavo o alla Statale in largo Papa Giovanni XXIII o alla Hortis.</em> <br>Ecco, la Statale si trovava in un palazzone tutto restaurato, in cima a uno scalone imponente, con gli armadietti nuovi dove lasciare zaini e affini prima di accedere alle sale dove avevi la tua singola postazione con tanto di luce personalizzata: praticamente un lusso sfrenato per l&#8217;epoca. <br>La <a href="https://bibliotecacivicahortis.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Hortis</a> aveva ancora addosso la patina del XIX secolo: un unico salone al primo piano, con i tavoli grandi attorniati da libri custoditi in vetrine alte fino al soffitto, le sedie un po&#8217; scomode e i quaderni degli altri sopra i tuoi (o viceversa). <br>Forse da giovane mi piaceva più studiare alla Statale, ma adesso apprezzerei più la Hortis, con il suo profumo di polvere e pagine antiche, con il pavimento che scricchiolava e gli alberi che salutavano dalle finestre, con la luce soffusa e il tempo più dilatato. <br>E poi lì sotto c&#8217;era Siora Rosa, che sì è un buffet storico, ma noi ci prendevamo un capo in b.</p>



<p style="font-size:21px">Per me la Hortis ha ancora il profumo dei colori grigio e verde scuro, di quella pioggia che in settembre annuncia l&#8217;autunno, di quelle prime folate di vento che a breve portano la <a href="https://www.laltrove.com/il-museo-della-bora-trieste-un-museo-dedicato-a-un-vento-laltrove/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Bora</a>. Di quei primi corsi da seguire e degli esami da dare, di quella prima pagina del libretto universitario vuota, e piena di righe tutte da far firmare. <br>Di quei cinque anni stavo vivendo il primo, quello più lungo, quello con più dubbi, quello senza certezze, quello che lentamente ti indirizza lo sguardo a suon di inciampi e cadute.<br>Per questo motivo ci torno sempre volentieri. <br>Ora il salone al primo piano è chiuso e la biblioteca è temporaneamente trasferita in via Madonna del Mare per consentire il termine dei lavori di restauro di Palazzo Biserini. Però il piano terra è accessibile e ospita l&#8217;emeroteca dedicata a Fulvio Tomizza e la sede del nuovo <a href="https://www.laltrove.com/museo-lets-letteratura-trieste/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Museo Lets</a>: due luoghi da visitare e consumare con gli occhi.<br>Mentre io rimango in attesa di rientrare in quel salone.</p>



<div class="wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-9d6595d7 wp-block-columns-is-layout-flex">
<div class="wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow" style="flex-basis:100%">
<h2 class="wp-block-heading" style="font-size:29px">Un po&#8217; di storia</h2>



<div class="wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-9d6595d7 wp-block-columns-is-layout-flex">
<div class="wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow" style="flex-basis:66.66%">
<p style="font-size:21px">La Biblioteca Civica di Trieste è stata fondata nel 1793 ed è la biblioteca che preserva le memorie storiche della città. <br>Pensa che la sua prima sede si trovava in <a href="https://www.laltrove.com/cartolina/cartolina-dal-caffe-degli-specchi-di-trieste/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Piazza Grande</a>, poi fu spostata in Contrada del Corso e solo nel 1820 &#8220;raggiunse&#8221; Piazza Lipsia. Ovvero l’attuale Piazza Hortis. <br>Già allora contava circa 10.000 volumi.<br>Nel corso di questi secoli, la raccolta della Biblioteca si è ampliata grazie agli acquisti, alle donazioni e ai lasciti: oggi, nella sede &#8220;temporanea&#8221; in via Madonna del Mare 13 (a circa 300 metri di distanza da qua), sono consultabili oltre 450.000 fra volumi, lettere, manoscritti, carteggi, spartiti musicali, carte geografiche, disegni, fotografie e manifesti.</p>
</div>



<div class="wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow" style="flex-basis:33.33%">
<figure class="wp-block-image size-large"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="768" height="1024" src="https://www.laltrove.com/wp-content/uploads/2024/11/La-Biblioteca-Civica-Attilio-Hortis-Palazzo-Biserini-768x1024.png" alt="La Biblioteca Civica Attilio Hortis - Palazzo Biserini" class="wp-image-3616" srcset="https://www.laltrove.com/wp-content/uploads/2024/11/La-Biblioteca-Civica-Attilio-Hortis-Palazzo-Biserini-768x1024.png 768w, https://www.laltrove.com/wp-content/uploads/2024/11/La-Biblioteca-Civica-Attilio-Hortis-Palazzo-Biserini-225x300.png 225w, https://www.laltrove.com/wp-content/uploads/2024/11/La-Biblioteca-Civica-Attilio-Hortis-Palazzo-Biserini.png 960w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /><figcaption class="wp-element-caption">La Biblioteca Civica Attilio Hortis &#8211; Palazzo Biserini</figcaption></figure>
</div>
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</div>
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<p style="font-size:21px">Io aspetto che torni nella sua sede in Piazza Hortis per andare ad ammirare le antiche carte geografiche.</p>



<h2 class="wp-block-heading" style="font-size:29px">Chi era Attilio Hortis?</h2>



<p style="font-size:21px">Fu uno storico e filologo triestino, bibliotecario della Civica dal 1887 al 1922. Deputato nel Parlamento di Vienna dal 1897 e, dopo la Grande Guerra, senatore del Regno d&#8217;Italia. <br>Nel 1950, la Città ha voluto riconoscere il ruolo che ha avuto nella direzione della Biblioteca dedicandogli sia la Piazza sia la Biblioteca.<br>Fra i 450.000 volumi catalogati, ci sono anche manoscritti e libri antichi di argomento filologico e storico appartenuti a lui.</p>



<h2 class="wp-block-heading" style="font-size:29px">Pausa Caffè</h2>



<p style="font-size:21px">Come scritto poco fa, all&#8217;epoca io andavo da Siora Rosa. Ma come scritto nell&#8217;articolo dedicato a <a href="https://www.laltrove.com/museo-lets-letteratura-trieste/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Lets</a>: siamo nel centro di Trieste, non sarà difficile trovare un posto dove bere un caffè.</p>



<h2 class="wp-block-heading" style="font-size:29px">Un&#8217;ultima cosa</h2>



<p style="font-size:21px">Se attraversando la piazza o uscendo dalla Biblioteca incontri una statua, è quella di Ettore Schmitz alias Italo Svevo: anche lui frequentava la Civica. Chissà che libri consultava&#8230;</p>
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		<title>Museo Lets &#8211; Letteratura Trieste</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Corinna Sabbadini]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 Sep 2024 16:45:25 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>La &#8220;Hortis&#8221; Piazza Hortis per me era &#8220;la Hortis&#8221;: una delle due biblioteche più gettonate dove andare a studiare al tempo dell&#8217;università. Scendevo da via Tigor e andavo o alla Statale in largo Papa Giovanni XXIII o alla Hortis. Momentaneamente la Hortis si è trasferita in via Madonna del Mare in attesa che il suo storico palazzo venga completamente restaurato. Nel frattempo, il piano terra di palazzo Biserini ospita l&#8217;emeroteca (dedicata a Fulvio Tomizza) e, novità delle novità, il Museo Lets &#8211; Letteratura Trieste. Presentato questa mattina alla stampa, domani sarà aperto a tutti: pronto ad accoglierti e a raccontarti le migliaia di pagine scritte su Trieste. Da oggi, quindi, c&#8217;è un luogo &#8220;nuovo&#8221; a Trieste. Vista dalle vetrate in piazza, sembra una invitante biblioteca, ma la realtà è che non puoi portarti a casa i libri. Li puoi guardare, scegliere, sfogliare, leggere, anche ascoltare, ma quando il museo chiude, devi sistemarli al loro posto.Sì, è un museo: è Lets. È il museo che Trieste ha dedicato alla sua essenza letteraria, ai suoi scrittori, a chi ha portato la città, il suo sguardo marittimo, la sua voce delicata e il suo danzare vivo nell&#8217;eternità grazie a un intreccio sublime delle [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.laltrove.com/museo-lets-letteratura-trieste/">Museo Lets &#8211; Letteratura Trieste</a> proviene da <a href="https://www.laltrove.com">Laltrove</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading">La &#8220;Hortis&#8221;</h2>



<p style="font-size:21px">Piazza Hortis per me era &#8220;la Hortis&#8221;: una delle due biblioteche più gettonate dove andare a studiare al tempo dell&#8217;università. Scendevo da via Tigor e andavo o alla Statale in largo Papa Giovanni XXIII o alla Hortis. <br>Momentaneamente la Hortis si è trasferita in via Madonna del Mare in attesa che il suo storico palazzo venga completamente restaurato. Nel frattempo, il piano terra di palazzo Biserini ospita l&#8217;emeroteca (dedicata a Fulvio Tomizza) e, novità delle novità, il <strong>Museo Lets &#8211; Letteratura Trieste</strong>. Presentato questa mattina alla stampa, domani sarà aperto a tutti: pronto ad accoglierti e a raccontarti le migliaia di pagine scritte su Trieste. </p>



<p style="font-size:21px">Da oggi, quindi, c&#8217;è un luogo &#8220;nuovo&#8221; a Trieste. <br>Vista dalle vetrate in piazza, sembra una invitante biblioteca, ma la realtà è che non puoi portarti a casa i libri. Li puoi guardare, scegliere, sfogliare, leggere, anche ascoltare, ma quando il museo chiude, devi sistemarli al loro posto.<br>Sì, è un museo: è Lets. È il museo che Trieste ha dedicato alla sua essenza letteraria, ai suoi scrittori, a chi ha portato la città, il suo sguardo marittimo, la sua voce delicata e il suo danzare vivo nell&#8217;eternità grazie a un intreccio sublime delle proprie parole.&nbsp;</p>



<p style="font-size:21px">Mi piace l&#8217;idea che tu scopra da solo questo luogo. Per questo non ti racconterò nel dettaglio cosa troverai. <br>Però ti lascio dare una sbirciatina. Entriamo.</p>



<h2 class="wp-block-heading" style="font-size:29px">Entriamo</h2>



<p style="font-size:21px">Ti accoglie la sala con la <strong>Libreria degli scrittori</strong>. E qua ci sono i libri, certo, ma ci sono soprattutto gli scrittori (contemporanei e non): chi ha dato voce a quelle storie. <br>Tanti libri. E molti nomi. Sento che almeno alcuni di questi devo dirteli, così, senza un ordine stabilito né un motivo preciso: Claudio Magris, Scipio Slataper, Paolo Rumiz, Giani Stuparich, Pier Antonio Quarantotti Gambini, Fulvio Tomizza, Boris Pahor, Mauro Covacich, Susanna Tamaro, Pino Roveredo e Anita Pittoni.<br>Vecchie e nuove edizioni a testimoniare il passato, ma soprattutto il presente di questa letteratura che si rinnova e si conferma con il passare del tempo.<br>Fra questi anche un non-scrittore, Roberto Bazlen: nato a Trieste nel 1902, ha colto con discrezione e genialità l&#8217;essenza della sua Trieste e ha portato tanto di questa essenza dentro la casa editrice da lui fondata (l&#8217;Adelphi), dove la matrice mitteleuropea e multiculturale di Trieste si rispecchia in molte pubblicazioni.</p>



<p style="font-size:21px">In questa sala troverai anche due postazioni affacciate su piazza Hortis: <strong>Le voci in onda</strong>. Ti siedi, selezioni il libro che vuoi ascoltare e te ne stai lì, tranquillo. Guardando fuori. <br>Negli archivi della sede RAI del Friuli Venezia Giulia c&#8217;erano le registrazioni delle voci (fra gli altri) di Biagio Marin, Fulvio Tomizza e Giani Stuparich: ora puoi scoprirle. <br>Oppure prendi uno dei libri del Museo, ti siedi e lo leggi. Fino all&#8217;ora di chiusura quel libro è nelle tue mani.</p>



<div class="wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-9d6595d7 wp-block-columns-is-layout-flex">
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<p></p>



<div class="wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-9d6595d7 wp-block-columns-is-layout-flex">
<div class="wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow" style="flex-basis:66.66%">
<p style="font-size:21px">Un po&#8217; più in là, speculari, ci sono due grandi vedute di Trieste: una del 1870 e l&#8217;altra dei giorni nostri. In mezzo a queste due visioni della città c&#8217;è la storia, anzi: l&#8217;<strong>Edicola della Storia</strong> (con un edicolante che non ti aspetti) dove trovi giornali e riviste che arrivano dai tre secoli contenuti fra le due immagini, e li puoi leggere solo se parli il tedesco o il greco o lo sloveno o il francese o&#8230; l&#8217;italiano.</p>
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<figure class="wp-block-image size-full is-resized"><img decoding="async" width="835" height="960" src="https://www.laltrove.com/wp-content/uploads/2024/09/Giornali-allEdicola-della-Storia.jpg" alt="Giornali all'Edicola della Storia" class="wp-image-3433" style="width:229px;height:auto" srcset="https://www.laltrove.com/wp-content/uploads/2024/09/Giornali-allEdicola-della-Storia.jpg 835w, https://www.laltrove.com/wp-content/uploads/2024/09/Giornali-allEdicola-della-Storia-261x300.jpg 261w, https://www.laltrove.com/wp-content/uploads/2024/09/Giornali-allEdicola-della-Storia-768x883.jpg 768w" sizes="(max-width: 835px) 100vw, 835px" /><figcaption class="wp-element-caption">Giornali all&#8217;Edicola della Storia</figcaption></figure>
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<p style="font-size:21px">Ancora oltre, c&#8217;è uno spazio dedicato alla settima arte: il <strong>Cinematografo delle Storie</strong>. Un&#8217;anticamera presenta i manifesti dei film girati a Trieste, e poi, nella sala video, alcuni brevi filmati mandano sullo schermo alcune pagine dei libri appena guardati: nuovi punti di vista da cui leggere (o interpretare) quelle pagine.</p>



<h2 class="wp-block-heading" style="font-size:29px">E poi, tre musei dentro il museo</h2>



<p style="font-size:21px"><strong>Tre musei</strong> dedicati a tre voci che hanno saputo scagliarsi in modo decisivo nella letteratura mondiale: <strong>Italo Svevo, James Joyce e Umberto Saba</strong>.<br>E qua non aggiungo altro.</p>



<p style="font-size:21px">Concludo dicendo che l&#8217;unico luogo al mondo dove puoi vedere:<br>&#8211; il primo libro letto da Claudio Magris (<em>I misteri della jungla nera</em> di Emilio Salgari),<br>&#8211; la macchina da scrivere di Boris Pahor,<br>&#8211; il manoscritto autografo de <em>Il mio carso</em>,<br>&#8211; il violino di Italo Svevo,<br>&#8211; la copia dei <em>Dubliners</em> che James Joyce ha regalato a Hector e Livia Schmitz il 15 giugno 1914 e<br>&#8211; il manoscritto autografo de <em>Il Canzoniere</em><br>è Lets. Quindi, ecco, io fossi in te ci farei un salto. Perché la curiosità non è mai abbastanza. Ma fra libri, documenti, letture ad alta voce, postazioni multimediali, disegni, manoscritti, oggetti vari e tempo dedicato, questa curiosità si può in parte saziare, ma solo in parte, perché sono sicura che ti rimarrà sempre una domanda senza risposta, un sorriso sospeso.</p>



<h2 class="wp-block-heading" style="font-size:29px">Claudio Magris</h2>



<div class="wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-9d6595d7 wp-block-columns-is-layout-flex">
<div class="wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow" style="flex-basis:100%">
<p style="font-size:21px">Oggi, alla presentazione del Museo alla stampa, ha fatto una lezione &#8220;inaugurale&#8221; <a href="https://www.laltrove.com/un-altro-mare-di-claudio-magris/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Claudio Magris</a>: il Museo Lets non poteva avere influencer migliore di lui per questo inizio. «Sento forte il senso della <em>clapa</em> (della compagnia), della combriccola, dello stare insieme. &#8211; ha spiegato Magris &#8211; Anche oggi, qua: è un museo che mi fa stare bene, al di là di ciò che espone, è un luogo dove ritrovarsi.»</p>



<div class="wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-9d6595d7 wp-block-columns-is-layout-flex">
<div class="wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow">
<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" width="1024" height="697" src="https://www.laltrove.com/wp-content/uploads/2024/09/Claudio-Magris-e-Riccardo-Cepach-1024x697.jpg" alt="Claudio Magris e Riccardo Cepach" class="wp-image-3432" srcset="https://www.laltrove.com/wp-content/uploads/2024/09/Claudio-Magris-e-Riccardo-Cepach-1024x697.jpg 1024w, https://www.laltrove.com/wp-content/uploads/2024/09/Claudio-Magris-e-Riccardo-Cepach-300x204.jpg 300w, https://www.laltrove.com/wp-content/uploads/2024/09/Claudio-Magris-e-Riccardo-Cepach-768x523.jpg 768w, https://www.laltrove.com/wp-content/uploads/2024/09/Claudio-Magris-e-Riccardo-Cepach.jpg 1410w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Claudio Magris e Riccardo Cepach</figcaption></figure>
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<h2 class="wp-block-heading" style="font-size:29px">Dal 1997 a oggi</h2>



<p style="font-size:21px">Questo museo è il frutto di un progetto che è iniziato nel 1997 con l&#8217;inaugurazione del Museo dedicato a Italo Svevo, si è arricchito nel 2004 con il Museo Joyce e si è evoluto in questi anni fino ad arrivare a ciò che espone oggi: Trieste ha il suo Museo dedicato alla Letteratura che contiene anche il Museo Saba.<br>E tutto questo è racchiuso nel suo nome: <strong>LETS</strong>, <strong>LE</strong>tteratura <strong>T</strong>rie<strong>S</strong>te (neologismo frutto della creatività di due poeti contemporanei,&nbsp;Christian Sinicco&nbsp;e&nbsp;Roberto Cescon).</p>



<h2 class="wp-block-heading" style="font-size:29px">Un ricordo</h2>



<p style="font-size:21px">Alcuni anni fa, camminando in piazza Hortis, ho salutato la statua che sta lì ormai da un po&#8217; di tempo sussurrando &#8220;Ciao Ettore&#8221;. Come l&#8217;ho detto, ho sorriso, perché, pur sapendo che quella è la statua di Italo Svevo, il mio subconscio ha pescato da lontano fra i miei ricordi una nozione scolastica e ha salutato Ettore Schmitz. Italo Svevo era il suo pseudonimo: scelto in onore alla sua &#8220;doppia natura culturale&#8221; italiana e tedesca, seppur vissuto temporalmente più nell&#8217;Impero Asburgico e meno nel Regno d&#8217;Italia, aveva percepito e valorizzato in egual misura dentro di sé questa doppia appartenenza.</p>



<h2 class="wp-block-heading" style="font-size:29px">«Dove? Dove xe? Kje? Uer? Dulà?»</h2>



<p style="font-size:21px">Lets si trova al <a href="https://www.instagram.com/reel/C_015AjNdQ2/?utm_source=ig_web_copy_link&amp;igsh=MzRlODBiNWFlZA==" target="_blank" rel="noreferrer noopener">piano terra di palazzo Biserini</a>, al civico 4 di piazza Attilio Hortis. <br>Se ti trovi in piazza Unità, vai verso Cavana e continua fino al parco: quella è piazza Hortis.<br>Se ti trovi in via Torino, continua verso piazza Unità e, dopo il Buffet Siora Rosa, vedrai il parco sulla sinistra e palazzo Biserini sulla destra.<br>Se sei sulle Rive, all&#8217;altezza della pescheria (il &#8220;Salone degli Incanti&#8221;) gira verso la città e dopo 150 metri circa sarai in piazza Hortis.<br>Il Museo è aperto dal lunedì al sabato (è chiuso solo il martedì) dalle 10.00 alle 17.00 e la domenica dalle 10.00 alle 13.00. L&#8217;ingresso è gratuito.</p>



<h2 class="wp-block-heading" style="font-size:29px">Pausa caffè</h2>



<p style="font-size:21px">Siamo nel centro di Trieste: non sarà difficile trovare un posto dove bere un caffè. Forse sarà difficile scegliere dove andare per la pausa.<br>Il più vicino (appena al di là della strada) è il Buffet Siora Rosa. Da lì, poi, inizia via Torino: più o meno ci sono solo locali, uno dopo l&#8217;altro, all&#8217;infinito.<br>Se invece, uscendo dal Museo, vai verso Cavana, puoi scegliere fra Mug, bar Hortis, Chocolat e non so quanti altri bar. Sempre all&#8217;infinito.</p>



<p></p>
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		<title>Il Faro della Vittoria</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Corinna Sabbadini]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 06 Apr 2024 12:58:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Museando]]></category>
		<category><![CDATA[Trieste]]></category>
		<category><![CDATA[Arduino Berlam]]></category>
		<category><![CDATA[Faro della Vittoria]]></category>
		<category><![CDATA[Nike]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>A Trieste Se vuoi vedere Trieste e il suo golfo e Grado e l&#8217;Istria da un punto di vista WOW, ti consiglio una visita al Faro della Vittoria.Svetta sul poggio di Gretta, a sessanta metri sul livello del mare, a metà strada fra piazza Unità d&#8217;Italia e il Castello di Miramare. È lì dal 1927, anno della sua inaugurazione. Il progetto originario porta la firma di Arduino Berlam che, assieme al padre Ruggero, lasciò importanti lavori a Trieste nei primi decenni del secolo scorso. Hai presente quel palazzo delle Assicurazioni Generali in mattoni rossi all&#8217;inizio del Canale Grande? Lui lo pensò come il primo grattacielo di Trieste, ispirandosi agli edifici della città di New York. E la sinagoga? I due Berlam avevano disegnato sulla carta ciò che la comunità ebraica locale desiderava mostrare: l&#8217;emancipazione ottenuta nel 1867 in tutto l&#8217;Impero degli Asburgo. Se l&#8217;hai visitata, sai che non ha una &#8220;struttura tradizionale&#8221; e avrai notato alcuni elementi tipici degli edifici sacri cristiani (c&#8217;è anche un organo Rieger). Ma torniamo al faro. Se si chiama così, il motivo è evidente Infatti è stato pensato sì perché la lanterna preesistente non era più sufficiente per le esigenze del porto, ma anche e [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading" style="font-size:29px">A Trieste</h2>



<p style="font-size:21px">Se vuoi vedere Trieste e il suo golfo e Grado e l&#8217;Istria da un punto di vista WOW, ti consiglio una visita al Faro della Vittoria.<br>Svetta sul poggio di Gretta, a sessanta metri sul livello del mare, a metà strada fra <a href="https://www.laltrove.com/cartolina/cartolina-dal-caffe-degli-specchi-di-trieste/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">piazza Unità d&#8217;Italia</a> e il Castello di Miramare. È lì dal 1927, anno della sua inaugurazione. </p>



<div class="wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-9d6595d7 wp-block-columns-is-layout-flex">
<div class="wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow" style="flex-basis:66.66%">
<p style="font-size:21px">Il progetto originario porta la firma di Arduino Berlam che, assieme al padre Ruggero, lasciò importanti lavori a Trieste nei primi decenni del secolo scorso. Hai presente quel palazzo delle Assicurazioni Generali in mattoni rossi all&#8217;inizio del Canale Grande? Lui lo pensò come il primo grattacielo di Trieste, ispirandosi agli edifici della città di New York. E la sinagoga? I due Berlam avevano disegnato sulla carta ciò che la comunità ebraica locale desiderava mostrare: l&#8217;emancipazione ottenuta nel 1867 in tutto l&#8217;Impero degli Asburgo. Se l&#8217;hai visitata, sai che non ha una &#8220;struttura tradizionale&#8221; e avrai notato alcuni elementi tipici degli edifici sacri cristiani (c&#8217;è anche un organo Rieger).</p>
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<div class="wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow" style="flex-basis:33.33%">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="768" height="1024" src="https://www.laltrove.com/wp-content/uploads/2024/04/Arduino-Berlam-768x1024.png" alt="Arduino Berlam" class="wp-image-2962" srcset="https://www.laltrove.com/wp-content/uploads/2024/04/Arduino-Berlam-768x1024.png 768w, https://www.laltrove.com/wp-content/uploads/2024/04/Arduino-Berlam-225x300.png 225w, https://www.laltrove.com/wp-content/uploads/2024/04/Arduino-Berlam.png 960w" sizes="auto, (max-width: 768px) 100vw, 768px" /><figcaption class="wp-element-caption">Arduino Berlam</figcaption></figure>
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<p style="font-size:21px">Ma torniamo al faro.</p>



<h2 class="wp-block-heading" style="font-size:29px">Se si chiama così, il motivo è evidente</h2>



<p style="font-size:21px">Infatti è stato pensato sì perché la lanterna preesistente non era più sufficiente per le esigenze del porto, ma anche e soprattutto per celebrare l&#8217;italianità di Trieste (e la Vittoria sull&#8217;Austria) e commemorare tutti i caduti in mare durante la Grande Guerra. <br>Ecco dunque che per erigerlo, viene scelta proprio una delle più importanti postazioni militari asburgiche: il Forte Kressich (tuttora zona della Marina Militare Italiana). <br>Ci sono voluti quattro anni di lavori per completare i suoi 67,85 metri di altezza.<br>Partiamo dalla cima.<br>Qua c&#8217;è la statua della Vittoria Alata con una fiaccola nella mano sinistra alzata al cielo, e una corona d’alloro stretta nella destra.<br>È alta sette metri e venti centimetri: opera dello scultore triestino Giovanni Mayer,&nbsp;fu poi realizzata in rame sbalzato&nbsp;dall’artigiano Giacomo Sebroth.<br>Per resistere alla forti raffiche della Bora, la statua venne innestata nella torre con un tubo di acciaio che, oltre a sostenerla, compensasse anche la forza eolica. Inoltre, le sue ali &#8220;mobili&#8221; sono traforate proprio per diminuire la resistenza al vento.<br>La <a href="https://yestour.it/faro-della-vittoria-trieste/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">leggenda </a>narra che&#8230;</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p>&#8230; Sebroth avesse stabilito che ogni 50 anni bisognava intervenire all&#8217;interno della statua per regolare le ali e permettere un movimento equilibrato dell&#8217;intero sistema. E si racconta che… un po&#8217; di anni fa, si presentò ai guardiani del Faro un vecchietto che diceva di essere un collaboratore di Sebroth e che era venuto per regolare il sistema interno della statua. I guardiani pensarono che fosse matto e lo allontanarono… Chissà&#8230;</p>
</blockquote>



<div class="wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-9d6595d7 wp-block-columns-is-layout-flex">
<div class="wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow" style="flex-basis:33.33%">
<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="762" height="1024" src="https://www.laltrove.com/wp-content/uploads/2024/04/Faro-intero-762x1024.jpg" alt="Il Faro della Vittoria" class="wp-image-2963" style="width:272px;height:auto" srcset="https://www.laltrove.com/wp-content/uploads/2024/04/Faro-intero-762x1024.jpg 762w, https://www.laltrove.com/wp-content/uploads/2024/04/Faro-intero-223x300.jpg 223w, https://www.laltrove.com/wp-content/uploads/2024/04/Faro-intero-768x1032.jpg 768w, https://www.laltrove.com/wp-content/uploads/2024/04/Faro-intero.jpg 960w" sizes="auto, (max-width: 762px) 100vw, 762px" /><figcaption class="wp-element-caption">Il Faro della Vittoria</figcaption></figure>
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<div class="wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow" style="flex-basis:66.66%">
<p style="font-size:21px">Fra la Nike e la terrazza percorribile durante la visita, è stata posta la gabbia in cristallo e bronzo dove si trova la lanterna. <br>In cima al basamento c&#8217;è una statua di otto metri e sessanta centimetri dedicata al Marinaio Ignoto che guarda il mare. Per sempre. Disegnata anche questa da Giovanni Mayer, è stata poi realizzata dal maestro scalpellino Regolo Salandini.<br>L’ancora sottostante apparteneva al cacciatorpediniere Audace che il 3 novembre 1918 approdò su quello che all&#8217;epoca si chiamava molo San Carlo e che da allora</p>
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</div>



<p style="font-size:21px">si chiama invece molo Audace proprio per commemorare l&#8217;attracco a Trieste della prima nave italiana. (In realtà, anche questa è una leggenda: l&#8217;ancora non appartiene all&#8217;Audace &#8211; affondato dagli inglesi il 1° novembre 1944 vicino all&#8217;isola di Pago &#8211; ma al Berenice.)<br>Infine puoi leggere la scritta “MCMXXVII Splendi e ricorda i caduti sul mare MCMXV – MCMXVIII” a celebrare la duplice funzione di questo monumento: guidare con la sua luce chi arriva dal mare e commemorare le migliaia di giovani vite spezzate dalla guerra.</p>



<h2 class="wp-block-heading" style="font-size:29px">«Dove? Dove xe? Kje? Uer? Dulà?»</h2>



<p style="font-size:21px">Il Faro della Vittoria si può visitare: dai un&#8217;occhiata <a href="https://www.farodellavittoria.it/info/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">agli orari</a>. Puoi arrivare in cima salendo i suoi 232 gradini. Oppure schiacci un pulsante e sali con l&#8217;ascensore.<br>Questo monumento nazionale si trova in Strada del Friuli 141, ed è raggiungibile con gli autobus 42 e 44 che partono da piazza Oberdan.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="768" src="https://www.laltrove.com/wp-content/uploads/2024/04/Il-Faro-della-Vittoria.-Verso-Miramare-1024x768.jpg" alt="Il Faro della Vittoria. Verso Miramare" class="wp-image-2982" srcset="https://www.laltrove.com/wp-content/uploads/2024/04/Il-Faro-della-Vittoria.-Verso-Miramare-1024x768.jpg 1024w, https://www.laltrove.com/wp-content/uploads/2024/04/Il-Faro-della-Vittoria.-Verso-Miramare-300x225.jpg 300w, https://www.laltrove.com/wp-content/uploads/2024/04/Il-Faro-della-Vittoria.-Verso-Miramare-768x576.jpg 768w, https://www.laltrove.com/wp-content/uploads/2024/04/Il-Faro-della-Vittoria.-Verso-Miramare.jpg 1280w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Il Faro della Vittoria. Verso Miramare</figcaption></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="768" src="https://www.laltrove.com/wp-content/uploads/2024/04/Il-Faro-della-Vittoria.-Verso-la-citta-1024x768.jpg" alt="Il Faro della Vittoria. Verso la città" class="wp-image-2981" srcset="https://www.laltrove.com/wp-content/uploads/2024/04/Il-Faro-della-Vittoria.-Verso-la-citta-1024x768.jpg 1024w, https://www.laltrove.com/wp-content/uploads/2024/04/Il-Faro-della-Vittoria.-Verso-la-citta-300x225.jpg 300w, https://www.laltrove.com/wp-content/uploads/2024/04/Il-Faro-della-Vittoria.-Verso-la-citta-768x576.jpg 768w, https://www.laltrove.com/wp-content/uploads/2024/04/Il-Faro-della-Vittoria.-Verso-la-citta.jpg 1280w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Il Faro della Vittoria. Verso la città</figcaption></figure>
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		<title>Trieste Film Festival – 35^ Edizione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Corinna Sabbadini]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Jan 2024 17:29:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Festivalando]]></category>
		<category><![CDATA[Filmando]]></category>
		<category><![CDATA[Trieste]]></category>
		<category><![CDATA[Associazione Alpe Adria Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Cinema Ambasciatori]]></category>
		<category><![CDATA[Nova Gorica/Gorizia 2025]]></category>
		<category><![CDATA[Politeama Rossetti]]></category>
		<category><![CDATA[Teatro Miela]]></category>
		<category><![CDATA[Trieste Film Festival]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Trieste Film Festival: sono già lì Se mi cerchi, dal 19 al 27 gennaio sarò al Trieste Film Festival. Anzi: sono già lì. Se passi davanti al Teatro Miela mi vedi: sono quella che attende le ore 18.00 di venerdì.Sì, perché, come ogni anno, non vedo l&#8217;ora che inizi. E, come ogni anno, anche in questa edizione, il festival non si è smentito e si è presentato al pubblico con un programma molto interessante: come avevo già raccontato l&#8217;anno scorso si tratta del principale appuntamento cinematografico italiano dedicato al cinema dell’Europa centro-orientale, quindi propone film e autori spesso poco conosciuti al pubblico &#8220;occidentale&#8221; o che si trovano raramente nelle nostre sale. Considerata la mia passione e il mio interesse per questa parte d&#8217;Europa, puoi immaginare la mia gioia.Ogni anno scopro storie nuove, volti diversi, luoghi visti o mai visti. Ogni film mi porta dentro un racconto, dentro tante vite, dentro un determinato tempo, quel dato tempo. E tante volte mi riporta ai miei ricordi, e poi mi fa scoprire qualcosa di nuovo di me, di mio, che ancora non avevo incontrato, o ascoltato.Il lavoro che l’Associazione Alpe Adria Cinema, con la direzione artistica di&#160;Nicoletta Romeo, porta avanti dal 1989, ci [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading" style="font-size:29px">Trieste Film Festival: sono già lì</h2>



<p style="font-size:21px">Se mi cerchi, dal 19 al 27 gennaio sarò al <strong>Trieste Film Festival</strong>. Anzi: sono già lì. Se passi davanti al Teatro Miela mi vedi: sono quella che attende le ore 18.00 di venerdì.<br>Sì, perché, come ogni anno, non vedo l&#8217;ora che inizi. <br>E, come ogni anno, anche in questa edizione, il festival non si è smentito e si è presentato al pubblico con un programma molto interessante: come avevo <a href="https://www.laltrove.com/trieste-film-festival-34-edizione/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">già raccontato l&#8217;anno scorso</a> si tratta del principale appuntamento cinematografico italiano dedicato al cinema dell’Europa centro-orientale, quindi propone film e autori spesso poco conosciuti al pubblico &#8220;occidentale&#8221; o che si trovano raramente nelle nostre sale. Considerata la mia passione e il mio interesse per questa parte d&#8217;Europa, puoi immaginare la mia gioia.<br>Ogni anno scopro storie nuove, volti diversi, luoghi visti o mai visti. Ogni film mi porta dentro un racconto, dentro tante vite, dentro un determinato tempo, quel dato tempo. E tante volte mi riporta ai miei ricordi, e poi mi fa scoprire qualcosa di nuovo di me, di mio, che ancora non avevo incontrato, o ascoltato.<br>Il lavoro che l’<strong>Associazione Alpe Adria Cinema</strong>, con la direzione artistica di&nbsp;<strong>Nicoletta Romeo</strong>, porta avanti <strong>dal 1989</strong>, ci fa conoscere quelli che sono i modi di pensare, le tendenze e i segnali (spesso silenziosi) di uno spaccato cinematografico che altro non è se non la voce di questa metà d&#8217;Europa.</p>



<h2 class="wp-block-heading" style="font-size:29px">Cosa c&#8217;è in programma?</h2>



<p style="font-size:21px"><a href="https://triestefilmfestival.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Nove giornate</a> in cui sono stati concentrati (come sempre) numerosi eventi. Non solo proiezioni di film, ma anche: incontri con i registi-attori-produttori, presentazioni di libri, mostre, appuntamenti dedicati al cibo, visite guidate in città, spazi dedicati ai più piccoli, musica e danze. Ci sono anche i ricchi premi, ma non per noi: per le pellicole in concorso. Per noi, il premio è poter essere parte del pubblico.</p>



<p style="font-size:21px">Giusto ALCUNI appuntamenti che mi sono segnata.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Venerdì 19</h2>



<p style="font-size:21px">Ore 18.00 &#8211; Sala Bobi Bazlen Palazzo Gopcevich &#8211; <strong><a href="https://triestefilmfestival.it/evento/cera-una-volta-la-ddr/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">C’ERA UNA VOLTA LA DDR. Cinque autori della Germania orientale tra ieri ed oggi</a></strong>. Un incontro dedicato a uno Stato (la Repubblica Democratica Tedesca) che non c&#8217;è più sulla carta, ma che esiste nei ricordi e nei vissuti di milioni di persone: uno sguardo alla letteratura che ha prodotto.<br>Ore 21.00 &#8211; Teatro Miela &#8211; <strong><a href="https://triestefilmfestival.it/film/nu-astepta-prea-mult-de-la-sfirsitul-lumii-2/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">NU AȘTEPTA PREA MULT DE LA SFÎRȘITUL LUMII (Non aspettarti troppo dalla fine del mondo)</a></strong>. Siamo a Bucarest. Scoppia uno scandalo quando un servizio che riguarda un video sulla sicurezza sul lavoro si intreccia con un incidente in un&#8217;azienda e con i suoi responsabili. Questo film è il candidato rumeno agli Oscar 2024.</p>



<h2 class="wp-block-heading" style="font-size:29px">Sabato 20</h2>



<p style="font-size:21px">Ore 14.00 &#8211; Teatro Miela &#8211; <strong><a href="https://triestefilmfestival.it/film/western/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">WESTERN</a></strong>. Cosa succede nella sperduta campagna bulgara quando arrivano dei muratori tedeschi? Una terra straniera significa pregiudizi. <br>Ore 16.00 &#8211; Teatro Miela &#8211; <strong><a href="https://triestefilmfestival.it/film/50-anni-di-clu-lavoratori-uniti-franco-basaglia-cooperativa-sociale/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">50 ANNI DI CLU &#8211; LAVORATORI UNITI FRANCO BASAGLIA COOPERATIVA SOCIALE</a></strong>. La storia della Cooperativa Lavoratori Uniti Franco Basaglia fondata 50 anni fa in una Trieste che ospitò la più importante riforma pubblica attuata in Italia, e una delle più importanti al mondo.<br>Ore 18.00 &#8211; Teatro Miela &#8211; <strong><a href="https://triestefilmfestival.it/film/anisoara/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">ANIŞOARA</a></strong>. Andiamo in Moldavia per scoprire una storia d&#8217;amore vissuta a cavallo fra l&#8217;adolescenza e l&#8217;età adulta.<br>Ore 20.00 &#8211; Teatro Miela &#8211; <strong><a href="https://triestefilmfestival.it/film/ingeborg-bachmann-reise-in-die-wuste/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">INGEBORG BACHMANN – REISE IN DIE WÜSTE</a></strong>. La regista Margarethe von Trotta ci racconta la storia che unì i letterati Ingeborg Bachmann e Max Frisch.<br>Ore 22.00 &#8211; Teatro Miela &#8211; <strong><a href="https://triestefilmfestival.it/film/3-tage-in-quiberon/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">3 TAGE IN QUIBERON</a></strong>. Un albergo. Due giornalisti. Tre giorni. Una intervista lunga tre giorni a Romy Schneider.</p>



<h2 class="wp-block-heading" style="font-size:29px">Domenica 21</h2>



<p style="font-size:21px">Ore 11.00 &#8211; Teatro Miela &#8211; <strong><a href="https://triestefilmfestival.it/film/kino-volta/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">KINO VOLTA</a></strong>. Cosa c&#8217;entrano quattro triestini (Antonio Machnich, Vincenzo Giuseppe Caris, Giovanni Rebez e Lorenzo Francesco Novak) e un irlandese (James Joyce) con il Cinema Volta, il primo cinema aperto in Irlanda? Scopriamolo.<br>Ore 14.00 &#8211; Teatro Miela &#8211; <strong><a href="https://triestefilmfestival.it/film/ulysses-cevirmek/">ULYSSES ÇEVIRMEK</a></strong>. Kawa Nemir è un dizionario vivente della lingua curda: memorizza ogni parola che ascolta. Fuggito dalla Turchia, si è rifugiato ad Amsterdam e vive nella casa che fu di Anna Frank. Qua decide di tradurre&nbsp;l’<em>Ulisse</em>&nbsp;di James Joyce in curdo. Mi sembra che non manchi proprio nulla.<br>Ore 16.00 &#8211; Teatro Miela &#8211; <strong><a href="https://triestefilmfestival.it/film/vor-der-morgenrote/">VOR DER MORGENRÖTE</a></strong>. Il racconto dell’esilio dello scrittore tedesco Stefan Zweig che, pur essendo scappato dalla Germania in guerra, come tutti gli esiliati, non ha mai trovato la sua pace completa. &nbsp;</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="684" src="https://www.laltrove.com/wp-content/uploads/2024/01/Il-Teatro-Rossetti.jpg" alt="Il Teatro Rossetti" class="wp-image-2647" srcset="https://www.laltrove.com/wp-content/uploads/2024/01/Il-Teatro-Rossetti.jpg 1024w, https://www.laltrove.com/wp-content/uploads/2024/01/Il-Teatro-Rossetti-300x200.jpg 300w, https://www.laltrove.com/wp-content/uploads/2024/01/Il-Teatro-Rossetti-768x513.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Il Politeama Rossetti</figcaption></figure>



<h2 class="wp-block-heading" style="font-size:29px">Martedì 23</h2>



<p style="font-size:21px">Ore 14.00 &#8211; Teatro Miela &#8211; <strong><a href="https://triestefilmfestival.it/film/herr-bachmann-und-seine-klasse/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">HERR BACHMANN UND SEINE KLASSE</a></strong>. Il rapporto che si crea fra un insegnante e i suoi alunni è sempre qualcosa di definitivo. Alle scuole elementari lo è ancora di più.<br>Ore 20.00 &#8211; Politeama Rossetti &#8211; <strong><a href="https://triestefilmfestival.it/film/zielona-granica/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">ZIELONA GRANICA</a></strong>. Questa è la storia dell&#8217;incontro fra una famiglia di rifugiati siriani, un’insegnante inglese in rientro dall’Afghanistan e una giovane guardia di frontiera. Il luogo è determinante: il confine fra la Polonia e la Bielorussia.</p>



<h2 class="wp-block-heading" style="font-size:29px">Mercoledì 24</h2>



<p style="font-size:21px">Ore 10.00 &#8211; Cinema Ambasciatori &#8211; <strong><a href="https://triestefilmfestival.it/film/ekskurzija/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">EKSKURZIJA</a></strong>. Sarajevo. Un&#8217;adolescente racconta una bugia e ci rimane intrappolata. Il film è ispirato a un fatto realmente accaduto qualche anno fa a Banja Luka.<br>Ore 14.00 &#8211; Politeama Rossetti &#8211; <strong><a href="https://triestefilmfestival.it/film/kaktuszember/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">KAKTUSZEMBER</a></strong>. Riporto le parole del regista Olivér Rudolf: “Volevo fare un film su due persone anziane che hanno un disperato bisogno di affetto. È un melodramma assurdo su due persone molto diverse, unite dalla loro solitudine.” <br>Ore 16.00 &#8211; Politeama Rossetti &#8211; <strong><a href="https://triestefilmfestival.it/film/hotel-pula/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">HOTEL PULA</a></strong>. 1995. Pola, Croazia. Mahir è un rifugiato bosniaco di 38 anni, vive in un hotel che ospita rifugiati. Una è giovane, di Pola. Mahir e Una si incontrano. Cosa porterà quell&#8217;incontro?<br>Ore 18.00 &#8211; Teatro Miela &#8211; <strong><a href="https://triestefilmfestival.it/film/levenement/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">L’ÉVÉNEMENT</a></strong>. È un adattamento dell’omonimo romanzo della scrittrice Annie Ernaux che riporta la sua esperienza con l’aborto, in un periodo (gli anni Sessanta) in cui in Francia era una pratica ancora illegale.</p>



<h2 class="wp-block-heading" style="font-size:29px">Venerdì 26</h2>



<p style="font-size:21px">Ore 11.00 &#8211; Cinema Ambasciatori &#8211; <a href="https://triestefilmfestival.it/film/sivi-kamion-crvene-boje/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>SIVI KAMION CRVENE BOJE</strong></a>. 1991. Belgrado. Ratko, un ragazzo bosniaco daltonico, ruba un camion. Suzana, una ragazza di Belgrado incinta, vuole scappare a Dubrovnik. Suzana fa l&#8217;autostop e Ratko le dà un passaggio: attraverseranno la Jugoslavia durante quelli che furono gli ultimi giorni di pace e i primi giorni di guerra.  <br>Ore 14.00 &#8211; Politeama Rossetti &#8211; <a href="https://triestefilmfestival.it/film/cherry-juice/"><strong>CHERRY JUIC</strong></a><a href="https://triestefilmfestival.it/film/cherry-juice/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>E</strong></a>. Cosa succede quando una bosniaca (pessimista e riservata) e un tedesco (ottimista e affascinante) trascorrono assieme un Capodanno a Sarajevo? Succede che le loro vite cambiano.<br>Ore 20.00 &#8211; Politeama Rossetti &#8211; <strong><a href="https://triestefilmfestival.it/film/lost-country/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">LOST COUNTRY</a></strong>. 1996. Belgrado. Il quindicenne Stefan protesta con gli studenti contro il regime di Milošević e contemporaneamente deve confrontarsi con l’amata madre: portavoce e complice del governo corrotto.&nbsp;<br>Ore 22.00 &#8211; Cinema Ambasciatori &#8211; <strong><a href="https://triestefilmfestival.it/film/la-solitudine-e-questa/">LA SOLITUDINE È QUESTA</a></strong>. Pier Vittorio Tondelli raccontato da sette scrittori di oggi attraverso la lettura delle sue parole e dei suoi libri.&nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading" style="font-size:29px">Sabato 27</h2>



<p style="font-size:21px">Ore 11.00 &#8211; Cinema Ambasciatori &#8211; <strong><a href="https://triestefilmfestival.it/film/al-di-la-dei-lupi/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">AL DI LÀ DEI LUPI</a></strong>. Si balla ricordando il percorso di vita musicale di Alfredo Lacosegliaz.<br>Ore 14.00 &#8211; Cinema Ambasciatori &#8211; <strong><a href="https://triestefilmfestival.it/film/nomi-al-vento/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">NOMI AL VENTO</a></strong>. Un documentario dedicato alla Shoah: un viaggio nella deportazione e dentro la vita nei lager attraverso gli occhi di alcuni sopravvissuti.<br>Ore 20.00 &#8211; Politeama Rossetti &#8211; <strong><a href="https://triestefilmfestival.it/film/the-zone-of-interest/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">THE ZONE OF INTEREST</a></strong>. Liberamente ispirato al romanzo di Martin Amis,&nbsp;<em>La zona d’interesse,</em>&nbsp;racconta la storia di una famiglia tedesca che, vivendo in una casetta con piscina, trascorre una quotidianità fatta di gite in barca, il lavoro d’ufficio del padre, i tè della moglie con le amiche, le domeniche passate a pescare al fiume. Dettaglio: il lavoro d&#8217;ufficio del padre è dirigere il campo di sterminio di Auschwitz.</p>



<h2 class="wp-block-heading" style="font-size:29px">Flash back alla scorsa edizione</h2>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="621" src="https://www.laltrove.com/wp-content/uploads/2024/01/SCENES-MET-MIJN-VADER-1024x621.jpg" alt="SCÈNES MET MIJN VADER" class="wp-image-2633" srcset="https://www.laltrove.com/wp-content/uploads/2024/01/SCENES-MET-MIJN-VADER-1024x621.jpg 1024w, https://www.laltrove.com/wp-content/uploads/2024/01/SCENES-MET-MIJN-VADER-300x182.jpg 300w, https://www.laltrove.com/wp-content/uploads/2024/01/SCENES-MET-MIJN-VADER-768x466.jpg 768w, https://www.laltrove.com/wp-content/uploads/2024/01/SCENES-MET-MIJN-VADER-1536x932.jpg 1536w, https://www.laltrove.com/wp-content/uploads/2024/01/SCENES-MET-MIJN-VADER.jpg 1582w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Scènes met mijn vader &#8211; Trieste Film Festival 2023</figcaption></figure>



<p style="font-size:21px">Questa è una scena del film <em><strong>Scènes met mijn vader</strong></em> di Biserka Šuran: l&#8217;anno scorso ha vinto il Premio Alpe Adria Cinema come miglior documentario del Trieste Film Festival.<br>È il racconto di un viaggio nel tempo della loro vita, e nei luoghi del presente e del passato che questa vita ha attraversato: Jugoslavia, Olanda e Croazia.<br>C&#8217;è molto silenzio: un silenzio che nella narrazione diventa parola e che trova, alla fine, una sensazione di sollievo, pur nella fatica del dolore.<br>Quando partiamo per un viaggio, portiamo con noi una valigia.<br>Quando abbandoniamo per sempre la nostra casa: quanta vita può entrare dentro una valigia?</p>



<h2 class="wp-block-heading" style="font-size:29px">«Dove? Kje? Uer? Dulà?»</h2>



<p style="font-size:21px">Le proiezioni si svolgono in tre luoghi: il Teatro Miela (in Piazza Luigi Amedeo Duca degli Abruzzi 3), il Politeama Rossetti (in Largo Giorgio Gaber 1) e al Cinema Ambasciatori (in Viale Venti Settembre 35).<br>Gli altri eventi hanno sedi diverse: sono tutte indicate nel dettaglio di ogni singolo evento.</p>



<p><em>Foto in alto: locandina ufficiale del Trieste Film Festival 2024. Credits: Concept by Claimax – Photo Oleksii Furman.</em><br><em>Foto in mezzo: è del Trieste Film Festival.</em><br><em>Foto &#8216;Scènes met mijn vader&#8217;: è mia.</em></p>
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		<title>La Libreria Antiquaria Zuckerman</title>
		<link>https://www.laltrove.com/la-libreria-antiquaria-zuckerman-di-martina-trevisan-a-trieste/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Corinna Sabbadini]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 Oct 2023 17:18:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Bottegando]]></category>
		<category><![CDATA[Trieste]]></category>
		<category><![CDATA[Borgo Franceschino]]></category>
		<category><![CDATA[Libreria Antiquaria Zuckerman]]></category>
		<category><![CDATA[Martina Trevisan]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>A Trieste, nel borgo Franceschino Ho già scritto della Libreria Antiquaria Zuckerman quando ti ho raccontato del giorno in cui ci sono entrata cercando L’onda dell’incrociatore* di Pier Antonio Quarantotti Gambini e vi sono uscita brandendo Un altro mare di Claudio Magris.Se hai letto quell&#8217;articolo, sai già che è uno dei miei posti del cuore a Trieste. Adoro la zona: vicino al tribunale, vicino alla sinagoga, vicino al Caffè San Marco, vicino ai giardini pubblici, vicino al Teatro Rossetti. Via Francesco Rismondo**: un quartiere che mi piace.Siamo nel Borgo Franceschino: quella zona residenziale che, a partire dal 1796, iniziò a prendere forma a est del Borgo Teresiano fino a raggiungere il colle di San Giusto. Il nome deriva dall’Imperatore Francesco II che diede la gentile concessione per la sua edificazione.Oggi ti racconto qualcosa sulla libraia e sulla libreria. La Signorina Zuckerman Alcuni anni fa avevo letto un articolo su Il Piccolo*** che parlava di questa libreria e della sua libraia: confesso che (da brava boomer) le ho scoperte così. C&#8217;era un simpatico aneddoto che raccontava di come alcuni clienti si rivolgessero a lei chiamandola &#8220;Signorina Zuckerman&#8221;: non discuto sul &#8220;signorina&#8221; (lei è molto giovane, e va beh&#8230;), ma trovo delizioso [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.laltrove.com/la-libreria-antiquaria-zuckerman-di-martina-trevisan-a-trieste/">La Libreria Antiquaria Zuckerman</a> proviene da <a href="https://www.laltrove.com">Laltrove</a>.</p>
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<h2 class="wp-block-heading" style="font-size:29px">A Trieste, nel borgo Franceschino</h2>



<p style="font-size:21px">Ho già scritto della Libreria Antiquaria Zuckerman quando ti ho raccontato del giorno in cui ci sono entrata cercando <em>L’onda dell’incrociatore</em>* di Pier Antonio Quarantotti Gambini e vi sono uscita brandendo <a href="https://www.laltrove.com/un-altro-mare-di-claudio-magris/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><em>Un altro mare</em></a> di Claudio Magris.<br>Se hai letto quell&#8217;articolo, sai già che è uno dei miei posti del cuore a Trieste. <br>Adoro la zona: vicino al tribunale, vicino alla sinagoga, vicino al Caffè San Marco, vicino ai giardini pubblici, vicino al Teatro Rossetti. Via Francesco Rismondo**: un quartiere che mi piace.<br>Siamo nel <strong>Borgo Franceschino</strong>: quella zona residenziale che, a partire dal 1796, iniziò a prendere forma a est del Borgo Teresiano fino a raggiungere il colle di San Giusto. Il nome deriva dall’Imperatore Francesco II che diede la gentile concessione per la sua edificazione.<br>Oggi ti racconto qualcosa sulla libraia e sulla libreria.</p>



<h2 class="wp-block-heading" style="font-size:29px">La Signorina Zuckerman</h2>



<div class="wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-9d6595d7 wp-block-columns-is-layout-flex">
<div class="wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow" style="flex-basis:66.66%">
<p style="font-size:21px">Alcuni anni fa avevo letto un articolo su <em>Il Piccolo</em>*** che parlava di questa libreria e della sua libraia: confesso che (da brava boomer) le ho scoperte così. <br>C&#8217;era un simpatico aneddoto che raccontava di come alcuni clienti si rivolgessero a lei chiamandola &#8220;Signorina Zuckerman&#8221;: non discuto sul &#8220;signorina&#8221; (lei è molto giovane, e va beh&#8230;), ma trovo delizioso il fatto che pensassero che Zuckerman fosse il suo cognome. <br>«È un fatto divertente: quando succede lascio che lo pensino! Mi hanno chiamata anche &#8220;Signorina Zuckerberg&#8221;» mi dice lei stessa, <strong>Martina Trevisan</strong>, e questo fatto mi fa sorridere ancora di più. </p>
</div>



<div class="wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow" style="flex-basis:33.33%">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1001" height="1024" src="https://www.laltrove.com/wp-content/uploads/2023/10/La-Libreria-Antiquaria-Zuckerman-Martina-Trevisan-1001x1024.jpg" alt="La Libreria Antiquaria Zuckerman - Martina Trevisan" class="wp-image-2369" srcset="https://www.laltrove.com/wp-content/uploads/2023/10/La-Libreria-Antiquaria-Zuckerman-Martina-Trevisan-1001x1024.jpg 1001w, https://www.laltrove.com/wp-content/uploads/2023/10/La-Libreria-Antiquaria-Zuckerman-Martina-Trevisan-293x300.jpg 293w, https://www.laltrove.com/wp-content/uploads/2023/10/La-Libreria-Antiquaria-Zuckerman-Martina-Trevisan-768x785.jpg 768w, https://www.laltrove.com/wp-content/uploads/2023/10/La-Libreria-Antiquaria-Zuckerman-Martina-Trevisan.jpg 1112w" sizes="auto, (max-width: 1001px) 100vw, 1001px" /><figcaption class="wp-element-caption">Martina Trevisan fra i suoi libri<br>nella sua libreria.</figcaption></figure>
</div>
</div>



<p style="font-size:21px">Ha scelto questo nome per la sua libreria per rendere omaggio al personaggio alter ego dello scrittore statunitense Philiph Roth: <strong>Nathan Zuckerman</strong>. «Un protagonista irriverente, complesso, ironico e autoironico: mi ha sempre incuriosito. Inoltre il nome è tedesco, quindi a Trieste suona bene, ed è inusuale per una libreria.»<br>Triestina, laureata in storia dell&#8217;arte, dopo un anno di servizio civile nelle biblioteche universitarie di Trieste, Martina si trasferisce a Roma dove lavora in una libreria antiquaria: qua sviluppa ulteriormente il suo interesse per i libri antichi e di seconda mano, affina le competenze, sviluppa l&#8217;intuito necessario per questo genere di compravendite e inizia a lavorare anche online.<br>Nel 2014 torna a Trieste, dove commercializza in modo autonomo nell&#8217;etere: «Avevo un magazzino per lo stoccaggio della merce e poi vendevo tutto su eBay. Quando ho capito che era il momento giusto, ho deciso di aprire uno spazio &#8220;reale&#8221;. Cercavo un luogo che non fosse troppo centrale e nel 2018 sono arrivata qua: mi piace la zona, mi piacciono i soffitti alti e la vetrina. L&#8217;ho riempito subito di libri, e da allora è un continuo acquisire e vendere. Anche online ho aumentato le &#8220;vetrine&#8221;: ora lavoro anche su Amazon e IBS.»<br>«La vendita online è stata determinante all&#8217;inizio del mio percorso, e tuttora coinvolge circa la metà delle vendite, &#8211; continua la &#8220;signorina Zuckerman&#8221; &#8211; ma il cliente che entra qua, parla con me, mi chiede informazioni, mi regala il suo tempo e i suoi racconti: è tutta un&#8217;altra cosa, il rapporto diretto con le persone è insostituibile. Certo: tutti compriamo online (e le vendite online hanno fatto arrivare i miei libri in tutto il mondo!), ma il rapporto umano e la compagnia della gente dentro il negozio sono importantissimi.»</p>



<h2 class="wp-block-heading" style="font-size:29px">La libreria Zuckerman</h2>



<p style="font-size:21px">Quando apro la porta per entrare in questa libreria, c&#8217;è un istante in cui la percezione di entrare in un negozio di inizio secolo (intendo: ventesimo secolo!) è viva: lasci alle spalle il tribunale, cammini fra questi palazzi storici, vedi la vetrina con la porta in legno, dentro ci sono libri che hanno già vissuto polvere e incrociato altre mani, e il nome tedesco &#8220;Zuckerman&#8221; ti ambienta in un periodo che fu. E che per Trieste non è più.<br>È una sensazione intensa che dura l&#8217;attimo di un passo, e quando poi sei dentro, svanisce lentamente, perché l&#8217;ambiente ti suggestiona e il momento che vivi è piacevole.</p>



<div class="wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-9d6595d7 wp-block-columns-is-layout-flex">
<div class="wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow" style="flex-basis:66.66%">
<p style="font-size:21px">Eccomi fra gli scaffali e le varie sezioni: ce ne sono tantissime, se entro con un obiettivo, capisco presto che ne avevo molti altri in serbo senza saperlo, e alla fine mi serve una borsa! Lo sguardo perlustra: Trieste con la sua narrativa, le guide, la storia, e così tutto il Friuli Venezia Giulia, la Slovenia e altri cento luoghi nel mondo, e poi la saggistica, le collane di gialli, libri sull&#8217;infanzia e per l&#8217;infanzia, le scienze di tutti i tipi, autori italiani e stranieri di tutti i periodi (anche recenti) e di tutti gli stili, e tanto altro ancora.</p>
</div>



<div class="wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow" style="flex-basis:33.33%">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="768" src="https://www.laltrove.com/wp-content/uploads/2023/10/La-Libreria-Antiquaria-Zuckerman-narrativa-Trieste-1024x768.jpg" alt="La Libreria Antiquaria Zuckerman - narrativa Trieste" class="wp-image-2374" srcset="https://www.laltrove.com/wp-content/uploads/2023/10/La-Libreria-Antiquaria-Zuckerman-narrativa-Trieste-1024x768.jpg 1024w, https://www.laltrove.com/wp-content/uploads/2023/10/La-Libreria-Antiquaria-Zuckerman-narrativa-Trieste-300x225.jpg 300w, https://www.laltrove.com/wp-content/uploads/2023/10/La-Libreria-Antiquaria-Zuckerman-narrativa-Trieste-768x576.jpg 768w, https://www.laltrove.com/wp-content/uploads/2023/10/La-Libreria-Antiquaria-Zuckerman-narrativa-Trieste.jpg 1280w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Sezione &#8220;narrativa triestina&#8221;</figcaption></figure>
</div>
</div>



<p style="font-size:21px">«I giovani scelgono molta narrativa straniera, &#8211; mi racconta la &#8220;signorina Zuckerberg&#8221; &#8211; in generale, poi, i libri di saggistica sulla storia e sulla guerra sono molto richiesti, come anche quelli di psicologia, esoterismo, paranormale e spiritualità (e questi non sono facilmente reperibili). Il titolo più &#8220;inusuale&#8221; che mi hanno chiesto? Senza ombra di dubbio è stato <em>Come sopravvivere all&#8217;attacco di un nano da giardino</em> di Chuck Sambuchino! Fra i titoli più desiderati dai triestini ci sono le <em>Maldobrìe</em> e <em>Il gelso dei Fabiani. Un secolo di pace sul Carso</em> [e qui faccio anche io statistica, anche se non sono triestina &#8211; nota di Corinna!], mentre in generale Tolkien rimane il più ricercato.»<br></p>



<h2 class="wp-block-heading" style="font-size:29px">Alcune storie</h2>



<p style="font-size:21px">Ricordo che il giorno in cui cercavo <em>L&#8217;onda dell&#8217;incrociatore</em>, mentre gironzolavo fra gli scaffali, c&#8217;era una giovane coppia che come me curiosava qua e là. A un certo punto, lei estrae da una scatola su uno scaffale una vecchia foto e dice «Prendo anche questa: credo che lui sia mio <strong>nonno</strong>». A me vengono subito gli occhi lucidi. «Sì, potrebbe essere lui &#8211; continua la ragazza &#8211; perché era sarto, e indossa un vestito molto curato».<br>Poi Martina mi ha raccontato che un giorno una signora è entrata in negozio perché, passando per caso lungo via Rismondo, ha visto in vetrina una foto di suo nonno! <br>E ancora (il destino!), in una scatola consegnatale da un venditore, Martina ha trovato un suo libro d&#8217;infanzia, <em>Pocahontas</em>, su cui lei da bambina aveva scritto &#8220;<strong>Martina tretji razred</strong>&#8221; (Martina classe terza &#8211; delle elementari), che poi sua madre aveva dato a sua zia e che solo in quel momento ritornava fra le sue mani.</p>



<p style="font-size:21px">Queste sono alcune delle tante storie incredibili che si trovano dentro un negozio che vende oggetti che hanno già avuto una o più vite: non solo ritrovi quelle vite, ma puoi trovare anche pezzi della tua.</p>



<h2 class="wp-block-heading" style="font-size:29px">Libri, ma non solo</h2>



<p style="font-size:21px">Il nome &#8220;Libreria Antiquaria&#8221; fa capire che si possono trovare soprattutto libri, anche di una certa età (fino al diciassettesimo secolo!). Ma qua troverete anche cartoline, foto, giochi di società, pubblicità, listini, piccoli giochi, mappe, carte geografiche, giornali, riviste, audiocassette, videocassette, dvd e altri oggetti che vi faranno pensare a qualcuno o a un fatto che vi è accaduto tempo fa.</p>



<h2 class="wp-block-heading" style="font-size:29px">«Dove? Kje? Uer? Dulà?»</h2>



<div class="wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-9d6595d7 wp-block-columns-is-layout-flex">
<div class="wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow" style="flex-basis:33.33%">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="768" height="1024" src="https://www.laltrove.com/wp-content/uploads/2023/10/La-Libreria-Antiquaria-Zuckerman-via-Rismondo-768x1024.jpg" alt="La Libreria Antiquaria Zuckerman - via Rismondo" class="wp-image-2373" srcset="https://www.laltrove.com/wp-content/uploads/2023/10/La-Libreria-Antiquaria-Zuckerman-via-Rismondo-768x1024.jpg 768w, https://www.laltrove.com/wp-content/uploads/2023/10/La-Libreria-Antiquaria-Zuckerman-via-Rismondo-225x300.jpg 225w, https://www.laltrove.com/wp-content/uploads/2023/10/La-Libreria-Antiquaria-Zuckerman-via-Rismondo.jpg 960w" sizes="auto, (max-width: 768px) 100vw, 768px" /><figcaption class="wp-element-caption">Via Rismondo, nel borgo Franceschino, in una cartina di inizio ventesimo secolo.</figcaption></figure>
</div>



<div class="wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow" style="flex-basis:66.66%">
<p style="font-size:21px">Come ti ho detto poco fa, la Libreria si trova in <strong>via Rismondo 1</strong>. Dal tribunale, non devi prendere la strada che porta dritta alla sinagoga (quella è via Zanetti): devi percorrere un centinaio di metri lungo via del Coroneo (tenendo il tribunale sulla sinistra) e poi prendere la prima strada a destra (quella che porta ai giardini pubblici). Eccoti arrivato subito al numero 1. Se parti dalla sinagoga, prendi via San Francesco in &#8220;salita&#8221;, gira alla prima a sinistra e vai quasi fino in fondo. Se invece ti trovi ai Giardini, lascia alle tue spalle via Rossetti e procedi per circa duecento metri.</p>
</div>
</div>



<p style="font-size:21px"><em>* In realtà in quell&#8217;articolo non avevo menzionato il titolo del libro che stavo cercando quel giorno. Se non hai visto <a href="https://www.instagram.com/p/CuzYc5NJ4Jo/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">il reel che ho pubblicato lunedì 17 luglio</a>, scopri solo ora qual era il libro che stavo cercando quel giorno.</em><br>** <em>Un ragazzo che, nato a Spalato nel 1885, nella primavera del 1915 entra nel Regno d&#8217;Italia dove si arruola (il 16 giugno) come volontario nel Regio Esercito per combattere la guerra contro l&#8217;Austria-Ungheria. Inviato sul Carso, fatto prigioniero dagli austriaci, muore per mano nemica. Il suo corpo non è mai stato trovato.</em><br>*** <em>È lo storico quotidiano di Trieste.</em></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.laltrove.com/la-libreria-antiquaria-zuckerman-di-martina-trevisan-a-trieste/">La Libreria Antiquaria Zuckerman</a> proviene da <a href="https://www.laltrove.com">Laltrove</a>.</p>
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		<title>Ricordi istriani</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Corinna Sabbadini]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 Aug 2023 15:00:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Leggendo]]></category>
		<category><![CDATA[Trieste]]></category>
		<category><![CDATA[Cinemazero]]></category>
		<category><![CDATA[Giani Stuparich]]></category>
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		<category><![CDATA[Un anno di scuola]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un anno di scuola Lo scorso autunno noto fra i libri in esposizione alla libreria Vecchiet di Cormons Un anno di scuola di Giani Stuparich. Non lo conosco. E non so come mai attira la mia attenzione. Si tratta di una nuova edizione della collana &#8220;Storie&#8221; della Quodlibet. Lo prendo fra le mani, leggo la quarta di copertina. Poi leggo la seconda di copertina.E infine lo porto a casa con me. Siamo nella Trieste del 1909: sono anni in cui Trieste brilla di una luce che sarà poi oscurata per sempre dall&#8217;attentato del 28 giugno 1914 a Sarajevo. Tornerà a splendere, anche di più, ma mai riavrà quella luce.Questa Trieste, con la sua eleganza e la sua sicurezza, si respira nelle vite dei ragazzi dell&#8217;ottavo anno del ginnasio che si troveranno in classe la prima ragazza ammessa nel loro liceo comunale, il &#8220;Dante Alighieri&#8221;. Inutile dire che questa studentessa sconvolgerà l&#8217;equilibrio del gruppo e gli umori di tutti i suoi compagni. Accade quello che accade in ogni classe liceale: accade l&#8217;amore, l&#8217;idea di amore o il pensiero di amare. Nella delicatezza, nella fragilità e nella scontrosità di quella età. Poi gli anni del liceo finiranno, e le loro vite proseguiranno, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center" style="font-size:29px"><em>Un anno di scuola</em></h2>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<p style="font-size:21px">Lo scorso autunno noto fra i libri in esposizione alla libreria Vecchiet di Cormons <em>Un anno di scuola</em> di <strong>Giani Stuparich</strong>. Non lo conosco. E non so come mai attira la mia attenzione. Si tratta di una nuova edizione della collana &#8220;Storie&#8221; della <a href="https://www.quodlibet.it/libro/9788822908643" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Quodlibet</a>. <br>Lo prendo fra le mani, leggo la quarta di copertina. Poi leggo la seconda di copertina.<br>E infine lo porto a casa con me.</p>



<div class="wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-9d6595d7 wp-block-columns-is-layout-flex">
<div class="wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow" style="flex-basis:66.66%">
<p style="font-size:21px"><strong>Siamo nella Trieste del 1909</strong>: sono anni in cui Trieste brilla di una luce che sarà poi oscurata per sempre dall&#8217;attentato del 28 giugno 1914 a Sarajevo. Tornerà a splendere, anche di più, ma mai riavrà quella luce.<br>Questa Trieste, con la sua eleganza e la sua sicurezza, si respira nelle vite dei ragazzi dell&#8217;ottavo anno del ginnasio che si troveranno in classe la prima ragazza ammessa nel loro liceo comunale, il &#8220;Dante Alighieri&#8221;. Inutile dire che questa studentessa sconvolgerà l&#8217;equilibrio del gruppo e gli umori di tutti i suoi compagni. <br>Accade quello che accade in ogni classe liceale: accade l&#8217;amore, l&#8217;idea di amore o il pensiero di amare. Nella delicatezza, nella fragilità e nella scontrosità di quella età. <br>Poi gli anni del liceo finiranno, e le loro vite proseguiranno, nonostante i patemi e i drammi vissuti.</p>
</div>



<div class="wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow" style="flex-basis:33.33%">
<figure class="wp-block-image size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="302" height="456" src="https://www.laltrove.com/wp-content/uploads/2023/08/Un-anno-di-scuola-di-Giani-Stuparich.jpg" alt="Un anno di scuola di Giani Stuparich - copertina del libro" class="wp-image-2251" style="width:254px;height:384px" srcset="https://www.laltrove.com/wp-content/uploads/2023/08/Un-anno-di-scuola-di-Giani-Stuparich.jpg 302w, https://www.laltrove.com/wp-content/uploads/2023/08/Un-anno-di-scuola-di-Giani-Stuparich-199x300.jpg 199w" sizes="auto, (max-width: 302px) 100vw, 302px" /><figcaption class="wp-element-caption">Un anno di scuola di Giani Stuparich</figcaption></figure>
</div>
</div>



<h2 class="wp-block-heading" style="font-size:29px">Alla libreria Minerva</h2>



<p style="font-size:21px">Il libro mi è piaciuto talmente tanto che quando lo scorso marzo vedo <em><strong>Ricordi istriani</strong></em> (edito quest&#8217;anno sempre nella collana &#8220;Storie&#8221; della <a href="https://www.quodlibet.it/libro/9788822908773" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Quodlibet</a>) in vetrina alla libreria Minerva di Trieste, entro e lo compro.</p>



<div class="wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-9d6595d7 wp-block-columns-is-layout-flex">
<div class="wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow" style="flex-basis:33.33%">
<figure class="wp-block-image size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="302" height="462" src="https://www.laltrove.com/wp-content/uploads/2023/08/Ricordi-istriani-di-Giani-Stuparich.jpg" alt="Ricordi istriani di Giani Stuparich - copertina del libro" class="wp-image-2252" style="width:252px;height:386px" srcset="https://www.laltrove.com/wp-content/uploads/2023/08/Ricordi-istriani-di-Giani-Stuparich.jpg 302w, https://www.laltrove.com/wp-content/uploads/2023/08/Ricordi-istriani-di-Giani-Stuparich-196x300.jpg 196w" sizes="auto, (max-width: 302px) 100vw, 302px" /><figcaption class="wp-element-caption">Ricordi istriani di Giani Stuparich</figcaption></figure>
</div>



<div class="wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow" style="flex-basis:66.66%">
<p style="font-size:21px">I ricordi sono un concentrato di felicità e nostalgia, non solo per il tempo dell&#8217;infanzia e dell&#8217;adolescenza che (quando Stuparich scrive nel 1961) è trascorso da una vita, ma anche per il dolore quotidiano legato alla &#8220;<a href="https://www.laltrove.com/magazzino-18-porto-vecchio-di-trieste/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">perdita</a>&#8221; della terra dove quei ricordi sono nati e vissuti: l&#8217;Istria.<br>Sono tanti brevi racconti che fermano nel tempo le estati trascorse sul mare, con i loro ritmi e le loro regole diverse dai mesi in cui si viveva in città. Sono estati a cavallo di due secoli. Sono racconti che mantengono vive figure andate nel tempo, come i nonni, i genitori, gli amici, il fratello Carlo e tante altre persone che si sono impresse nella sua memoria. E che impariamo ad amare anche noi. </p>
</div>
</div>



<p style="font-size:21px">(C&#8217;è anche un «<strong>signor Sabbadin</strong>: un vecchio contadino capodistriano». E io mi chiedo se esista ancora il «podere del nostro bravo contadino! Quale bellezza tra gelsi e viti e alberi da frutto». Chissà&#8230;) <br>I ricordi su cui tesse la trama arrivano fino al 1914, l&#8217;anno in cui scoppia la Prima Guerra Mondiale, e tutto cambia. Sono ricordi che poi si mescolano a pensieri e considerazioni che Stuparich elabora nel corso della sua vita, e a viaggi che compie in età adulta. <br>Quando finisce la Grande Guerra il mondo è cambiato, Trieste e l&#8217;Istria sono italiane. <br>Quando finisce la Seconda Guerra Mondiale il mondo è stravolto, e da lì a poco l&#8217;Istria non sarà più Italia. <br>Ma nei suoi ricordi permane quanto vissuto, il suo immaginario persiste, e il dolore per quella &#8220;perdita&#8221;, per quel cambiamento lo accompagnerà tutta la vita. Così tanto che, in occasione di un volo sull&#8217;Istria fatto nel primo dopoguerra, scrive «davanti a quella carta dell&#8217;Istria i miei occhi si velavano di commozione. Mi rivedevo bambino. La mia terra! È come una foglia gentile che galleggia sul mare.»</p>



<p style="font-size:21px">Nelle parole di Stuparich trovo una visione personale di tanti luoghi che ho visitato, di luoghi che non ci sono più, e di luoghi che hanno cambiato nome, e (più volte) anche la bandiera. E un po&#8217; trovo anche la nostalgia che provo io quando penso alle <a href="https://www.laltrove.com/la-casa-dei-nonni/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">mie estati da bambina e da adolescente</a>. Altra epoca e altri orizzonti, certo, ma la spensieratezza e la consapevolezza di tutta quella &#8220;normalità&#8221; sono le stesse.</p>



<h2 class="wp-block-heading" style="font-size:29px">Edizione del 1964</h2>



<p style="font-size:21px">E infine ti racconto anche queste due storielle.<br>Poche settimane fa, mi trovo PER CASO nei pressi della <strong>libreria Dedalus</strong>, in via Torrebianca a Trieste. Altro luogo del cuore. È una grande libreria dove puoi trovare una vasta scelta di libri nuovi e fuori catalogo a metà prezzo, e una interessante esposizione di libri di seconda mano, anche datati.<br>Quando sto per pagare, vedo vicino alla cassa una piccola colonna composta da alcune copie di un libro: <em>Ricordi istriani</em> di Giani Stuparich, a cura di Anita Pittoni, una edizione del 1964 edita dallo Zibaldone.<br>Fermi tutti. <br>Si tratta di una edizione realizzata in mille copie «da distribuire in premio ai giovani più meritevoli delle scuole medie della città (&#8230;), con l&#8217;augurio che il libro possa far apprezzare ai giovani la grandezza morale dell&#8217;autore, figlio fedele dell&#8217;Istria, grande soldato, maestro e scrittore, che in tutti i modi ha onorato la sua piccola e la sua grande Patria» scrive Antonio Fonda Savio in seconda pagina.<br>Ecco, la copia che ho fra le mani è la numero 680 di 1.000.</p>



<p style="font-size:21px">L&#8217;altra storiella. <br>Quest&#8217;inverno, <a href="https://cinemazero.it/novita/2023/03/01/omaggio-franco-giraldi/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Cinemazero</a> ha organizzato la rassegna <strong>&#8220;Raccontare la frontiera&#8221;</strong> dedicata al regista Franco Giraldi. Tre erano i film restaurati che è stato possibile rivedere al cinema: <em>La rosa rossa</em>, <em>La frontiera</em> e&#8230; <em>Un anno di scuola</em>.</p>
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		<title>Geografie sommerse</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Corinna Sabbadini]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 18 Aug 2023 11:56:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Museando]]></category>
		<category><![CDATA[Trieste]]></category>
		<category><![CDATA[Friuli Venezia Giulia]]></category>
		<category><![CDATA[FVG]]></category>
		<category><![CDATA[Geografie sommerse]]></category>
		<category><![CDATA[Magazzino delle Idee]]></category>
		<category><![CDATA[Monika Bulaj]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Mostra fotografica di Monika Bulaj Geografia. Alle elementari impari che è una parola composta da altre due parole in greco antico: γεω &#8220;terra&#8221; e γραϕία &#8220;scrittura&#8221;. Scrittura della terra, o descrizione della terra, ma anche rappresentazione grafica della terra. E infatti a scuola studi i mari, i fiumi e le montagne. E inizi a guardare la terra dall&#8217;alto: su una cartina, su una mappa, su un mappamondo. Quando ero a scuola, osservavo le carte geografiche fisiche appese al muro, e con il dito partivo da un punto e seguivo la linea azzurra di un fiume, fino alla sua foce o fino alla sua sorgente. Sulle carte geografiche politiche, percorrevo con l&#8217;indice e lo sguardo i confini.Da quando ero bambina, le carte geografiche politiche sono cambiate molto: alcuni Stati (fra l&#8217;altro anche uno confinante con l&#8217;Italia) non ci sono più, altri Paesi sono stati fondati, molte città hanno cambiato nome, tantissime persone hanno sostituito i propri passaporti e molte altre li hanno perduti. Tante nuove linee di confine sono state disegnate, spostate, allungate, accorciate.E queste carte geografiche, che mostrano il cambiamento nel corso degli anni della &#8220;terra politica&#8221;, non evidenziano cosa è successo a chi quelle terre le viveva o le [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading" style="font-size:29px">Mostra fotografica di Monika Bulaj</h2>



<p style="font-size:21px">Geografia. Alle elementari impari che è una parola composta da altre due parole in greco antico: γεω &#8220;terra&#8221; e γραϕία &#8220;scrittura&#8221;. Scrittura della terra, o descrizione della terra, ma anche rappresentazione grafica della terra. E infatti a scuola studi i mari, i fiumi e le montagne. E inizi a guardare la terra dall&#8217;alto: su una cartina, su una mappa, su un mappamondo. <br>Quando ero a scuola, osservavo le <strong>carte geografiche fisiche</strong> appese al muro, e con il dito partivo da un punto e seguivo la linea azzurra di un fiume, fino alla sua foce o fino alla sua sorgente. <br>Sulle <strong>carte geografiche politiche</strong>, percorrevo con l&#8217;indice e lo sguardo i <a href="https://www.laltrove.com/parola/definizione-termine-confine/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">confini</a>.<br>Da quando ero bambina, le carte geografiche politiche sono cambiate molto: alcuni Stati (fra l&#8217;altro anche uno confinante con l&#8217;Italia) non ci sono più, altri Paesi sono stati fondati, molte città hanno cambiato nome, tantissime persone hanno sostituito i propri passaporti e molte altre li hanno perduti. Tante nuove linee di confine sono state disegnate, spostate, allungate, accorciate.<br>E queste carte geografiche, che mostrano il cambiamento nel corso degli anni della &#8220;terra politica&#8221;, non evidenziano cosa è successo a chi quelle terre le viveva o le vive: nel loro costante mutamento, l&#8217;uomo non è rappresentato.</p>



<h2 class="wp-block-heading" style="font-size:29px">Non rappresentazione</h2>



<p style="font-size:21px">In questa &#8220;non rappresentazione&#8221; emergono le <a href="https://www.monikabulaj.com/portfolio-item/geografie-sommerse/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Geografie sommerse</a> della fotografa <strong>Monika Bulaj</strong>. Nelle sue foto trovano spazio e testimonianza interi popoli e singole anime, religioni perdute e dèi mai abbandonati, sorgenti d&#8217;acqua prosciugate e foreste rigogliose, i colori dell&#8217;arcobaleno e tutte le sfumature di grigio immaginabili, e ancora musiche, preghiere, silenzi, profumi, aspirazioni, gratitudini. <br>Ma soprattutto luoghi e persone, gli uni impensabili senza gli altri. Persone che determinano luoghi. Persone che determinano persone nei luoghi. <br>Luoghi che cambiano a causa di persone. Persone che cambiano a causa dei luoghi.<br>Tutto questo vissuto con il tempo dettato dal cammino. <br>Del passo che affianca un altro passo. <br>Del passo che porta alla parola, al racconto, alla narrazione. <br>Del passo che avvicina, crea relazioni, unisce. <br>Dello sguardo discreto che sa ascoltare prima di parlare, che percepisce con i sensi allertati tutti i significanti presenti.</p>



<h2 class="wp-block-heading" style="font-size:29px">La mostra fotografica</h2>



<p style="font-size:21px">Ogni foto della mostra porta in sé popoli, secoli di storia e di cambiamenti, religioni e tabù, passato e presente, gioia e dolore, detto e non detto, scritto e orale.<br>Le parole di Monika Bulaj accompagnano con delicatezza e precisione il visitatore in un viaggio fra i suoi viaggi: è come sfogliare, passo dopo passo, un libro che racchiude storia, geografia, religione, scienze e arte.</p>



<h2 class="wp-block-heading" style="font-size:29px">«Dove? Kje? Uer? Dulà?»</h2>



<p style="font-size:21px">Al <strong>Magazzino delle Idee</strong>, a Trieste: fra la stazione dei treni e il Teatro Miela (vicino allo storico negozio &#8220;Mirella&#8221;). La <a href="https://magazzinodelleidee.it/evento/geografie-sommerse/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">mostra</a>, curata dalla stessa Monika Bulaj, è organizzata dall&#8217;ERPAC (l&#8217;Ente Regionale per il patrimonio culturale del Friuli Venezia Giulia) ed è visitabile fino a domenica 8 ottobre. <br>Non serve un motivo per una gita a Trieste. Ma se dovesse servire: questa mostra è un ottimo motivo.</p>
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		<title>Un altro mare</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Corinna Sabbadini]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Jun 2023 12:56:12 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Alex Pessotto]]></category>
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		<category><![CDATA[Un altro mare]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Quando cercavo un altro libro Alcune settimane fa sono entrata in uno dei miei nuovi posti del cuore a Trieste. Sapevo della sua esistenza già da un po&#8217;, ma, vuoi per un motivo vuoi per l&#8217;altro, ho iniziato a frequentarlo da poco. Parlo della libreria antiquaria Zuckerman in via Rismondo, fra il tribunale e la sinagoga. Il nome già ti suggerisce che tipo di articolo vende principalmente: oltre a quell&#8217;articolo, ci sono libri meno antichi, cartoline, foto, videocassette, cartine, giocattoli e oggetti vari (ma proprio vari). Tutto di seconda mano. Tutto con una o più vite alle spalle.Insomma entro nel negozio, mi guardo un po&#8217; in giro, esploro la sezione che mi interessa, ma non trovo quello che cerco. Vado dalla titolare e chiedo il titolo per cui sono lì. «L&#8217;ho venduto un&#8217;ora fa. Vedo se ne ho un&#8217;altra copia.»&#8220;UOT?&#8221; penso: lì dentro ci sono migliaia di libri, e un&#8217;ora fa è entrata una persona che ha comprato l&#8217;unica copia che cercavo io?!Lei controlla. Io ho gli occhi sgranati.Lei conferma. Io acquisto un altro libro.Il tempo passa, e per caso sono di nuovo in zona una settimana più tardi. &#8220;Chissà &#8211; mi dico &#8211; potrebbe averlo riacquistato&#8221;. Ritento.Mi va male.Allora [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center" style="font-size:29px">Quando cercavo un altro libro</h2>



<p style="font-size:21px">Alcune settimane fa sono entrata in uno dei miei nuovi posti del cuore a Trieste. Sapevo della sua esistenza già da un po&#8217;, ma, vuoi per un motivo vuoi per l&#8217;altro, ho iniziato a frequentarlo da poco. Parlo della libreria antiquaria <a href="https://www.laltrove.com/la-libreria-antiquaria-zuckerman-di-martina-trevisan-a-trieste/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Zuckerman</a> in via Rismondo, fra il tribunale e la sinagoga. Il nome già ti suggerisce che tipo di articolo vende principalmente: oltre a quell&#8217;articolo, ci sono libri meno antichi, cartoline, foto, videocassette, cartine, giocattoli e oggetti vari (ma proprio vari). Tutto di seconda mano. Tutto con una o più vite alle spalle.<br>Insomma entro nel negozio, mi guardo un po&#8217; in giro, esploro la sezione che mi interessa, ma non trovo quello che cerco. Vado dalla titolare e chiedo il titolo per cui sono lì. <br>«L&#8217;ho venduto un&#8217;ora fa. Vedo se ne ho un&#8217;altra copia.»<br>&#8220;UOT?&#8221; penso: lì dentro ci sono migliaia di libri, e un&#8217;ora fa è entrata una persona che ha comprato l&#8217;unica copia che cercavo io?!<br>Lei controlla. Io ho gli occhi sgranati.<br>Lei conferma. Io acquisto un altro libro.<br>Il tempo passa, e per caso sono di nuovo in zona una settimana più tardi. &#8220;Chissà &#8211; mi dico &#8211; potrebbe averlo riacquistato&#8221;. Ritento.<br>Mi va male.<br>Allora mi avvicino alla sezione di &#8220;Trieste e dintorni&#8221; e trovo titoli che in effetti il venerdì prima non c&#8217;erano! Due di questi mi ipnotizzano: gli occhi fanno uno zigzag fra le due coste. Era ovvio che appartenevano alla stessa persona: il primo parlava all&#8217;altro e viceversa.<br>Ci metto un po&#8217; prima di decidermi. La verità è che non sapevo se ero pronta ad affrontarli.</p>



<h2 class="wp-block-heading" style="font-size:29px">Poi li prendo</h2>



<p style="font-size:21px">La prima cosa che faccio una volta <a href="https://www.instagram.com/reel/Cs9C65VPhWk/?utm_source=ig_web_copy_link&amp;igshid=MmJiY2I4NDBkZg==" target="_blank" rel="noreferrer noopener">seduta al caffè</a> è controllare se ci sono dentro biglietti o tracce della vita precedente del libro.<br>In uno ne trovo.<br>È un articolo di giornale. De &#8220;Il Piccolo&#8221;, ne sono sicura: la firma è di Alex Pessotto. Non c&#8217;è la data, ma parla degli appuntamenti organizzati a Gorizia in occasione del centenario della morte di Carlo Michelstaedter, quindi è della prima metà dell&#8217;ottobre 2010.<br>Il prezzo sulla copertina è in lire. Il libro è del luglio 2000.<br>C&#8217;è anche il timbro di un <em>book crossing</em> di una sartoria di Muggia. Altro passaggio. Sorrido.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="768" src="https://www.laltrove.com/wp-content/uploads/2023/06/Libro-di-Carlo-Michelstaedter-1024x768.jpg" alt="Libro di Carlo Michelstaedter e articolo dell'ottobre 2010" class="wp-image-2019" srcset="https://www.laltrove.com/wp-content/uploads/2023/06/Libro-di-Carlo-Michelstaedter-1024x768.jpg 1024w, https://www.laltrove.com/wp-content/uploads/2023/06/Libro-di-Carlo-Michelstaedter-300x225.jpg 300w, https://www.laltrove.com/wp-content/uploads/2023/06/Libro-di-Carlo-Michelstaedter-768x576.jpg 768w, https://www.laltrove.com/wp-content/uploads/2023/06/Libro-di-Carlo-Michelstaedter.jpg 1280w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Libro di Carlo Michelstaedter e articolo dell&#8217;ottobre 2010</figcaption></figure>



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<div class="wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow" style="flex-basis:100%">
<h2 class="wp-block-heading" style="font-size:29px">Ma io sono qua per parlare dell&#8217;altro libro</h2>
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<p style="font-size:21px">Prima edizione del settembre 1991.<br>Lo inizio con un certo timore reverenziale che ogni tanto si ha quando ci si avvicina ad alcuni autori. Il timore se ne va leggendo, e lascia spazio all&#8217;ammirazione.<br>Il libro si fa ascoltare con una dolcezza disarmante. Leggo questa biografia romanzata sulla vita di Enrico Mreule ed è come se i tasselli di un puzzle prendessero il loro posto: persone, luoghi, fatti, parole e visi studiati in questi anni per gli articoli scritti hanno disegnato un quadro. Completo. <br>È in fondo la storia di un dolore che probabilmente non ha mai trovato pace. In mezzo c&#8217;è la vita, più vite. In mezzo c&#8217;è un <a href="https://www.laltrove.com/parola/definizione-termine-confine/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">confine</a>: il mio* confine, quello che prima non era mai esistito, e poi è comparso, quello che prima era invalicabile, poi permeabile e ora trasparente. In mezzo c&#8217;è un mare, il mio* mare, il mare Adriatico, Jadransko more, quello che Predrag Matvejević definiva il mare dell&#8217;intimità. In mezzo c&#8217;è una lampada fiorentina che, in fondo, non ha mai smesso di illuminare il ricordo degli occhi scuri di Carlo.</p>



<h2 class="wp-block-heading" style="font-size:29px">Pausa caffè</h2>



<p style="font-size:21px">Ho letto <em>Un altro mare</em> nelle pause caffè di queste settimane, quasi sempre al Giardinetto Cafè di Cormons. Anche questa mattina ero lì, seduta in giardino, stavo conquistando le ultime pagine, completamente assorta, quando in strada si ferma un&#8217;auto: lo sportello si apre e parte un &#8220;Maracaibo Mare forza nove Fuggire sì, ma dove Za za&#8221; a un volume esagerato. Ovviamente ballo sulla sedia e rido, mentre continuo a leggere. <br>Poche righe dopo il libro avrebbe preso quella piega che crepa il respiro, ma in quell&#8217;attimo anche &#8220;Maracaibo&#8221; è stato parte del libro: &#8220;mare forza nove, fuggire sì&#8221; era proprio l&#8217;inizio di tutto quel dolore, di quel mare (un mare &#8220;altro&#8221;, rispetto all&#8217;Adriatico) attraversato da Enrico per andarsene da Gorizia.<br><br>* <em>Con &#8220;mio&#8221; non intendo un possesso: intendo la vicinanza nello spazio e nel tempo</em>.</p>
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