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	<title>Fuocolento Archivi - Laltrove</title>
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	<description>Racconti di Corinna Sabbadini</description>
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	<title>Fuocolento Archivi - Laltrove</title>
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		<title>Fuocolento novembre 2024</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Corinna Sabbadini]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 11 Dec 2024 15:29:10 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>La Stazione Transalpina La Stazione Transalpina è la stazione dei treni di Nova Gorica. Un tempo veniva chiamata &#8220;Stazione Nord&#8221; perché diametralmente opposta alla Stazione Meridionale, ma qui stiamo parlando del tempo in cui entrambe queste stazioni appartenevano alla città di Gorizia. Se vuoi scoprire qualcosa di più su questo luogo che ho scritto per il numero di novembre 2024 di Fuocolento. Se la cerchi su Google, la troverai affacciata a una piazza che ha due nomi: la metà che si trova in Slovenia si chiama Trg Europe (Piazza Europa), mentre la metà che si trova in Italia è Piazzale della Transalpina. Due nomi che racchiudono il presente e il passato di questo luogo.È una piazza che nel 1947 ha visto tracciare la linea di un confine mai visto prima di allora. L&#8217;ha visto abbattere, e ha poi ospitato i festeggiamenti del 1 maggio 2004. Ma se hai letto il mio articolo, sai già di cosa sto parlando.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.laltrove.com/fuocolento-novembre-2024-la-stazione-transalpina-a-nova-gorica/">Fuocolento novembre 2024</a> proviene da <a href="https://www.laltrove.com">Laltrove</a>.</p>
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<h2 class="wp-block-heading" style="font-size:29px">La Stazione Transalpina</h2>



<p style="font-size:21px">La Stazione Transalpina è la stazione dei treni di Nova Gorica. <br>Un tempo veniva chiamata &#8220;Stazione Nord&#8221; perché diametralmente opposta alla Stazione Meridionale, ma qui stiamo parlando del tempo in cui entrambe queste stazioni appartenevano alla città di Gorizia. <br>Se vuoi scoprire qualcosa di più su questo luogo</p>



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<div class="wp-block-button"><a class="wp-block-button__link has-text-align-center wp-element-button" href="https://www.laltrove.com/wp-content/uploads/2024/12/Fuocolento-novembre-2024-La-Stazione-Transalpina.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">APRI IL PDF E LEGGI L&#8217;ARTICOLO</a></div>
</div>



<p style="font-size:21px"><br>che ho scritto per il numero di novembre 2024 di <a href="https://www.laltrove.com/fuocolento-rivista-gastronomica-culturale-nordest/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Fuocolento</a>. <br>Se la cerchi su <a href="https://www.google.it/maps/place/NOVA+GORICA+(stazione+ferroviaria)/@45.9551779,13.6320558,16.73z/data=!4m6!3m5!1s0x477b00e46a6e5745:0x91bbea78552fc556!8m2!3d45.9553827!4d13.6353719!16s%2Fg%2F11jcmqywql?entry=ttu&amp;g_ep=EgoyMDI0MTIwNC4wIKXMDSoASAFQAw%3D%3D" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Google</a>, la troverai affacciata a una piazza che ha due nomi: la metà che si trova in Slovenia si chiama Trg Europe (Piazza Europa), mentre la metà che si trova in Italia è Piazzale della Transalpina. Due nomi che racchiudono il presente e il passato di questo luogo.<br>È una piazza che nel 1947 ha visto tracciare la linea di un confine mai visto prima di allora. L&#8217;ha visto abbattere, e ha poi ospitato i festeggiamenti del 1 maggio 2004. Ma se hai letto il mio articolo, sai già di cosa sto parlando.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.laltrove.com/fuocolento-novembre-2024-la-stazione-transalpina-a-nova-gorica/">Fuocolento novembre 2024</a> proviene da <a href="https://www.laltrove.com">Laltrove</a>.</p>
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		<title>Fuocolento settembre 2024</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Corinna Sabbadini]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 Oct 2024 14:27:43 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>La Stazione Meridionale di Gorizia C&#8217;è stato un tempo in cui Gorizia aveva due stazioni dei treni. (Entrambe raggiungevano Trieste, anche lì in due stazioni diverse.) Le loro posizioni rispetto alla città avevano indotto i goriziani a chiamarle Stazione Meridionale e Stazione Nord.Dal 1860, la Stazione Meridionale (la più antica delle due) collega Gorizia con Trieste (verso sud) e con Udine (verso nord). Ma la sua meta principale, quando fu pensata e progettata nella seconda metà del diciannovesimo secolo, era Milano, passando da Udine e da Venezia.Ma non aggiungo altro, trovi tutto in questo mio articolo Per sapere la storia e il destino della Stazione Nord, ti consiglio di leggere questo altro mio articolo. Forse se ti dico &#8220;Stazione Transalpina&#8221; sai già di cosa sto parlando, ma vai pure a leggerlo.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.laltrove.com/la-stazione-meridionale-di-gorizia/">Fuocolento settembre 2024</a> proviene da <a href="https://www.laltrove.com">Laltrove</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading" style="font-size:29px">La Stazione Meridionale di Gorizia</h2>



<p style="font-size:21px">C&#8217;è stato un tempo in cui Gorizia aveva due stazioni dei treni. (Entrambe raggiungevano Trieste, anche lì in due stazioni diverse.) Le loro posizioni rispetto alla città avevano indotto i goriziani a chiamarle Stazione Meridionale e Stazione Nord.<br>Dal 1860, la Stazione Meridionale (la più antica delle due) collega Gorizia con Trieste (verso sud) e con Udine (verso nord). Ma la sua meta principale, quando fu pensata e progettata nella seconda metà del diciannovesimo secolo, era Milano, passando da Udine e da Venezia.<br>Ma non aggiungo altro, trovi tutto in questo mio articolo</p>



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<p style="font-size:21px"><br>Per sapere la storia e il destino della Stazione Nord, ti consiglio di leggere <a href="https://www.laltrove.com/fuocolento-novembre-2024-la-stazione-transalpina-a-nova-gorica/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">questo altro mio articolo</a>. Forse se ti dico &#8220;Stazione Transalpina&#8221; sai già di cosa sto parlando, ma vai pure a leggerlo.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.laltrove.com/la-stazione-meridionale-di-gorizia/">Fuocolento settembre 2024</a> proviene da <a href="https://www.laltrove.com">Laltrove</a>.</p>
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		<title>Fuocolento maggio 2024</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Corinna Sabbadini]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Aug 2024 14:14:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Gorizia]]></category>
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		<category><![CDATA[Antonio Lasciac]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Antonio Lasciac. La sua villa e il suo parco Ti propongo una suggestiva passeggiata fra Gorizia e Nova Gorica. Una passeggiata che è più un tuffo nella storia di queste due città.Arriva al valico del Rafut. La prima tappa è il museo sul confine &#8220;Lasciapassare/Prepusnica&#8221; (un progetto del Comune di Gorizia con la direzione scientifica e artistica curata dall’Associazione Quarantasettezeroquattro): prenditi un po&#8217; di tempo, perché anche se è piccolo, troverai molto materiale sia dentro sia fuori (nel giardino che lo circonda). Te ne avevo parlato l&#8217;anno scorso: vai pure a leggere l&#8217;articolo.Ecco, una volta uscito da qua, osserva l&#8217;ultima casa sulla sinistra prima del confine: quella è la casa dove nel 1947 fu scattata la foto della mucca che aveva due zampe in Jugoslavia (oltre la linea bianca) e le altre due in Italia (al di qua della linea bianca).La linea bianca era il nuovo confine tracciato con una scia di gesso il 16 settembre 1947. Un confine disegnato sulla carta geografica dal Trattato di Parigi firmato il 10 febbraio 1947.Ma se sei appena uscito dal museo: sai già tutto!Saluta l&#8217;Italia ed entra in Slovenia. Fai attenzione alla pista ciclopedonale: è molto trafficata!Ora alza lo sguardo alla tua sinistra, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.laltrove.com/fuocolento-maggio-2024-antonio-lasciac-la-sua-villa-e-il-suo-parco/">Fuocolento maggio 2024</a> proviene da <a href="https://www.laltrove.com">Laltrove</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading" style="font-size:29px">Antonio Lasciac. La sua villa e il suo parco</h2>



<p style="font-size:21px">Ti propongo una <a href="https://www.instagram.com/reel/DBrQfjwt7f7/?utm_source=ig_web_copy_link&amp;igsh=MzRlODBiNWFlZA==" target="_blank" rel="noreferrer noopener">suggestiva passeggiata</a> fra Gorizia e Nova Gorica. Una passeggiata che è più un tuffo nella storia di queste due città.<br>Arriva al valico del Rafut. La prima tappa è il museo sul confine &#8220;Lasciapassare/Prepusnica&#8221; (un progetto del Comune di Gorizia con la direzione scientifica e artistica curata dall’Associazione Quarantasettezeroquattro): prenditi un po&#8217; di tempo, perché anche se è piccolo, troverai molto materiale sia dentro sia fuori (nel giardino che lo circonda). Te ne avevo parlato l&#8217;anno scorso: <a href="https://www.laltrove.com/lasciapassare-prepusnica-un-museo-sul-confine-a-gorizia/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">vai pure a leggere l&#8217;articolo</a>.<br>Ecco, una volta uscito da qua, osserva l&#8217;ultima casa sulla sinistra prima del confine: quella è la casa dove nel 1947 fu scattata la foto della mucca che aveva due zampe in Jugoslavia (oltre la linea bianca) e le altre due in Italia (al di qua della linea bianca).<br>La linea bianca era il nuovo confine tracciato con una scia di gesso il 16 settembre 1947. Un confine disegnato sulla carta geografica dal Trattato di Parigi firmato il 10 febbraio 1947.<br>Ma se sei appena uscito dal museo: sai già tutto!<br>Saluta l&#8217;Italia ed entra in Slovenia. Fai attenzione alla pista ciclopedonale: è molto trafficata!<br>Ora alza lo sguardo alla tua sinistra, verso nord est: quello è il monastero di Castagnevizza.<br>Procedi lungo la strada: il primo edificio sulla sinistra ospita una delle quattro sedi del Muzej na meji (il museo sul Confine) che il <a href="https://www.goriskimuzej.si/it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Goriški muzej </a>di Nova Gorica ha realizzato in questi anni in quattro punti strategici lungo la linea di confine. Qua c&#8217;è &#8220;Razstava Na šverc!&#8221;: l’esposizione dedicata al contrabbando. <a href="https://www.laltrove.com/fuocolento-luglio-2023-il-museo-del-contrabbando/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Non perderla</a>.<br>Dopo aver fatto anche questa visita, riprendi la strada verso est per circa 250 metri. Si sale un po&#8217;. Capirai subito quando sarai arrivato all&#8217;ingresso principale del Parco del Rafut.<br>Entra.</p>



<p style="font-size:21px">Lo scorso maggio ne ho parlato in un articolo su&nbsp;<a href="https://www.laltrove.com/fuocolento-rivista-gastronomica-culturale-nordest/">Fuocolento</a>: clicca sul bottone per leggerlo.</p>



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<div class="wp-block-button"><a class="wp-block-button__link wp-element-button" href="https://www.laltrove.com/wp-content/uploads/2024/10/Antonio-Lasciac.-La-sua-villa-e-il-suo-parco.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">APRI IL PDF E LEGGI L&#8217;ARTICOLO</a></div>
</div>



<p style="font-size:21px"><br>Così scoprirai anche chi è Antonio Lasciac.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.laltrove.com/fuocolento-maggio-2024-antonio-lasciac-la-sua-villa-e-il-suo-parco/">Fuocolento maggio 2024</a> proviene da <a href="https://www.laltrove.com">Laltrove</a>.</p>
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		<title>Fuocolento luglio 2023</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Corinna Sabbadini]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Apr 2024 18:20:41 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il Museo del Contrabbando Ti ricordi quando ti avevo parlato di “Lasciapassare/Prepusnica”, il museo dentro la garrita al confine del Rafut a Gorizia (quel piccolo valico secondario sotto il colle del castello di Gorizia)?Ecco, oggi ti parlo del museo dirimpettaio: l&#8217;allestimento che il Goriški Muzej ha pensato per la casermetta slovena dove stazionavano i graničari (le guardie di confine jugoslave e poi, dal 1991, slovene). Qua troverai Razstava Na šverc! (il museo con l’esposizione dedicataal contrabbando): è una delle quattro sedi del Muzej na meji (il museo sul Confine) che il Goriški muzej di Nova Gorica ha realizzato in questi anni in quattro punti strategici lungo la linea di confine.La scorsa estate ne ho scritto un articolo su Fuocolento: clicca sul bottone per leggerlo. Il Museo si trova in Kostanjeviška cesta 32 a Nova Gorica, ed è aperto con questi orari:lunedì–venerdì: 13.00–17.00sabato, domenica e festivi: (orario invernale) 12.00–17.00 &#8211; (orario estivo) 12.00–18.00.Se vuoi provare l&#8217;esperienza dell&#8217;escape room (di cui trovi le informazioni nell&#8217;articolo), ricordati che devi prenotarla in anticipo.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.laltrove.com/fuocolento-luglio-2023-il-museo-del-contrabbando/">Fuocolento luglio 2023</a> proviene da <a href="https://www.laltrove.com">Laltrove</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading" style="font-size:29px">Il Museo del Contrabbando</h2>



<p style="font-size:21px">Ti ricordi quando ti avevo parlato di <a href="https://www.laltrove.com/lasciapassare-prepusnica-un-museo-sul-confine-a-gorizia/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">“Lasciapassare/Prepusnica”</a>, il museo dentro la garrita al confine del Rafut a Gorizia (quel piccolo valico secondario sotto il colle del castello di Gorizia)?<br>Ecco, oggi ti parlo del museo dirimpettaio: l&#8217;allestimento che il Goriški Muzej ha pensato per la casermetta slovena dove stazionavano i <em>graničari</em> (le guardie di confine jugoslave e poi, dal 1991, slovene). Qua troverai <a href="https://goriskimuzej.si/stalne-zbirke/muzej-na-meji/muzejska-zbirka-pristava" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Razstava Na šverc!</a> (il museo con l’esposizione dedicata<br>al contrabbando): è una delle quattro sedi del Muzej na meji (il museo sul Confine) che il Goriški muzej di Nova Gorica ha realizzato in questi anni in quattro punti strategici lungo la linea di confine.<br>La scorsa estate ne ho scritto un articolo su <a href="https://www.laltrove.com/fuocolento-rivista-gastronomica-culturale-nordest/">Fuocolento</a>: clicca sul bottone per leggerlo.</p>



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<div class="wp-block-button"><a class="wp-block-button__link has-text-align-center wp-element-button" href="https://www.laltrove.com/wp-content/uploads/2024/04/Fuocolento-luglio-2023-Museo-del-Contrabbando.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">APRI IL PDF E LEGGI L&#8217;ARTICOLO</a></div>
</div>



<p style="font-size:21px"><br>Il Museo si trova in Kostanjeviška cesta 32 a Nova Gorica, ed è aperto con questi orari:<br>lunedì–venerdì: 13.00–17.00<br>sabato, domenica e festivi: (orario invernale) 12.00–17.00 &#8211; (orario estivo) 12.00–18.00.<br>Se vuoi provare l&#8217;esperienza dell&#8217;<em>escape room</em> (di cui trovi le informazioni nell&#8217;articolo), ricordati che devi prenotarla in anticipo.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.laltrove.com/fuocolento-luglio-2023-il-museo-del-contrabbando/">Fuocolento luglio 2023</a> proviene da <a href="https://www.laltrove.com">Laltrove</a>.</p>
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		<title>Fuocolento gennaio 2023</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Corinna Sabbadini]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 25 Jan 2024 16:57:30 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Pietre d'Inciampo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le Pietre d&#8217;Inciampo a Gorizia Guarda quanto è bella questa pianta della città: è aggiornata al 1° gennaio 1921. Guarda com&#8217;era la città un secolo fa: guarda cosa c&#8217;era già, e cosa è arrivato dopo.C&#8217;è una cosa che mi ha colpito in modo particolare, ma non ti dico cos&#8217;è: mi tengo il segreto per scrivere un altro articolo più avanti! Torniamo a noi. Vedi i numeri all&#8217;interno di quei piccoli cerchi neri? Indicano le posizioni dove si trovano 25 Pietre d&#8217;Inciampo che sono state posizionate dal 20 gennaio 2016 a oggi. Manca un numero (il 12): quello che dovrebbe indicare via Lunga (in Borgo San Rocco), il luogo dove si trovava lo storico negozio di mobili di Ladislao Herskovitz (italianizzato Ercoli) e dove lo scorso aprile è stata posata la ventiseiesima Pietra d&#8217;Inciampo di Gorizia.Se vuoi scoprire qualcosa di più su queste Pietre che ho scritto sul numero di gennaio 2023 di Fuocolento: ti racconto cosa sono, chi le ha &#8220;inventate&#8221; e cosa rappresentano. Trovi anche l&#8217;elenco dei nomi che queste &#8220;Stolpersteine&#8221; vogliono ricordare.Il numero 11 che vedi indicato in basso a destra, lontano dal centro cittadino, indica le Pietre d&#8217;Inciampo che sono state posizionate all&#8217;esterno dell&#8217;Ospedale Psichiatrico di Gorizia [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.laltrove.com/le-pietre-dinciampo-a-gorizia-fuocolento-gennaio-2023/">Fuocolento gennaio 2023</a> proviene da <a href="https://www.laltrove.com">Laltrove</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading" style="font-size:29px">Le Pietre d&#8217;Inciampo a Gorizia</h2>



<p style="font-size:21px">Guarda quanto è bella questa pianta della città: è aggiornata al 1° gennaio 1921. Guarda com&#8217;era la città un secolo fa: guarda cosa c&#8217;era già, e cosa è arrivato dopo.<br>C&#8217;è una cosa che mi ha colpito in modo particolare, ma non ti dico cos&#8217;è: mi tengo il segreto per scrivere un altro articolo più avanti!<br> <br>Torniamo a noi. Vedi i numeri all&#8217;interno di quei piccoli cerchi neri? Indicano le posizioni dove si trovano 25 Pietre d&#8217;Inciampo che sono state posizionate dal 20 gennaio 2016 a oggi. Manca un numero (il 12): quello che dovrebbe indicare via Lunga (in Borgo San Rocco), il luogo dove si trovava lo storico negozio di mobili di <strong>Ladislao Herskovitz (italianizzato Ercoli)</strong> e dove lo scorso aprile è stata posata la ventiseiesima Pietra d&#8217;Inciampo di Gorizia.<br>Se vuoi scoprire qualcosa di più su queste Pietre</p>



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</div>



<p style="font-size:21px"><br>che ho scritto sul numero di gennaio 2023 di Fuocolento: ti racconto cosa sono, chi le ha &#8220;inventate&#8221; e cosa rappresentano. Trovi anche l&#8217;elenco dei nomi che queste &#8220;Stolpersteine&#8221; vogliono ricordare.<br>Il numero 11 che vedi indicato in basso a destra, lontano dal centro cittadino, indica le Pietre d&#8217;Inciampo che sono state posizionate all&#8217;esterno dell&#8217;<a href="https://www.laltrove.com/fuocolento-maggio-2023-l-ospedale-psichiatrico-di-gorizia/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Ospedale Psichiatrico di Gorizia</a> dove tre persone sono state prelevate e deportate nel dicembre 1943. Due di loro erano i coniugi ultrasettantenni Amelia Pavia Michelstaedter ed Elio Michelstaedter che si erano fatti ricoverare con la speranza di non essere così arrestati. La terza vittima era una giovane donna, Elsa Valobra, che invece si trovava qui da quando era stata licenziata dalla Cassa di Risparmio nel 1938, in seguito alla promulgazione delle leggi razziali: lo shock che subì in seguito al licenziamento fu così forte che fu necessario ricoverarla.</p>



<div class="wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-9d6595d7 wp-block-columns-is-layout-flex">
<div class="wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow">
<p style="font-size:22px"><em>La lettura del nome va fatta ad alta voce, come se lei fosse dall’altra parte della strada e tu la stessi chiamando. Senza urlare. Solo per attirare la sua attenzione, come per salutarla. Bisogna nominarla ad alta voce per tutte quelle migliaia di volte che sua madre, sua sorella, suo nipote e i suoi amici avrebbero dovuto o voluto chiamarla ancora. </em></p>
</div>



<div class="wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow">
<figure class="wp-block-image size-large"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="1024" height="757" src="https://www.laltrove.com/wp-content/uploads/2024/01/Pietra-dinciampo-Elda-Michelstaedter-1024x757.jpg" alt="Pietra d'inciampo Elda Michelstaedter" class="wp-image-2669" srcset="https://www.laltrove.com/wp-content/uploads/2024/01/Pietra-dinciampo-Elda-Michelstaedter-1024x757.jpg 1024w, https://www.laltrove.com/wp-content/uploads/2024/01/Pietra-dinciampo-Elda-Michelstaedter-300x222.jpg 300w, https://www.laltrove.com/wp-content/uploads/2024/01/Pietra-dinciampo-Elda-Michelstaedter-768x568.jpg 768w, https://www.laltrove.com/wp-content/uploads/2024/01/Pietra-dinciampo-Elda-Michelstaedter.jpg 1298w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Pietra d&#8217;Inciampo dedicata a <a href="https://www.laltrove.com/fuocolento-elda-michelstaedter-e-il-cassone-da-viaggio/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Elda Michelstaedter</a></figcaption></figure>
</div>
</div>



<p><em>Foto di copertina: <a href="https://www.isontina.beniculturali.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Biblioteca Statale Isontina</a>.</em></p>
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		<title>Fuocolento novembre 2022</title>
		<link>https://www.laltrove.com/fuocolento-elda-michelstaedter-e-il-cassone-da-viaggio/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Corinna Sabbadini]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Oct 2023 10:38:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Gorizia]]></category>
		<category><![CDATA[Scrivendo]]></category>
		<category><![CDATA[Biblioteca Statale Isontina]]></category>
		<category><![CDATA[Carlo Michelstaedter]]></category>
		<category><![CDATA[Elda Michelstaedter]]></category>
		<category><![CDATA[Fondo Carlo Michelstaedter]]></category>
		<category><![CDATA[Fuocolento]]></category>
		<category><![CDATA[GO! Borderless]]></category>
		<category><![CDATA[GO!2025]]></category>
		<category><![CDATA[Nova Gorica/Gorizia 2025]]></category>
		<category><![CDATA[Villa Elda]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Elda Michelstaedter e il cassone da viaggio Oggi è il giorno in cui ti parlo di Elda Michelstaedter (e del suo cassone da viaggio). Figlia di Alberto Michelstaedter e di Emma Coen Luzzatto. Sorella di Gino, di Paula e del filosofo goriziano Carlo Michelstaedter. Moglie di Silvio Morpurgo. 17 ottobre 1943 Siamo a Gorizia. Quella che ora è chiamata via Diaz, il civico è il numero 11. Villa Elda era casa sua.Sono trascorsi ottant&#8217;anni da quella domenica in cui Elda Michelstaedter redige con la macchina da scrivere quello che intitola “Piccolo elenco dei libri di famiglia conservati presso la casa Morpurgo-Michelstaedter”.La tragedia è imminente. Elda non lo sa, ma lo avverte.Se ti interessa scoprire questa storia, leggi cosa ho scritto sul numero di novembre 2022 di Fuocolento Il “Fondo Carlo Michelstaedter” a Gorizia Sul numero di aprile di Fuocolento avevo raccontato la storia del “Fondo Carlo Michelstaedter”, istituito proprio 50 anni fa per volontà della sorella minore Paula e tuttora conservato presso la Biblioteca Statale Isontina. C&#8217;è poi un po&#8217; di Carlo anche in questo articolo. «Dove? Kje? Uer? Dulà?» A Gorizia. Fai una passeggiata nel centro di Gorizia, senza meta. Se invece desideri curiosare fra i libri e i [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.laltrove.com/fuocolento-elda-michelstaedter-e-il-cassone-da-viaggio/">Fuocolento novembre 2022</a> proviene da <a href="https://www.laltrove.com">Laltrove</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading" style="font-size:29px">Elda Michelstaedter e il cassone da viaggio</h2>



<p style="font-size:21px">Oggi è il giorno in cui ti parlo di Elda Michelstaedter (e del suo cassone da viaggio). <br>Figlia di Alberto Michelstaedter e di Emma Coen Luzzatto. <br>Sorella di Gino, di Paula e del filosofo goriziano <a href="https://www.laltrove.com/fondo-carlo-michelstaedter-nella-biblioteca-statale-isontina/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Carlo Michelstaedter</a>. <br>Moglie di Silvio Morpurgo.</p>



<h2 class="wp-block-heading" style="font-size:29px">17 ottobre 1943</h2>



<p style="font-size:21px">Siamo a Gorizia. Quella che ora è chiamata via Diaz, il civico è il numero 11. Villa Elda era casa sua.<br>Sono trascorsi ottant&#8217;anni da quella domenica in cui Elda Michelstaedter redige con la macchina da scrivere quello che intitola <strong>“Piccolo elenco dei libri di famiglia conservati presso la casa Morpurgo-Michelstaedter”</strong>.<br>La tragedia è imminente. Elda non lo sa, ma lo avverte.<br>Se ti interessa scoprire questa storia, leggi cosa ho scritto sul numero di novembre 2022 di <a href="https://www.laltrove.com/fuocolento-rivista-gastronomica-culturale-nordest/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Fuocolento</a></p>



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</div>



<h2 class="wp-block-heading" style="font-size:29px"><br>Il “Fondo Carlo Michelstaedter” a Gorizia</h2>



<p style="font-size:21px">Sul numero di aprile di Fuocolento avevo raccontato la storia del “<a href="https://www.laltrove.com/fuocolento-aprile-2023-fondo-carlo-michelstaedter-gorizia/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Fondo Carlo Michelstaedter</a>”, istituito proprio 50 anni fa per volontà della sorella minore Paula e tuttora conservato presso la <a href="https://www.isontina.beniculturali.it/it/475/fondo-carlo-michelstaedter" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Biblioteca Statale Isontina</a>. C&#8217;è poi un po&#8217; di Carlo anche in <a href="https://www.laltrove.com/un-altro-mare-di-claudio-magris/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">questo articolo</a>.</p>



<h2 class="wp-block-heading" style="font-size:29px">«Dove? Kje? Uer? Dulà?»</h2>



<p style="font-size:21px">A Gorizia. Fai una passeggiata nel centro di Gorizia, senza meta. <br>Se invece desideri curiosare fra i libri e i documenti del &#8220;Fondo Carlo Michelstadter&#8221;, devi andare alla Biblioteca Statale Isontina.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.laltrove.com/fuocolento-elda-michelstaedter-e-il-cassone-da-viaggio/">Fuocolento novembre 2022</a> proviene da <a href="https://www.laltrove.com">Laltrove</a>.</p>
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		<title>L&#8217;Ospedale Psichiatrico di Gorizia</title>
		<link>https://www.laltrove.com/parco-basaglia-ospedale-psichiatrico-di-gorizia/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Corinna Sabbadini]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Aug 2023 16:58:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Gorizia]]></category>
		<category><![CDATA[Museando]]></category>
		<category><![CDATA[Circolo Bergman]]></category>
		<category><![CDATA[Franco Basaglia]]></category>
		<category><![CDATA[Fuocolento]]></category>
		<category><![CDATA[GO! Borderless]]></category>
		<category><![CDATA[GO!2025]]></category>
		<category><![CDATA[In\Visible Cities]]></category>
		<category><![CDATA[Nova Gorica/Gorizia 2025]]></category>
		<category><![CDATA[Ospedale Psichiatrico di Gorizia]]></category>
		<category><![CDATA[Parco Basaglia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Una passeggiata nel Parco Basaglia È uno dei luoghi più densi di storia di Gorizia, e allo stesso quello che più è stato rimosso dalla memoria collettiva goriziana. Siamo al limite del perimetro cittadino ed esattamente sul confine con la Slovenia. Siamo dentro la città, ma lontano dal suo centro. Siamo dentro un parco il cui cancello, ora, è sempre aperto, ma non è sempre stato così.Siamo dentro il Parco Basaglia, siamo dentro lo spazio dell&#8217;ex Ospedale Psichiatrico di Gorizia.Ho raccontato la sua storia in un articolo pubblicato lo scorso maggio su Fuocolento: scoprila e poi vai a farci una passeggiata.La storia della psichiatria mondiale è passata di qua negli Sessanta, quando Franco Basaglia inizia fra queste mura, anzi: fra questi alberi, il percorso che concluderà anni dopo a Trieste e che cambierà per sempre la cura della salute mentale e l&#8217;attenzione al malato psichico. In\Visible Cities – esercizi di rivoluzione Ti consiglio di partecipare agli &#8220;Esercizi di rivoluzione*&#8221; proposti in questi giorni al Parco Basaglia in occasione del Festival In\Visible Cities che, organizzato dall&#8217;Associazione Quarantasettezeroquattro, dal 2015 propone sul territorio regionale una serie di eventi che fanno dialogare i partecipanti con gli spazi urbani, attraverso l&#8217;uso di linguaggi digitali [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.laltrove.com/parco-basaglia-ospedale-psichiatrico-di-gorizia/">L&#8217;Ospedale Psichiatrico di Gorizia</a> proviene da <a href="https://www.laltrove.com">Laltrove</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading" style="font-size:29px">Una passeggiata nel Parco Basaglia </h2>



<p style="font-size:21px">È uno dei luoghi più densi di storia di Gorizia, e allo stesso quello che più è stato rimosso dalla memoria collettiva goriziana. Siamo al limite del perimetro cittadino ed esattamente sul confine con la Slovenia. Siamo dentro la città, ma lontano dal suo centro. Siamo dentro un parco il cui cancello, ora, è sempre aperto, ma non è sempre stato così.<br>Siamo dentro il Parco Basaglia, siamo dentro lo spazio dell&#8217;ex Ospedale Psichiatrico di Gorizia.<br>Ho raccontato la sua storia in un articolo pubblicato lo scorso maggio su <a href="https://www.laltrove.com/fuocolento-maggio-2023-l-ospedale-psichiatrico-di-gorizia/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Fuocolento</a>: scoprila e poi vai a farci una passeggiata.<br>La storia della psichiatria mondiale è passata di qua negli Sessanta, quando Franco Basaglia inizia fra queste mura, anzi: fra questi alberi, il percorso che concluderà anni dopo a Trieste e che cambierà per sempre la cura della salute mentale e l&#8217;attenzione al malato psichico.</p>



<h2 class="wp-block-heading" style="font-size:29px">In\Visible Cities – esercizi di rivoluzione</h2>



<p style="font-size:21px">Ti consiglio di partecipare agli &#8220;Esercizi di rivoluzione*&#8221; proposti in questi giorni al Parco Basaglia in occasione del Festival In\Visible Cities che, organizzato dall&#8217;Associazione Quarantasettezeroquattro, dal 2015 propone sul territorio regionale una serie di eventi che fanno dialogare i partecipanti con gli spazi urbani, attraverso l&#8217;uso di linguaggi digitali e dell&#8217;arte (danza, teatro e musica). Sono proposte che avvicinano i cittadini a luoghi più o meno conosciuti, spiegano loro la storia o le storie che contengono, e li invitano a viverli in modi diversi.</p>



<p style="font-size:21px">Funziona così.<br>Fuori dall&#8217;edificio della direzione dell&#8217;ospedale, il Circolo Bergman (che organizza questo evento) ti consegnerà un paio di cuffie, e poi, assieme agli altri partecipanti, inizierai una passeggiata nel parco.<br>Una voce ti accompagnerà nel percorso. Sarai solo con quella voce. <br>Proverai una strana sensazione, perché con le cuffie ti isolerai dal gruppo. E ti sentirai chiuso dentro quegli spazi aperti.<br>Ascolterai la storia di quelle piante e di quegli edifici, di uomini e di donne che hanno trascorso lì anche tutta la vita. Tutta la vita. <br>Poi sarà il momento di Franco Basaglia. E sarà eccezionale camminare dove lui ha stravolto un &#8220;ordine&#8221; (inteso sia nello spazio sia nella disciplina) che per tutti al mondo doveva rimanere tale, forse in eterno. </p>



<p style="font-size:21px">Ti consiglio di <a href="https://invisiblecities.eu/evento/esercizi-di-rivoluzione-12" target="_blank" rel="noreferrer noopener">partecipare</a> a questa passeggiata, perché se non conosci il Parco, rimarrai colpito dalla sua storia. <br>Se lo conosci, lo vivrai in un modo diverso dal solito.<br>Se non puoi partecipare, ti consiglio di farci una passeggiata quando ne avrai l&#8217;occasione, perché per quanto possiamo fare finta che non esista, esiste, e soprattutto: è esistito.</p>



<p>* <em>Perché si chiamano &#8220;Esercizi di rivoluzione&#8221;? Ti consiglio di parteciparvi, così lo scoprirai.</em></p>



<p style="font-size:21px"></p>
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		<title>Fuocolento maggio 2023</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Corinna Sabbadini]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 27 Aug 2023 16:54:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Gorizia]]></category>
		<category><![CDATA[Scrivendo]]></category>
		<category><![CDATA[Circolo Bergman]]></category>
		<category><![CDATA[Esercizi di rivoluzione]]></category>
		<category><![CDATA[Fuocolento]]></category>
		<category><![CDATA[GO! Borderless]]></category>
		<category><![CDATA[GO!2025]]></category>
		<category><![CDATA[In\Visible Cities]]></category>
		<category><![CDATA[Nova Gorica/Gorizia 2025]]></category>
		<category><![CDATA[Ospedale Psichiatrico di Gorizia]]></category>
		<category><![CDATA[Parco Basaglia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;Ospedale Psichiatrico di Gorizia Gorizia ha molti angoli nascosti che è un piacere scoprire. Scoprire nella loro storia e nella loro bellezza, nella loro complessità e nella loro semplicità, nella loro difficoltà e nella loro intensità.Uno di questi luoghi è l&#8217;Ospedale Psichiatrico di Gorizia. Dal centro città, prendi via Vittorio Veneto e vai verso il confine, lo troverai sulla tua destra un centinaio di metri prima di entrare in Slovenia.I cancelli sono sempre aperti. Puoi entrare quando vuoi: vai a fare una passeggiata nel Parco Basaglia. Ma prima leggi l&#8217;articolo che ho scritto su Fuocolento, così arrivi &#8220;studiato&#8221;: clicca sul bottone per leggerlo In\Visible Cities &#8211; esercizi di rivoluzione Se desideri approfondire la storia dell&#8217;Ospedale Psichiatrico di Gorizia e conoscere meglio un luogo importante della città di Gorizia, ti consiglio di partecipare a uno degli &#8220;esercizi di rivoluzione&#8221; in programma da giovedì 31 agosto a domenica 3 settembre. Sono coordinati dal Circolo Bergman all&#8217;interno della manifestazione &#8220;In\Visible Cities&#8221; (organizzata dall&#8217;Associazione Quarantasettezeroquattro) che ha luogo in queste settimane fra Gorizia e Gradisca d&#8217;Isonzo. Indosserai un paio di cuffie e sarai accompagnato dentro il Parco Basaglia: affidati alla voce che ti guiderà.Trovi tutte le informazioni a questo link.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading" style="font-size:29px">L&#8217;Ospedale Psichiatrico di Gorizia</h2>



<p style="font-size:21px">Gorizia ha molti angoli nascosti che è un piacere scoprire. Scoprire nella loro storia e nella loro bellezza, nella loro complessità e nella loro semplicità, nella loro difficoltà e nella loro intensità.<br>Uno di questi luoghi è l&#8217;Ospedale Psichiatrico di Gorizia. Dal centro città, prendi via Vittorio Veneto e vai verso il confine, lo troverai sulla tua destra un centinaio di metri prima di entrare in Slovenia.<br>I cancelli sono sempre aperti. Puoi entrare quando vuoi: vai a fare una passeggiata nel Parco Basaglia. Ma prima leggi l&#8217;articolo che ho scritto su <a href="https://www.laltrove.com/fuocolento-rivista-gastronomica-culturale-nordest/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Fuocolento</a>, così arrivi &#8220;studiato&#8221;: clicca sul bottone per leggerlo</p>



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</div>



<h2 class="wp-block-heading" style="font-size:29px"><br>In\Visible Cities &#8211; esercizi di rivoluzione</h2>



<p style="font-size:21px">Se desideri approfondire la storia dell&#8217;Ospedale Psichiatrico di Gorizia e conoscere meglio un luogo importante della città di Gorizia, ti consiglio di partecipare a uno degli &#8220;esercizi di rivoluzione&#8221; in programma da giovedì 31 agosto a domenica 3 settembre. Sono coordinati dal Circolo Bergman all&#8217;interno della manifestazione &#8220;In\Visible Cities&#8221; (organizzata dall&#8217;Associazione Quarantasettezeroquattro) che ha luogo in queste settimane fra Gorizia e Gradisca d&#8217;Isonzo. Indosserai un paio di cuffie e sarai accompagnato dentro il Parco Basaglia: affidati alla voce che ti guiderà.<br>Trovi tutte le informazioni a <a href="https://invisiblecities.eu/evento/esercizi-di-rivoluzione-12" target="_blank" rel="noreferrer noopener">questo link</a>. </p>
<p>L'articolo <a href="https://www.laltrove.com/fuocolento-maggio-2023-l-ospedale-psichiatrico-di-gorizia/">Fuocolento maggio 2023</a> proviene da <a href="https://www.laltrove.com">Laltrove</a>.</p>
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		<title>Fuocolento febbraio 2020</title>
		<link>https://www.laltrove.com/fuocolento-patto-di-filiera-della-farina-del-fvg/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Corinna Sabbadini]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 15 Jun 2023 16:16:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Gorizia]]></category>
		<category><![CDATA[Scrivendo]]></category>
		<category><![CDATA[Frumenti antichi]]></category>
		<category><![CDATA[Fuocolento]]></category>
		<category><![CDATA[Molino Tuzzi]]></category>
		<category><![CDATA[pane]]></category>
		<category><![CDATA[Panificio Iordan]]></category>
		<category><![CDATA[Patto di filiera della farina del FVG]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Il Patto di filiera della Farina del Friuli Venezia Giulia&#8221; La parola pane ha in sé la radice sanscrita &#8220;pa&#8221;: bere, ma anche nutrire.È una radice che contiene il senso della nutrizione e della protezione:&#8220;pati&#8221; è infatti il termine sanscrito del latino &#8220;pater&#8221;, padre. Questo è uno dei primi articoli che ho scritto per Fuocolento. Parla del Patto di filiera della farina del Friuli Venezia Giulia: un progetto nato nove anni fa con l&#8217;obiettivo di produrre farine di alta qualità, economicamente accessibili a tutti, realizzate con metodi sostenibili e svincolati dalle leggi di mercato. I soggetti coinvolti riguardano tutti gli attori della filiera (in questo caso molto corta): gli agricoltori, i mugnai, i panificatori e i consumatori. Partecipano tutti alle decisioni produttive e alle questioni finanziarie: sono tutti parte attiva in egual misura, perché è un patto che si fonda sui rapporti sociali e non su quelli economici. E tutto questo per poter fare il pane. Uno degli alimenti più antichi e più importanti della nostra storia. Il profumo del pane commuove chiunque. Foto del frumento Verna &#8211; Il Panificio di Camillo</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.laltrove.com/fuocolento-patto-di-filiera-della-farina-del-fvg/">Fuocolento febbraio 2020</a> proviene da <a href="https://www.laltrove.com">Laltrove</a>.</p>
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<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center" style="font-size:29px">&#8220;Il Patto di filiera della Farina del Friuli Venezia Giulia&#8221;</h2>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p>La parola pane ha in sé la radice sanscrita &#8220;pa&#8221;: bere, ma anche nutrire.<br>È una radice che contiene il senso della nutrizione e della protezione:<br>&#8220;pati&#8221; è infatti il termine sanscrito del latino &#8220;pater&#8221;, padre.</p>
</blockquote>



<p style="font-size:21px">Questo è uno dei primi articoli che ho scritto per <a href="https://www.laltrove.com/fuocolento-rivista-gastronomica-culturale-nordest/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Fuocolento</a>. <br>Parla del <a href="https://www.pattodellafarina.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Patto di filiera della farina del Friuli Venezia Giulia</a>: un progetto nato nove anni fa con l&#8217;obiettivo di produrre farine di alta qualità, economicamente accessibili a tutti, realizzate con metodi sostenibili e svincolati dalle leggi di mercato. <br>I soggetti coinvolti riguardano tutti gli attori della filiera (in questo caso molto corta): gli agricoltori, i mugnai, i panificatori e i consumatori. <br>Partecipano tutti alle decisioni produttive e alle questioni finanziarie: sono tutti parte attiva in egual misura, perché è un patto che si fonda sui rapporti sociali e non su quelli economici.</p>



<p style="font-size:21px">E tutto questo per poter fare il pane. Uno degli alimenti più antichi e più importanti della nostra storia. </p>



<p style="font-size:21px">Il profumo del pane commuove chiunque.</p>



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<div class="wp-block-button"><a class="wp-block-button__link wp-element-button" href="https://www.laltrove.com/wp-content/uploads/2023/10/Patto-di-filiera-della-Farina-del-Friuli-Venezia-Giulia.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">apri il pdf e leggi l&#8217;articolo</a></div>
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<p style="font-size:11px"><em>Foto del frumento Verna &#8211; Il Panificio di Camillo</em></p>
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		<title>Festival delle Lingue</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Corinna Sabbadini]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 Jun 2023 13:49:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Festivalando]]></category>
		<category><![CDATA[Gorizia]]></category>
		<category><![CDATA[Associazione Kulturhaus Görz]]></category>
		<category><![CDATA[Casa Ascoli]]></category>
		<category><![CDATA[Comune di Gorizia]]></category>
		<category><![CDATA[Festival delle Lingue]]></category>
		<category><![CDATA[Fuocolento]]></category>
		<category><![CDATA[GO! Borderless]]></category>
		<category><![CDATA[GO!2025]]></category>
		<category><![CDATA[Nova Gorica]]></category>
		<category><![CDATA[Nova Gorica/Gorizia 2025]]></category>
		<category><![CDATA[Passaporto delle lingue]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>A Gorizia un festival dedicato all&#8217;importanza del plurilinguismo Succede che Gorizia, 150 anni fa, non conosceva i confini e parlava fra le sue strade lingue che tutti i suoi cittadini comprendevano (come l’italiano, il tedesco, lo slovenoe il friulano).Succedono le due Guerre Mondiali, e il tempo diventa lento, ma la moltitudine di idiomi resiste, e i confini ancora non si vedono.Succede che a Parigi, nel 1947, si traccia una linea su una cartina geografica. Quella linea trancia in due la parola “Goriz-ia”: ciò che è a “Goriz” rimane in Italia, ciò che è oltre “ia” diventa Jugoslavia.È il confine: Gorizia e i goriziani vengono divisi in due (e pian piano spariscono anche le lingue). Inizia così il mio articolo per Fuocolento dedicato al museo sul confine &#8220;Lasciapassare/Prepusnica&#8221; al valico del Rafut a Gorizia.Fino al primo dopoguerra, a Gorizia si parlavano numerose lingue, e se proprio non si parlavano: si comprendevano, perché facevano parte della vita quotidiana. Oltre a quelle citate, posso aggiungere altre lingue dell&#8217;Impero (come l&#8217;ungherese e il croato), ma anche l&#8217;yiddish e il greco (lingue con cui si commerciava).Inutile dire che questa era una ricchezza per la città: significava vitalità, mercati, interazioni con altri popoli e quindi altri [&#8230;]</p>
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<h2 class="wp-block-heading" style="font-size:29px">A Gorizia un festival dedicato all&#8217;importanza del plurilinguismo</h2>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p>Succede che Gorizia, 150 anni fa, non conosceva i confini e parlava fra le sue strade lingue che tutti i suoi cittadini comprendevano (come l’italiano, il tedesco, lo sloveno<br>e il friulano).<br>Succedono le due Guerre Mondiali, e il tempo diventa lento, ma la moltitudine di idiomi resiste, e i confini ancora non si vedono.<br>Succede che a Parigi, nel 1947, si traccia una linea su una cartina geografica. Quella linea trancia in due la parola “Goriz-ia”: ciò che è a “Goriz” rimane in Italia, ciò che è oltre “ia” diventa Jugoslavia.<br>È il confine: Gorizia e i goriziani vengono divisi in due (e pian piano spariscono anche le lingue).</p>
</blockquote>



<p style="font-size:21px">Inizia così il mio articolo per <a href="https://www.laltrove.com/fuocolento-rivista-gastronomica-culturale-nordest/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Fuocolento</a> dedicato al museo sul confine <a href="https://www.laltrove.com/lasciapassare-prepusnica-un-museo-sul-confine-a-gorizia/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">&#8220;Lasciapassare/Prepusnica&#8221;</a> al valico del Rafut a Gorizia.<br>Fino al primo dopoguerra, a Gorizia si parlavano numerose lingue, e se proprio non si parlavano: si comprendevano, perché facevano parte della vita quotidiana. Oltre a quelle citate, posso aggiungere altre lingue dell&#8217;Impero (come l&#8217;ungherese e il croato), ma anche l&#8217;yiddish e il greco (lingue con cui si commerciava).<br>Inutile dire che questa era una ricchezza per la città: significava vitalità, mercati, interazioni con altri popoli e quindi altri Stati, apertura, vicinanza, accoglienza, confronto.<br>Le cose iniziano a cambiare quando si comincia a parlare di &#8220;italianizzazione&#8221; dei nomi, dei cognomi e dei toponimi. <br>Inutile dire che è l&#8217;inizio di una corsa in discesa verso il baratro.<br>Nel secondo dopo guerra si perde tutto: non solo la terra e chi rimane al di là del confine, ma anche tutta questa ricchezza linguistica. A Gorizia si parla italiano, si mantiene anche il friulano, ma tutto il resto cade nell&#8217;oblio.</p>



<h2 class="wp-block-heading" style="font-size:29px">Venerdì 9 e sabato 10 giugno</h2>



<p style="font-size:21px">Negli ultimi anni si è cercato di sviluppare nella cittadinanza (soprattutto all&#8217;interno degli istituti scolastici) una consapevolezza relativa alla varietà storico-linguistica di quest&#8217;area, e una delle ultime novità che Gorizia ci offre è il Festival delle Lingue (promosso dall&#8217;Associazione Kulturhaus Görz) che apre i battenti per la prima volta venerdì.<br>Allora, per me è già una meraviglia un festival dedicato alle lingue, ma la meraviglia aumenta quando scopro che gli eventi non solo scavano nella storia, ma si manifestano in un luogo &#8220;simbolico&#8221; di Gorizia: Casa Ascoli!<br>Casa Ascoli è: la casa natale del linguista e glottologo Graziadio Isaia Ascoli, la sede goriziana della Filologica Friulana e dell&#8217;Associazione Kulturhaus Görz, e la prima casa fuori dal ghetto di Gorizia. Non c&#8217;era luogo più adatto per questo Festival!</p>



<h2 class="wp-block-heading" style="font-size:29px">Cosa c&#8217;è in programma</h2>



<p style="font-size:21px">Io ti suggerisco di non prendere impegni dalle 17.00 di venerdì a tutto sabato: puoi decidere a quale incontro partecipare <a href="https://www.kulturhaus-go.it/wordpress/wp-content/uploads/2023/06/Kulturhaus-Programm_page-0002-min-scaled.jpg" target="_blank" rel="noreferrer noopener">dando una occhiata al programma</a>, scegliendo fra musica, passeggiate, cibo e vino, ricette, manga, passaporto per le lingue e Gorizia. Ci sono anche appuntamenti dedicati ai bambini (6-10 anni) e ai ragazzi (10-16 anni). </p>



<h2 class="wp-block-heading" style="font-size:29px">«Dove? Kje? Uer? Dulà?»</h2>



<p style="font-size:21px">Devi andare a Casa Ascoli. Se sai già dov&#8217;è, non ti serve l&#8217;indirizzo. Se non sai dov&#8217;è, non cercare su <em>gugol</em>: dal teatro Verdi, prendi il Corso e cammina sempre dritto per meno di un chilometro; da <a href="https://www.laltrove.com/cartolina/cartolina-dalla-piazza-grande-di-gorizia-imperiale/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">piazza Vittoria</a> prendi la strada che costeggia la chiesa di Sant&#8217;Ignazio, quando arrivi alla <a href="https://www.laltrove.com/fondo-carlo-michelstaedter-nella-biblioteca-statale-isontina/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Biblioteca Statale Isontina</a> gira a destra e cammina ancora qualche minuto; da Piazzutta sali verso il centro, al secondo semaforo gira a sinistra e cammina per cento metri. Altrimenti: chiedi a un passante «Buongiorno: scusi, sa dirmi dov&#8217;è Casa Ascoli? O la sinagoga? Se ha tempo: venga con me, c&#8217;è un incontro molto interessante che in qualche modo la riguarda!»</p>
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