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	<title>Confine Archivi - Laltrove</title>
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	<description>Racconti di Corinna Sabbadini</description>
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	<title>Confine Archivi - Laltrove</title>
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		<title>Fuocolento maggio 2024</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Corinna Sabbadini]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Aug 2024 14:14:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Gorizia]]></category>
		<category><![CDATA[Scrivendo]]></category>
		<category><![CDATA[Antonio Lasciac]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Antonio Lasciac. La sua villa e il suo parco Ti propongo una suggestiva passeggiata fra Gorizia e Nova Gorica. Una passeggiata che è più un tuffo nella storia di queste due città.Arriva al valico del Rafut. La prima tappa è il museo sul confine &#8220;Lasciapassare/Prepusnica&#8221; (un progetto del Comune di Gorizia con la direzione scientifica e artistica curata dall’Associazione Quarantasettezeroquattro): prenditi un po&#8217; di tempo, perché anche se è piccolo, troverai molto materiale sia dentro sia fuori (nel giardino che lo circonda). Te ne avevo parlato l&#8217;anno scorso: vai pure a leggere l&#8217;articolo.Ecco, una volta uscito da qua, osserva l&#8217;ultima casa sulla sinistra prima del confine: quella è la casa dove nel 1947 fu scattata la foto della mucca che aveva due zampe in Jugoslavia (oltre la linea bianca) e le altre due in Italia (al di qua della linea bianca).La linea bianca era il nuovo confine tracciato con una scia di gesso il 16 settembre 1947. Un confine disegnato sulla carta geografica dal Trattato di Parigi firmato il 10 febbraio 1947.Ma se sei appena uscito dal museo: sai già tutto!Saluta l&#8217;Italia ed entra in Slovenia. Fai attenzione alla pista ciclopedonale: è molto trafficata!Ora alza lo sguardo alla tua sinistra, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.laltrove.com/fuocolento-maggio-2024-antonio-lasciac-la-sua-villa-e-il-suo-parco/">Fuocolento maggio 2024</a> proviene da <a href="https://www.laltrove.com">Laltrove</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading" style="font-size:29px">Antonio Lasciac. La sua villa e il suo parco</h2>



<p style="font-size:21px">Ti propongo una <a href="https://www.instagram.com/reel/DBrQfjwt7f7/?utm_source=ig_web_copy_link&amp;igsh=MzRlODBiNWFlZA==" target="_blank" rel="noreferrer noopener">suggestiva passeggiata</a> fra Gorizia e Nova Gorica. Una passeggiata che è più un tuffo nella storia di queste due città.<br>Arriva al valico del Rafut. La prima tappa è il museo sul confine &#8220;Lasciapassare/Prepusnica&#8221; (un progetto del Comune di Gorizia con la direzione scientifica e artistica curata dall’Associazione Quarantasettezeroquattro): prenditi un po&#8217; di tempo, perché anche se è piccolo, troverai molto materiale sia dentro sia fuori (nel giardino che lo circonda). Te ne avevo parlato l&#8217;anno scorso: <a href="https://www.laltrove.com/lasciapassare-prepusnica-un-museo-sul-confine-a-gorizia/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">vai pure a leggere l&#8217;articolo</a>.<br>Ecco, una volta uscito da qua, osserva l&#8217;ultima casa sulla sinistra prima del confine: quella è la casa dove nel 1947 fu scattata la foto della mucca che aveva due zampe in Jugoslavia (oltre la linea bianca) e le altre due in Italia (al di qua della linea bianca).<br>La linea bianca era il nuovo confine tracciato con una scia di gesso il 16 settembre 1947. Un confine disegnato sulla carta geografica dal Trattato di Parigi firmato il 10 febbraio 1947.<br>Ma se sei appena uscito dal museo: sai già tutto!<br>Saluta l&#8217;Italia ed entra in Slovenia. Fai attenzione alla pista ciclopedonale: è molto trafficata!<br>Ora alza lo sguardo alla tua sinistra, verso nord est: quello è il monastero di Castagnevizza.<br>Procedi lungo la strada: il primo edificio sulla sinistra ospita una delle quattro sedi del Muzej na meji (il museo sul Confine) che il <a href="https://www.goriskimuzej.si/it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Goriški muzej </a>di Nova Gorica ha realizzato in questi anni in quattro punti strategici lungo la linea di confine. Qua c&#8217;è &#8220;Razstava Na šverc!&#8221;: l’esposizione dedicata al contrabbando. <a href="https://www.laltrove.com/fuocolento-luglio-2023-il-museo-del-contrabbando/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Non perderla</a>.<br>Dopo aver fatto anche questa visita, riprendi la strada verso est per circa 250 metri. Si sale un po&#8217;. Capirai subito quando sarai arrivato all&#8217;ingresso principale del Parco del Rafut.<br>Entra.</p>



<p style="font-size:21px">Lo scorso maggio ne ho parlato in un articolo su&nbsp;<a href="https://www.laltrove.com/fuocolento-rivista-gastronomica-culturale-nordest/">Fuocolento</a>: clicca sul bottone per leggerlo.</p>



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<p style="font-size:21px"><br>Così scoprirai anche chi è Antonio Lasciac.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.laltrove.com/fuocolento-maggio-2024-antonio-lasciac-la-sua-villa-e-il-suo-parco/">Fuocolento maggio 2024</a> proviene da <a href="https://www.laltrove.com">Laltrove</a>.</p>
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		<title>Fuocolento ottobre 2022</title>
		<link>https://www.laltrove.com/lasciapassare-prepustnica-un-museo-sul-confine-a-gorizia/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Corinna Sabbadini]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 13 Jan 2023 17:01:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Gorizia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Lasciapassare/Prepustnica*: un museo sul confine Il confine tracciato nel 1947 da Tarvisio a Muggia ha una storia molto particolare. Come tanti altri confini, certo. Ma questa lo è di più.Soprattutto nel goriziano, quella linea bianca disegnata su una cartina geografica a Parigi, e poi tracciata sulla terra a Gorizia, ha diviso un territorio che non era mai stato diviso. Una linea che ha diviso famiglie, amicizie, case, giardini, orti e un cimitero. A Gorizia c&#8217;è un museo che dà voce alle storie e alle memorie delle persone che hanno visto &#8220;sorgere&#8221; questo confine e che poi l&#8217;hanno vissuto nel quotidiano: si chiama &#8220;Lasciapassare/Prepusnica&#8221;, ed è un museo sul confine. Si trova all&#8217;interno della garitta posta sul valico secondario del Rafut, ai piedi del colle del castello di Gorizia. Oggi il confine non ha barriere, e in questo punto è solamente ciclopedonale.Il progetto è del Comune di Gorizia, che ha affidato la direzione scientifica e artistica dell&#8217;allestimento interno ed esterno del museo all&#8217;Associazione Quarantasettezeroquattro, un&#8217;associazione che dal 2009 promuove a Gorizia e dintorni una serie di eventi culturali e artistici volti alla conoscenza storica e artistica di questo territorio.Il museo sarà inaugurato sabato 14 gennaio alle ore 15.00, con una visita [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading" style="font-size:29px">Lasciapassare/Prepustnica*: un museo sul confine</h2>



<p style="font-size:21px">Il confine tracciato nel 1947 da Tarvisio a Muggia ha una storia molto particolare. Come tanti altri confini, certo. Ma questa lo è di più.<br>Soprattutto nel goriziano, quella linea bianca disegnata su una cartina geografica a Parigi, e poi tracciata sulla terra a Gorizia, ha diviso un territorio che non era mai stato diviso. Una linea che ha diviso famiglie, amicizie, case, giardini, orti e un cimitero. <br>A <strong>Gorizia</strong> c&#8217;è un museo che dà voce alle storie e alle memorie delle persone che hanno visto &#8220;sorgere&#8221; questo confine e che poi l&#8217;hanno vissuto nel quotidiano: si chiama <strong>&#8220;Lasciapassare/Prepusnica&#8221;</strong>, ed è un museo sul confine. Si trova all&#8217;interno della garitta posta sul valico secondario del Rafut, ai piedi del colle del castello di Gorizia. Oggi il confine non ha barriere, e in questo punto è solamente ciclopedonale.<br>Il progetto è del Comune di Gorizia, che ha affidato la direzione scientifica e artistica dell&#8217;allestimento interno ed esterno del museo all&#8217;<a href="http://www.quarantasettezeroquattro.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Associazione Quarantasettezeroquattro</a>, un&#8217;associazione che dal 2009 promuove a Gorizia e dintorni una serie di eventi culturali e artistici volti alla conoscenza storica e artistica di questo territorio.<br>Il museo sarà inaugurato sabato 14 gennaio alle ore 15.00, con una visita guidata. Poi sarà visitabile il sabato e la domenica dalle 10.00 alle 16.00.<br>Se vuoi avere un&#8217;anteprima sui contenuti del museo, leggi l&#8217;articolo che gli ho dedicato sul numero di ottobre 2022 di <a href="https://www.laltrove.com/fuocolento-rivista-gastronomica-culturale-nordest/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Fuocolento</a> (clicca sul bottone).</p>



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<p></p>



<h2 class="wp-block-heading" style="font-size:29px">Confine</h2>



<p style="font-size:21px">&#8220;Confine&#8221; è una delle parole che ho scelto di portare con me nel &#8220;<a href="https://www.laltrove.com/parola/definizione-termine-confine/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">glossario de Laltrove</a>&#8220;.</p>



<h2 class="wp-block-heading" style="font-size:29px">*Lasciapassare-prepustnica</h2>



<p style="font-size:21px">Il &#8220;lasciapassare&#8221; (in jugoslavo &#8220;prepustnica&#8221;) è un documento che veniva rilasciato dalle autorità italiane (ai cittadini italiani) e jugoslave (ai cittadini jugoslavi) che consentiva loro di attraversare il confine.<br>Sì, perché per anni, dopo il 1947, il confine è stato invalicabile. Solo con il trattato di Udine del 1955, la situazione iniziò piano piano a migliorare, e agli abitanti delle zone confinanti fu consentito di &#8220;andare di là&#8221; (in entrambe le direzioni) quattro volte al mese, lungo una fascia di dieci chilometri sul confine, grazie a questo lasciapassare. Quello fu l&#8217;inizio.</p>
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		<title>Piazza XXIV Maggio</title>
		<link>https://www.laltrove.com/piazza-xxiv-maggio-cormons-laltrove/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Corinna Sabbadini]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Aug 2022 08:47:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Gorizia]]></category>
		<category><![CDATA[Viando]]></category>
		<category><![CDATA[24 maggio 1915]]></category>
		<category><![CDATA[Attentato di Sarajevo]]></category>
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		<category><![CDATA[Grande Guerra]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Cosa è successo il 24 maggio? Il 24 maggio del 1915 il Regno d&#8217;Italia iniziava la guerra contro l&#8217;Impero Austro-Ungarico. Ovvero, a undici mesi dall&#8217;attentato a Sarajevo e a dieci mesi dall&#8217;inizio della Grande Guerra, anche l&#8217;Italia entrava nel conflitto mondiale. Un conflitto che avrebbe modificato i confini delle nostre terre con il sangue di centinaia di migliaia di giovani che qua arrivarono e da qua non tornarono più a casa. Piazza XXIV Maggio a Cormons Da casa mia vedo piazza XXIV Maggio. Come mai Cormons ha dedicato la piazza più importante del suo centro storico a questa data? Perché quel giorno, le truppe italiane che, pochi chilometri a nord ovest da qua, attraversarono il fiume Judrio (che ora segna il confine tra la provincia di Udine e la provincia di Gorizia, ma allora &#8211; dal 1866 &#8211; segnava il confine fra il Regno d&#8217;Italia e l&#8217;Impero Austro-Ungarico) non trovarono una difesa invalicabile, anzi, e quindi Cormons &#8220;tornò&#8221;* a far parte dell&#8217;Italia proprio quel giorno.Ho scelto questa piazza perché trovo questa data significativa: rappresenta un momento importante per la storia di Cormons, e allo stesso tempo segna l&#8217;inizio di un massacro che porterà sofferenza e disperazione nelle case di migliaia [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading" style="font-size:27px">Cosa è successo il 24 maggio?</h2>



<p style="font-size:21px">Il 24 maggio del 1915 il Regno d&#8217;Italia iniziava la guerra contro l&#8217;Impero Austro-Ungarico. Ovvero, a undici mesi dall&#8217;attentato a Sarajevo e a dieci mesi dall&#8217;inizio della Grande Guerra, anche l&#8217;Italia entrava nel conflitto mondiale. Un conflitto che avrebbe modificato i <strong><a href="https://www.laltrove.com/parola/definizione-termine-confine/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">confini</a></strong> delle nostre terre con il sangue di centinaia di migliaia di giovani che qua arrivarono e da qua non tornarono più a casa.</p>



<h2 class="wp-block-heading" style="font-size:27px">Piazza XXIV Maggio a Cormons</h2>



<p style="font-size:21px">Da casa mia vedo <a href="https://www.laltrove.com/parola/definizione-piazza-e-citazione-battocletti/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">piazza</a> XXIV Maggio. Come mai Cormons ha dedicato la piazza più importante del suo centro storico a questa data? Perché quel giorno, le truppe italiane che, pochi chilometri a nord ovest da qua, attraversarono il fiume <strong>Judrio</strong> (che ora segna il confine tra la provincia di Udine e la provincia di Gorizia, ma allora &#8211; dal 1866 &#8211; segnava il <strong>confine</strong> fra il Regno d&#8217;Italia e l&#8217;Impero Austro-Ungarico) non trovarono una difesa invalicabile, anzi, e quindi Cormons &#8220;tornò&#8221;* a far parte dell&#8217;Italia proprio quel giorno.<br>Ho scelto questa piazza perché trovo questa data significativa: rappresenta un momento importante per la storia di Cormons, e allo stesso tempo segna l&#8217;inizio di un massacro che porterà sofferenza e disperazione nelle case di migliaia di famiglie. <br>Se tanto &#8220;facilmente&#8221; l&#8217;Italia si riprese Cormons, non dimentichiamoci tutte le sanguinose battaglie che portarono (l&#8217;8 agosto 1916, più di un anno dopo) alla &#8220;conquista&#8221; di Gorizia e quelle che seguirono, negli anni successivi, e che culminarono con la &#8220;liberazione&#8221; di Trento e Trieste, nel novembre 1918.</p>



<h2 class="wp-block-heading" style="font-size:27px">Se vogliamo essere precisi</h2>



<p style="font-size:21px">I libri di storia registrano che l&#8217;Italia è entrata in Guerra lunedì 24 maggio 1915.<br>Ma c&#8217;è una precisazione da fare. La dichiarazione di guerra stabiliva che le ostilità non sarebbero dovute iniziare prima delle ore 24.00 del 23 maggio, ma alle 22.40 di quella domenica, due finanzieri italiani di guardia in prossimità del ponte sullo Judrio (che univa le sponde italiana e austriaca) videro dalla parte opposta alcuni soldati austriaci che tentavano di minare il ponte, e spararono. Non ci furono vittime e il ponte (che non fu distrutto, sebbene la dinamite esplose comunque) divenne il varco attraverso cui l&#8217;Italia entrò nella Prima Guerra Mondiale: alle 6.20 del giorno dopo, infatti, i fanti italiani del 1° Reggimento Brigata Re lo attraversarono senza incontrare una reale resistenza nemica.<br>In breve arrivarono a Brazzano e poi raggiunsero Cormons.<br><br>Cormons era in Italia e l&#8217;Italia era in guerra.</p>



<p style="font-size:19px"><em>* Quando scrivo &#8220;tornò all&#8217;Italia&#8221; non intendo dire che ci fu un tempo in cui Cormons fece parte del Regno d&#8217;Italia e successivamente divenne austriaca. Infatti, quando nel XIX secolo si combatterono le guerre d&#8217;Indipendenza, Cormons era già da tempo austriaca. Ma proprio quando (in quel periodo) l&#8217;Italia prendeva forma sulla carta geografica, si sviluppava nella popolazione di lingua italiana un movimento (l&#8217;irredentismo) che univa sia i popoli del Regno sia quelli che abitavano terre governate da un&#8217;altra bandiera.<br>Nel 1866, dopo l&#8217;armistizio (firmato &#8211; il destino! &#8211; proprio a Cormons) fra il Regno d&#8217;Italia e l&#8217;Impero Austriaco, l&#8217;irredentismo prese sempre più piede nelle nostre zone.<br>Ci sono stati studenti goriziani e triestini che a cavallo di quei 2 secoli andavano a studiare a Firenze per sottolineare la loro vicinanza al sentimento italiano.<br>Ci sono stati giovani che allo scoppio della Grande Guerra hanno disertato l&#8217;esercito austriaco per arruolarsi in quello italiano, a cui sentivano di appartenere.<br>Questo intendevo dire con quel &#8220;torna&#8221;: tornare a un&#8217;appartenenza, a un senso alto e profondo del proprio essere.</em></p>
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