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	<title>Bottega Errante Edizioni Archivi - Laltrove</title>
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	<description>Racconti di Corinna Sabbadini</description>
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	<title>Bottega Errante Edizioni Archivi - Laltrove</title>
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		<title>La locanda ai margini d&#8217;Europa</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Corinna Sabbadini]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Nov 2023 17:08:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Gorizia]]></category>
		<category><![CDATA[Leggendo]]></category>
		<category><![CDATA[Bottega Errante Edizioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Milič ci accompagna alla scoperta di una terra,di una famiglia e di una locanda Siamo nel Carso. Kras in sloveno, Cjars in friulano, Karst in tedesco. Lo scrivo nella quattro lingue ufficiali del Friuli Venezia Giulia. Perché il Friuli Venezia Giulia è anche questo: un luogo storicamente multilingue.Carso è un toponimo: sembra derivare dalla radice kar o karra (termini che hanno addirittura una origine paleoindoeuropea: si parlavano, qua, prima dell&#8217;arrivo delle lingue indoeuropee!) che significa “roccia, pietra”. Se ti guardi attorno, capisci il perché di questo nome: la roccia calcarea è ovunque.Siamo a San Michele del Carso, Vrh Sv. Mihaela in sloveno.Un chilometro e mezzo a nord da qua: il Vipacco si immette nell&#8217;Isonzo. Due chilometri a est: il confine con la Slovenia si dispiega. Undici chilometri a sud: il mare Adriatico si distende (e riesci a vederlo, oltre la siepe). Due chilometri e mezzo a ovest: San Martino del Carso giace con la sua storia.Ora che ti sei guardato bene attorno, puoi entrare. Entra nella Lokanda Devetak, presidio di memoria dal 1870. Entri fra le pagine di un libro che parte da lontano. Da lontano nel tempo e nello spazio, e non si sa quanto lontano. Racconta di uomini [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.laltrove.com/lokanda-devetak-la-locanda-ai-margini-d-europa-bottega-errante-edizioni/">La locanda ai margini d&#8217;Europa</a> proviene da <a href="https://www.laltrove.com">Laltrove</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center" style="font-size:29px">Milič ci accompagna alla scoperta di una terra,<br>di una famiglia e di una locanda</h2>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:21px">Siamo nel Carso. Kras in sloveno, Cjars in friulano, Karst in tedesco. Lo scrivo nella quattro lingue ufficiali del Friuli Venezia Giulia. Perché il Friuli Venezia Giulia è anche questo: un luogo storicamente multilingue.<br>Carso è un toponimo: sembra derivare dalla radice <em>kar</em> o <em>karra</em> (termini che hanno addirittura una origine paleoindoeuropea: si parlavano, qua, prima dell&#8217;arrivo delle lingue indoeuropee!) che significa “roccia, pietra”. Se ti guardi attorno, capisci il perché di questo nome: la roccia calcarea è ovunque.<br>Siamo a San Michele del Carso, Vrh Sv. Mihaela in sloveno.<br>Un chilometro e mezzo a nord da qua: il Vipacco si immette nell&#8217;Isonzo. Due chilometri a est: il confine con la Slovenia si dispiega. Undici chilometri a sud: il mare Adriatico si distende (e riesci a vederlo, oltre la siepe). Due chilometri e mezzo a ovest: San Martino del Carso giace con la sua storia.<br>Ora che ti sei guardato bene attorno, puoi entrare. Entra nella Lokanda Devetak, presidio di memoria dal 1870.</p>



<h2 class="wp-block-heading" style="font-size:29px">Entri fra le pagine</h2>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:21px">di un libro che parte da lontano. Da lontano nel tempo e nello spazio, e non si sa quanto lontano. Racconta di uomini e di donne in cammino da sempre, che decidono di fermarsi fra queste rocce. In questa <em>Debela griža</em>, la Grossa Petraia. Qui, dove «i fiumi, i torrenti e i laghi scorrevano solo nel sottosuolo, come l&#8217;amore tra gli dei», scrive l&#8217;autore Enrico Maria Milič. Qui, dove l&#8217;amore fra Deva e Devač (per nulla sotterraneo) genera figli, e figli di figli, che scivolano lungo i secoli fino ad arrivare a tempi a noi più vicini, per riportarci, in questa Macondo carsolina, i racconti degli &#8220;ultimi&#8221; centocinquanta anni della storia della famiglia Devetak.</p>



<h2 class="wp-block-heading" style="font-size:29px">Quando entri nella Lokanda Devetak</h2>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:21px">ritrovi tutti i personaggi della famiglia Devetak che animano le pagine di questo libro: li ritrovi nelle trasformazioni degli spazi, nell&#8217;evoluzione dei menù e nella determinazione mai assopita. <br>Quando entri in un locale storico che appartiene alla stessa famiglia da più generazioni, l&#8217;aria è più densa, le sedie sono più pesanti e i bicchieri sono più capienti.<br>Sei arrivato fin qua per un motivo. Difficilmente si arriva qua per caso.<br>Forse hai già letto queste pagine. Forse conosci la loro storia, ma sarebbe bello sedersi e farsela raccontare a viva voce mentre bevi un bicchiere di vino e affondi la forchetta negli <em>štruklji</em> con ricotta e dragoncello (come insegna un&#8217;antica ricetta del Carso) o nel tradizionale baccalà della nonna Žuta accompagnato da polenta, acciughe e Parmigiano. <br>E se non puoi raggiungere San Michele del Carso, questo libro saprà saziarti quel tanto che basta per lasciarti un po&#8217; di acquolina in bocca. E vorrai ascoltare ancora, assaggiare un altro pezzo di questa terra. Di queste vite. Di queste case che resistono in una landa che ha visto confini spostarsi più volte, che hanno imparato lingue mai dimenticate, che hanno guardato sempre lo stesso orizzonte, sempre la stessa alba, sempre lo stesso tramonto.<br>Siediti, leggi, ascolta. Il bicchiere è pieno, non sprecarne una goccia.</p>



<h2 class="wp-block-heading" style="font-size:29px">La locanda ai margini d&#8217;Europa</h2>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:21px">Il titolo ti accompagna a San Michele del Carso.<br>Sulla terza di copertina c&#8217;è una cartina con questo margine in evidenza. Ma lo ritrovi ben dipinto dentro ogni pagina. Nelle sfumature dei nomi. Nei profumi che arrivano dalla cucina. Nelle donne e negli uomini che entrano e che escono dalla locanda. Negli accenti delle lingue. Nei silenzi. Nel pane fresco. Nelle erbe selvatiche. <br>Sulla seconda di copertina c&#8217;è l&#8217;albero genealogico della famiglia Devetak, ti può aiutare, ma ti consiglio di non seguirlo e di perderti fra i meandri di quei rami. Perché poi sarà più piacevole fare ordine fra quei nomi. E ritrovare quei volti. </p>



<h2 class="wp-block-heading" style="font-size:29px">«Di solito, in questa osteria</h2>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:21px">chi è ospitale o rispettoso saluta in entrambe le lingue» ci ricorda l&#8217;autore.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:19px">E. M. Milič, <em><a href="https://www.bottegaerranteedizioni.it/product/la-locanda-ai-margini-deuropa/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">La locanda ai margini d&#8217;Europa</a></em>, <a href="https://www.laltrove.com/bottega-errante-edizioni/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Bottega Errante Edizioni</a>, Udine, 2023.</p>
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		<title>Estensioni</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Corinna Sabbadini]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 06 Jul 2023 17:06:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Festivalando]]></category>
		<category><![CDATA[Udine]]></category>
		<category><![CDATA[Bottega Errante Edizioni]]></category>
		<category><![CDATA[Dentro le letterature di confine]]></category>
		<category><![CDATA[Estensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Festival Estensioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Val Pesarina arrivo &#8220;Estensioni&#8221; significa: mi estendo verso est. Beh, non proprio, ma diciamo che questo significato mi piace e lo trovo adatto sia al nome che Bottega Errante Edizioni ha dato a una sua collana (avevo scritto qualcosa su Il padre&#160;di Miljenko Jergović) sia al Festival che proprio l&#8217;Associazione Culturale Bottega Errante organizza da due anni in Val Pesarina.Conosci la Val Pesarina? È la valle del tempo.E la suggestione che vivi lì è talmente manifesta che alle volte provi una percezione del tempo diverso dal solito, quasi dilatato. O sospeso.Sarà l&#8217;aria di montagna. Saranno i diversi orologi disseminati nelle stradine di Pesariis, che ti ricordano di continuo che ora è, ma che ti impongono prima di tutto ad osservarli con attenzione. Sarà che quando la raggiungi, sei lì quasi sempre per riposarti e rilassarti, e questa condizione di per sé fa vivere il tempo in modo diverso.Sì, sarà sicuramente per questo motivo.E siccome il Festival si definisce &#8220;Dentro le letterature di confine&#8221;, l&#8217;estensione non è solo nel tempo, ma è anche nello spazio. Nello spazio che occupa un confine. Nello spazio che precede e che segue un confine. Nello spazio che serve a creare un confine. Nello spazio di [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.laltrove.com/estensioni-in-val-pesarina-bottega-errante/">Estensioni</a> proviene da <a href="https://www.laltrove.com">Laltrove</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading" style="font-size:29px">Val Pesarina arrivo</h2>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:21px">&#8220;Estensioni&#8221; significa: mi estendo verso est. <br>Beh, non proprio, ma diciamo che questo significato mi piace e lo trovo adatto sia al nome che <a href="https://www.laltrove.com/bottega-errante-edizioni/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Bottega Errante Edizioni</a> ha dato a una sua collana (avevo scritto qualcosa su <a href="https://www.laltrove.com/il-padre-bottega-errante/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><em>Il padre</em></a>&nbsp;di Miljenko Jergović) sia al Festival che proprio l&#8217;Associazione Culturale Bottega Errante organizza da due anni in Val Pesarina.<br>Conosci la Val Pesarina? È la valle del tempo.<br>E la suggestione che vivi lì è talmente manifesta che alle volte provi una percezione del tempo diverso dal solito, quasi dilatato. O sospeso.<br>Sarà l&#8217;aria di montagna. <br>Saranno i diversi orologi disseminati nelle stradine di Pesariis, che ti ricordano di continuo che ora è, ma che ti impongono prima di tutto ad osservarli con attenzione. <br>Sarà che quando la raggiungi, sei lì quasi sempre per riposarti e rilassarti, e questa condizione di per sé fa vivere il tempo in modo diverso.<br>Sì, sarà sicuramente per questo motivo.<br>E siccome il Festival si definisce <strong>&#8220;Dentro le letterature di confine&#8221;</strong>, l&#8217;estensione non è solo nel tempo, ma è anche nello spazio. <br>Nello spazio che occupa un <a href="https://www.laltrove.com/parola/definizione-termine-confine/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">confine</a>. <br>Nello spazio che precede e che segue un confine. <br>Nello spazio che serve a creare un confine. <br>Nello spazio di chi vive un confine. <br>Nello spazio che un confine porta via, sottrae alla vita.</p>



<h2 class="wp-block-heading" style="font-size:29px">Ma di cosa si parla?</h2>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:21px">A questa domanda rispondo con un po&#8217; di <a href="https://www.festivalestensioni.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">vaghezza</a>. Di confini, mi sembra scontato. Ma di confini vissuti, attraversati, subiti, temuti e superati da diverse prospettive: quella del cibo, quella dell&#8217;antropologia, quella della camminata, quella della musica e quella della scrittura.<br>Si parla anche di montagna, di lupi, di erbacce, di poesia e di clavicembali. Sì, hai letto bene: clavicembali. </p>



<h2 class="wp-block-heading" style="font-size:29px">«Dove? Kje? Uer? Dulà?»</h2>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:21px">Il Val Pesarina, e fin qua ci siamo. Per i dettagli: esplora la <a href="https://www.thinglink.com/scene/1728198734983987877?buttonSource=viewLimits" target="_blank" rel="noreferrer noopener">mappa</a> (carinissima): qui trovi tutto!<br>Manca il &#8220;quando?&#8221;: <strong>da venerdì 7 a domenica 9 luglio</strong>!<br>Allora dimmi: sei pronto per queste &#8220;estensioni&#8221;?</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.thinglink.com/scene/1728198734983987877?buttonSource=viewLimits" target="_blank" rel="https://www.thinglink.com/scene/1728198734983987877?buttonSource=viewLimits noreferrer noopener"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="1024" height="487" src="https://www.laltrove.com/wp-content/uploads/2023/07/Estensioni-in-Val-Pesarina-mappa-1024x487.jpeg" alt="Estensioni in Val Pesarina - mappa" class="wp-image-2151" srcset="https://www.laltrove.com/wp-content/uploads/2023/07/Estensioni-in-Val-Pesarina-mappa-1024x487.jpeg 1024w, https://www.laltrove.com/wp-content/uploads/2023/07/Estensioni-in-Val-Pesarina-mappa-300x143.jpeg 300w, https://www.laltrove.com/wp-content/uploads/2023/07/Estensioni-in-Val-Pesarina-mappa-768x365.jpeg 768w, https://www.laltrove.com/wp-content/uploads/2023/07/Estensioni-in-Val-Pesarina-mappa.jpeg 1280w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a><figcaption class="wp-element-caption">Estensioni in Val Pesarina &#8211; mappa</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:21px"></p>
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		<title>Il padre</title>
		<link>https://www.laltrove.com/il-padre-bottega-errante-miljenko-jergovic-rapporto-con-il-padre/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Corinna Sabbadini]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Aug 2022 18:50:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Jergović racconta la vita del padre e il loro legame attraverso le vicissitudini storiche jugoslave. Edito da Bottega Errante Edizioni Cosa centrano il libro di Miljenko Jergović Il padre e il relativo racconto del suo complesso rapporto padre/figlio con il mio trentesimo compleanno? Ora ti spiego. Il 6 novembre 2010 compivo 30 anni. Quella mattina, era sabato, partimmo per Zagabria. Prima volta a Zagabria. Ma non sono qua per parlare di Zagabria. Sono qua per raccontare che il giorno dopo sono entrata in una libreria per acquistare un libro in croato per la nostra biblioteca dei viaggi. Cercavo Le Marlboro di Sarajevo di Miljenko Jergović, un libro che avevo scoperto durante gli studi per la tesi. Da lì, mi ero avventurata alla ricerca di altre sue opere tradotte in Italia e così avevo trovato I Karivan, Freelander, Volga Volga, Inšallah Madona Inšallah e tutti gli altri, ma sicuramente “Le Marlboro” rimaneva quella più incisiva, forse anche quella più conosciuta in Italia, sebbene all’epoca fosse praticamente introvabile (ora è disponibilissima: è stata ristampata nel 2019 da Bottega Errante!). Otac Il libraio non aveva Sarajevski Marlboro. L&#8217;unico libro di Jergović disponibile, quel 7 novembre in quella libreria di Zagabria, era Otac. Va [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.laltrove.com/il-padre-bottega-errante-miljenko-jergovic-rapporto-con-il-padre/">Il padre</a> proviene da <a href="https://www.laltrove.com">Laltrove</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<h1 class="wp-block-heading has-text-align-center" id="un-libro-di-jergovic-che-racconta-il-rapporto-con-il-padre" style="font-size:25px">Jergović racconta la vita del padre e il loro legame <br>attraverso le vicissitudini storiche jugoslave. <br>Edito da Bottega Errante Edizioni</h1>



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<div class="wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow" style="flex-basis:100%">
<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:21px">Cosa centrano il libro di Miljenko Jergović <em>Il padre</em> e il relativo racconto del suo complesso rapporto padre/figlio con il mio trentesimo compleanno? Ora ti spiego. <br>Il 6 novembre 2010 compivo 30 anni. Quella mattina, era sabato, partimmo per Zagabria. Prima volta a Zagabria. Ma non sono qua per parlare di Zagabria. Sono qua per raccontare che il giorno dopo sono entrata in una libreria per acquistare un libro in croato per la nostra biblioteca dei viaggi.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:21px">Cercavo <em><a href="https://www.bottegaerranteedizioni.it/?product=le-marlboro-di-sarajevo" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Le Marlboro di Sarajevo</a></em> di Miljenko Jergović, un libro che avevo scoperto durante gli studi per la tesi. Da lì, mi ero avventurata alla ricerca di altre sue opere tradotte in Italia e così avevo trovato <em>I Karivan</em>, <em>Freelander</em>, <em>Volga Volga</em>, <em><em>Inšallah Madona Inšallah</em></em> e tutti gli altri, ma sicuramente “Le Marlboro” rimaneva quella più incisiva, forse anche quella più conosciuta in Italia, sebbene all’epoca fosse praticamente introvabile (ora è disponibilissima: è stata ristampata nel 2019 da <a href="https://www.laltrove.com/bottega-errante-edizioni/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Bottega Errante</a>!).</p>



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<div class="wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow" style="flex-basis:33.33%"><div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large"><img decoding="async" width="764" height="1024" src="https://www.laltrove.com/wp-content/uploads/2022/08/Copertina-del-libro-Otac-di-Miljenko-Jergovic-764x1024.jpg" alt="Questa è la copertina del libro Otac di Miljenko Jergović (pubblicato in Croazia)" class="wp-image-1036" srcset="https://www.laltrove.com/wp-content/uploads/2022/08/Copertina-del-libro-Otac-di-Miljenko-Jergovic-764x1024.jpg 764w, https://www.laltrove.com/wp-content/uploads/2022/08/Copertina-del-libro-Otac-di-Miljenko-Jergovic-224x300.jpg 224w, https://www.laltrove.com/wp-content/uploads/2022/08/Copertina-del-libro-Otac-di-Miljenko-Jergovic-768x1029.jpg 768w, https://www.laltrove.com/wp-content/uploads/2022/08/Copertina-del-libro-Otac-di-Miljenko-Jergovic.jpg 931w" sizes="(max-width: 764px) 100vw, 764px" /><figcaption class="wp-element-caption">Copertina del libro &#8220;Otac&#8221;<br>di Miljenko Jergović</figcaption></figure>
</div></div>



<div class="wp-block-column is-vertically-aligned-center is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow" style="flex-basis:66.66%">
<h2 class="wp-block-heading" style="font-size:25px">Otac</h2>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:21px">Il libraio non aveva <em>Sarajevski Marlboro</em>. L&#8217;unico libro di Jergović disponibile, quel 7 novembre in quella libreria di Zagabria, era <em>Otac</em>. Va bene, lo prendo.<br>Una volta a casa lo metto nella <a href="https://www.laltrove.com/la-biblioteca-dei-viaggi/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">biblioteca dei viaggi</a>, assieme ai libri &#8220;stranieri&#8221; che probabilmente non leggerò mai perché scritti in lingue che non so parlare, ma che sono lì a ricordare qualcosa: un luogo, un momento, una situazione, o un luogo che riporta a un altro luogo, o a una persona.</p>
</div>
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<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:21px">Due anni fa, Bottega Errante pubblica <a data-type="URL" data-id="https://www.bottegaerranteedizioni.it/?product=il-padre" href="https://www.bottegaerranteedizioni.it/?product=il-padre" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><em>Il padre</em></a> di Jergović (traduzione di Elisa Copetti). Un libro scritto nel 2010 subito dopo la morte del genitore: ne racconta la vita e il rapporto fra i due (che è più un non-rapporto famigliare, basato su una distanza emotiva di azioni quotidiane), ripercorrendo allo stesso tempo anche la storia della Jugoslavia e le vicissitudini di quasi un secolo. Un secolo lungo, complicato, che risparmia poco alla vita della sua famiglia.</p>



<h2 class="wp-block-heading" style="font-size:25px">Errori</h2>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:21px">Quanto è difficile per un figlio perdonare gli errori commessi dal padre nei suoi confronti? Ognuno di noi ha la propria risposta. In genere gli errori dei genitori o si emulano o si condannano, definendo la nostra personalità fin da giovani. <br>Poi quando anche i figli diventano genitori, vedono quegli stessi errori con occhi diversi, a volte più comprensivi, altre volte più spietati.<br>«Mio padre è morto» è la frase con cui inizia il libro. E già questa è un pugno in pancia che scatena una stretta agli occhi.<br>Da lì si torna indietro, molto indietro. Un viaggio nel tempo che porta Miljenko a condannare in modo definitivo le scelte di Dobroslav Jergović. Scelte che però hanno definito Miljenko e l&#8217;hanno fatto diventare l&#8217;uomo che è. <br>Forse non è il libro più intimo di Jergović, ma probabilmente è quello che più parla di sè (attraverso gli altri). </p>



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<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" width="1024" height="460" src="https://www.laltrove.com/wp-content/uploads/2022/08/Colophon-del-libro-Il-padre-di-Miljenko-Jergovic-1024x460.jpg" alt="Il colophon del libro Il padre di Miljenko Jergović edito da Bottega Errante Edizioni" class="wp-image-1040" srcset="https://www.laltrove.com/wp-content/uploads/2022/08/Colophon-del-libro-Il-padre-di-Miljenko-Jergovic-1024x460.jpg 1024w, https://www.laltrove.com/wp-content/uploads/2022/08/Colophon-del-libro-Il-padre-di-Miljenko-Jergovic-300x135.jpg 300w, https://www.laltrove.com/wp-content/uploads/2022/08/Colophon-del-libro-Il-padre-di-Miljenko-Jergovic-768x345.jpg 768w, https://www.laltrove.com/wp-content/uploads/2022/08/Colophon-del-libro-Il-padre-di-Miljenko-Jergovic.jpg 1274w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Colophon del libro &#8220;Il padre&#8221; di Miljenko Jergović</figcaption></figure>
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<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:21px"><br><strong>Nel colophon leggo <br>il titolo del libro<br>in croato:<br><em>Otac</em>, padre. </strong></p>
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		<title>Biblioteca Guarneriana &#8211; San Daniele del Friuli</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Corinna Sabbadini]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Aug 2022 21:35:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Bibliotecando]]></category>
		<category><![CDATA[Udine]]></category>
		<category><![CDATA[Bibbia bizantina]]></category>
		<category><![CDATA[Bibbia di Gerusalemme]]></category>
		<category><![CDATA[Biblioteca]]></category>
		<category><![CDATA[Biblioteca Guarneriana]]></category>
		<category><![CDATA[Bottega Errante Edizioni]]></category>
		<category><![CDATA[Giusto Fontanini]]></category>
		<category><![CDATA[Guarneriana]]></category>
		<category><![CDATA[Guarneriana segreta]]></category>
		<category><![CDATA[Guarnerio d&#039;Artegna]]></category>
		<category><![CDATA[San Daniele del Friuli]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La più antica biblioteca pubblica del FVG e la terza in Italia La prima biblioteca che porto qua dentro è per forza di cose quella di San Daniele del Friuli: la Guarneriana, la più antica biblioteca pubblica della nostra regione e una delle prime biblioteche pubbliche d&#8217;Europa. Custodisce i suoi libri dal 1466. Guarneriana da Guarnerio d&#8217;Artegna La storia di Guarnerio d&#8217;Artegna racconta la vita di un uomo che ha trovato nella verità e nella bellezza la sua strada. Non vi svelo molto su di lui: &#8220;Guarnerio d&#8217;Artegna, il Cardinale e il Patriarca&#8221; è l&#8217;articolo che gli ho dedicato su Fuocolento nel mese di ottobre 2020. In punto di morte, Guarnerio chiede che i suoi manoscritti siano devoluti alla sua comunità (quella di San Daniele) e possano essere da essa utilizzati. Sa molto bene che non avrebbe avuto senso tenere quel patrimonio chiuso a chiave in una stanza. Compie un gesto di puro amore nei confronti degli abitanti di San Daniele e dei manoscritti stessi. Un patrimonio dal valore inestimabile (ora come allora) è così arrivato a noi nella sua interezza e bellezza. C&#8217;è anche Giusto Fontanini Monsignor Giusto Fontanini è il secondo personaggio principale di questa storia (forse dovrei [&#8230;]</p>
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<h2 class="wp-block-heading" style="font-size:27px">La più antica biblioteca pubblica del FVG e la terza in Italia</h2>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:21px">La prima biblioteca che porto qua dentro è per forza di cose quella di San Daniele del Friuli: la <strong>Guarneriana</strong>, la più antica biblioteca pubblica della nostra regione e una delle prime biblioteche pubbliche d&#8217;Europa. Custodisce i suoi libri dal 1466.</p>



<h2 class="wp-block-heading" style="font-size:27px">Guarneriana da Guarnerio d&#8217;Artegna</h2>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:21px">La storia di Guarnerio d&#8217;Artegna racconta la vita di un uomo che ha trovato nella verità e nella bellezza la sua strada. <br>Non vi svelo molto su di lui: <a href="https://www.laltrove.com/fuocolento-antica-biblioteca-guarneriana-guarnerio-d-artegna-laltrove/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">&#8220;Guarnerio d&#8217;Artegna, il Cardinale e il Patriarca&#8221;</a> è l&#8217;articolo che gli ho dedicato su Fuocolento nel mese di ottobre 2020. <br>In punto di morte, Guarnerio chiede che i suoi manoscritti siano devoluti alla sua comunità (quella di San Daniele) e possano essere da essa utilizzati. Sa molto bene che non avrebbe avuto senso tenere quel patrimonio chiuso a chiave in una stanza. Compie un gesto di puro amore nei confronti degli abitanti di San Daniele e dei manoscritti stessi. Un patrimonio dal valore inestimabile (ora come allora) è così arrivato a noi nella sua interezza e bellezza.  </p>



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<h2 class="wp-block-heading" style="font-size:27px">C&#8217;è anche Giusto Fontanini</h2>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:21px">Monsignor Giusto Fontanini è il secondo personaggio principale di questa storia (forse dovrei dedicare un articolo su Fuocolento anche a lui). Giusto nasce a San Daniele in una famiglia nobile e nel suo destino c&#8217;è una carriera ecclesiastica: a 24 anni, dopo la laurea in legge, diventa sacerdote. Per tutta la vita (mentre attraversa lo stivale: Gorizia, Venezia, Padova e infine Roma) approfondisce i suoi studi su più versanti: storia della chiesa, teologia, archeologia, filosofia, greco, scienze umani e naturali. Alimenta così costantemente le sue conoscenze e la sua curiosità. Se Guarnerio aveva una impronta soprattutto di stampo classico e umanistico, Giusto era interessato a tanti ambiti di conoscenza. <br>Dispone che alla sua morte (avvenuta poi nel 1766) i suoi manoscritti e i suoi libri vengano consegnati alla comunità di San Daniele: la Guarneriana riceve così un secondo importante lascito consistente in un centinaio di codici manoscritti&nbsp;e circa&nbsp;2.200 volumi stampati.</p>
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<div class="wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow" style="flex-basis:33.33%">
<h2 class="wp-block-heading"></h2>



<h2 class="wp-block-heading"><br></h2>



<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="784" height="988" src="https://www.laltrove.com/wp-content/uploads/2022/08/La-Biblioteca-e-il-dipinto-di-monsignor-Giusto-Fontanini.jpg" alt="La Biblioteca e il dipinto di monsignor Giusto Fontanini" class="wp-image-1086" srcset="https://www.laltrove.com/wp-content/uploads/2022/08/La-Biblioteca-e-il-dipinto-di-monsignor-Giusto-Fontanini.jpg 784w, https://www.laltrove.com/wp-content/uploads/2022/08/La-Biblioteca-e-il-dipinto-di-monsignor-Giusto-Fontanini-238x300.jpg 238w, https://www.laltrove.com/wp-content/uploads/2022/08/La-Biblioteca-e-il-dipinto-di-monsignor-Giusto-Fontanini-768x968.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 784px) 100vw, 784px" /><figcaption class="wp-element-caption">La Biblioteca e il dipinto di monsignor Giusto Fontanini</figcaption></figure>
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<h2 class="wp-block-heading" style="font-size:27px">L&#8217;inizio</h2>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:21px">Questo per farti capire quale è l&#8217;origine di questa storia, tuttora affascinante e concreta.<br>Nel corso di questi secoli, altre donazioni hanno arricchito gli scaffali della biblioteca, facendola diventare la realtà che è. <br>Oltre alla sezione antica, ora c&#8217;è anche una sezione moderna. Entrambe sono gestite da un gruppo di professionisti che fa letteralmente vivere sia gli spazi della biblioteca sia i libri stessi. Sul <a href="http://www.guarneriana.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">sito della Guarneriana</a> troverai tutte le informazioni storiche che cerchi, un calendario di eventi regolarmente aggiornato e un archivio digitale che ti consente di sfogliare con un clic manoscritti delicati e crepitanti.<br>Sono molti i libri che si potrebbero descrivere e che meriterebbero essere presentati fra i&nbsp;<strong>600 codici,</strong>&nbsp;gli oltre<strong>&nbsp;80 incunaboli</strong> inclusi nei&nbsp;<strong>12.000 libri antichi</strong> qua custoditi. Ora vi racconto qualcosa di quello forse più conosciuto.</p>



<h2 class="wp-block-heading" style="font-size:27px">La Bibbia &#8220;bizantina&#8221;</h2>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:21px">La Bibbia &#8220;bizantina&#8221; (catalogata come ms. 3) è uno dei manoscritti più preziosi, nonché uno degli esempi più affascinanti ed enigmatici della storia dell&#8217;arte italiana. Fu lo stesso Guarnerio ad acquistarla dagli eredi del suo mentore, il cardinale Antonio Panciera (il quale, probabilmente, la acquistò a Roma dove visse a lungo).<br>È il 1461 quando compare nell&#8217;inventario di Guarnerio, allora pievano di San Daniele.<br>Si tratta di un volume dalle dimensioni notevoli (526X334 millimetri!) realizzato nella seconda metà del XII secolo. <br>L&#8217;enigma che la avvolge deriva dal fatto che non si sa da dove arrivi. Una delle ipotesi riguarda il Santo Sepolcro (infatti viene anche chiamata &#8220;Bibbia di Gerusalemme&#8221;) nel periodo successivo alla prima crociata: qua esisteva uno <em>scriptorium</em> che realizzava codici utilizzando motivi latini, franco/inglesi e orientali/bizantini. La seconda chiama in causa la zona di Messina nella seconda metà del XII secolo, dove ferveva la produzione di codici miniati di grande qualità, caratterizzata dalla stessa commistione di ornamenti bizantini e franco/inglesi. Gli ultimi interventi significativi su questo manoscritto risalgono al 1987, quando spunta una terza possibile zona di produzione: il sud Italia, forse la Puglia.<br>L&#8217;unica certezza in merito a questo enigma sembra essere il fatto che non esistano riferimenti confrontabili per dare risposte sicure in merito alla origine del codice.</p>



<h3 class="wp-block-heading" style="font-size:27px">Tanta bellezza</h3>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:21px">Mentre aspettiamo che illustri studiosi risolvano questo mistero, noi possiamo ammirarla (anche <a href="http://teca.guarneriana.it/manoscritti/ms-3-bibbia-bizantina/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">online</a>). Con la sua scrittura su due colonne in minuscola carolina tarda (un &#8220;font&#8221; dell&#8217;epoca). E soprattutto con le decorazioni colorate e preziose delle 21 iniziali istoriate o figurate di ogni libro biblico (ce ne erano 49: 28 sono state asportate, tanto erano belle) e delle 1.144 delle iniziali minori (anche queste in gran parte asportate) ornate, zoomorfe, istoriate o antropomorfe.<br>Lasciati incantare da tutta questa bellezza.</p>



<h2 class="wp-block-heading" style="font-size:27px">Guarneriana segreta</h2>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:21px">Il primo libro pubblicato da <a href="https://www.laltrove.com/bottega-errante-edizioni/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Bottega Errante</a> (nel 2015) è dedicato proprio a questo luogo: si tratta di <a href="https://bottegaerranteedizioni.it/product/guarneriana-segreta/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><em>Guarneriana segreta</em></a>, scritto da Angelo Floramo (scrittore, insegnante, medievista e collaboratore esterno della Guarneriana per i servizi che riguardano la sezione antica). </p>



<h2 class="wp-block-heading" style="font-size:27px">«Dove devo andare?»</h2>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:21px">La Guarneriana si trova nel centro storico di San Daniele, in via Roma 1 e 10: guardando il duomo di San Michele Arcangelo, sulla destra c&#8217;è il Palazzo Comunale che ospita la sezione antica, quella moderna si trova nell&#8217;edificio prospiciente, quella online è <a href="http://www.guarneriana.it/info/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">qua</a>.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:15px">Le foto inserite in questo post sono state fornite dalla Civica Biblioteca Guarneriana.</p>
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