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	<title>Biblioteca Archivi - Laltrove</title>
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	<description>Racconti di Corinna Sabbadini</description>
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	<title>Biblioteca Archivi - Laltrove</title>
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		<title>La biblioteca dei viaggi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Corinna Sabbadini]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 29 Aug 2024 15:38:18 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>I libri che non leggerò mai Più volte ho parlato (più che altro &#8220;scritto&#8221;) sui social della mia biblioteca dei viaggi. E qualcuno, incuriosito, mi ha chiesto che cosa fosse.Ora te la racconto. Mi piace portare a casa, dai luoghi che visito, libri scritti nelle lingue che mi hanno ospitato per alcuni giorni. Quelle lingue, che mi hanno avvolto mentre ero in vacanza e che mi hanno accolto nella loro terra e nella loro umanità, tornano in piccola parte a casa con me.Questi libri finiscono sullo scaffale dedicato a loro. Non li leggerò mai, perché non parlo tutte quelle lingue, ma questo non ha importanza. Sono loro a essere importanti. Spesso è un libro acquistato nelle bancarelle o nei negozi che vendono libri di seconda mano.Alle volte cerco senza un obiettivo preciso. Altre invece l&#8217;obiettivo ha nome, cognome e titolo specifico. E in quest&#8217;ultimo caso, se lo trovo, sono molto felice: mi fa piacere avere una copia di un libro che ho amato in italiano, e che ora stringo nella lingua materna di chi lo ha pensato, abbozzato e creduto.È capitato di chiedere e di ottenere quello che cercavo. È capitato che non ci fosse, e allora in librario mi [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading" style="font-size:29px">I libri che non leggerò mai</h2>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:21px">Più volte ho parlato (più che altro &#8220;scritto&#8221;) sui social della mia biblioteca dei viaggi. E qualcuno, incuriosito, mi ha chiesto che cosa fosse.<br>Ora te la racconto.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:21px">Mi piace portare a casa, dai luoghi che visito, libri scritti nelle lingue che mi hanno ospitato per alcuni giorni. Quelle lingue, che mi hanno avvolto mentre ero in vacanza e che mi hanno accolto nella loro terra e nella loro umanità, tornano in piccola parte a casa con me.<br>Questi libri finiscono sullo scaffale dedicato a loro. <br>Non li leggerò mai, perché non parlo tutte quelle lingue, ma questo non ha importanza. Sono loro a essere importanti.<br><br>Spesso è un libro acquistato nelle bancarelle o nei negozi che vendono libri di seconda mano.<br>Alle volte cerco senza un obiettivo preciso. Altre invece l&#8217;obiettivo ha nome, cognome e titolo specifico. E in quest&#8217;ultimo caso, se lo trovo, sono molto felice: mi fa piacere avere una copia di un libro che ho amato in italiano, e che ora stringo nella lingua materna di chi lo ha pensato, abbozzato e creduto.<br>È capitato di chiedere e di ottenere quello che cercavo. È capitato che non ci fosse, e allora in librario mi ha proposto altro, o io ho cercato altro. Anche testi che non ho letto.<br>Mi è capitato di entrare di un negozio con un po&#8217; di autori in testa, e di andare dritta verso uno scaffale, trovando subito uno dei libri che avrei desiderato portare a casa con me, così: in mezzo a tutto quello che c&#8217;era, sono capitata proprio lì. <br>(Dettaglio. Lo sfoglio un po&#8217;, guardo l&#8217;anno di pubblicazione, la casa editrice&#8230; e quando cerco il prezzo scritto in matita, mi viene un colpo: 120. Ok, va bene che lo stavo cercando, ma 120 euri mi sembrano un po&#8217; troppo. Con la tristezza dipinta sul viso, lo metto giù e inizio a cercare qualcos&#8217;altro. Dopo alcuni minuti mi viene in mente che forse il prezzo indicato è in Kune, perché la Croazia è da poco entrata nell&#8217;area dell&#8217;Euro: lo chiedo alla titolare e lei conferma. Bene: lo prendo, grazie).<br>È capitato di non trovare quello che cercavo, ma di trovare comunque qualcosa.<br><br>In mancanza di bancarelle o di negozi con libri di seconda mano, entro nelle librerie. <br>E comunque, mi piace sempre guardare l&#8217;espressione di tutti i librai quando, a ogni mia richiesta, mi dicono «Ma non ce l&#8217;ho in inglese: è in sloveno/croato/tedesco/polacco&#8230;» e io rispondo «Sì: perfetto!».</p>



<h2 class="wp-block-heading" style="font-size:29px">La biblioteca dei viaggi</h2>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:21px">E così, ti svelo che lo scaffale della biblioteca dei viaggi ospita (fra gli altri):<br>&#8211; <em>Sarajewski Marlboro</em> di Miljenko Jergović pubblicato in bosniaco dalla casa editrice TKD Šahinpašić nel 2008 &#8211; acquistato il 30 aprile 2012 al Museo dello Stari Most di Mostar. Tornavo a Mostar per la prima volta dopo più di sei anni;<br>&#8211; <em>Otac </em>di Miljenko Jergović pubblicato in serbo-croato dalla casa editrice Rende nel 2010 &#8211; acquistato il 7 novembre 2010 alla Knjižara Ljevak di Zagabria. Te ne avevo parlato nel primo articolo che ho dedicato a un libro: <em><a href="https://www.laltrove.com/il-padre-bottega-errante-miljenko-jergovic-rapporto-con-il-padre/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Il padre</a></em>.<br>&#8211; <em>Emigránsok</em> Alekszej Tolsztoj pubblicato in magiaro dalla casa editrice Uj Magyar Konyvkiadò nel 1955 &#8211; acquistato (lasciando una offerta) all&#8217;Abbazia di Pannonhalma il 15 agosto 2019;<br>&#8211; <em>Miris kiše na Balkanu</em> di Gordana Kuić pubblicato in serbo dalla casa editrice Vulkan nel 2013 &#8211; acquistato a Belgrado il 14 agosto 2017 durante una vacanza a&#8230; Osijek;<br>&#8211; <em>Otrok s sončnico</em> di Srečko Kosovel pubblicato in sloveno dalla casa editrice Mohorjeva Družba Celje nel 1982 &#8211; acquistato a Pirano in un piccolo antiquario all&#8217;ingresso del paese il 5 marzo 2011 (quel giorno sono diventata sommelier&#8230; non c&#8217;entra nulla con questa storia, ma me lo ricordo!);<br>&#8211; <em><a href="https://www.instagram.com/reel/C6lUOs4t-L_/?utm_source=ig_web_copy_link&amp;igsh=MzRlODBiNWFlZA==" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Mediteranski Brevijar</a> </em>di Predrag Matvejević pubblicato in croato dalla casa editrice Grafički zavod Hrvatske nel 1991 &#8211; acquistato all&#8217;Antikvarijat Nostrimus di Spalato il 25 aprile 2024; <br>&#8211; <em>Marsz Radetzky&#8217;ego</em> di Józef Roth pubblicato in polacco dalla casa editrice Czytelnik nel 1977 &#8211; acquistato all&#8217;Antykwariat Naukowy di Danzica (come ho raccontato pochi giorni fa, cercavo Pippi Calzelunghe/Pippi Pończoszanka, ma non c&#8217;era. Allora ho chiesto un libro di Ryszard Kapuściński, non c&#8217;era nemmeno quello. Allora ho provato con I. Joshua Singer: niente da fare. Forse c&#8217;è il fratello premio Nobel Isaac Bashevis Singer: nemmeno quello. Ok, grazie. Mentre sto uscendo, trovo questo libro di Roth).</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:21px">A una prima lettura di questi testi, SEMBREREBBE che molti siano in lingue balcaniche. E in effetti è così. Ma confesso che ci sono rappresentanze anche di altre zone d&#8217;Europa. <em>Pippi Calzelunghe</em> in olandese, danese e svedese. <em>Il brutto anatroccolo/Den Grimme ælling</em> in danese. <em>Le avventure di Pinocchio</em> in spagnolo e in ungherese. Gianni Rodari in ungherese e Walt Disney in Slovacco. E altri ancora. Non sono centinaia: sono qualche decina. E sono tutti importanti.</p>



<h2 class="wp-block-heading" style="font-size:29px">E poi</h2>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:21px">Oltre a questi titoli, c&#8217;è una seconda biblioteca dei viaggi. <br>In questa, il titolo è unico. E le traduzioni sono sette: inglese, tedesco, francese, sloveno, ceco, svedese, danese e spagnolo.<br>Ma non svelo qual è il libro in questione.</p>
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		<title>La Biblioteca Comunale di Cormons</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Corinna Sabbadini]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 Mar 2024 17:37:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Bibliotecando]]></category>
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		<category><![CDATA[Biblioteca Comunale Cormons - Občinska knjižnica Krmin]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Detta anche Občinska knjižnica Krmin La Biblioteca Comunale di Cormons si trova in una posizione astrale a me favorevole: fra casa mia e il Giardinetto Cafè che &#8220;spesso&#8221; raggiungo per la mia pausa mattutina. Quindi ci passo davanti quasi quotidianamente e quasi quotidianamente guardo nelle sue vetrine la proposta &#8220;del momento&#8221;: i libri seguono i vari periodi dell&#8217;anno, le feste, le stagioni, le ricorrenze e quindi sono contestualizzati a ciò che accade fuori dalla biblioteca. Ti invito ad andare a guardarle, perché non sono tante le biblioteche con una vetrina, e per di più &#8220;sul pezzo&#8221;.Ad esempio ora ci sono due vetrine: una dedicata al &#8220;Dantedì&#8221; (la Giornata nazionale dedicata a Dante Alighieri, che era ieri) e l&#8217;altra alla Giornata della memoria e dell&#8217;impegno in ricordo delle vittime delle mafie (che era il 21 marzo). Una volta che sei lì, vai a dare un&#8217;occhiata dentro Bene, ti trovi nella principale sala che dal 1998 ospita la biblioteca comunale di Cormons. Fino a quell&#8217;anno la sede era appena un civico più in là, e prima ancora si trovava all&#8217;interno di palazzo Del Mestri e la memoria arriva nel tempo e nello spazio all&#8217;edificio che ospitava la scuola Fermi.Ma torniamo in via [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading" style="font-size:29px">Detta anche Občinska knjižnica Krmin</h2>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:21px">La Biblioteca Comunale di Cormons si trova in una posizione astrale a me favorevole: fra casa mia e il Giardinetto Cafè che &#8220;spesso&#8221; raggiungo per la mia pausa mattutina. Quindi ci passo davanti quasi quotidianamente e quasi quotidianamente guardo nelle sue vetrine la proposta &#8220;del momento&#8221;: i libri seguono i vari periodi dell&#8217;anno, le feste, le stagioni, le ricorrenze e quindi sono contestualizzati a ciò che accade fuori dalla biblioteca. Ti invito ad andare a guardarle, perché non sono tante le biblioteche con una vetrina, e per di più &#8220;sul pezzo&#8221;.<br>Ad esempio ora ci sono due vetrine: una dedicata al &#8220;Dantedì&#8221; (la Giornata nazionale dedicata a Dante Alighieri, che era ieri) e l&#8217;altra alla Giornata della memoria e dell&#8217;impegno in ricordo delle vittime delle mafie (che era il 21 marzo).</p>



<h2 class="wp-block-heading" style="font-size:29px">Una volta che sei lì, vai a dare un&#8217;occhiata dentro</h2>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:21px">Bene, ti trovi nella principale sala che dal 1998 ospita la biblioteca comunale di Cormons. Fino a quell&#8217;anno la sede era appena un civico più in là, e prima ancora si trovava all&#8217;interno di palazzo Del Mestri e la memoria arriva nel tempo e nello spazio all&#8217;edificio che ospitava la scuola Fermi.<br>Ma torniamo in via Matteotti 77. Appena entri, trovi in esposizione un po&#8217; di libri &#8220;novità&#8221;. C&#8217;è anche un tavolino basso dedicato ai più piccolini, e qua c&#8217;è un dettaglio fantastico: i libri raggruppati hanno tutti la copertina dello stesso colore.<br>Lungo tutta la parete alla tua sinistra c&#8217;è l&#8217;offerta dedicata alla narrativa per i giovani, con le scaffalature suddivise per età.</p>



<div class="wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-8f761849 wp-block-columns-is-layout-flex">
<div class="wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow" style="flex-basis:100%">
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<div class="wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:21px">Se inizi a &#8220;percorrerla&#8221;, entri nello spazio dedicato ai più piccoli dove divanetti morbidi e colorati e facce di orsi e cagnolini attendono i bimbi che spesso vengono qua in visita con le loro maestre del nido, dell&#8217;asilo e delle elementari (lo sai: sono una <em>boomer</em> quindi uso ancora questi termini quando invece dovrei scrivere nido d&#8217;infanzia, scuola dell&#8217;infanzia e scuola primaria). <br></p>
</div>



<div class="wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow">
<figure class="wp-block-image size-large"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="1024" height="768" src="https://www.laltrove.com/wp-content/uploads/2024/03/Biblioteca-Comunale-di-Cormons-area-bimbi-1024x768.jpeg" alt="Biblioteca Comunale di Cormons - area bimbi" class="wp-image-2922" srcset="https://www.laltrove.com/wp-content/uploads/2024/03/Biblioteca-Comunale-di-Cormons-area-bimbi-1024x768.jpeg 1024w, https://www.laltrove.com/wp-content/uploads/2024/03/Biblioteca-Comunale-di-Cormons-area-bimbi-300x225.jpeg 300w, https://www.laltrove.com/wp-content/uploads/2024/03/Biblioteca-Comunale-di-Cormons-area-bimbi-768x576.jpeg 768w, https://www.laltrove.com/wp-content/uploads/2024/03/Biblioteca-Comunale-di-Cormons-area-bimbi.jpeg 1280w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Biblioteca Comunale di Cormons &#8211; area bimbi<br>(foto fornita dalla Biblioteca)</figcaption></figure>
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<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:21px">Sì: arrivano qua quando ancora non parlano. E le attività che possono fare non sono poche, anche se si trattengono per poche decine di minuti. Poi partecipano con i genitori alle mattinate &#8220;Mi leggi una storia?&#8221; con le lettrici  volontarie di &#8220;Nati per leggere&#8221; di Cormons. E ritornano negli anni. Fanno la tessera. E infine scelgono loro i libri. </p>



<h2 class="wp-block-heading" style="font-size:29px">Cosa scelgono?</h2>



<div class="wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-8f761849 wp-block-columns-is-layout-flex">
<div class="wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow" style="flex-basis:100%">
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<div class="wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow" style="flex-basis:66.66%">
<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:21px">Lo schedario è ampio. Partiamo dallo scaffale &#8220;Nati per Leggere&#8221; che ospita circa 200 titoli selezionati dall’Osservatorio Editoriale Nati per Leggere. Proseguiamo nella sezione ragazzi con oltre 5.500 libri di narrativa e di divulgazione per i ragazzi e dai primi libri per bambini; poi ancora c&#8217;è la parte con i libri tattili e in Comunicazione Aumentativa Alternativa (CAA) e lo scaffale giovani, con circa 350 opere di narrativa per ragazzi nella fascia di età 15-19. Mi è piaciuta molto la sezione &#8220;BILL &#8211; Biblioteca della Legalità&#8221;: è costituita da circa 80 titoli di romanzi, biografie, albi e fumetti che educano alla convivenza civile.</p>
</div>



<div class="wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow" style="flex-basis:33.33%">
<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" width="768" height="1024" src="https://www.laltrove.com/wp-content/uploads/2024/03/La-Biblioteca-Comunale-di-Cormons-libri-per-ragazzi-768x1024.jpg" alt="La Biblioteca Comunale di Cormons - libri per ragazzi" class="wp-image-2888" srcset="https://www.laltrove.com/wp-content/uploads/2024/03/La-Biblioteca-Comunale-di-Cormons-libri-per-ragazzi-768x1024.jpg 768w, https://www.laltrove.com/wp-content/uploads/2024/03/La-Biblioteca-Comunale-di-Cormons-libri-per-ragazzi-225x300.jpg 225w, https://www.laltrove.com/wp-content/uploads/2024/03/La-Biblioteca-Comunale-di-Cormons-libri-per-ragazzi.jpg 960w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /><figcaption class="wp-element-caption">La Biblioteca Comunale di Cormons &#8211; libri per ragazzi (Roald Dahl)</figcaption></figure>
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<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:21px">I libri dedicati al Friuli Venezia Giulia sono 1.700 e molti di loro riguardano Cormons, il Collio e il goriziano.<br>Libri in lingua? Ci sono: circa 600 titoli in sloveno, 300 in friulano e qualcuno anche in inglese.<br>Sempre più richiesta è la letteratura <em>graphic novel</em> che suscita interesse tanto nei ragazzi quanto negli adulti ed è una sezione che la biblioteca sta implementando proprio perché è un settore dell&#8217;editoria in crescita.<br>Non dimentichiamoci del Fondo Vladimiro Zinco e Virgilio Cattarin. Cos&#8217;è? Si tratta di una donazione che questi due signori hanno lasciato nel 1998 alla Biblioteca Comunale di Cormons: 5.500 libri antichi (anche opere del Cinquecento e del Seicento) e moderni (soprattutto testi sulle due guerre mondiali e sulla prima metà del secolo scorso), oltre ad alcune migliaia di dischi in vinile (dagli anni Trenta agli anni Settanta, di musica classica, jazz e popolare).<br>I numerosi libri storici del Fondo hanno contribuito a determinare il &#8220;carattere&#8221; della Biblioteca Comunale di Cormons all&#8217;interno Sistema Bibliotecario biblioGO!: ogni biblioteca del circuito si è specializzata in un argomento, e quella di Cormons ha scelto di approfondire il filone della storia, soprattutto quella relativa al secolo scorso.<br>Ricordati, poi, che in biblioteca puoi leggere riviste e quotidiani (li trovi nell&#8217;emeroteca vicino al bancone) e puoi prendere in prestito anche DVD, CD e audiolibri.</p>



<div class="wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-8f761849 wp-block-columns-is-layout-flex">
<div class="wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow" style="flex-basis:100%">
<div class="wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-8f761849 wp-block-columns-is-layout-flex">
<div class="wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow" style="flex-basis:66.66%">
<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:21px">Inoltre, al primo piano, c&#8217;è una sala studio dove puoi leggere, studiare e consultare libri e riviste, oppure ti piazzi lì con il tuo computer o ti accomodi in una delle quattro postazioni con accesso a internet.<br>Quando alcuni anni fa non si poteva uscire di casa, la biblioteca di Cormons è stata la prima del consorzio ad attivare una collaborazione con la Protezione civile locale per effettuare la consegna e il ritiro dei libri a domicilio. È un servizio tuttora attivo per le persone che hanno difficoltà a spostarsi e a raggiungere la sede della biblioteca.</p>
</div>



<div class="wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow" style="flex-basis:33.33%">
<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" width="1024" height="768" src="https://www.laltrove.com/wp-content/uploads/2024/03/Biblioteca-Comunale-di-Cormons-sala-consultazione-1024x768.jpeg" alt="Biblioteca Comunale di Cormons - sala consultazione" class="wp-image-2928" srcset="https://www.laltrove.com/wp-content/uploads/2024/03/Biblioteca-Comunale-di-Cormons-sala-consultazione-1024x768.jpeg 1024w, https://www.laltrove.com/wp-content/uploads/2024/03/Biblioteca-Comunale-di-Cormons-sala-consultazione-300x225.jpeg 300w, https://www.laltrove.com/wp-content/uploads/2024/03/Biblioteca-Comunale-di-Cormons-sala-consultazione-768x576.jpeg 768w, https://www.laltrove.com/wp-content/uploads/2024/03/Biblioteca-Comunale-di-Cormons-sala-consultazione.jpeg 1280w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Biblioteca Comunale di Cormons &#8211; sala studio<br>(foto fornita dalla Biblioteca)</figcaption></figure>
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</div>



<h2 class="wp-block-heading" style="font-size:29px">Diamo i numeri</h2>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:21px">Nel 1998 la biblioteca ospitava 9.000 volumi. Oggi siamo arrivati a 31.000. E se questi non ti bastano, ricordati che la biblioteca rientra nel <a href="https://bibliogo.ccm.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Sistema&nbsp;Bibliotecario biblioGO!</a>, quindi la disponibilità si amplia.<br>Gli iscritti registrati nel corso di questi decenni sono 3.890. Di questi, 135 sono arrivati nel 2023 e 715 hanno preso in prestito (nell&#8217;arco di quei dodici mesi) almeno un libro. Uno dei 13.600 prestiti (con un aumento del 15% rispetto al 2022) dell&#8217;anno scorso.<br>La classifica dei lettori più incalliti del 2023 vede al terzo posto una bimba della scuola primaria che ha preso 126 libri, subito dopo c&#8217;è un signore pensionato con i suoi 147 prestiti e ancora più in alto c&#8217;è una signora con 157 titoli (molti dei quali per bambini).<br>Il podio dei libri più letti durante lo scorso anno è decisamente in mano alla lobby dei più piccoli (e questo ci fa sperare): <em>Il gran mondo</em> di Pierre Lemaitre (11 prestiti), <em>Casa Silvermoor</em> di Tracy Rees e <em>I miei primi libri di bebè</em> di Emile Jadoul (12 prestiti), e <em>Due topolini curiosi</em> di Leo Lionni è stato preso in prestito ben 16 volte.</p>



<h2 class="wp-block-heading" style="font-size:29px">«Dove? Kje? Uer? Dulà?»</h2>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:21px">Come ti ho già scritto, la <a href="https://bibliogo.ccm.it/library/biblioteca-comunale-cormons-obcinska-knjiznica-krmin/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Biblioteca Comunale di Cormons</a> si trova in via Giacomo Matteotti 77, fra il municipio e il duomo, la giusta via di mezzo fra il potere temporale e quello spirituale. <br>È aperta il martedì, il mercoledì e il giovedì dalle 15.30 alle 18.30, e il mercoledì, venerdì e il sabato dalle 10.00 alle 12.00. <br>Oltre ai bibliotecari Elena Canola e Massimo Maffei, potrai trovare anche volontari che (in diversi modi) offrono la loro disponibilità (ad esempio i volontari di cittadinanza attiva, o del servizio civile universale o le lettrici gruppo di lettura “Nati per leggere”): sono tutti pronti ad aiutarti nella tua ricerca del viaggio che desideri compiere, ovvero del libro che vuoi leggere. </p>



<h2 class="wp-block-heading" style="font-size:29px">Pausa caffè</h2>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:21px">Oltre al già citato Giardinetto Cafè, puoi fare una pausa al Rullo, da Tania e Paola, al Caffè Liberty, al Caffè Massimiliano, alla Gelateria Zamò o al Panificio Battistutta. Se invece serve una pausa più, come dire, idratante, si può anche andare all&#8217;Enoteca di Cormons, all&#8217;Oste in Piazza, al Jazz &amp; wine, all&#8217;Osteria Caramella o l&#8217;Osteria all&#8217;Unione.</p>
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		<title>La biblioteca comunale di Buttrio</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Corinna Sabbadini]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Jan 2024 15:57:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Bibliotecando]]></category>
		<category><![CDATA[Udine]]></category>
		<category><![CDATA[Biblioteca]]></category>
		<category><![CDATA[Buttrio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un venerdì verso le 18.30 È la prima volta che entro qua dentro. Mi guardo attorno e raggiungo la scrivania.«Buona sera. Mi farebbe piacere sapere se la mia iscrizione alla biblioteca è ancora attiva.»«Buona sera. Un attimo che verifico&#8230;»«Il numero della mia tessera è tre otto tre»«&#8230;» la bibliotecaria sorride «&#8230; è da un po&#8217; che non serve più la tessera&#8230; Qual è il suo nome?»OPS. In effetti è da un po&#8217; che non uso questa tessera: non ricordo quando è stata l&#8217;ultima volta che sono entrata nella biblioteca comunale di Buttrio&#8230; era il periodo della laurea. Probabilmente un po&#8217; dopo. Posso dire che allora la sede era al primo piano della &#8220;Casa del medico&#8221; in via Lungoroggia. Poi nel 2012 l&#8217;hanno spostata in via Cividale nella scuola elementare (nella scuola primaria, come si dice oggi), nella parte &#8220;vecchia&#8221;, in quell&#8217;aula semicircolare che per me è sempre stata avvolta da un alone di mistero. Quando ero bambina, la mia classe era nella parte nuova (appena inaugurata), mentre quello spazio era inutilizzato. So che una volta ci sono entrata con alcuni compagni di classe, forse solo per guardarci dentro, non ricordo esattamente. Quella forma particolare era suggestiva: chissà come mai era [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading" style="font-size:29px">Un venerdì verso le 18.30</h2>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:21px">È la prima volta che entro qua dentro. Mi guardo attorno e raggiungo la scrivania.<br>«Buona sera. Mi farebbe piacere sapere se la mia iscrizione alla biblioteca è ancora attiva.»<br>«Buona sera. Un attimo che verifico&#8230;»<br>«Il numero della mia tessera è tre otto tre»<br>«&#8230;» la bibliotecaria sorride «&#8230; è da un po&#8217; che non serve più la tessera&#8230; Qual è il suo nome?»<br>OPS. In effetti è da un po&#8217; che non uso questa tessera: non ricordo quando è stata l&#8217;ultima volta che sono entrata nella biblioteca comunale di Buttrio&#8230; era il periodo della laurea. Probabilmente un po&#8217; dopo. Posso dire che allora la sede era al primo piano della &#8220;Casa del medico&#8221; in via Lungoroggia. <br>Poi nel 2012 l&#8217;hanno spostata in via Cividale nella scuola elementare (nella scuola primaria, come si dice oggi), nella parte &#8220;vecchia&#8221;, in quell&#8217;aula semicircolare che per me è sempre stata avvolta da un alone di mistero. Quando ero bambina, la mia classe era nella parte nuova (appena inaugurata), mentre quello spazio era inutilizzato. So che una volta ci sono entrata con alcuni compagni di classe, forse solo per guardarci dentro, non ricordo esattamente. Quella forma particolare era suggestiva: chissà come mai era stata pensata e realizzata così.</p>



<div class="wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-8f761849 wp-block-columns-is-layout-flex">
<div class="wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow" style="flex-basis:33.33%"><div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="767" src="https://www.laltrove.com/wp-content/uploads/2024/01/Biblioteca-comunale-di-Buttrio-la-scritta-Caseificio-1024x767.jpg" alt="Biblioteca comunale di Buttrio - la scritta Caseificio" class="wp-image-2560" srcset="https://www.laltrove.com/wp-content/uploads/2024/01/Biblioteca-comunale-di-Buttrio-la-scritta-Caseificio-1024x767.jpg 1024w, https://www.laltrove.com/wp-content/uploads/2024/01/Biblioteca-comunale-di-Buttrio-la-scritta-Caseificio-300x225.jpg 300w, https://www.laltrove.com/wp-content/uploads/2024/01/Biblioteca-comunale-di-Buttrio-la-scritta-Caseificio-768x576.jpg 768w, https://www.laltrove.com/wp-content/uploads/2024/01/Biblioteca-comunale-di-Buttrio-la-scritta-Caseificio.jpg 1281w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Biblioteca comunale di Buttrio<br>la scritta &#8220;Caseificio&#8221;</figcaption></figure>
</div></div>



<div class="wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow" style="flex-basis:66.66%">
<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:21px">Dal 15 dicembre 2018, la sede attuale invece è nel palazzo che un tempo ospitava la latteria di Buttrio: sul muro che volge verso via Divisione Julia, c&#8217;è ancora la scritta originale &#8220;Caseificio&#8221;. Ma che meraviglia: ridare una nuova veste a un edificio storico, sorto con un altro scopo. Lì vicino c&#8217;è anche il Centro di Aggregazione Giovanile &#8220;FREE&#8221;. Quindi i giovani qua non mancano mai.</p>
</div>
</div>



<h2 class="wp-block-heading" style="font-size:29px">La &#8220;mia prima&#8221; biblioteca </h2>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:21px">Oggi ti ho portato a Buttrio perché <a href="https://www.laltrove.com/chi-sono-corinna-sabbadini-laltrove/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">a Buttrio sono cresciuta</a>. Dopo aver parlato della <a href="https://www.laltrove.com/biblioteca-guarneriana-san-daniele-del-friuli/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Biblioteca Guarneriana</a> di San Daniele del Friuli, mi sembrava bello dedicare questo spazio alla prima biblioteca che ho frequentato. E che, fra le altre cose, si trovava in una sede ancora diversa da quelle descritte qua sopra. La prima volta che ci sono entrata, la sera di quel venerdì 6 ottobre 1989, sono entrata nel municipio di Buttrio e sono scesa lungo le scale che portavano al piano seminterrato: è lì che sulla tessera numero 383 compilata dalla signorina della biblioteca ho firmato come se seguissi le righe dei quaderni di quarta elementare (stesse proporzioni).</p>



<h2 class="wp-block-heading" style="font-size:29px">Il podio dei lettori (odierni)</h2>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:21px">Parlando con la bibliotecaria Stella Subiaz, mi incuriosiva sapere chi erano i lettori che più hanno frequentato la biblioteca l&#8217;anno scorso. Non volevo sapere nomi e cognomi: ero interessata all&#8217;età, e sono rimasta piacevolmente colpita. <br>Al terzo posto c&#8217;è una bambina di 7 anni che ha preso 113 libri in prestito: set-te-an-ni-cen-to-tre-di-ci-li-bri! Ma che gioia!<br>Al secondo posto un signore di 51 anni che ne ha letti 115. Non male, direi.<br>E sul gradino più alto del podio sale di nuovo lei: una ragazzina di 11 anni che si è portata a casa 117 titoli! Scrivo &#8220;di nuovo&#8221; perché anche nel 2022 è stata lei la lettrice più vorace di parole di Buttrio con ben 137 libri divorati in un anno. Ma che meraviglia!<br>Per quanto riguarda la classifica dei libri più letti nel 2023, ne troviamo tre a pari merito con otto &#8220;prestiti&#8221; ciascuno: &#8220;Cenere alla cenere&#8221; di Roberto Costantini, &#8220;I patrioti&#8221; di Sana Krasikov e &#8220;Il club del libro e della torta di bucce di patata di Guernsey&#8221; di Mary Ann Shaffer &amp; Annie Barrows.</p>



<h2 class="wp-block-heading" style="font-size:29px">Diamo i numeri</h2>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:21px">Sappi che se oggi entri nella biblioteca di Buttrio, puoi scegliere cosa leggere fra 18.269 titoli. E se non trovi quello che cerchi fra questi 18.269 titoli non preoccuparti: la biblioteca comunale di Buttrio fa parte del <a href="https://www.sbcividalese.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Sistema Bibliotecario del Cividalese</a>, quindi la ricerca si può estendere alle biblioteche di questo circuito.<br>Se non sei fra i 35 nuovi utenti registrati l&#8217;anno scorso, e nemmeno fra gli altri 2.341 che erano già iscritti, puoi rimediare facilmente: leggi qua sotto dove si trova la biblioteca e quando è aperta.<br>Ti avviso: non riceverai una tessera verde come la mia, ma non farti scoraggiare da questo dettaglio!</p>



<h2 class="wp-block-heading" style="font-size:29px">«Dove? Kje? Uer? Dulà?»</h2>



<div class="wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-8f761849 wp-block-columns-is-layout-flex">
<div class="wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow" style="flex-basis:66.66%">
<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:21px">Come ti ho scritto qualche riga qua sopra, la <a href="https://www.comune.buttrio.ud.it/servizi/servizi-al-cittadino/vivere-il-tempo-libero-e-la-cultura/biblioteca-comunale" target="_blank" rel="noreferrer noopener">biblioteca comunale di Buttrio</a> (dedicata al Premio Nobel per la medicina nel 1986, Rita Levi Montalcini) si trova in via Divisione Julia 39/a (vicino al cavalcavia della ferrovia): è la strada principale di Buttrio, quella che ti fa entrare in paese dalla statale.<br>La biblioteca è aperta il lunedì, il mercoledì e il venerdì dalle 16.00 alle 19.00, e il sabato dalle 09.30 alle 12.30.</p>
</div>



<div class="wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow" style="flex-basis:33.33%">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="768" src="https://www.laltrove.com/wp-content/uploads/2024/01/Biblioteca-comunale-di-Buttrio-la-targa-Rita-Levi-Montalcini-1024x768.jpg" alt="Biblioteca comunale di Buttrio - la targa Rita Levi Montalcini" class="wp-image-2563" srcset="https://www.laltrove.com/wp-content/uploads/2024/01/Biblioteca-comunale-di-Buttrio-la-targa-Rita-Levi-Montalcini-1024x768.jpg 1024w, https://www.laltrove.com/wp-content/uploads/2024/01/Biblioteca-comunale-di-Buttrio-la-targa-Rita-Levi-Montalcini-300x225.jpg 300w, https://www.laltrove.com/wp-content/uploads/2024/01/Biblioteca-comunale-di-Buttrio-la-targa-Rita-Levi-Montalcini-768x576.jpg 768w, https://www.laltrove.com/wp-content/uploads/2024/01/Biblioteca-comunale-di-Buttrio-la-targa-Rita-Levi-Montalcini.jpg 1280w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Biblioteca comunale di Buttrio &#8211; la targa dedicata a &#8220;Rita Levi Montalcini&#8221;</figcaption></figure>
</div>
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		<title>Carlo Michelstaedter</title>
		<link>https://www.laltrove.com/fondo-carlo-michelstaedter-nella-biblioteca-statale-isontina/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Corinna Sabbadini]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Jan 2023 17:29:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Bibliotecando]]></category>
		<category><![CDATA[Gorizia]]></category>
		<category><![CDATA[Museando]]></category>
		<category><![CDATA[Biblioteca]]></category>
		<category><![CDATA[Biblioteca Statale Isontina]]></category>
		<category><![CDATA[Carlo Michelstaedter]]></category>
		<category><![CDATA[Fondo Carlo Michelstaedter]]></category>
		<category><![CDATA[GO! Borderless]]></category>
		<category><![CDATA[GO!2025]]></category>
		<category><![CDATA[Imperial Regio Ginnasio Statale]]></category>
		<category><![CDATA[Kaiserlich Königlich Staatsgymnasium]]></category>
		<category><![CDATA[La Persuasione e la Rettorica]]></category>
		<category><![CDATA[Nova Gorica]]></category>
		<category><![CDATA[Nova Gorica/Gorizia 2025]]></category>
		<category><![CDATA[Palazzo Werdenberg]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Carlo Michelstaedter Palazzo Werdenberg è stata la sede del Kaiserlich Königlich Staatsgymnasium: l&#8217;Imperial Regio Ginnasio Statale di Gorizia che dalla metà del XIX° secolo al 1915 offrì ai suoi studenti una rigida e prestigiosa istruzione che prevedeva, fra le materie, lo studio delle lingue e delle letterature tedesca, italiana e slovena. Gli studenti, quindi, leggevano e studiavano in lingua originale Wolfgang Goethe, Friedrich Schiller, Dante Alighieri, Ugo Foscolo, Simon Gregorčič e France Prešeren. Questa formazione fu fondamentale per alcuni giovani goriziani che crebbero respirando una identità multiculturale che li definì, e consentì loro di affermarsi in ambito letterario nel corso soprattutto del XX° secolo.Carlo Michelstaedter, classe 1887, è uno di questi studenti che termina il suo percorso liceale nel 1905. Le stesse aule dove lui cresceva ogni giorno e dove in lui cresceva questa consapevole e intima identità linguistica, oggi ospitano il Fondo a lui dedicato, che comprende suoi manoscritti, lettere, album con disegni e dipinti, fotografie e libri, oltre alle pubblicazioni di studenti e ricercatori (articoli, saggi, tesi di laurea) che riguardano lui e i suoi studi. Il Fondo Carlo Michelstaedter si trova, infatti, nella Biblioteca Statale Isontina. Esposizioni temporanee alla Biblioteca Statale Isontina In vista di Nova Gorica-Gorizia [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading" style="font-size:29px">Carlo Michelstaedter</h2>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:21px"><strong>Palazzo Werdenberg</strong> è stata la sede del <strong>Kaiserlich Königlich Staatsgymnasium</strong>: l&#8217;Imperial Regio Ginnasio Statale di Gorizia che dalla metà del XIX° secolo al 1915 offrì ai suoi studenti una rigida e prestigiosa istruzione che prevedeva, fra le materie, lo studio delle lingue e delle letterature tedesca, italiana e slovena. Gli studenti, quindi, leggevano e studiavano in lingua originale Wolfgang Goethe, Friedrich Schiller, Dante Alighieri, Ugo Foscolo, Simon Gregorčič e France Prešeren. Questa formazione fu fondamentale per alcuni giovani goriziani che crebbero respirando una identità multiculturale che li definì, e consentì loro di affermarsi in ambito letterario nel corso soprattutto del XX° secolo.<br>Carlo Michelstaedter, classe 1887, è uno di questi studenti che termina il suo percorso liceale nel 1905. Le stesse aule dove lui cresceva ogni giorno e dove in lui cresceva questa consapevole e intima identità linguistica, oggi ospitano il Fondo a lui dedicato, che comprende suoi manoscritti, lettere, album con disegni e dipinti, fotografie e libri, oltre alle pubblicazioni di studenti e ricercatori (articoli, saggi, tesi di laurea) che riguardano lui e i suoi studi. <br>Il <strong>Fondo Carlo Michelstaedter</strong> si trova, infatti, nella <strong><a href="https://www.isontina.beniculturali.it/it/1/biblioteca-statale-isontina-di-gorizia" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Biblioteca Statale Isontina</a></strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading" style="font-size:29px">Esposizioni temporanee alla Biblioteca Statale Isontina</h2>



<div class="wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-8f761849 wp-block-columns-is-layout-flex">
<div class="wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow" style="flex-basis:66.66%">
<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:21px">In vista di Nova Gorica-Gorizia Capitale europea della Cultura 2025, la Biblioteca Statale Isontina ha deciso di<strong> esporre periodicamente</strong>, all&#8217;interno di alcune bacheche di palazzo Werdenberg, alcuni disegni, dipinti, taccuini e manoscritti di Carlo Michelstaedter, conservati, appunto, nel Fondo a lui dedicato.<br>Queste esposizioni consentono di conoscere il filosofo oltre ai suoi scritti ufficiali che vengono di solito studiati dai ricercatori. Si tratta di materiale che lo riporta alla quotidianità di studente (con elenchi di libri da leggere e appunti vari), di artista che allena continuamente la sua mano con matite e acquerelli (con disegni e dipinti di persone e oggetti), di conoscitore delle parole che esercita le sue competenze linguistiche (con le esercitazioni di scrittura e di espressione del pensiero), e di persona (nella bellezza che riproduceva e rappresentava).</p>
</div>



<div class="wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow" style="flex-basis:33.33%">
<div class="wp-block-file"><a href="https://www.laltrove.com/wp-content/uploads/2023/01/Carlo-Michelstaedter-autoritratto-665x1024.jpg" class="wp-block-file__button wp-element-button" download>Download</a></div>



<figure class="wp-block-image size-large is-style-default"><img loading="lazy" decoding="async" width="665" height="1024" src="https://www.laltrove.com/wp-content/uploads/2023/01/Carlo-Michelstaedter-autoritratto-665x1024.jpg" alt="Carlo Michelstaedter - autoritratto" class="wp-image-1649" srcset="https://www.laltrove.com/wp-content/uploads/2023/01/Carlo-Michelstaedter-autoritratto-665x1024.jpg 665w, https://www.laltrove.com/wp-content/uploads/2023/01/Carlo-Michelstaedter-autoritratto-195x300.jpg 195w, https://www.laltrove.com/wp-content/uploads/2023/01/Carlo-Michelstaedter-autoritratto-768x1183.jpg 768w, https://www.laltrove.com/wp-content/uploads/2023/01/Carlo-Michelstaedter-autoritratto-997x1536.jpg 997w, https://www.laltrove.com/wp-content/uploads/2023/01/Carlo-Michelstaedter-autoritratto.jpg 1123w" sizes="auto, (max-width: 665px) 100vw, 665px" /><figcaption class="wp-element-caption">Carlo Michelstaedter &#8211; autoritratto</figcaption></figure>
</div>
</div>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:21px">Lo scopo dell&#8217;esposizione è far visionare questo materiale al maggior numero di persone: i cittadini, i frequentatori delle Biblioteca, i turisti, e non solo gli studiosi che per le loro ricerche hanno accesso al Fondo. Perché <strong>il Fondo è un bene di tutti</strong>, e tutti devono poterlo ammirare e catturarne qualcosa con gli occhi, trattenere in sé almeno un po&#8217; della forza e dell&#8217;eleganza che Carlo Michelstaedter riportava sulla carta, sia con le parole sia con pittura.</p>



<h2 class="wp-block-heading" style="font-size:29px">Esposizione attuale</h2>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:21px">Da lunedì 16 gennaio, tre bacheche al primo piano della Biblioteca ospitano una piccola testimonianza del fondo.<br>La prima bacheca che incontriamo in cima alle scale presenta tre suoi scritti catalogati come &#8220;Michele Ardan va sulla luna per un motto di spirito&#8221;, &#8220;Come è stata tempestosa la natura è stata tempestosa l&#8217;anima&#8221; (datato Firenze, 6 luglio 1908) e due fogli di appunti e osservazioni sul romanzo &#8220;Resurrezione&#8221; dello scrittore russo Lev Tolstoj.</p>



<div class="wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-8f761849 wp-block-columns-is-layout-flex">
<div class="wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow" style="flex-basis:66.66%"><div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="901" src="https://www.laltrove.com/wp-content/uploads/2023/01/Fondo-Carlo-Michelstaedter-1024x901.jpg" alt="Taccuino del Fondo Carlo Michelstaedter - Da una nuvola" class="wp-image-1652" srcset="https://www.laltrove.com/wp-content/uploads/2023/01/Fondo-Carlo-Michelstaedter-1024x901.jpg 1024w, https://www.laltrove.com/wp-content/uploads/2023/01/Fondo-Carlo-Michelstaedter-300x264.jpg 300w, https://www.laltrove.com/wp-content/uploads/2023/01/Fondo-Carlo-Michelstaedter-768x676.jpg 768w, https://www.laltrove.com/wp-content/uploads/2023/01/Fondo-Carlo-Michelstaedter.jpg 1103w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Taccuino del Fondo Carlo Michelstaedter &#8211; Da una nuvola</figcaption></figure>
</div></div>



<div class="wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow" style="flex-basis:33.33%">
<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:21px">Nella seconda bacheca la mia attenzione è stata attirata da un taccuino dove è disegnato con lapis un volto anziano. È datato 7 agosto (19)05. Si legge la scritta &#8220;Da una nuvola&#8221; e il testo &#8220;Chi sente il bello ha l&#8217;anima d&#8217;artista, chi ne sa le ragioni è filosofo&#8221;. Poi il testo continua, e mi piacerebbe girare la pagina per leggere completamente questo pensiero!</p>
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</div>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:21px">Segue un album con tre schizzi di schermidori, eseguiti con lapis e china, con alcuni brevi appunti (Carlo Michelstaedter era uno sportivo e praticò la scherma sia a Gorizia sia a Firenze). Il primo di questi schizzi è stato utilizzato come logo dei Campionati assoluti di scherma organizzati dall&#8217;Unione Ginnastica Goriziana nel 2017.<br>Un album più piccolo del primo ci fa vedere un disegno fatto a lapis di un &#8220;Gruppo di donne&#8221;, e poi c&#8217;è un altro taccuino aperto su un testo che inizia così &#8220;Le idee nascono, non so perché e donde narrano&#8221;.<br>Nella terza bacheca un album di notevoli dimensioni ombreggia un po&#8217; il taccuino posto alla sua sinistra. L&#8217;album contiene un disegno a lapis di una &#8220;Figura volante&#8221; che è stata utilizzata negli anni Novanta sull&#8217;invito del convegno &#8220;L&#8217;immagine irraggiungibile&#8221;. Mentre sul frontespizio del taccuino c&#8217;è un acquerello delizioso che riporta anche la sua firma: un sole che sorge e la scritta &#8220;Incipit vita nova!&#8221;. Siamo nel 1905, Carlo Michelstaedter termina il suo percorso di studi allo Staatsgymnasium e deve &#8220;iniziare la sua nuova vita&#8221; universitaria a Firenze. In quel sole che sorge illuminando tutto il cielo, e in quell&#8217;albero che definisce l&#8217;orizzonte, sembra ci sia poco, e invece c&#8217;è proprio la vita, nella sua essenzialità e bellezza primaria.</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph">Chi era Carlo Michelstaedter?<br>Carlo Michelstaedter è uno dei personaggi storici più noti di Gorizia. Di quella Gorizia che ha vissuto gli ultimi decenni dell&#8217;Impero Austro-Ungarico. Prima della Grande Guerra. Prima dell&#8217;Italia. Prima del ventennio. Prima della Seconda Guerra Mondiale. E di tutto quello che è stata dopo: una città divisa.<br>Carlo ha vissuto in una città ricca, colta, poliglotta. La sua era una famiglia borghese, agiata, ebraica ashkenazita e laica. Studia allo Staatsgymnasium di Gorizia, dove il tedesco è la lingua ufficiale.<br>Le sue passioni gli fanno approfondire la filosofia, il disegno, la pittura, la letteratura, la scherma e il nuoto, anche quando, una volta terminato il liceo a Gorizia, decide di proseguire i suoi studi umanistici a Firenze.<br>Nell&#8217;autunno del 1910 completa la sua tesi di laurea &#8220;La Persuasione e la Rettorica&#8221;. Pochi giorni dopo, il 17 ottobre, si toglie la vita.<br>Le sue opere poetiche, filosofiche e artistiche (realizzate nei pochi anni della sua giovinezza) vengono raccolte e pubblicate dopo la sua morte, grazie alla volontà della sua famiglia. Sono loro che catalogano i suoi scritti, i suoi disegni, le sue pitture e provvedono alla loro conservazione e, in alcuni casi, alla loro pubblicazione e divulgazione.<br>Probabilmente non tutto il materiale raccolto dalla sua famiglia negli anni successivi alla sua morte è arrivato a noi: dobbiamo pensare che la casa della famiglia Michelstaedter è stata parzialmente distrutta durante la Prima Guerra Mondiale e che durante la Seconda Guerra Mondiale le case della madre e della sorella Elda sono state razziate dai nazisti.<br>Il Fondo Carlo Michelstaedter viene istituito nel 1973 per volere della sorella Paula, che, alla sua morte, dona al Comune di Gorizia ciò che aveva ritrovato una volta tornata a Gorizia nel secondo dopo guerra.<br>Nel corso degli anni, a questo materiale si sono aggiunti altri libri e manoscritti ritrovati &#8220;per caso&#8221;, che hanno contribuito a delineare e a studiare ulteriormente la figura di questo giovane intellettuale mitteleuropeo.</p>
</blockquote>



<h2 class="wp-block-heading" style="font-size:29px">«Dove devo andare?»</h2>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:21px">Il materiale in esposizione presso la Biblioteca Statale Isontina (in via Goffredo Mameli, 12) è visionabile durante il normale orario di apertura della Biblioteca.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.laltrove.com/fondo-carlo-michelstaedter-nella-biblioteca-statale-isontina/">Carlo Michelstaedter</a> proviene da <a href="https://www.laltrove.com">Laltrove</a>.</p>
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		<title>Biblioteca Guarneriana &#8211; San Daniele del Friuli</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Corinna Sabbadini]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Aug 2022 21:35:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Bibliotecando]]></category>
		<category><![CDATA[Udine]]></category>
		<category><![CDATA[Bibbia bizantina]]></category>
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		<category><![CDATA[Bottega Errante Edizioni]]></category>
		<category><![CDATA[Giusto Fontanini]]></category>
		<category><![CDATA[Guarneriana]]></category>
		<category><![CDATA[Guarneriana segreta]]></category>
		<category><![CDATA[Guarnerio d&#039;Artegna]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La più antica biblioteca pubblica del FVG e la terza in Italia La prima biblioteca che porto qua dentro è per forza di cose quella di San Daniele del Friuli: la Guarneriana, la più antica biblioteca pubblica della nostra regione e una delle prime biblioteche pubbliche d&#8217;Europa. Custodisce i suoi libri dal 1466. Guarneriana da Guarnerio d&#8217;Artegna La storia di Guarnerio d&#8217;Artegna racconta la vita di un uomo che ha trovato nella verità e nella bellezza la sua strada. Non vi svelo molto su di lui: &#8220;Guarnerio d&#8217;Artegna, il Cardinale e il Patriarca&#8221; è l&#8217;articolo che gli ho dedicato su Fuocolento nel mese di ottobre 2020. In punto di morte, Guarnerio chiede che i suoi manoscritti siano devoluti alla sua comunità (quella di San Daniele) e possano essere da essa utilizzati. Sa molto bene che non avrebbe avuto senso tenere quel patrimonio chiuso a chiave in una stanza. Compie un gesto di puro amore nei confronti degli abitanti di San Daniele e dei manoscritti stessi. Un patrimonio dal valore inestimabile (ora come allora) è così arrivato a noi nella sua interezza e bellezza. C&#8217;è anche Giusto Fontanini Monsignor Giusto Fontanini è il secondo personaggio principale di questa storia (forse dovrei [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading" style="font-size:27px">La più antica biblioteca pubblica del FVG e la terza in Italia</h2>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:21px">La prima biblioteca che porto qua dentro è per forza di cose quella di San Daniele del Friuli: la <strong>Guarneriana</strong>, la più antica biblioteca pubblica della nostra regione e una delle prime biblioteche pubbliche d&#8217;Europa. Custodisce i suoi libri dal 1466.</p>



<h2 class="wp-block-heading" style="font-size:27px">Guarneriana da Guarnerio d&#8217;Artegna</h2>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:21px">La storia di Guarnerio d&#8217;Artegna racconta la vita di un uomo che ha trovato nella verità e nella bellezza la sua strada. <br>Non vi svelo molto su di lui: <a href="https://www.laltrove.com/fuocolento-antica-biblioteca-guarneriana-guarnerio-d-artegna-laltrove/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">&#8220;Guarnerio d&#8217;Artegna, il Cardinale e il Patriarca&#8221;</a> è l&#8217;articolo che gli ho dedicato su Fuocolento nel mese di ottobre 2020. <br>In punto di morte, Guarnerio chiede che i suoi manoscritti siano devoluti alla sua comunità (quella di San Daniele) e possano essere da essa utilizzati. Sa molto bene che non avrebbe avuto senso tenere quel patrimonio chiuso a chiave in una stanza. Compie un gesto di puro amore nei confronti degli abitanti di San Daniele e dei manoscritti stessi. Un patrimonio dal valore inestimabile (ora come allora) è così arrivato a noi nella sua interezza e bellezza.  </p>



<div class="wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-8f761849 wp-block-columns-is-layout-flex">
<div class="wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow" style="flex-basis:66.66%">
<h2 class="wp-block-heading" style="font-size:27px">C&#8217;è anche Giusto Fontanini</h2>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:21px">Monsignor Giusto Fontanini è il secondo personaggio principale di questa storia (forse dovrei dedicare un articolo su Fuocolento anche a lui). Giusto nasce a San Daniele in una famiglia nobile e nel suo destino c&#8217;è una carriera ecclesiastica: a 24 anni, dopo la laurea in legge, diventa sacerdote. Per tutta la vita (mentre attraversa lo stivale: Gorizia, Venezia, Padova e infine Roma) approfondisce i suoi studi su più versanti: storia della chiesa, teologia, archeologia, filosofia, greco, scienze umani e naturali. Alimenta così costantemente le sue conoscenze e la sua curiosità. Se Guarnerio aveva una impronta soprattutto di stampo classico e umanistico, Giusto era interessato a tanti ambiti di conoscenza. <br>Dispone che alla sua morte (avvenuta poi nel 1766) i suoi manoscritti e i suoi libri vengano consegnati alla comunità di San Daniele: la Guarneriana riceve così un secondo importante lascito consistente in un centinaio di codici manoscritti&nbsp;e circa&nbsp;2.200 volumi stampati.</p>
</div>



<div class="wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow" style="flex-basis:33.33%">
<h2 class="wp-block-heading"></h2>



<h2 class="wp-block-heading"><br></h2>



<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="784" height="988" src="https://www.laltrove.com/wp-content/uploads/2022/08/La-Biblioteca-e-il-dipinto-di-monsignor-Giusto-Fontanini.jpg" alt="La Biblioteca e il dipinto di monsignor Giusto Fontanini" class="wp-image-1086" srcset="https://www.laltrove.com/wp-content/uploads/2022/08/La-Biblioteca-e-il-dipinto-di-monsignor-Giusto-Fontanini.jpg 784w, https://www.laltrove.com/wp-content/uploads/2022/08/La-Biblioteca-e-il-dipinto-di-monsignor-Giusto-Fontanini-238x300.jpg 238w, https://www.laltrove.com/wp-content/uploads/2022/08/La-Biblioteca-e-il-dipinto-di-monsignor-Giusto-Fontanini-768x968.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 784px) 100vw, 784px" /><figcaption class="wp-element-caption">La Biblioteca e il dipinto di monsignor Giusto Fontanini</figcaption></figure>
</div>
</div>



<h2 class="wp-block-heading" style="font-size:27px">L&#8217;inizio</h2>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:21px">Questo per farti capire quale è l&#8217;origine di questa storia, tuttora affascinante e concreta.<br>Nel corso di questi secoli, altre donazioni hanno arricchito gli scaffali della biblioteca, facendola diventare la realtà che è. <br>Oltre alla sezione antica, ora c&#8217;è anche una sezione moderna. Entrambe sono gestite da un gruppo di professionisti che fa letteralmente vivere sia gli spazi della biblioteca sia i libri stessi. Sul <a href="http://www.guarneriana.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">sito della Guarneriana</a> troverai tutte le informazioni storiche che cerchi, un calendario di eventi regolarmente aggiornato e un archivio digitale che ti consente di sfogliare con un clic manoscritti delicati e crepitanti.<br>Sono molti i libri che si potrebbero descrivere e che meriterebbero essere presentati fra i&nbsp;<strong>600 codici,</strong>&nbsp;gli oltre<strong>&nbsp;80 incunaboli</strong> inclusi nei&nbsp;<strong>12.000 libri antichi</strong> qua custoditi. Ora vi racconto qualcosa di quello forse più conosciuto.</p>



<h2 class="wp-block-heading" style="font-size:27px">La Bibbia &#8220;bizantina&#8221;</h2>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:21px">La Bibbia &#8220;bizantina&#8221; (catalogata come ms. 3) è uno dei manoscritti più preziosi, nonché uno degli esempi più affascinanti ed enigmatici della storia dell&#8217;arte italiana. Fu lo stesso Guarnerio ad acquistarla dagli eredi del suo mentore, il cardinale Antonio Panciera (il quale, probabilmente, la acquistò a Roma dove visse a lungo).<br>È il 1461 quando compare nell&#8217;inventario di Guarnerio, allora pievano di San Daniele.<br>Si tratta di un volume dalle dimensioni notevoli (526X334 millimetri!) realizzato nella seconda metà del XII secolo. <br>L&#8217;enigma che la avvolge deriva dal fatto che non si sa da dove arrivi. Una delle ipotesi riguarda il Santo Sepolcro (infatti viene anche chiamata &#8220;Bibbia di Gerusalemme&#8221;) nel periodo successivo alla prima crociata: qua esisteva uno <em>scriptorium</em> che realizzava codici utilizzando motivi latini, franco/inglesi e orientali/bizantini. La seconda chiama in causa la zona di Messina nella seconda metà del XII secolo, dove ferveva la produzione di codici miniati di grande qualità, caratterizzata dalla stessa commistione di ornamenti bizantini e franco/inglesi. Gli ultimi interventi significativi su questo manoscritto risalgono al 1987, quando spunta una terza possibile zona di produzione: il sud Italia, forse la Puglia.<br>L&#8217;unica certezza in merito a questo enigma sembra essere il fatto che non esistano riferimenti confrontabili per dare risposte sicure in merito alla origine del codice.</p>



<h3 class="wp-block-heading" style="font-size:27px">Tanta bellezza</h3>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:21px">Mentre aspettiamo che illustri studiosi risolvano questo mistero, noi possiamo ammirarla (anche <a href="http://teca.guarneriana.it/manoscritti/ms-3-bibbia-bizantina/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">online</a>). Con la sua scrittura su due colonne in minuscola carolina tarda (un &#8220;font&#8221; dell&#8217;epoca). E soprattutto con le decorazioni colorate e preziose delle 21 iniziali istoriate o figurate di ogni libro biblico (ce ne erano 49: 28 sono state asportate, tanto erano belle) e delle 1.144 delle iniziali minori (anche queste in gran parte asportate) ornate, zoomorfe, istoriate o antropomorfe.<br>Lasciati incantare da tutta questa bellezza.</p>



<h2 class="wp-block-heading" style="font-size:27px">Guarneriana segreta</h2>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:21px">Il primo libro pubblicato da <a href="https://www.laltrove.com/bottega-errante-edizioni/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Bottega Errante</a> (nel 2015) è dedicato proprio a questo luogo: si tratta di <a href="https://bottegaerranteedizioni.it/product/guarneriana-segreta/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><em>Guarneriana segreta</em></a>, scritto da Angelo Floramo (scrittore, insegnante, medievista e collaboratore esterno della Guarneriana per i servizi che riguardano la sezione antica). </p>



<h2 class="wp-block-heading" style="font-size:27px">«Dove devo andare?»</h2>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:21px">La Guarneriana si trova nel centro storico di San Daniele, in via Roma 1 e 10: guardando il duomo di San Michele Arcangelo, sulla destra c&#8217;è il Palazzo Comunale che ospita la sezione antica, quella moderna si trova nell&#8217;edificio prospiciente, quella online è <a href="http://www.guarneriana.it/info/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">qua</a>.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:15px">Le foto inserite in questo post sono state fornite dalla Civica Biblioteca Guarneriana.</p>
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		<title>Fuocolento ottobre 2020</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Corinna Sabbadini]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 14 Aug 2022 15:59:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scrivendo]]></category>
		<category><![CDATA[Udine]]></category>
		<category><![CDATA[Biblioteca]]></category>
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		<category><![CDATA[Fuocolento]]></category>
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		<category><![CDATA[Guarnerio d&#039;Artegna]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>A San Daniele del Friuli, dentro l&#8217;antica Biblioteca Guarneriana con Guarnerio d&#8217;Artegna In questo articolo pubblicato sul numero di ottobre 2020 della rivista Fuocolento, più che parlare della Civica Biblioteca Guarneriana di San Daniele del Friuli, racconto un po&#8217; chi era Guarnerio d&#8217;Artegna, colui che l&#8217;ha fondata.Il lascito che quest&#8217;uomo ha donato alla comunità collinare nel 1466 è un esempio di grande umanità e intelligenza. Grazie alla sua scelta, la città di San Daniele custodisce da secoli una raccolta di manoscritti, codici, incunaboli e libri antichi dal valore inestimabile.Tuttora la biblioteca continua a svelare segreti e informazioni agli studiosi, e rende onore alla importante storia di questa città. Se desideri scoprire qualcosa sulla vita di Guarnerio d&#8217;Artegna: qua sotto c&#8217;è il mio articolo (clicca sul bottone).Per sapere qualcosa di più sulla Guarneriana, leggi il mio post.Se hai bisogno di più informazioni sulla Guarneriana (che si può anche visitare): questo è il suo sito! Qua troverai informazioni pratiche (orari, collezioni, suggerimenti di lettura), l&#8217;elenco delle attività (regolarmente organizzate) e una teca digitale dove potrai consultare online alcune delle meraviglie custodite nella sezione antica della biblioteca. Le foto utilizzate nell&#8217;articolo sono state fornite dalla Civica Biblioteca Guarneriana.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.laltrove.com/fuocolento-antica-biblioteca-guarneriana-guarnerio-d-artegna-laltrove/">Fuocolento ottobre 2020</a> proviene da <a href="https://www.laltrove.com">Laltrove</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center" style="font-size:27px">A San Daniele del Friuli, <br>dentro l&#8217;antica Biblioteca Guarneriana <br>con Guarnerio d&#8217;Artegna</h2>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:21px">In questo articolo pubblicato sul numero di ottobre 2020 della rivista <a href="https://www.laltrove.com/fuocolento-rivista-gastronomica-culturale-nordest/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Fuocolento</a>, più che parlare della Civica Biblioteca Guarneriana di San Daniele del Friuli, racconto un po&#8217; chi era Guarnerio d&#8217;Artegna, colui che l&#8217;ha fondata.<br>Il lascito che quest&#8217;uomo ha donato alla comunità collinare nel 1466 è un esempio di grande umanità e intelligenza. Grazie alla sua scelta, la città di San Daniele custodisce da secoli una raccolta di manoscritti, codici, incunaboli e libri antichi dal valore inestimabile.<br>Tuttora la biblioteca continua a svelare segreti e informazioni agli studiosi, e rende onore alla importante storia di questa città.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="462" src="https://www.laltrove.com/wp-content/uploads/2022/06/Articolo-1024x462.jpg" alt="Testo alternativo" class="wp-image-799" srcset="https://www.laltrove.com/wp-content/uploads/2022/06/Articolo-1024x462.jpg 1024w, https://www.laltrove.com/wp-content/uploads/2022/06/Articolo-300x135.jpg 300w, https://www.laltrove.com/wp-content/uploads/2022/06/Articolo-768x346.jpg 768w, https://www.laltrove.com/wp-content/uploads/2022/06/Articolo.jpg 1310w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Estratto dell&#8217;articolo; nella foto: duomo di San Michele e sede della Civica Biblioteca Guarneriana.</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:21px">Se desideri scoprire qualcosa sulla vita di Guarnerio d&#8217;Artegna: qua sotto c&#8217;è il mio articolo (clicca sul bottone).<br>Per sapere qualcosa di più sulla Guarneriana, leggi <a href="https://www.laltrove.com/biblioteca-guarneriana-san-daniele-del-friuli/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">il mio post</a>.<br>Se hai bisogno di più informazioni sulla Guarneriana (che si può anche visitare): <a href="http://www.guarneriana.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">questo è il suo sito!</a> Qua troverai informazioni pratiche (orari, collezioni, suggerimenti di lettura), l&#8217;elenco delle attività (regolarmente organizzate) e una teca digitale dove potrai consultare online alcune delle meraviglie custodite nella sezione antica della biblioteca.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:15px">Le foto utilizzate nell&#8217;articolo sono state fornite dalla Civica Biblioteca Guarneriana.</p>



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