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	<title>Osservatorio Balcani e Caucaso Transeuropa Archivi - Laltrove</title>
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	<description>Racconti di Corinna Sabbadini</description>
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	<title>Osservatorio Balcani e Caucaso Transeuropa Archivi - Laltrove</title>
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		<title>Le Marlboro di Sarajevo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Corinna Sabbadini]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 25 Aug 2026 09:42:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Leggendo]]></category>
		<category><![CDATA[25 agosto 1992]]></category>
		<category><![CDATA[Bottega Errante Edizioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sarajevski Marlboro 2005. Stavo preparando la mia tesi di laurea. Una delle fonti che ho scandagliato a fondo durante quell&#8217;anno è stato il sito di Osservatorio Balcani: una testata giornalistica che ha iniziato la sua attività nel 2000 offrendo in principio un&#8217;informazione dedicata soprattutto all&#8217;Europa Centro Orientale e che poi, negli anni, ha spostato il raggio d&#8217;azione sempre più a sud-est fino alla Turchia e al Caucaso (tanto che ora si chiama Osservatorio Balcani e Caucaso Transeuropa), trattando argomenti soprattutto socio-culturali, ma anche economici, geopolitici e legislativi. 25 agosto 2005, su OB esce la prefazione (firmata da Claudio Magris) al libro Le Marlboro di Sarajevo (da poco pubblicato da Libri Scheiwiller*) scritto da Miljenko Jergović e tradotto da Ljiljana Avirović.Leggo l&#8217;articolo più o meno in diretta. Cioè: poco dopo la pubblicazione online.In poche righe c&#8217;è Claudio Magris che cita Paolo Rumiz (che sfiora Ivo Andrić) per introdurre Miljenko Jergović: mi sembra che ci siano le condizioni ideali per leggere questa &#8220;novità&#8221; editoriale. Sono nella leggendaria aula computer dell&#8217;edificio H3 dell&#8217;università di Trieste: stampo l&#8217;articolo, lo piego in quattro, lo metto nello zaino e vado a comprarmi il libro.Quel foglio è da più di vent&#8217;anni dentro quel volume. Le Marlboro di [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.laltrove.com/le-marlboro-di-sarajevo-miljenko-jergovic/">Le Marlboro di Sarajevo</a> proviene da <a href="https://www.laltrove.com">Laltrove</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading" style="font-size:29px"><em>Sarajevski Marlboro</em></h2>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:21px">2005. Stavo preparando la mia tesi di laurea. <br>Una delle fonti che ho scandagliato a fondo durante quell&#8217;anno è stato il sito di <a href="https://www.balcanicaucaso.org/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Osservatorio Balcani</a>: una testata giornalistica che ha iniziato la sua attività nel 2000 offrendo in principio un&#8217;informazione dedicata soprattutto all&#8217;Europa Centro Orientale e che poi, negli anni, ha spostato il raggio d&#8217;azione sempre più a sud-est fino alla Turchia e al Caucaso (tanto che ora si chiama Osservatorio Balcani e Caucaso Transeuropa), trattando argomenti soprattutto socio-culturali, ma anche economici, geopolitici e legislativi.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:21px">25 agosto 2005, su OB esce la prefazione (firmata da Claudio Magris) al libro <em>Le Marlboro di Sarajevo</em> (da poco pubblicato da Libri Scheiwiller*) scritto da Miljenko Jergović e tradotto da Ljiljana Avirović.<br>Leggo l&#8217;articolo più o meno in diretta. Cioè: poco dopo la pubblicazione online.<br>In poche righe c&#8217;è Claudio Magris che cita Paolo Rumiz (che sfiora Ivo Andrić) per introdurre Miljenko Jergović: mi sembra che ci siano le condizioni ideali per leggere questa &#8220;novità&#8221; editoriale. <br>Sono nella leggendaria aula computer dell&#8217;edificio H3 dell&#8217;università di Trieste: stampo l&#8217;articolo, lo piego in quattro, lo metto nello zaino e vado a comprarmi il libro.<br>Quel foglio è da più di vent&#8217;anni dentro quel volume.</p>



<h2 class="wp-block-heading" style="font-size:29px"><em>Le Marlboro di Sarajevo</em></h2>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:21px">Potrei dire che il libro mi è piaciuto. <br>O potrei dire che, negli anni, ho comprato quasi tutti i libri di questo autore.<br>O potrei descrivere quando nel dicembre 2005 sono andata a Sarajevo anche per comprare (da non fumatrice) un pacchetto di Marlboro (mai aperto).<br>O potrei raccontare di quando nel 2007, un pomeriggio a Udine, vedo il libro esposto in una libreria e lo compro subito per regalarlo a Laura, una cara amica che avrei visto pochi minuti più tardi.<br>O potrei aggiungere che quando Jergović raggiunge il Friuli Venezia Giulia per presentare nuove pubblicazioni, cerco di essere presente.<br>O potrei descriverti lo stupore dei librai croati, quando entro nelle loro librerie e chiedo (in inglese) <a type="link" href="https://www.laltrove.com/il-padre-bottega-errante-miljenko-jergovic-rapporto-con-il-padre/" id="https://www.laltrove.com/il-padre-bottega-errante-miljenko-jergovic-rapporto-con-il-padre/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">questo autore</a>, e loro rispondono che ce l&#8217;hanno solo in croato e io dico <em>sìvabene </em>(e la mia <a type="link" href="https://www.laltrove.com/la-biblioteca-dei-viaggi/" id="https://www.laltrove.com/la-biblioteca-dei-viaggi/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">biblioteca dei viaggi</a> si arricchisce). <br>O potrei spiegarti la scelta del titolo, ma ti rovinerei il gusto della lettura. Scoprilo tu. Ridici sopra. Piangici sopra. E poi assaggia la marmellata di mele, bevi l&#8217;acqua del pozzo, mangia un burek con un tranviere, corri lungo le strade di Sarajevo, ricorda la città com&#8217;era. Sopravvivi con la città. C&#8217;è la guerra, e tu vuoi vivere.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:21px">O potrei descriverti quanto mi dispiacesse il fatto che per anni questo libro fosse irreperibile. Fino al 2019, quando <a type="link" href="https://www.laltrove.com/bottega-errante-edizioni/" id="https://www.laltrove.com/bottega-errante-edizioni/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Bottega Errante Edizione</a> l&#8217;ha rimesso in stampa. Ed è tornato in circolo.<br>E circola.</p>



<h2 class="wp-block-heading" style="font-size:29px">25 agosto 2026</h2>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:21px">25 agosto 1992. Sono passati 34 anni. Quel giorno la <a href="https://www.laltrove.com/la-cotogna-di-istanbul-il-profumo-del-ricordo/" data-type="link" data-id="https://www.laltrove.com/la-cotogna-di-istanbul-il-profumo-del-ricordo/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Vijećnica, la Biblioteca Nazionale di Sarajevo</a>, fu colpita e incendiata dalle milizie serbe che assediavano la città: in lei bruciò tutto, anche la nostra Storia, il nostro Diritto, la nostra Europa, la nostra idea di Civiltà.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:16px">*<em>Le Marlboro di Sarajevo</em> era già stato pubblicato nell&#8217;agosto del 1995 (quando la guerra in Bosnia ed Erzegovina era ancora in corso) da <a type="link" href="https://www.quodlibet.it/recensione/269" id="https://www.quodlibet.it/recensione/269" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Quodlibet</a>. <br>Il titolo originale <em>Sarajevski Marlboro</em> fu pubblicato per la prima volta nel 1994 a Zagabria dalla casa editrice Durieux.</p>
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		<title>I custodi del libro</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Corinna Sabbadini]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 06 Aug 2026 15:23:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Leggendo]]></category>
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		<category><![CDATA[FVG Film Commission]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>O People of the Book «Capisco» disse il giovanotto gentilmente, nonostante il mio tono sgarbato. «Ma anche lei deve capire: io sono il kustos e sono responsabile del libro.»Kustos. Ci misi un momento ad assimilare il concetto, dopodiché mi voltai di scatto. «Sta dicendo che lei è Karaman? La persona che ha salvato il libro?»* Kustos, dal latino custos: custode. Quanta bellezza trovo nel definire una persona come &#8220;custode di un libro&#8221;, nel pensare alla cura e all&#8217;attenzione che gli riserva, e che ha saputo porgli anche quando (come in questo caso) tutto quanto attorno bruciava. E allo stesso tempo mi rendo conto che se quel libro è stato salvato dalla distruzione, non si può dire lo stesso di tante persone che nei secoli lo hanno posseduto (o custodito). Ogni volta che voltavo una pergamena risistemavo la gommapiuma: mai far soffrire il libro, era il primo comandamento del restauratore. Eppure la gente che l&#8217;aveva posseduta era passata attraverso indicibili sofferenze: diaspora, Inquisizione, genocidi e guerre.* Il libro di cui si parla è l&#8217;Haggadah di Sarajevo: uno dei manoscritti sefarditi più antichi e preziosi al mondo, ricco di illustrazioni finemente decorate con pigmenti e foglie d&#8217;oro che lo rendono veramente unico. [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.laltrove.com/i-custodi-del-libro-di-geraldine-brooks/">I custodi del libro</a> proviene da <a href="https://www.laltrove.com">Laltrove</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading" style="font-size:29px">O <em>People of the Book</em></h2>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-9 wp-block-paragraph">«Capisco» disse il giovanotto gentilmente, nonostante il mio tono sgarbato. «Ma anche lei deve capire: io sono il <em>kustos</em> e sono responsabile del libro.»<br><em>Kustos</em>. Ci misi un momento ad assimilare il concetto, dopodiché mi voltai di scatto. «Sta dicendo che lei è Karaman? La persona che ha salvato il libro?»*</p>
</blockquote>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:21px"><em>Kustos</em>, dal latino <em>custos</em>: custode. Quanta bellezza trovo nel definire una persona come &#8220;custode di un libro&#8221;, nel pensare alla cura e all&#8217;attenzione che gli riserva, e che ha saputo porgli anche quando (come in questo caso) tutto quanto attorno <a href="https://www.laltrove.com/la-cotogna-di-istanbul-il-profumo-del-ricordo/" data-type="link" data-id="https://www.laltrove.com/la-cotogna-di-istanbul-il-profumo-del-ricordo/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-cyan-blue-color">bruciava</mark></a>. <br>E allo stesso tempo mi rendo conto che se quel libro è stato salvato dalla distruzione, non si può dire lo stesso di tante persone che nei secoli lo hanno posseduto (o custodito).</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-10 wp-block-paragraph">Ogni volta che voltavo una pergamena risistemavo la gommapiuma: mai far soffrire il libro, era il primo comandamento del restauratore. Eppure la gente che l&#8217;aveva posseduta era passata attraverso indicibili sofferenze: diaspora, Inquisizione, genocidi e guerre.*</p>
</blockquote>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-11 wp-block-paragraph" style="font-size:21px">Il libro di cui si parla è l&#8217;Haggadah di Sarajevo: uno dei manoscritti sefarditi più antichi e preziosi al mondo, ricco di illustrazioni finemente decorate con pigmenti e foglie d&#8217;oro che lo rendono veramente unico. Anche perché arriva da un&#8217;epoca in cui ogni genere di raffigurazione veniva condannata in modo perentorio dalla fede giudaica.<br>La storia di questo oggetto ci porta in Spagna. Andiamo così indietro nel tempo che arriviamo al quattordicesimo secolo, quando è stato scritto a mano su pergamena ricavata dalla pelle della <em>Ovis aries Aragonesa</em>.<br>Il periodo è quello della <em>convivencia</em> nella Spagna medievale in cui musulmani, cristiani ed ebrei vissero un pluralismo religioso che consentì non solo una coesistenza tollerante, ma anche un fertile e reciproco sviluppo intellettuale.<br>Tutto cambia nel 1492 quando il decreto dell&#8217;Alhambra, emanato il 31 marzo dai re cattolici di Spagna, Isabella di Castiglia e Ferdinando II d&#8217;Aragona, ordina l&#8217;espulsione di tutti gli ebrei dai regni spagnoli e dai loro possedimenti.<br>L&#8217;Haggadah lascia così la Spagna.</p>



<h2 class="wp-block-heading" style="font-size:29px">Dalla Spagna a Sarajevo</h2>



<div class="wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-8f761849 wp-block-columns-is-layout-flex">
<div class="wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow">
<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-12 wp-block-paragraph" style="font-size:21px">Per conoscere il suo viaggio e scoprire come ha fatto a giungere a Sarajevo, ti consiglio di leggere <em>I custodi del libro</em>*: grazie allo scrupoloso lavoro della protagonista (l&#8217;illustre restauratrice di codici antichi Hanna Heat), viaggerai fra fatti storici e personaggi inventati, in un continuo avanti e indietro nel tempo, fra nomi, luoghi, colori, calli, lapislazzuli e farfalle che forse non hai mai sentito nominare. </p>
</div>



<div class="wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow">
<figure class="wp-block-image size-large"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="1024" height="768" src="https://www.laltrove.com/wp-content/uploads/2026/08/I-custodi-del-libro-1024x768.jpg" alt="I custodi del libro" class="wp-image-4214" srcset="https://www.laltrove.com/wp-content/uploads/2026/08/I-custodi-del-libro-1024x768.jpg 1024w, https://www.laltrove.com/wp-content/uploads/2026/08/I-custodi-del-libro-300x225.jpg 300w, https://www.laltrove.com/wp-content/uploads/2026/08/I-custodi-del-libro-768x576.jpg 768w, https://www.laltrove.com/wp-content/uploads/2026/08/I-custodi-del-libro.jpg 1280w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">I custodi del libro, G. Brooks, Neri Pozza, Vicenza, 2008.</figcaption></figure>
</div>
</div>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-13 wp-block-paragraph" style="font-size:21px">Troverai la meraviglia che questa Haggadah trattiene in sé da sempre. Capirai quanto e come sia stata sempre protetta (soprattutto nell&#8217;ultimo secolo) dai sarajevesi, diventando nel tempo parte della storia della città e del suo patrimonio culturale. Racchiude in sé ciò che è Sarajevo: ovvero accoglienza e convivenza, e il conseguente rispetto di tutte le culture secolari lì presenti.<br>In un&#8217;intervista pubblicata su Osservatorio Balcani lo scorso 3 febbraio, Jakob Finci, presidente della comunità ebraica della Bosnia Erzegovina,&nbsp;ha dichiarato che «l&#8217;Haggadah è diventata simbolo della città proprio perché è sopravvissuta a tutte le tragedie storiche. Come la fenice, rinasce dopo ogni catastrofe, costruendo un forte legame emotivo con gli abitanti di Sarajevo, che nel manoscritto vedono un simbolo di sopravvivenza e continuità. Quello dei sarajevesi per l’Haggadah è un amore del tutto peculiare. La popolazione è convinta che la città sopravviva grazie a questo libro.»<br>Dopo aver letto il libro vorrai scoprire quanto c&#8217;è di vero nella trama. Forse solo la scrittrice Geraldine Brooks potrebbe rispondere ai tuoi dubbi. Questo è il mio consiglio: mantieni la bellezza che hai trovato narrata in quelle pagine, e sappi che anche nella realtà l&#8217;Haggadah è stata salvata sia nel 1941 sia nel 1992 da sarajevesi musulmani che conoscevano molto bene il valore che quel manoscritto ha per l&#8217;umanità.</p>



<h2 class="wp-block-heading" style="font-size:29px">28 luglio 2026, Cividale del Friuli</h2>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-14 wp-block-paragraph" style="font-size:21px">Se ancora non si è capito, questo libro mi è piaciuto molto. Quindi, quando ho scoperto che la scorsa settimana, grazie al supporto logistico della FVG Film Commission, il regista statunitense Michael Haussman era in Friuli Venezia Giulia per girare il film <em>People of the Book</em> (tratto da questo romanzo), sono rimasta senza parole.<br>Inoltre, il set ha lavorato fra la Rocca di Monrupino, la vedetta di San Lorenzo a San Dorligo della Valle, la strada Napoleonica a Trieste, Prepotto e&#8230; <a href="https://www.laltrove.com/6-novembre-il-giorno-del-mio-compleanno/" data-type="link" data-id="https://www.laltrove.com/6-novembre-il-giorno-del-mio-compleanno/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-cyan-blue-color">Cividale del Friuli</mark></a>! Proprio la mia amata Cividale del Friuli! <br>E io non vedo l&#8217;ora di ammirare il risultato finale. Magari durante una delle prossime edizioni del Trieste Film Festival.</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-15 wp-block-paragraph" style="font-size:21px">Nel frattempo, ti auguro di andare al Museo nazionale della Bosnia ed Erzegovina (Zemaljski Muzej Bosne i Hercegovine) di Sarajevo per verificare con i tuoi occhi quanto <a href="https://www.laltrove.com/parola/bellezza-significato/" data-type="link" data-id="https://www.laltrove.com/parola/bellezza-significato/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-cyan-blue-color">bellezza</mark></a> emana questa Haggadah, che nel 2017 è stata inserita nel patrimonio &#8220;Memorie del mondo&#8221; dell&#8217;UNESCO (un programma che ha l&#8217;obiettivo di proteggere i documenti considerati di valore universale e fare in modo che tutti possano accedervi). Nel contemplarla, pensa a chi ha fatto di tutto per salvarla durante i suoi secoli di vita e a chi continua ogni giorno a proteggerla e a valorizzarla: se i tuoi occhi brilleranno, dovrai ringraziare tutti loro.<br>E ricordati di tutti i <em>custodes </em>del mondo che ogni giorno, in ogni dove, custodiscono e promuovono la conoscenza perché ne riconoscono il valore per l&#8217;umanità.</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-16 wp-block-paragraph" style="font-size:16px">G. Brooks, <em><a href="https://neripozza.it/libro/9788854502529" data-type="link" data-id="https://neripozza.it/libro/9788854502529" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-cyan-blue-color">I custodi del libro</mark></a></em>, trad. di Massimo Ortelio, Neri Pozza, Vicenza, 2008.<br>Main photo: <em>Courtesy of the National Museum of Bosnia and Herzegovina, Sarajevo: the Sarajevo Haggadah, ca. 1350.</em></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.laltrove.com/i-custodi-del-libro-di-geraldine-brooks/">I custodi del libro</a> proviene da <a href="https://www.laltrove.com">Laltrove</a>.</p>
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