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	<title>La casa dei nonni Archivi - Laltrove</title>
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	<description>Racconti di Corinna Sabbadini</description>
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	<title>La casa dei nonni Archivi - Laltrove</title>
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		<title>Ti ricordi di quel viaggio in Grecia nel 1977?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Corinna Sabbadini]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Sep 2024 14:57:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scrivendo]]></category>
		<category><![CDATA[1977]]></category>
		<category><![CDATA[Autobianchi A112]]></category>
		<category><![CDATA[East Market Milano]]></category>
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		<category><![CDATA[Olivetti Lettera 32]]></category>
		<category><![CDATA[Pubblicità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Questa è la seconda parte di quella storia Tempo fa, sui social, ti avevo raccontato della mia ricerca di una Olivetti Lettera 32 color rosa. Ne avevo vista una all&#8217;East Market di Milano, non l&#8217;avevo acquistata per motivi di trasporto, ma, da allora, ogni tanto mi capitava di pensarci. Così ho iniziato a cercarne una online. (E in effetti, alla fine l&#8217;ho trovata.)La prima volta che ho digitato &#8220;Olivetti Lettera 32 rosa&#8221;, mi è uscito l&#8217;annuncio di vendita di una pubblicità degli anni Settanta. Cioè: l&#8217;oggetto in vendita era una pagina di una rivista degli anni Settanta con la pubblicità della Olivetti Lettera 32 color rosa.Quella offerta mi ha aperto un mondo sulle pubblicità vintage che non avevo idea potesse esistere. C&#8217;era di tutto: articoli e réclame di saponi, bagnoschiuma, caramelle, cioccolatini, orologi, giocattoli, elettrodomestici, profumi, auto,&#8230; tratti da riviste degli anni Sessanta, Settanta e Ottanta. Alcune le ricordavo, molte altre erano invece antecedenti la mia memoria.Una di queste pagine ha catturato la mia attenzione: era una immagine dell&#8217;Autobianchi A112 con cui i miei genitori avevano fatto quel viaggio in Grecia nel 1977 che ti avevo raccontato tempo fa.Non potevo crederci. Fra tanti fogli di pubblicità e articoli vari in [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.laltrove.com/ti-ricordi-di-quel-viaggio-in-grecia-nel-1977/">Ti ricordi di quel viaggio in Grecia nel 1977?</a> proviene da <a href="https://www.laltrove.com">Laltrove</a>.</p>
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<h2 class="wp-block-heading">Questa è la seconda parte di quella storia</h2>



<p style="font-size:21px">Tempo fa, sui social, ti avevo raccontato della mia ricerca di una Olivetti Lettera 32 color rosa. Ne avevo vista una all&#8217;East Market di Milano, non l&#8217;avevo acquistata per motivi di trasporto, ma, da allora, ogni tanto mi capitava di pensarci.</p>



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<p style="font-size:21px"></p>



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<p style="font-size:21px">Così ho iniziato a cercarne una online. (E in effetti, <a href="https://www.instagram.com/reel/Cj5CihhNp1I/?utm_source=ig_web_copy_link&amp;igsh=MzRlODBiNWFlZA==" target="_blank" rel="noreferrer noopener">alla fine l&#8217;ho trovata</a>.)<br>La prima volta che ho digitato &#8220;Olivetti Lettera 32 rosa&#8221;, mi è uscito l&#8217;annuncio di vendita di una pubblicità degli anni Settanta. Cioè: l&#8217;oggetto in vendita era una pagina di una rivista degli anni Settanta con la pubblicità della Olivetti Lettera 32 color rosa.<br>Quella offerta mi ha aperto un mondo sulle pubblicità vintage che non avevo idea potesse esistere. C&#8217;era di tutto: articoli e <em>réclame</em> di saponi, bagnoschiuma, caramelle, cioccolatini, orologi, giocattoli, elettrodomestici, profumi, auto,&#8230; tratti da riviste degli anni Sessanta, Settanta e Ottanta.</p>
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<figure class="wp-block-image size-full"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="720" height="960" src="https://www.laltrove.com/wp-content/uploads/2024/09/Olivetti-Lettera-32-rosa.png" alt="Olivetti Lettera 32 rosa - Viaggio in Grecia nel 1977" class="wp-image-3382" srcset="https://www.laltrove.com/wp-content/uploads/2024/09/Olivetti-Lettera-32-rosa.png 720w, https://www.laltrove.com/wp-content/uploads/2024/09/Olivetti-Lettera-32-rosa-225x300.png 225w" sizes="(max-width: 720px) 100vw, 720px" /><figcaption class="wp-element-caption">Pubblicità &#8211; Olivetti Lettera 32 rosa</figcaption></figure>
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<p style="font-size:21px">Alcune le ricordavo, molte altre erano invece antecedenti la mia memoria.<br>Una di queste pagine ha catturato la mia attenzione: era una immagine dell&#8217;Autobianchi A112 con cui i miei genitori avevano fatto quel <a href="https://www.laltrove.com/ti-racconto-una-storia-viaggio-in-grecia-in-auto-nel-1977/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">viaggio in Grecia nel 1977 che ti avevo raccontato tempo fa</a>.<br>Non potevo crederci. Fra tanti fogli di pubblicità e articoli vari in vendita, avevo trovato proprio quella. Era già abbastanza assurdo il fatto che guardassi degli annunci di vendita di fogli di riviste vintage, ma aver trovato proprio quella pagina lo era ancora di più.</p>



<p style="font-size:21px">L&#8217;ho acquistata.</p>



<h2 class="wp-block-heading" style="font-size:29px">Pochi giorni dopo</h2>



<p style="font-size:21px">Pochi giorni dopo aver ricevuto il pacco contenente quella foto, sono andata a <a href="https://www.laltrove.com/la-festa-degli-alberi/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">casa dei nonni</a>. <br>Erano (sono) anni che andare lì lacerava (lacera) ogni volta un po&#8217; di più una ferita che non si rimarginerà mai. <br>Ma quel giorno, in particolare, ho fatto una cosa che non facevo da tanto tempo: sono andata in soffitta.<br>Prima o poi ci sarei dovuta andare, ed è capitato proprio quel giorno.<br>In mezzo a mille oggetti già visti (dei nonni, di papà, ma anche miei, di mio fratello e dei miei genitori) c&#8217;erano anche cose che non appartenevano ai miei ricordi.<br>In particolare, su un tavolo, c&#8217;era una pila di riviste &#8220;Epoca&#8221;. Forse non me ne sarei nemmeno accorta se la mia attenzione non fosse stata attirata proprio dalla copia in cima a tutte: era lì ad aspettare me.<br>In copertina c&#8217;era la stessa Autobianchi A112 della pagina acquistata pochi giorni prima (che non era una pubblicità: era parte di un articolo con una didascalia nell&#8217;angolo. Anzi: scopro in quel momento che era proprio la copertina di quel numero).<br>Non potevo crederci.<br>Era quella.<br>La prendo in mano. <br>Guardo la data: 5 ottobre 1969.<br>La sfoglio. Dentro c&#8217;è un servizio di 4 pagine proprio sull&#8217;auto che ha portato mamma e papà in Grecia nel 1977. E l&#8217;immagine che era arrivata pochi giorni prima era la stessa, tratta da quel servizio, che ora avevo in mano nella versione originale.<br>Mi sembrava una casualità incredibile.<br>E ancora oggi, quando ci penso, stento a crederci.</p>



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<p></p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full is-resized"><img decoding="async" width="720" height="960" src="https://www.laltrove.com/wp-content/uploads/2024/09/Epoca-e-la-copertina.jpg" alt="&quot;Epoca&quot; e la sua copertina" class="wp-image-3384" style="width:401px;height:auto" srcset="https://www.laltrove.com/wp-content/uploads/2024/09/Epoca-e-la-copertina.jpg 720w, https://www.laltrove.com/wp-content/uploads/2024/09/Epoca-e-la-copertina-225x300.jpg 225w" sizes="(max-width: 720px) 100vw, 720px" /><figcaption class="wp-element-caption">Il numero di &#8220;Epoca&#8221; trovato in soffitta<br>e la sua copertina acquistata pochi giorni prima online</figcaption></figure>
</div></div>
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<figure class="wp-block-pullquote"><blockquote><p><br>Ecco l&#8217;A 112: una nuova vettura dell&#8217;Autobianchi compatta, simpatica, brillante<br>e dal carattere decisamente sportivo.<br>Ha un motore generoso che fa i 135 e spazio per quattro persone.</p></blockquote></figure>
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		<title>La festa degli alberi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Corinna Sabbadini]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 21 Jul 2024 08:39:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scrivendo]]></category>
		<category><![CDATA[Alberi]]></category>
		<category><![CDATA[Chiarò]]></category>
		<category><![CDATA[Costa]]></category>
		<category><![CDATA[Festa degli alberi]]></category>
		<category><![CDATA[La casa dei nonni]]></category>
		<category><![CDATA[Nonni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>quando il sole batteva dopo pranzo quando il sole batteva dopo pranzo, e attorno sentivo solo le cicale, prendevo la bici di mio nonno e andavo. lui non l’avrebbe mai usata a quell’ora, in genere se ne stava in cantina a fare qualche lavoretto al fresco, fra le sue bottiglie e i salumi appesi. la nonna faceva il suo riposino in camera, con gli scuri socchiusi, mentre matteo si immergeva appieno nella lettura dell’ennesimo libro, sospeso sull’amaca in giardino. era il momento migliore per una pedalata. il traffico era già scarso in generale, ma a quell’ora proprio entrava in pausa. molto spesso incrociavo solamente la corriera che puntualmente riportava a casa qualcuno. faceva caldo, ma da bambini il caldo è spensieratezza, è sinonimo d’estate, di giornate lunghe, di vacanze con mamma e papà, con i nonni e i cugini, di corse infinite con la bici e con la fantasia, di ozio sfrenato e perlustrazioni curiose. è un periodo che ho avuto la fortuna di vivere. verso le due, appunto, prendevo la strada leggermente in salita con quella vecchia bici, evidentemente grande per me, senza cambi, con un po’ di fatica, e senza lamentele da parte mia. con il cappellino in [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading" style="font-size:29px">quando il sole batteva dopo pranzo</h2>



<p style="font-size:21px">quando il sole batteva dopo pranzo, e attorno sentivo solo le cicale, prendevo la bici di mio nonno e andavo. lui non l’avrebbe mai usata a quell’ora, in genere se ne stava in cantina a fare qualche lavoretto al fresco, fra le sue bottiglie e i salumi appesi. la nonna faceva il suo riposino in camera, con gli scuri socchiusi, mentre matteo si immergeva appieno nella lettura dell’ennesimo libro, sospeso sull’amaca in giardino.</p>



<p style="font-size:21px">era il momento migliore per una pedalata. il traffico era già scarso in generale, ma a quell’ora proprio entrava in pausa. molto spesso incrociavo solamente la corriera che puntualmente riportava a casa qualcuno.</p>



<p style="font-size:21px">faceva caldo, ma da bambini il caldo è spensieratezza, è sinonimo d’estate, di giornate lunghe, di vacanze con mamma e papà, con i nonni e i cugini, di corse infinite con la bici e con la fantasia, di ozio sfrenato e perlustrazioni curiose. è un periodo che ho avuto la fortuna di vivere.</p>



<p style="font-size:21px">verso le due, appunto, prendevo la strada leggermente in salita con quella vecchia bici, evidentemente grande per me, senza cambi, con un po’ di fatica, e senza lamentele da parte mia. con il cappellino in testa e le ciabatte estive ai piedi (era caldo per le scarpe da ginnastica) andavo.<br>la prima tappa mi portava dopo pochi minuti di pedalate sul <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Chiar%C3%B2" target="_blank" rel="noreferrer noopener">chiarò</a>, dove immergevo le mani e i piedi in un’acqua pura che a me sembrava gelida, ma lo facevo per sentirmi all’altezza: “ho imparato a nuotare lì” mi diceva sempre papà. se lui aveva nuotato lì dentro, io dovevo essere almeno in grado di immergere le mani e i piedi.<br>quando poi mi mancava il respiro scappavo fuori, mi asciugavo le mani sulle braccia e sulle gambe, e riprendevo a pedalare.<br>non correvo. non avrei nemmeno potuto farlo. anzi, guardavo con attenzione attorno a me, un panorama che cambiava poco nei giorni.<br>ai lati della strada tante vigne: scorrevano precise come righe di un quaderno, un filare dopo l’altro.<br>ricordo che il colore predominante era il verde. la pioggia estiva non mancava, e quindi raramente trovavo prati dorati.<br>man mano che avanzavo, le colline si avvicinavano a me e rendevano pian piano la strada più impervia. mi bastava guardarle per avere una sensazione di frescura, e forse da quei boschi arrivava anche qualche refolo di aria profumata.&nbsp;</p>



<p style="font-size:21px">la seconda tappa era su un prato di proprietà di rosetta, la cugina di papà, dove c’erano un tavolo e delle panche in pietra piasentina: mi fermavo perché era un bel prato con degli alberi di noce, e perché l’anno prima, durante una passeggiata con la nonna, ci eravamo fermate lì a riprendere fiato, &#8220;a riposare le gambe&#8221;.<br>era semplicemente bello starsene un po’ così.<br>dopo aver riflettuto sul destino dell’umanità in quel tappeto color smeraldo, riprendevo la via. la strada rimaneva piana per poco: la salita iniziava dopo qualche centinaia di metri e io resistevo sui pedali finché potevo, poi scendevo e continuavo a piedi, proseguendo con la bici portata a mano.<br>gli alberi creavano con i loro anni una galleria naturale dove era un piacere camminare: ombreggiata dalle loro foglie sibilanti e illuminata dai raggi che si insinuavano qua e là, senza chiedere permesso. avanzavo tranquilla, senza fretta.<br>quando arrivavo a Costa, la prima cosa che facevo era andare a vedere la casa dove era nato il mio bisnonno. “è quella là” mi aveva detto papà mesi prima, quando eravamo venuti qua a prendere della legna.<br>era la tipica casa di montagna, anche se non eravamo proprio in montagna: i muri erano in pietra, le finestre e le porte avevano gli scuretti, vicino all’ingresso c’era una lunga panca accogliente, e tante vecchie pentole in rame posizionate qua e là che ospitavano fiori colorati.<br>al primo piano c’era un terrazzo in legno da cui sporgevano vasi colmi di gerani bianchi. il tetto era spiovente, ma non in modo eccessivo.</p>



<p style="font-size:21px">mi chiedevo come fosse stato vivere lì, quasi un secolo prima.<br>in qualche modo anche io arrivavo da quella casa, e questo pensiero mi provocava una sensazione indefinita.<br>ma non era quello l’obiettivo della mia pedalata. allora mi lasciavo le case alle spalle e scendevo per alcune decine di metri lungo una strada diversa da quella che avevo percorso arrivando. in pochi minuti raggiungevo uno dei boschi del nonno. <br>“ecco, questo è il tuo albero” mi aveva detto papà l’ultima volta che eravamo stati lì assieme.</p>



<p style="font-size:21px">siccome mi trovavo dai <a href="https://www.laltrove.com/la-casa-dei-nonni/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">nonni</a> qualche giorno, mi sembrava bello verificare di persona che stesse bene.<br>era un albero che ci era stato donato a scuola l’autunno dell’anno prima, durante la festa degli alberi. una festa che se ci penso ora mi sembra una festa bellissima: il comune aveva donato a ogni bambino di quarta elementare un albero, e io ero tornata a casa con questa pianta alta circa un metro dentro un sacco giallo che ne raccoglieva le radici e la copriva per metà. ero molto orgogliosa: mi sembrava che piantandola avrei potuto salvare l’umanità con l’ossigeno che avrebbe prodotto.<br>papà l’aveva portato lì. era ovviamente molto bello. non era cresciuto molto in questi mesi, ma sarebbe cresciuto, con il tempo. sapevo che ci voleva tempo, ma quello non mancava alla nostra vita, né alla sua.</p>



<p style="font-size:21px">in tutti questi mesi, ogni volta che papà andava a Costa mi raccontava che l’albero stava bene.&nbsp;</p>



<p style="font-size:21px">sorridevo, anche se forse non capivo cosa intendesse dire.</p>



<h2 class="wp-block-heading" style="font-size:29px">ora</h2>



<p style="font-size:21px">ora che ritorno qua, a distanza di trentanni, con l’auto, da sola, senza bici, senza sforzi, senza nonni, senza papà, e rivivo quelle corse in bici, capisco cosa significasse quel “sta bene”: lui è lì, rigoglioso, fiero, spensierato. lo trovo e lo ritrovo. ed è proprio bello ammirarlo, ora come allora.<br>lì vicino mio fratello ha portato le sue arnie, a garanzia che la vita continui, perché deve continuare. e continua.</p>
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		<title>La casa dei nonni</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Corinna Sabbadini]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Nov 2022 10:47:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scrivendo]]></category>
		<category><![CDATA[La casa dei nonni]]></category>
		<category><![CDATA[Nonni]]></category>
		<category><![CDATA[Ricordi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La casa dei nonni La&#160;casa&#160;dei&#160;nonni&#160;è un luogo che ho avuto la fortuna&#160;di&#160;abitare da bambina,e che ritroverò per sempre dentro&#160;me, semplicemente chiudendo gli occhi. Ritroverò le mani nella terra, nell&#8217;acqua e nella sabbia.&#160; Ritroverò le foto&#160;di&#160;mamma e papà, bambini anche loro. Ritroverò le corse in bici. E poi ritroverò le ginocchia e le mani sbucciate,senza tante lacrime.&#160; Ritroverò profumi che dimenticherò difficilmente e gusti che cercherò per tutta la vita.&#160; Ritroverò le cene tutti assieme, i grandi in cucina e noi&#160;in sala da pranzo, da soli. E così ci sentivamo grandi anche noi.&#160; Ritroverò la porta sempre aperta, il bicchiere sempre prontoe la scatola&#160;dei&#160;biscotti sempre piena.&#160; Ritroverò la forza: la forza&#160;del&#160;sacrificio mai nominatoe la forza&#160;del&#160;dolore mai dichiarato.&#160; Ritroverò i ritmi della vita dettati dalle stagioni e dalle ore di luce. Ritroverò i&#160;nonni, la gioia, e sorriderò al loro pensiero. Non ci sarà tristezza.Perché nella&#160;casa&#160;dei&#160;nonni&#160;non c&#8217;è mai stata tristezza.Nemmeno ora che l&#8217;ultimo petalo&#160;di&#160;Rosa è sbocciato.No, non c&#8217;è tristezza, ma gratitudine.Grazie&#160;nonni</p>
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<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">La casa dei nonni</h2>



<p style="font-size:21px">   La&nbsp;casa&nbsp;dei&nbsp;nonni&nbsp;è un luogo che ho avuto la fortuna&nbsp;di&nbsp;abitare da bambina,<br>e che ritroverò per sempre dentro&nbsp;me, semplicemente chiudendo gli occhi.<br>   Ritroverò le mani nella terra, nell&#8217;acqua e nella sabbia.&nbsp;<br>   Ritroverò le foto&nbsp;di&nbsp;mamma e papà, bambini anche loro.<br>   Ritroverò le corse in bici. E poi ritroverò le ginocchia e le mani sbucciate,<br>senza tante lacrime.&nbsp;<br>   Ritroverò profumi che dimenticherò difficilmente e gusti che cercherò per tutta la vita.&nbsp;<br>   Ritroverò le cene tutti assieme, i grandi in cucina e noi&nbsp;in sala da pranzo, da soli. <br>E così ci sentivamo grandi anche noi.&nbsp;<br>   Ritroverò la porta sempre aperta, il bicchiere sempre pronto<br>e la scatola&nbsp;dei&nbsp;biscotti sempre piena.&nbsp;<br>   Ritroverò la forza: la forza&nbsp;del&nbsp;sacrificio mai nominato<br>e la forza&nbsp;del&nbsp;dolore mai dichiarato.&nbsp;<br>   Ritroverò i ritmi della vita dettati dalle stagioni e dalle ore di luce.</p>



<p style="font-size:21px">   Ritroverò i&nbsp;nonni, la gioia, e sorriderò al loro pensiero. Non ci sarà tristezza.<br>Perché nella&nbsp;casa&nbsp;dei&nbsp;nonni&nbsp;non c&#8217;è mai stata tristezza.<br>Nemmeno ora che l&#8217;ultimo petalo&nbsp;di&nbsp;Rosa è sbocciato.<br>No, non c&#8217;è tristezza, ma gratitudine.<br>Grazie&nbsp;nonni</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.laltrove.com/la-casa-dei-nonni/">La casa dei nonni</a> proviene da <a href="https://www.laltrove.com">Laltrove</a>.</p>
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