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	<title>Józef Roth Archivi - Laltrove</title>
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	<description>Racconti di Corinna Sabbadini</description>
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		<title>La biblioteca dei viaggi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Corinna Sabbadini]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 29 Aug 2024 15:38:18 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>I libri che non leggerò mai Più volte ho parlato (più che altro &#8220;scritto&#8221;) sui social della mia biblioteca dei viaggi. E qualcuno, incuriosito, mi ha chiesto che cosa fosse.Ora te la racconto. Mi piace portare a casa, dai luoghi che visito, libri scritti nelle lingue che mi hanno ospitato per alcuni giorni. Quelle lingue, che mi hanno avvolto mentre ero in vacanza e che mi hanno accolto nella loro terra e nella loro umanità, tornano in piccola parte a casa con me.Questi libri finiscono sullo scaffale dedicato a loro. Non li leggerò mai, perché non parlo tutte quelle lingue, ma questo non ha importanza. Sono loro a essere importanti. Spesso è un libro acquistato nelle bancarelle o nei negozi che vendono libri di seconda mano.Alle volte cerco senza un obiettivo preciso. Altre invece l&#8217;obiettivo ha nome, cognome e titolo specifico. E in quest&#8217;ultimo caso, se lo trovo, sono molto felice: mi fa piacere avere una copia di un libro che ho amato in italiano, e che ora stringo nella lingua materna di chi lo ha pensato, abbozzato e creduto.È capitato di chiedere e di ottenere quello che cercavo. È capitato che non ci fosse, e allora in librario mi [&#8230;]</p>
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<h2 class="wp-block-heading" style="font-size:29px">I libri che non leggerò mai</h2>



<p style="font-size:21px">Più volte ho parlato (più che altro &#8220;scritto&#8221;) sui social della mia biblioteca dei viaggi. E qualcuno, incuriosito, mi ha chiesto che cosa fosse.<br>Ora te la racconto.</p>



<p style="font-size:21px">Mi piace portare a casa, dai luoghi che visito, libri scritti nelle lingue che mi hanno ospitato per alcuni giorni. Quelle lingue, che mi hanno avvolto mentre ero in vacanza e che mi hanno accolto nella loro terra e nella loro umanità, tornano in piccola parte a casa con me.<br>Questi libri finiscono sullo scaffale dedicato a loro. <br>Non li leggerò mai, perché non parlo tutte quelle lingue, ma questo non ha importanza. Sono loro a essere importanti.<br><br>Spesso è un libro acquistato nelle bancarelle o nei negozi che vendono libri di seconda mano.<br>Alle volte cerco senza un obiettivo preciso. Altre invece l&#8217;obiettivo ha nome, cognome e titolo specifico. E in quest&#8217;ultimo caso, se lo trovo, sono molto felice: mi fa piacere avere una copia di un libro che ho amato in italiano, e che ora stringo nella lingua materna di chi lo ha pensato, abbozzato e creduto.<br>È capitato di chiedere e di ottenere quello che cercavo. È capitato che non ci fosse, e allora in librario mi ha proposto altro, o io ho cercato altro. Anche testi che non ho letto.<br>Mi è capitato di entrare di un negozio con un po&#8217; di autori in testa, e di andare dritta verso uno scaffale, trovando subito uno dei libri che avrei desiderato portare a casa con me, così: in mezzo a tutto quello che c&#8217;era, sono capitata proprio lì. <br>(Dettaglio. Lo sfoglio un po&#8217;, guardo l&#8217;anno di pubblicazione, la casa editrice&#8230; e quando cerco il prezzo scritto in matita, mi viene un colpo: 120. Ok, va bene che lo stavo cercando, ma 120 euri mi sembrano un po&#8217; troppo. Con la tristezza dipinta sul viso, lo metto giù e inizio a cercare qualcos&#8217;altro. Dopo alcuni minuti mi viene in mente che forse il prezzo indicato è in Kune, perché la Croazia è da poco entrata nell&#8217;area dell&#8217;Euro: lo chiedo alla titolare e lei conferma. Bene: lo prendo, grazie).<br>È capitato di non trovare quello che cercavo, ma di trovare comunque qualcosa.<br><br>In mancanza di bancarelle o di negozi con libri di seconda mano, entro nelle librerie. <br>E comunque, mi piace sempre guardare l&#8217;espressione di tutti i librai quando, a ogni mia richiesta, mi dicono «Ma non ce l&#8217;ho in inglese: è in sloveno/croato/tedesco/polacco&#8230;» e io rispondo «Sì: perfetto!».</p>



<h2 class="wp-block-heading" style="font-size:29px">La biblioteca dei viaggi</h2>



<p style="font-size:21px">E così, ti svelo che lo scaffale della biblioteca dei viaggi ospita (fra gli altri):<br>&#8211; <em>Sarajewski Marlboro</em> di Miljenko Jergović pubblicato in bosniaco dalla casa editrice TKD Šahinpašić nel 2008 &#8211; acquistato il 30 aprile 2012 al Museo dello Stari Most di Mostar. Tornavo a Mostar per la prima volta dopo più di sei anni;<br>&#8211; <em>Otac </em>di Miljenko Jergović pubblicato in serbo-croato dalla casa editrice Rende nel 2010 &#8211; acquistato il 7 novembre 2010 alla Knjižara Ljevak di Zagabria. Te ne avevo parlato nel primo articolo che ho dedicato a un libro: <em><a href="https://www.laltrove.com/il-padre-bottega-errante-miljenko-jergovic-rapporto-con-il-padre/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Il padre</a></em>.<br>&#8211; <em>Emigránsok</em> Alekszej Tolsztoj pubblicato in magiaro dalla casa editrice Uj Magyar Konyvkiadò nel 1955 &#8211; acquistato (lasciando una offerta) all&#8217;Abbazia di Pannonhalma il 15 agosto 2019;<br>&#8211; <em>Miris kiše na Balkanu</em> di Gordana Kuić pubblicato in serbo dalla casa editrice Vulkan nel 2013 &#8211; acquistato a Belgrado il 14 agosto 2017 durante una vacanza a&#8230; Osijek;<br>&#8211; <em>Otrok s sončnico</em> di Srečko Kosovel pubblicato in sloveno dalla casa editrice Mohorjeva Družba Celje nel 1982 &#8211; acquistato a Pirano in un piccolo antiquario all&#8217;ingresso del paese il 5 marzo 2011 (quel giorno sono diventata sommelier&#8230; non c&#8217;entra nulla con questa storia, ma me lo ricordo!);<br>&#8211; <em><a href="https://www.instagram.com/reel/C6lUOs4t-L_/?utm_source=ig_web_copy_link&amp;igsh=MzRlODBiNWFlZA==" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Mediteranski Brevijar</a> </em>di Predrag Matvejević pubblicato in croato dalla casa editrice Grafički zavod Hrvatske nel 1991 &#8211; acquistato all&#8217;Antikvarijat Nostrimus di Spalato il 25 aprile 2024; <br>&#8211; <em>Marsz Radetzky&#8217;ego</em> di Józef Roth pubblicato in polacco dalla casa editrice Czytelnik nel 1977 &#8211; acquistato all&#8217;Antykwariat Naukowy di Danzica (come ho raccontato pochi giorni fa, cercavo Pippi Calzelunghe/Pippi Pończoszanka, ma non c&#8217;era. Allora ho chiesto un libro di Ryszard Kapuściński, non c&#8217;era nemmeno quello. Allora ho provato con I. Joshua Singer: niente da fare. Forse c&#8217;è il fratello premio Nobel Isaac Bashevis Singer: nemmeno quello. Ok, grazie. Mentre sto uscendo, trovo questo libro di Roth).</p>



<p style="font-size:21px">A una prima lettura di questi testi, SEMBREREBBE che molti siano in lingue balcaniche. E in effetti è così. Ma confesso che ci sono rappresentanze anche di altre zone d&#8217;Europa. <em>Pippi Calzelunghe</em> in olandese, danese e svedese. <em>Il brutto anatroccolo/Den Grimme ælling</em> in danese. <em>Le avventure di Pinocchio</em> in spagnolo e in ungherese. Gianni Rodari in ungherese e Walt Disney in Slovacco. E altri ancora. Non sono centinaia: sono qualche decina. E sono tutti importanti.</p>



<h2 class="wp-block-heading" style="font-size:29px">E poi</h2>



<p style="font-size:21px">Oltre a questi titoli, c&#8217;è una seconda biblioteca dei viaggi. <br>In questa, il titolo è unico. E le traduzioni sono sette: inglese, tedesco, francese, sloveno, ceco, svedese, danese e spagnolo.<br>Ma non svelo qual è il libro in questione.</p>
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