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	<title>Valli del Natisone Archivi - Laltrove</title>
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	<description>Racconti di Corinna Sabbadini</description>
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		<title>Slovensko Multimedialno Okno (SMO) – Finestra multimediale slovena</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Corinna Sabbadini]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 01 Mar 2024 18:25:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Museando]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Museo di paesaggi e narrazioni Ma quanto è bella questa definizione? Leggi ad alta voce: &#8220;Museo di paesaggi e narrazioni&#8221;. Paesaggi e narrazioni: solo a pronunciare queste parole il pensiero si distende, il respiro rallenta e lo sguardo si rilassa.Siamo a San Pietro al Natisone, pochi chilometri a nord-est di Cividale del Friuli.Da Cividale, ho costeggiato il fiume Natisone e mi sono insinuata fra dolci colline che poi diventano velocemente le Prealpi Giulie. Aggiungo che una parte di me arriva da queste montagne, ma questa è un&#8217;altra storia.Torniamo a San Pietro al Natisone.Wikipedia mi dice che si può nominare in diverse lingue: Špiètar nel dialetto sloveno locale, San Pieri dai Sclavons in friulano, San Pietro degli Slavi toponimo storico italiano e Špeter Slovenov in sloveno standard. Un buon punto di partenza per comprendere la ricchezza storica e culturale di questa valle.Una valle che si estende a ventaglio e che comprende, oltra al Natisone, anche i suoi affluenti (l&#8217;Alberone, il Cosizza e l&#8217;Erbezzo). Su tutto domina il monte Matajur.(Quando sento nominare il Matajur, mi viene in mente un&#8217;immagine. Sabato 25 gennaio 1997, erano circa le 22. Io stavo tornando a casa a piedi &#8211; a Buttrio &#8211; mentre la luce della [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.laltrove.com/slovensko-multimedialno-okno-smo-finestra-multimediale-slovena/">Slovensko Multimedialno Okno (SMO) – Finestra multimediale slovena</a> proviene da <a href="https://www.laltrove.com">Laltrove</a>.</p>
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<h2 class="wp-block-heading" style="font-size:29px">Museo di paesaggi e narrazioni</h2>



<p style="font-size:21px">Ma quanto è bella questa definizione? Leggi ad alta voce: &#8220;Museo di paesaggi e narrazioni&#8221;. Paesaggi e narrazioni: solo a pronunciare queste parole il pensiero si distende, il respiro rallenta e lo sguardo si rilassa.<br>Siamo a San Pietro al Natisone, pochi chilometri a nord-est di Cividale del Friuli.<br>Da Cividale, ho costeggiato il fiume Natisone e mi sono insinuata fra dolci colline che poi  diventano velocemente le Prealpi Giulie. <br>Aggiungo che una parte di me arriva da queste montagne, ma questa è un&#8217;altra storia.<br>Torniamo a San Pietro al Natisone.<br><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/San_Pietro_al_Natisone" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Wikipedia</a> mi dice che si può nominare in diverse lingue: <em>Špiètar</em> nel dialetto sloveno locale, <em>San Pieri dai Sclavons</em> in friulano, <em>San Pietro degli Slavi</em> toponimo storico italiano e <em>Špeter Slovenov</em> in sloveno standard. Un buon punto di partenza per comprendere la ricchezza storica e culturale di questa valle.<br>Una valle che si estende a ventaglio e che comprende, oltra al Natisone, anche i suoi affluenti (l&#8217;Alberone, il Cosizza e l&#8217;Erbezzo). Su tutto domina il monte Matajur.<br>(Quando sento nominare il Matajur, mi viene in mente un&#8217;immagine. Sabato 25 gennaio 1997, erano circa le 22. Io stavo tornando a casa a piedi &#8211; a Buttrio &#8211; mentre la luce della luna illuminava ovunque. Illuminava anche il manto nevoso sul Matajur, lassù, che a sua volta rifletteva la sua luce. Era proprio una poesia.) <br>Torniamo a noi. Torniamo a San Pietro. Da qui, risalendo il Natisone per 12 chilometri, arrivi in Slovenia. Se poi continui ancora 9 chilometri sei a Caporetto. Proprio quella Caporetto. Quella della &#8220;disfatta di Caporetto&#8221;.<br>Ma noi rimaniamo a San Pietro, ed entriamo allo SMO: il museo dedicato al paesaggio culturale che scorre dalle Alpi Giulie al mare, dal Mangart al golfo di Trieste.<br>Non mi sono informata su questo museo: desideravo che fosse una scoperta. E così è stato.<br>Eccomi a girovagare in un museo che è lontano dalle &#8220;solite&#8221; esposizioni museali: non ha bacheche con oggetti in esposizione, ma strumenti multimediali che ti avvolgono nella storia e nella narrazione di questo territorio (da Tarvisio a Muggia), <strong>dove storicamente sono insediati da sempre gli sloveni</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading" style="font-size:29px">Cosa troverai?</h2>



<p style="font-size:21px">Non vorrei svelare troppo, perché la bellezza della scoperta e della sorpresa è parte di questo museo.<br>Come racconta il suo nome, <strong>è uno sguardo sulle comunità slovene</strong> che vivono in Italia.<br>Ti dico che, su questa linea di confine (su cui, appunto, da sempre convivono sloveni e italiani) sono state individuate sette zone: Val Canale/Kanalska dolina, Val Resia/Rezija, Valli del Torre/Terske doline, Valli del Natisone/Nediške doline, Gorizia e il Collio/Gorica in Brda, Carso e mare/Kras in morje e Trieste e Istria/Trst in Istra. <br>Queste sette zone sono state presentate nelle otto installazioni del museo, e sono state rivelate da diversi punti di vista.<br>Qual è stata la mia preferita? Ne ho tante a parimerito.<br>Come la biblioteca parlante: scegli un libro dagli scaffali e lo appoggi su un tavolo, a quel punto senti la voce dell&#8217;autore che recita il suo scritto (in sloveno o in italiano), mentre un&#8217;immagine dei suoi luoghi (proiettata sul tavolo) arricchisce l&#8217;esperienza.<br>Come la radio con le musiche tipiche delle sette zone.<br>Come le cartoline sonore (e ce n&#8217;è una in cui <a href="https://www.laltrove.com/il-museo-della-bora-trieste-un-museo-dedicato-a-un-vento-laltrove/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">la voce della Bora</a> ti fa venire freddo).<br>Come i paesaggi culturali che ti immergono nella narrazione di un luogo. O di un tempo.<br>Questa visita può essere anche un punto di partenza per una gita: scorri nell&#8217;<em>atlas</em> l&#8217;argomento che ti interessa, prendi le informazioni che ti servono e poi lo vai a visitare ciò che hai cercato. Non mi sono spiegata? Esatto: vai allo SMO, consulti l&#8217;<em>atlas</em> (una mappa interattiva dove sono indicati i mulini, le mulattiere, le malghe, le chiese e molto altro) e tutto sarà chiaro.<br>È un museo in cui vengono coinvolti tutti i sensi. Non mi credi? Allora non ti resta che visitarlo e verificare di persona.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="960" height="905" src="https://www.laltrove.com/wp-content/uploads/2024/03/La-biblioteca-parlante.jpg" alt="La biblioteca parlante" class="wp-image-2832" srcset="https://www.laltrove.com/wp-content/uploads/2024/03/La-biblioteca-parlante.jpg 960w, https://www.laltrove.com/wp-content/uploads/2024/03/La-biblioteca-parlante-300x283.jpg 300w, https://www.laltrove.com/wp-content/uploads/2024/03/La-biblioteca-parlante-768x724.jpg 768w" sizes="(max-width: 960px) 100vw, 960px" /><figcaption class="wp-element-caption">La biblioteca parlante</figcaption></figure>



<h2 class="wp-block-heading" style="font-size:29px">Slovensko Multimedialno Okno: «Dove? Kje? Uer? Dulà?»</h2>



<p style="font-size:21px">Il museo si trova lungo la strada principale di San Pietro (in via Alpe Adria, 73): una volta lasciato sulla destra il municipio, si vede poche decine di metri più in là, sulla sinistra.<br>Difronte al &#8220;Paradiso dei golosi&#8221;.<br>È aperto ogni giorno dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 14.30 alle 17.30.</p>



<h2 class="wp-block-heading" style="font-size:29px">Pausa caffè</h2>



<p style="font-size:21px">Come detto poco fa, il museo si trova difronte al &#8220;Paradiso dei golosi&#8221;. Non serve aggiungere altro.</p>
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