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	<title>Libreria Antiquaria Zuckerman Archivi - Laltrove</title>
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	<description>Racconti di Corinna Sabbadini</description>
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	<title>Libreria Antiquaria Zuckerman Archivi - Laltrove</title>
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		<title>La Libreria Antiquaria Zuckerman</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Corinna Sabbadini]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 Oct 2023 17:18:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Bottegando]]></category>
		<category><![CDATA[Trieste]]></category>
		<category><![CDATA[Borgo Franceschino]]></category>
		<category><![CDATA[Libreria Antiquaria Zuckerman]]></category>
		<category><![CDATA[Martina Trevisan]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>A Trieste, nel borgo Franceschino Ho già scritto della Libreria Antiquaria Zuckerman quando ti ho raccontato del giorno in cui ci sono entrata cercando L’onda dell’incrociatore* di Pier Antonio Quarantotti Gambini e vi sono uscita brandendo Un altro mare di Claudio Magris.Se hai letto quell&#8217;articolo, sai già che è uno dei miei posti del cuore a Trieste. Adoro la zona: vicino al tribunale, vicino alla sinagoga, vicino al Caffè San Marco, vicino ai giardini pubblici, vicino al Teatro Rossetti. Via Francesco Rismondo**: un quartiere che mi piace.Siamo nel Borgo Franceschino: quella zona residenziale che, a partire dal 1796, iniziò a prendere forma a est del Borgo Teresiano fino a raggiungere il colle di San Giusto. Il nome deriva dall’Imperatore Francesco II che diede la gentile concessione per la sua edificazione.Oggi ti racconto qualcosa sulla libraia e sulla libreria. La Signorina Zuckerman Alcuni anni fa avevo letto un articolo su Il Piccolo*** che parlava di questa libreria e della sua libraia: confesso che (da brava boomer) le ho scoperte così. C&#8217;era un simpatico aneddoto che raccontava di come alcuni clienti si rivolgessero a lei chiamandola &#8220;Signorina Zuckerman&#8221;: non discuto sul &#8220;signorina&#8221; (lei è molto giovane, e va beh&#8230;), ma trovo delizioso [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.laltrove.com/la-libreria-antiquaria-zuckerman-di-martina-trevisan-a-trieste/">La Libreria Antiquaria Zuckerman</a> proviene da <a href="https://www.laltrove.com">Laltrove</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading" style="font-size:29px">A Trieste, nel borgo Franceschino</h2>



<p style="font-size:21px">Ho già scritto della Libreria Antiquaria Zuckerman quando ti ho raccontato del giorno in cui ci sono entrata cercando <em>L’onda dell’incrociatore</em>* di Pier Antonio Quarantotti Gambini e vi sono uscita brandendo <a href="https://www.laltrove.com/un-altro-mare-di-claudio-magris/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><em>Un altro mare</em></a> di Claudio Magris.<br>Se hai letto quell&#8217;articolo, sai già che è uno dei miei posti del cuore a Trieste. <br>Adoro la zona: vicino al tribunale, vicino alla sinagoga, vicino al Caffè San Marco, vicino ai giardini pubblici, vicino al Teatro Rossetti. Via Francesco Rismondo**: un quartiere che mi piace.<br>Siamo nel <strong>Borgo Franceschino</strong>: quella zona residenziale che, a partire dal 1796, iniziò a prendere forma a est del Borgo Teresiano fino a raggiungere il colle di San Giusto. Il nome deriva dall’Imperatore Francesco II che diede la gentile concessione per la sua edificazione.<br>Oggi ti racconto qualcosa sulla libraia e sulla libreria.</p>



<h2 class="wp-block-heading" style="font-size:29px">La Signorina Zuckerman</h2>



<div class="wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-9d6595d7 wp-block-columns-is-layout-flex">
<div class="wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow" style="flex-basis:66.66%">
<p style="font-size:21px">Alcuni anni fa avevo letto un articolo su <em>Il Piccolo</em>*** che parlava di questa libreria e della sua libraia: confesso che (da brava boomer) le ho scoperte così. <br>C&#8217;era un simpatico aneddoto che raccontava di come alcuni clienti si rivolgessero a lei chiamandola &#8220;Signorina Zuckerman&#8221;: non discuto sul &#8220;signorina&#8221; (lei è molto giovane, e va beh&#8230;), ma trovo delizioso il fatto che pensassero che Zuckerman fosse il suo cognome. <br>«È un fatto divertente: quando succede lascio che lo pensino! Mi hanno chiamata anche &#8220;Signorina Zuckerberg&#8221;» mi dice lei stessa, <strong>Martina Trevisan</strong>, e questo fatto mi fa sorridere ancora di più. </p>
</div>



<div class="wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow" style="flex-basis:33.33%">
<figure class="wp-block-image size-large"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="1001" height="1024" src="https://www.laltrove.com/wp-content/uploads/2023/10/La-Libreria-Antiquaria-Zuckerman-Martina-Trevisan-1001x1024.jpg" alt="La Libreria Antiquaria Zuckerman - Martina Trevisan" class="wp-image-2369" srcset="https://www.laltrove.com/wp-content/uploads/2023/10/La-Libreria-Antiquaria-Zuckerman-Martina-Trevisan-1001x1024.jpg 1001w, https://www.laltrove.com/wp-content/uploads/2023/10/La-Libreria-Antiquaria-Zuckerman-Martina-Trevisan-293x300.jpg 293w, https://www.laltrove.com/wp-content/uploads/2023/10/La-Libreria-Antiquaria-Zuckerman-Martina-Trevisan-768x785.jpg 768w, https://www.laltrove.com/wp-content/uploads/2023/10/La-Libreria-Antiquaria-Zuckerman-Martina-Trevisan.jpg 1112w" sizes="(max-width: 1001px) 100vw, 1001px" /><figcaption class="wp-element-caption">Martina Trevisan fra i suoi libri<br>nella sua libreria.</figcaption></figure>
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<p style="font-size:21px">Ha scelto questo nome per la sua libreria per rendere omaggio al personaggio alter ego dello scrittore statunitense Philiph Roth: <strong>Nathan Zuckerman</strong>. «Un protagonista irriverente, complesso, ironico e autoironico: mi ha sempre incuriosito. Inoltre il nome è tedesco, quindi a Trieste suona bene, ed è inusuale per una libreria.»<br>Triestina, laureata in storia dell&#8217;arte, dopo un anno di servizio civile nelle biblioteche universitarie di Trieste, Martina si trasferisce a Roma dove lavora in una libreria antiquaria: qua sviluppa ulteriormente il suo interesse per i libri antichi e di seconda mano, affina le competenze, sviluppa l&#8217;intuito necessario per questo genere di compravendite e inizia a lavorare anche online.<br>Nel 2014 torna a Trieste, dove commercializza in modo autonomo nell&#8217;etere: «Avevo un magazzino per lo stoccaggio della merce e poi vendevo tutto su eBay. Quando ho capito che era il momento giusto, ho deciso di aprire uno spazio &#8220;reale&#8221;. Cercavo un luogo che non fosse troppo centrale e nel 2018 sono arrivata qua: mi piace la zona, mi piacciono i soffitti alti e la vetrina. L&#8217;ho riempito subito di libri, e da allora è un continuo acquisire e vendere. Anche online ho aumentato le &#8220;vetrine&#8221;: ora lavoro anche su Amazon e IBS.»<br>«La vendita online è stata determinante all&#8217;inizio del mio percorso, e tuttora coinvolge circa la metà delle vendite, &#8211; continua la &#8220;signorina Zuckerman&#8221; &#8211; ma il cliente che entra qua, parla con me, mi chiede informazioni, mi regala il suo tempo e i suoi racconti: è tutta un&#8217;altra cosa, il rapporto diretto con le persone è insostituibile. Certo: tutti compriamo online (e le vendite online hanno fatto arrivare i miei libri in tutto il mondo!), ma il rapporto umano e la compagnia della gente dentro il negozio sono importantissimi.»</p>



<h2 class="wp-block-heading" style="font-size:29px">La libreria Zuckerman</h2>



<p style="font-size:21px">Quando apro la porta per entrare in questa libreria, c&#8217;è un istante in cui la percezione di entrare in un negozio di inizio secolo (intendo: ventesimo secolo!) è viva: lasci alle spalle il tribunale, cammini fra questi palazzi storici, vedi la vetrina con la porta in legno, dentro ci sono libri che hanno già vissuto polvere e incrociato altre mani, e il nome tedesco &#8220;Zuckerman&#8221; ti ambienta in un periodo che fu. E che per Trieste non è più.<br>È una sensazione intensa che dura l&#8217;attimo di un passo, e quando poi sei dentro, svanisce lentamente, perché l&#8217;ambiente ti suggestiona e il momento che vivi è piacevole.</p>



<div class="wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-9d6595d7 wp-block-columns-is-layout-flex">
<div class="wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow" style="flex-basis:66.66%">
<p style="font-size:21px">Eccomi fra gli scaffali e le varie sezioni: ce ne sono tantissime, se entro con un obiettivo, capisco presto che ne avevo molti altri in serbo senza saperlo, e alla fine mi serve una borsa! Lo sguardo perlustra: Trieste con la sua narrativa, le guide, la storia, e così tutto il Friuli Venezia Giulia, la Slovenia e altri cento luoghi nel mondo, e poi la saggistica, le collane di gialli, libri sull&#8217;infanzia e per l&#8217;infanzia, le scienze di tutti i tipi, autori italiani e stranieri di tutti i periodi (anche recenti) e di tutti gli stili, e tanto altro ancora.</p>
</div>



<div class="wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow" style="flex-basis:33.33%">
<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" width="1024" height="768" src="https://www.laltrove.com/wp-content/uploads/2023/10/La-Libreria-Antiquaria-Zuckerman-narrativa-Trieste-1024x768.jpg" alt="La Libreria Antiquaria Zuckerman - narrativa Trieste" class="wp-image-2374" srcset="https://www.laltrove.com/wp-content/uploads/2023/10/La-Libreria-Antiquaria-Zuckerman-narrativa-Trieste-1024x768.jpg 1024w, https://www.laltrove.com/wp-content/uploads/2023/10/La-Libreria-Antiquaria-Zuckerman-narrativa-Trieste-300x225.jpg 300w, https://www.laltrove.com/wp-content/uploads/2023/10/La-Libreria-Antiquaria-Zuckerman-narrativa-Trieste-768x576.jpg 768w, https://www.laltrove.com/wp-content/uploads/2023/10/La-Libreria-Antiquaria-Zuckerman-narrativa-Trieste.jpg 1280w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Sezione &#8220;narrativa triestina&#8221;</figcaption></figure>
</div>
</div>



<p style="font-size:21px">«I giovani scelgono molta narrativa straniera, &#8211; mi racconta la &#8220;signorina Zuckerberg&#8221; &#8211; in generale, poi, i libri di saggistica sulla storia e sulla guerra sono molto richiesti, come anche quelli di psicologia, esoterismo, paranormale e spiritualità (e questi non sono facilmente reperibili). Il titolo più &#8220;inusuale&#8221; che mi hanno chiesto? Senza ombra di dubbio è stato <em>Come sopravvivere all&#8217;attacco di un nano da giardino</em> di Chuck Sambuchino! Fra i titoli più desiderati dai triestini ci sono le <em>Maldobrìe</em> e <em>Il gelso dei Fabiani. Un secolo di pace sul Carso</em> [e qui faccio anche io statistica, anche se non sono triestina &#8211; nota di Corinna!], mentre in generale Tolkien rimane il più ricercato.»<br></p>



<h2 class="wp-block-heading" style="font-size:29px">Alcune storie</h2>



<p style="font-size:21px">Ricordo che il giorno in cui cercavo <em>L&#8217;onda dell&#8217;incrociatore</em>, mentre gironzolavo fra gli scaffali, c&#8217;era una giovane coppia che come me curiosava qua e là. A un certo punto, lei estrae da una scatola su uno scaffale una vecchia foto e dice «Prendo anche questa: credo che lui sia mio <strong>nonno</strong>». A me vengono subito gli occhi lucidi. «Sì, potrebbe essere lui &#8211; continua la ragazza &#8211; perché era sarto, e indossa un vestito molto curato».<br>Poi Martina mi ha raccontato che un giorno una signora è entrata in negozio perché, passando per caso lungo via Rismondo, ha visto in vetrina una foto di suo nonno! <br>E ancora (il destino!), in una scatola consegnatale da un venditore, Martina ha trovato un suo libro d&#8217;infanzia, <em>Pocahontas</em>, su cui lei da bambina aveva scritto &#8220;<strong>Martina tretji razred</strong>&#8221; (Martina classe terza &#8211; delle elementari), che poi sua madre aveva dato a sua zia e che solo in quel momento ritornava fra le sue mani.</p>



<p style="font-size:21px">Queste sono alcune delle tante storie incredibili che si trovano dentro un negozio che vende oggetti che hanno già avuto una o più vite: non solo ritrovi quelle vite, ma puoi trovare anche pezzi della tua.</p>



<h2 class="wp-block-heading" style="font-size:29px">Libri, ma non solo</h2>



<p style="font-size:21px">Il nome &#8220;Libreria Antiquaria&#8221; fa capire che si possono trovare soprattutto libri, anche di una certa età (fino al diciassettesimo secolo!). Ma qua troverete anche cartoline, foto, giochi di società, pubblicità, listini, piccoli giochi, mappe, carte geografiche, giornali, riviste, audiocassette, videocassette, dvd e altri oggetti che vi faranno pensare a qualcuno o a un fatto che vi è accaduto tempo fa.</p>



<h2 class="wp-block-heading" style="font-size:29px">«Dove? Kje? Uer? Dulà?»</h2>



<div class="wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-9d6595d7 wp-block-columns-is-layout-flex">
<div class="wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow" style="flex-basis:33.33%">
<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" width="768" height="1024" src="https://www.laltrove.com/wp-content/uploads/2023/10/La-Libreria-Antiquaria-Zuckerman-via-Rismondo-768x1024.jpg" alt="La Libreria Antiquaria Zuckerman - via Rismondo" class="wp-image-2373" srcset="https://www.laltrove.com/wp-content/uploads/2023/10/La-Libreria-Antiquaria-Zuckerman-via-Rismondo-768x1024.jpg 768w, https://www.laltrove.com/wp-content/uploads/2023/10/La-Libreria-Antiquaria-Zuckerman-via-Rismondo-225x300.jpg 225w, https://www.laltrove.com/wp-content/uploads/2023/10/La-Libreria-Antiquaria-Zuckerman-via-Rismondo.jpg 960w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /><figcaption class="wp-element-caption">Via Rismondo, nel borgo Franceschino, in una cartina di inizio ventesimo secolo.</figcaption></figure>
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<div class="wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow" style="flex-basis:66.66%">
<p style="font-size:21px">Come ti ho detto poco fa, la Libreria si trova in <strong>via Rismondo 1</strong>. Dal tribunale, non devi prendere la strada che porta dritta alla sinagoga (quella è via Zanetti): devi percorrere un centinaio di metri lungo via del Coroneo (tenendo il tribunale sulla sinistra) e poi prendere la prima strada a destra (quella che porta ai giardini pubblici). Eccoti arrivato subito al numero 1. Se parti dalla sinagoga, prendi via San Francesco in &#8220;salita&#8221;, gira alla prima a sinistra e vai quasi fino in fondo. Se invece ti trovi ai Giardini, lascia alle tue spalle via Rossetti e procedi per circa duecento metri.</p>
</div>
</div>



<p style="font-size:21px"><em>* In realtà in quell&#8217;articolo non avevo menzionato il titolo del libro che stavo cercando quel giorno. Se non hai visto <a href="https://www.instagram.com/p/CuzYc5NJ4Jo/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">il reel che ho pubblicato lunedì 17 luglio</a>, scopri solo ora qual era il libro che stavo cercando quel giorno.</em><br>** <em>Un ragazzo che, nato a Spalato nel 1885, nella primavera del 1915 entra nel Regno d&#8217;Italia dove si arruola (il 16 giugno) come volontario nel Regio Esercito per combattere la guerra contro l&#8217;Austria-Ungheria. Inviato sul Carso, fatto prigioniero dagli austriaci, muore per mano nemica. Il suo corpo non è mai stato trovato.</em><br>*** <em>È lo storico quotidiano di Trieste.</em></p>
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		<title>Un altro mare</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Corinna Sabbadini]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Jun 2023 12:56:12 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Quando cercavo un altro libro Alcune settimane fa sono entrata in uno dei miei nuovi posti del cuore a Trieste. Sapevo della sua esistenza già da un po&#8217;, ma, vuoi per un motivo vuoi per l&#8217;altro, ho iniziato a frequentarlo da poco. Parlo della libreria antiquaria Zuckerman in via Rismondo, fra il tribunale e la sinagoga. Il nome già ti suggerisce che tipo di articolo vende principalmente: oltre a quell&#8217;articolo, ci sono libri meno antichi, cartoline, foto, videocassette, cartine, giocattoli e oggetti vari (ma proprio vari). Tutto di seconda mano. Tutto con una o più vite alle spalle.Insomma entro nel negozio, mi guardo un po&#8217; in giro, esploro la sezione che mi interessa, ma non trovo quello che cerco. Vado dalla titolare e chiedo il titolo per cui sono lì. «L&#8217;ho venduto un&#8217;ora fa. Vedo se ne ho un&#8217;altra copia.»&#8220;UOT?&#8221; penso: lì dentro ci sono migliaia di libri, e un&#8217;ora fa è entrata una persona che ha comprato l&#8217;unica copia che cercavo io?!Lei controlla. Io ho gli occhi sgranati.Lei conferma. Io acquisto un altro libro.Il tempo passa, e per caso sono di nuovo in zona una settimana più tardi. &#8220;Chissà &#8211; mi dico &#8211; potrebbe averlo riacquistato&#8221;. Ritento.Mi va male.Allora [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center" style="font-size:29px">Quando cercavo un altro libro</h2>



<p style="font-size:21px">Alcune settimane fa sono entrata in uno dei miei nuovi posti del cuore a Trieste. Sapevo della sua esistenza già da un po&#8217;, ma, vuoi per un motivo vuoi per l&#8217;altro, ho iniziato a frequentarlo da poco. Parlo della libreria antiquaria <a href="https://www.laltrove.com/la-libreria-antiquaria-zuckerman-di-martina-trevisan-a-trieste/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Zuckerman</a> in via Rismondo, fra il tribunale e la sinagoga. Il nome già ti suggerisce che tipo di articolo vende principalmente: oltre a quell&#8217;articolo, ci sono libri meno antichi, cartoline, foto, videocassette, cartine, giocattoli e oggetti vari (ma proprio vari). Tutto di seconda mano. Tutto con una o più vite alle spalle.<br>Insomma entro nel negozio, mi guardo un po&#8217; in giro, esploro la sezione che mi interessa, ma non trovo quello che cerco. Vado dalla titolare e chiedo il titolo per cui sono lì. <br>«L&#8217;ho venduto un&#8217;ora fa. Vedo se ne ho un&#8217;altra copia.»<br>&#8220;UOT?&#8221; penso: lì dentro ci sono migliaia di libri, e un&#8217;ora fa è entrata una persona che ha comprato l&#8217;unica copia che cercavo io?!<br>Lei controlla. Io ho gli occhi sgranati.<br>Lei conferma. Io acquisto un altro libro.<br>Il tempo passa, e per caso sono di nuovo in zona una settimana più tardi. &#8220;Chissà &#8211; mi dico &#8211; potrebbe averlo riacquistato&#8221;. Ritento.<br>Mi va male.<br>Allora mi avvicino alla sezione di &#8220;Trieste e dintorni&#8221; e trovo titoli che in effetti il venerdì prima non c&#8217;erano! Due di questi mi ipnotizzano: gli occhi fanno uno zigzag fra le due coste. Era ovvio che appartenevano alla stessa persona: il primo parlava all&#8217;altro e viceversa.<br>Ci metto un po&#8217; prima di decidermi. La verità è che non sapevo se ero pronta ad affrontarli.</p>



<h2 class="wp-block-heading" style="font-size:29px">Poi li prendo</h2>



<p style="font-size:21px">La prima cosa che faccio una volta <a href="https://www.instagram.com/reel/Cs9C65VPhWk/?utm_source=ig_web_copy_link&amp;igshid=MmJiY2I4NDBkZg==" target="_blank" rel="noreferrer noopener">seduta al caffè</a> è controllare se ci sono dentro biglietti o tracce della vita precedente del libro.<br>In uno ne trovo.<br>È un articolo di giornale. De &#8220;Il Piccolo&#8221;, ne sono sicura: la firma è di Alex Pessotto. Non c&#8217;è la data, ma parla degli appuntamenti organizzati a Gorizia in occasione del centenario della morte di Carlo Michelstaedter, quindi è della prima metà dell&#8217;ottobre 2010.<br>Il prezzo sulla copertina è in lire. Il libro è del luglio 2000.<br>C&#8217;è anche il timbro di un <em>book crossing</em> di una sartoria di Muggia. Altro passaggio. Sorrido.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="768" src="https://www.laltrove.com/wp-content/uploads/2023/06/Libro-di-Carlo-Michelstaedter-1024x768.jpg" alt="Libro di Carlo Michelstaedter e articolo dell'ottobre 2010" class="wp-image-2019" srcset="https://www.laltrove.com/wp-content/uploads/2023/06/Libro-di-Carlo-Michelstaedter-1024x768.jpg 1024w, https://www.laltrove.com/wp-content/uploads/2023/06/Libro-di-Carlo-Michelstaedter-300x225.jpg 300w, https://www.laltrove.com/wp-content/uploads/2023/06/Libro-di-Carlo-Michelstaedter-768x576.jpg 768w, https://www.laltrove.com/wp-content/uploads/2023/06/Libro-di-Carlo-Michelstaedter.jpg 1280w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Libro di Carlo Michelstaedter e articolo dell&#8217;ottobre 2010</figcaption></figure>



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<div class="wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow" style="flex-basis:100%">
<h2 class="wp-block-heading" style="font-size:29px">Ma io sono qua per parlare dell&#8217;altro libro</h2>
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<p style="font-size:21px">Prima edizione del settembre 1991.<br>Lo inizio con un certo timore reverenziale che ogni tanto si ha quando ci si avvicina ad alcuni autori. Il timore se ne va leggendo, e lascia spazio all&#8217;ammirazione.<br>Il libro si fa ascoltare con una dolcezza disarmante. Leggo questa biografia romanzata sulla vita di Enrico Mreule ed è come se i tasselli di un puzzle prendessero il loro posto: persone, luoghi, fatti, parole e visi studiati in questi anni per gli articoli scritti hanno disegnato un quadro. Completo. <br>È in fondo la storia di un dolore che probabilmente non ha mai trovato pace. In mezzo c&#8217;è la vita, più vite. In mezzo c&#8217;è un <a href="https://www.laltrove.com/parola/definizione-termine-confine/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">confine</a>: il mio* confine, quello che prima non era mai esistito, e poi è comparso, quello che prima era invalicabile, poi permeabile e ora trasparente. In mezzo c&#8217;è un mare, il mio* mare, il mare Adriatico, Jadransko more, quello che Predrag Matvejević definiva il mare dell&#8217;intimità. In mezzo c&#8217;è una lampada fiorentina che, in fondo, non ha mai smesso di illuminare il ricordo degli occhi scuri di Carlo.</p>



<h2 class="wp-block-heading" style="font-size:29px">Pausa caffè</h2>



<p style="font-size:21px">Ho letto <em>Un altro mare</em> nelle pause caffè di queste settimane, quasi sempre al Giardinetto Cafè di Cormons. Anche questa mattina ero lì, seduta in giardino, stavo conquistando le ultime pagine, completamente assorta, quando in strada si ferma un&#8217;auto: lo sportello si apre e parte un &#8220;Maracaibo Mare forza nove Fuggire sì, ma dove Za za&#8221; a un volume esagerato. Ovviamente ballo sulla sedia e rido, mentre continuo a leggere. <br>Poche righe dopo il libro avrebbe preso quella piega che crepa il respiro, ma in quell&#8217;attimo anche &#8220;Maracaibo&#8221; è stato parte del libro: &#8220;mare forza nove, fuggire sì&#8221; era proprio l&#8217;inizio di tutto quel dolore, di quel mare (un mare &#8220;altro&#8221;, rispetto all&#8217;Adriatico) attraversato da Enrico per andarsene da Gorizia.<br><br>* <em>Con &#8220;mio&#8221; non intendo un possesso: intendo la vicinanza nello spazio e nel tempo</em>.</p>
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