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	<title>Cinemazero Archivi - Laltrove</title>
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	<description>Racconti di Corinna Sabbadini</description>
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	<title>Cinemazero Archivi - Laltrove</title>
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		<title>Ricordi istriani</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Corinna Sabbadini]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 Aug 2023 15:00:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Leggendo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un anno di scuola Lo scorso autunno noto fra i libri in esposizione alla libreria Vecchiet di Cormons Un anno di scuola di Giani Stuparich. Non lo conosco. E non so come mai attira la mia attenzione. Si tratta di una nuova edizione della collana &#8220;Storie&#8221; della Quodlibet. Lo prendo fra le mani, leggo la quarta di copertina. Poi leggo la seconda di copertina.E infine lo porto a casa con me. Siamo nella Trieste del 1909: sono anni in cui Trieste brilla di una luce che sarà poi oscurata per sempre dall&#8217;attentato del 28 giugno 1914 a Sarajevo. Tornerà a splendere, anche di più, ma mai riavrà quella luce.Questa Trieste, con la sua eleganza e la sua sicurezza, si respira nelle vite dei ragazzi dell&#8217;ottavo anno del ginnasio che si troveranno in classe la prima ragazza ammessa nel loro liceo comunale, il &#8220;Dante Alighieri&#8221;. Inutile dire che questa studentessa sconvolgerà l&#8217;equilibrio del gruppo e gli umori di tutti i suoi compagni. Accade quello che accade in ogni classe liceale: accade l&#8217;amore, l&#8217;idea di amore o il pensiero di amare. Nella delicatezza, nella fragilità e nella scontrosità di quella età. Poi gli anni del liceo finiranno, e le loro vite proseguiranno, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.laltrove.com/ricordi-istriani-di-giani-stuparich/">Ricordi istriani</a> proviene da <a href="https://www.laltrove.com">Laltrove</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center" style="font-size:29px"><em>Un anno di scuola</em></h2>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<p style="font-size:21px">Lo scorso autunno noto fra i libri in esposizione alla libreria Vecchiet di Cormons <em>Un anno di scuola</em> di <strong>Giani Stuparich</strong>. Non lo conosco. E non so come mai attira la mia attenzione. Si tratta di una nuova edizione della collana &#8220;Storie&#8221; della <a href="https://www.quodlibet.it/libro/9788822908643" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Quodlibet</a>. <br>Lo prendo fra le mani, leggo la quarta di copertina. Poi leggo la seconda di copertina.<br>E infine lo porto a casa con me.</p>



<div class="wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-9d6595d7 wp-block-columns-is-layout-flex">
<div class="wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow" style="flex-basis:66.66%">
<p style="font-size:21px"><strong>Siamo nella Trieste del 1909</strong>: sono anni in cui Trieste brilla di una luce che sarà poi oscurata per sempre dall&#8217;attentato del 28 giugno 1914 a Sarajevo. Tornerà a splendere, anche di più, ma mai riavrà quella luce.<br>Questa Trieste, con la sua eleganza e la sua sicurezza, si respira nelle vite dei ragazzi dell&#8217;ottavo anno del ginnasio che si troveranno in classe la prima ragazza ammessa nel loro liceo comunale, il &#8220;Dante Alighieri&#8221;. Inutile dire che questa studentessa sconvolgerà l&#8217;equilibrio del gruppo e gli umori di tutti i suoi compagni. <br>Accade quello che accade in ogni classe liceale: accade l&#8217;amore, l&#8217;idea di amore o il pensiero di amare. Nella delicatezza, nella fragilità e nella scontrosità di quella età. <br>Poi gli anni del liceo finiranno, e le loro vite proseguiranno, nonostante i patemi e i drammi vissuti.</p>
</div>



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<figure class="wp-block-image size-full is-resized"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="302" height="456" src="https://www.laltrove.com/wp-content/uploads/2023/08/Un-anno-di-scuola-di-Giani-Stuparich.jpg" alt="Un anno di scuola di Giani Stuparich - copertina del libro" class="wp-image-2251" style="width:254px;height:384px" srcset="https://www.laltrove.com/wp-content/uploads/2023/08/Un-anno-di-scuola-di-Giani-Stuparich.jpg 302w, https://www.laltrove.com/wp-content/uploads/2023/08/Un-anno-di-scuola-di-Giani-Stuparich-199x300.jpg 199w" sizes="(max-width: 302px) 100vw, 302px" /><figcaption class="wp-element-caption">Un anno di scuola di Giani Stuparich</figcaption></figure>
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<h2 class="wp-block-heading" style="font-size:29px">Alla libreria Minerva</h2>



<p style="font-size:21px">Il libro mi è piaciuto talmente tanto che quando lo scorso marzo vedo <em><strong>Ricordi istriani</strong></em> (edito quest&#8217;anno sempre nella collana &#8220;Storie&#8221; della <a href="https://www.quodlibet.it/libro/9788822908773" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Quodlibet</a>) in vetrina alla libreria Minerva di Trieste, entro e lo compro.</p>



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<div class="wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow" style="flex-basis:33.33%">
<figure class="wp-block-image size-full is-resized"><img decoding="async" width="302" height="462" src="https://www.laltrove.com/wp-content/uploads/2023/08/Ricordi-istriani-di-Giani-Stuparich.jpg" alt="Ricordi istriani di Giani Stuparich - copertina del libro" class="wp-image-2252" style="width:252px;height:386px" srcset="https://www.laltrove.com/wp-content/uploads/2023/08/Ricordi-istriani-di-Giani-Stuparich.jpg 302w, https://www.laltrove.com/wp-content/uploads/2023/08/Ricordi-istriani-di-Giani-Stuparich-196x300.jpg 196w" sizes="(max-width: 302px) 100vw, 302px" /><figcaption class="wp-element-caption">Ricordi istriani di Giani Stuparich</figcaption></figure>
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<div class="wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow" style="flex-basis:66.66%">
<p style="font-size:21px">I ricordi sono un concentrato di felicità e nostalgia, non solo per il tempo dell&#8217;infanzia e dell&#8217;adolescenza che (quando Stuparich scrive nel 1961) è trascorso da una vita, ma anche per il dolore quotidiano legato alla &#8220;<a href="https://www.laltrove.com/magazzino-18-porto-vecchio-di-trieste/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">perdita</a>&#8221; della terra dove quei ricordi sono nati e vissuti: l&#8217;Istria.<br>Sono tanti brevi racconti che fermano nel tempo le estati trascorse sul mare, con i loro ritmi e le loro regole diverse dai mesi in cui si viveva in città. Sono estati a cavallo di due secoli. Sono racconti che mantengono vive figure andate nel tempo, come i nonni, i genitori, gli amici, il fratello Carlo e tante altre persone che si sono impresse nella sua memoria. E che impariamo ad amare anche noi. </p>
</div>
</div>



<p style="font-size:21px">(C&#8217;è anche un «<strong>signor Sabbadin</strong>: un vecchio contadino capodistriano». E io mi chiedo se esista ancora il «podere del nostro bravo contadino! Quale bellezza tra gelsi e viti e alberi da frutto». Chissà&#8230;) <br>I ricordi su cui tesse la trama arrivano fino al 1914, l&#8217;anno in cui scoppia la Prima Guerra Mondiale, e tutto cambia. Sono ricordi che poi si mescolano a pensieri e considerazioni che Stuparich elabora nel corso della sua vita, e a viaggi che compie in età adulta. <br>Quando finisce la Grande Guerra il mondo è cambiato, Trieste e l&#8217;Istria sono italiane. <br>Quando finisce la Seconda Guerra Mondiale il mondo è stravolto, e da lì a poco l&#8217;Istria non sarà più Italia. <br>Ma nei suoi ricordi permane quanto vissuto, il suo immaginario persiste, e il dolore per quella &#8220;perdita&#8221;, per quel cambiamento lo accompagnerà tutta la vita. Così tanto che, in occasione di un volo sull&#8217;Istria fatto nel primo dopoguerra, scrive «davanti a quella carta dell&#8217;Istria i miei occhi si velavano di commozione. Mi rivedevo bambino. La mia terra! È come una foglia gentile che galleggia sul mare.»</p>



<p style="font-size:21px">Nelle parole di Stuparich trovo una visione personale di tanti luoghi che ho visitato, di luoghi che non ci sono più, e di luoghi che hanno cambiato nome, e (più volte) anche la bandiera. E un po&#8217; trovo anche la nostalgia che provo io quando penso alle <a href="https://www.laltrove.com/la-casa-dei-nonni/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">mie estati da bambina e da adolescente</a>. Altra epoca e altri orizzonti, certo, ma la spensieratezza e la consapevolezza di tutta quella &#8220;normalità&#8221; sono le stesse.</p>



<h2 class="wp-block-heading" style="font-size:29px">Edizione del 1964</h2>



<p style="font-size:21px">E infine ti racconto anche queste due storielle.<br>Poche settimane fa, mi trovo PER CASO nei pressi della <strong>libreria Dedalus</strong>, in via Torrebianca a Trieste. Altro luogo del cuore. È una grande libreria dove puoi trovare una vasta scelta di libri nuovi e fuori catalogo a metà prezzo, e una interessante esposizione di libri di seconda mano, anche datati.<br>Quando sto per pagare, vedo vicino alla cassa una piccola colonna composta da alcune copie di un libro: <em>Ricordi istriani</em> di Giani Stuparich, a cura di Anita Pittoni, una edizione del 1964 edita dallo Zibaldone.<br>Fermi tutti. <br>Si tratta di una edizione realizzata in mille copie «da distribuire in premio ai giovani più meritevoli delle scuole medie della città (&#8230;), con l&#8217;augurio che il libro possa far apprezzare ai giovani la grandezza morale dell&#8217;autore, figlio fedele dell&#8217;Istria, grande soldato, maestro e scrittore, che in tutti i modi ha onorato la sua piccola e la sua grande Patria» scrive Antonio Fonda Savio in seconda pagina.<br>Ecco, la copia che ho fra le mani è la numero 680 di 1.000.</p>



<p style="font-size:21px">L&#8217;altra storiella. <br>Quest&#8217;inverno, <a href="https://cinemazero.it/novita/2023/03/01/omaggio-franco-giraldi/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Cinemazero</a> ha organizzato la rassegna <strong>&#8220;Raccontare la frontiera&#8221;</strong> dedicata al regista Franco Giraldi. Tre erano i film restaurati che è stato possibile rivedere al cinema: <em>La rosa rossa</em>, <em>La frontiera</em> e&#8230; <em>Un anno di scuola</em>.</p>
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		<title>Pordenone Docs Fest &#8211; 16^ Edizione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Corinna Sabbadini]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Mar 2023 09:37:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Festivalando]]></category>
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		<category><![CDATA[Associazione Culturale Cinemazero]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Festival dedicato ai documentari Ci siamo: domani inizia il Pordenone Docs Fest! Se non sai cos&#8217;è, vai a leggere come l&#8217;ho descritto qualche giorno fa sul blog di MissClaire.Riassumo: l&#8217;Associazione Culturale Cinemazero organizza da 16 anni un festival dedicato ai documentari (italiani e stranieri) che parlano e raccontano l&#8217;attualità, e diventano un mezzo per comprendere e analizzare ciò che accade nel mondo.Il programma è stuzzicante e ci sono molte proiezioni che non vorrei perdermi: ve ne presento brevemente alcune! Cosa mi piacerebbe vedere Mercoledì si inizia con una proiezione che ci porta in Siria: &#8220;Caesar&#8221; è il nome in codice di un ex fotografo della Polizia Militare di Damasco che è riuscito a portare all&#8217;estero 27.000 immagini di suoi concittadini torturati e ammazzati dal regime siriano. The Lost Souls of Syria racconta come alcune famiglie siriane hanno cercato, in Europa, giustizia per i loro parenti uccisi e, dopo anni di battaglie legali, hanno portato in tribunale il primo processo contro gli alti ufficiali siriani. (Sala Grande &#8211; Cinemazero, ore 17.30, anteprima nazionale)Dopo due proiezioni all&#8217;interno della retrospettiva che quest&#8217;anno è dedicata alle &#8220;Donne con la macchina da presa&#8221;, il programma propone The art of silence: un documentario sulla vita [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading" style="font-size:29px">Il Festival dedicato ai documentari</h2>



<p style="font-size:21px">Ci siamo: domani inizia il Pordenone Docs Fest! Se non sai cos&#8217;è, vai a leggere come l&#8217;ho descritto qualche giorno fa sul blog di <a href="https://www.missclaire.it/blog/pordenone-docs-fest-le-voci-del-documentario/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">MissClaire</a>.<br>Riassumo: l&#8217;Associazione Culturale Cinemazero organizza da 16 anni un festival dedicato ai documentari (italiani e stranieri) che parlano e raccontano l&#8217;attualità, e diventano un mezzo per comprendere e analizzare ciò che accade nel mondo.<br>Il programma è stuzzicante e ci sono molte proiezioni che non vorrei perdermi: ve ne presento brevemente alcune!</p>



<h2 class="wp-block-heading" style="font-size:29px">Cosa mi piacerebbe vedere</h2>



<p style="font-size:21px"><strong>Mercoledì</strong> si inizia con una proiezione che ci porta in Siria: &#8220;Caesar&#8221; è il nome in codice di un ex fotografo della Polizia Militare di Damasco che è riuscito a portare all&#8217;estero 27.000 immagini di suoi concittadini torturati e ammazzati dal regime siriano. <strong><em><a href="https://www.pordenonedocsfest.it/film/the-lost-soul-of-syria/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">The Lost Souls of Syria</a></em></strong> racconta come alcune famiglie siriane hanno cercato, in Europa, giustizia per i loro parenti uccisi e, dopo anni di battaglie legali, hanno portato in tribunale il primo processo contro gli alti ufficiali siriani. (Sala Grande &#8211; Cinemazero, ore 17.30, anteprima nazionale)<br>Dopo due proiezioni all&#8217;interno della retrospettiva che quest&#8217;anno è dedicata alle &#8220;Donne con la macchina da presa&#8221;, il programma propone <em><strong><a href="https://www.pordenonedocsfest.it/film/the-art-of-silence/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">The art of silence</a></strong></em>: un documentario sulla vita del mimo Marcel Marceau, in cui scopriamo un personaggio che, come spesso accade, rimane sconosciuto nella sua vita privata, pur avendo raggiunto la fama mondiale con la sua arte. (Sala Grande &#8211; Cinemazero, ore 20:45, anteprima nazionale)<br><strong>Giovedì</strong>, <em><strong><a href="https://www.pordenonedocsfest.it/film/my-name-is-charity/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">My name in Charity</a></strong></em> ci farà entrare nella vita di Charity: una donna nigeriana che lungo il viaggio verso la Francia è stata costretta a prostituirsi ed è poi riuscita a denunciare la rete di criminali che l&#8217;aveva soggiogata. (Sala Grande &#8211; Cinemazero, ore 10:30, anteprima nazionale)<br><em><strong><a href="https://www.pordenonedocsfest.it/film/ulderica-frute-di-mont/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Ulderica, frute di mont</a></strong></em> ci accompagna sulle montagne del Friuli Venezia Giulia dove è nata e cresciuta Ulderica da Pozzo, una fotografa con uno sguardo che ha saputo catturare e mantenere lo spazio e il tempo che desiderava raccogliere e custodire. (Sala Grande &#8211; Cinemazero, ore 20:45, anteprima nazionale)<br><strong>Venerdì</strong>, <em><strong><a href="https://www.pordenonedocsfest.it/film/game-of-the-year/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Game of the year</a></strong></em> ci fa scoprire il mondo dei videogiochi attraverso le vite di tre sviluppatori, uno youtuber, due streamer e due giocatori e-sport. Un linguaggio a me sconosciuto: chissà cosa rivelerà? (Sala Grande &#8211; Cinemazero, ore 10:30)<br>Tara è un torrente che scorre in prossimità dell&#8217;Ilva di Taranto. <strong><em><a href="https://www.pordenonedocsfest.it/film/tara/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Tara</a></em></strong> descrive una dualità: quell&#8217;acqua del fiume e del fuoco della fabbrica, come quella della natura e dell&#8217;uomo. (Sala Grande &#8211; Cinemazero, ore 15:30)<br>La giornata potrebbe concludersi con la versione restaurata (per il cinquantennale) di <strong><em><a href="https://www.pordenonedocsfest.it/film/deep-throat-la-vera-gola-profonda/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Deep Throat – La Vera Gola Profonda</a></em></strong>. Dico &#8220;potrebbe&#8221; perché è vietata ai minori di 18 anni, quindi io non potrò accedervi! (Sala Pasolini &#8211; Cinemazero, ore 22:30)<br><strong>Sabato</strong> sarà l&#8217;ora di <strong><em><a href="https://www.pordenonedocsfest.it/film/reznica/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Reznica</a></em></strong>, con il tema dell&#8217;essere rifugiato e della ricerca della propria identità, dove una donna e un ragazzo cercano nel passato per affrontare il futuro, e per sopravvivere nel presente. (Sala Grande &#8211; Cinemazero, ore 14:30, anteprima nazionale)<br>Rimaniamo in Serbia con <strong><em><a href="https://www.pordenonedocsfest.it/film/invoked/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Invoked</a></em></strong> che ci racconterà l&#8217;atmosfera surreale e circense (testuali parole copiate dal programma) che si visse durante le prima elezioni libere serbe, 10 anni dopo la morte di Tito, che portarono all&#8217;elezione di Slobodan Milošević. (Sala Grande &#8211; Cinemazero, ore 15:00, anteprima nazionale)<br>La sera, prima della proiezione <strong><em><a href="https://www.pordenonedocsfest.it/film/my-name-is-happy/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">My name is happy</a></em></strong>, ci sarà l&#8217;incontro <strong><a href="https://www.pordenonedocsfest.it/evento/be-freedom-enes-kanter-schiacciate-per-la-liberta/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">&#8220;Be Freedom: Enes Kanter, Schiacciate per la Libertà&#8221;</a></strong> dove Enes Kanter racconterà la sua storia di battaglie contro il premier turco Erdogan e la CIA. (Sala Grande &#8211; Cinemazero, ore 20:45, anteprima nazionale)<br><strong>Domenica</strong> mi piacerebbe vedere <strong><em><a href="https://www.pordenonedocsfest.it/film/destiny/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Destiny</a></em></strong>: Sahar è una ragazza iraniana che desidera scrivere il suo destino studiando medicina, e lotta per raggiungere questo obiettivo, anche contro la propria famiglia che ha altri progetti per lei. (Sala Grande &#8211; Cinemazero, ore 14:30, anteprima nazionale)<br>Ho messo in agenda anche <em><strong><a href="https://www.pordenonedocsfest.it/film/moosa-lane/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Moosa Lane</a></strong></em>: la regista, Anita Mathal Hopland, per quindici anni riprende la vita della sua famiglia pachistana a Karachi (Moosa Lane è il nome della via dove vive) e a Copenhaghen, in un continuo costruire ponti all&#8217;interno della propria famiglia che inevitabilmente uniscono anche le due città. (Sala Grande &#8211; Cinemazero, ore 17:45, anteprima nazionale)<br>Il Festival si concluderà con un esclusivo cineconcerto e la proiezione di <strong><em><a href="https://www.pordenonedocsfest.it/evento/arrivederci-berlinguer/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Arrivederci, Berlinguer</a></em></strong>: un film dedicato soprattutto a chi non lo ha conosciuto (testuali parole copiate dal programma), che racconta la sua statura politica e sociale.</p>



<h2 class="wp-block-heading" style="font-size:29px">Ma non è finita qua&#8230;</h2>



<p style="font-size:21px">Questi sono solo alcuni titoli che mi hanno colpito più di altri: per renderti conto dell&#8217;intero lavoro del Festival, vai a guardare il <strong><a href="https://www.pordenonedocsfest.it/programma/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">programma</a></strong>! Oltre alle proiezioni (che vedono sempre la presenza del regista/sceneggiatore/autore/attore che si presenta e si confronta con il pubblico) ci sono cineconcerti e incontri collaterali.<br>Non dimenticarti il <strong><a href="https://www.pordenonedocsfest.it/il-nostro-manifesto-green/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Manifesto Green</a></strong> che il Festival ha redatto per far conoscere le politiche ambientali intraprese per diventare sempre più sostenibile.<br>E c&#8217;è anche l'&#8221;Accredito Green&#8221; pensato per chi raggiunge il Cinemazero in bici, a piedi o con i mezzi pubblici. E tu: come andrai al Pordenone Docs Fest?</p>



<p style="font-size:19px"><br><em>Foto: inaugurazione della 15^ Edizione.</em><br><em>Credits Photo Elisa Caldana</em></p>
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