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	<title>Buttrio Archivi - Laltrove</title>
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	<description>Racconti di Corinna Sabbadini</description>
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	<title>Buttrio Archivi - Laltrove</title>
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		<title>La cotogna di Istanbul: il profumo del ricordo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Corinna Sabbadini]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 24 Feb 2024 16:23:29 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Venerdì 24 febbraio 2012 Oggi ti racconto di quando dodici anni fa ho organizzato una serata con Paolo Rumiz e La cotogna di Istanbul. Eravamo a Buttrio, in Villa di Toppo Florio.Ma parto ancora da più lontano, dal terzo anno all&#8217;università.Per un esame molto interessante in Storia del giornalismo e delle comunicazioni sociali avevo letto Maschere per un massacro (Editori Riuniti) di Paolo Rumiz. Già all&#8217;epoca era introvabile e così me lo aveva prestato un&#8217;amica. Non è proprio il libro di Rumiz più &#8220;facile&#8221; da leggere, anzi, ti mette subito difronte a fatti cruenti e ben spiegati accaduti durante gli anni della guerra nella ex Jugoslavia. Una guerra che all&#8217;epoca conoscevo poco.Quel testo sarebbe poi diventato uno dei principali titoli, assieme ad altri anche di Rumiz, della bibliografia della mia tesi.Questo per spiegarti come e perché mi sono approcciata al lavoro di Rumiz. Nel corso degli anni ho letto altri suoi libri, ed è stato sempre un piacere viaggiare con lui: mi sono lasciata accompagnare nei luoghi e nelle persone che incontrava.Quando poi è arrivata La cotogna di Istanbul&#8230; che dire? Ho già detto molto di questo libro in questo articolo: vai pure a scoprirlo. Ascolta la musica e poi [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.laltrove.com/la-cotogna-di-istanbul-il-profumo-del-ricordo/">La cotogna di Istanbul: il profumo del ricordo</a> proviene da <a href="https://www.laltrove.com">Laltrove</a>.</p>
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<h2 class="wp-block-heading" style="font-size:29px">Venerdì 24 febbraio 2012</h2>



<p style="font-size:21px">Oggi ti racconto di quando dodici anni fa ho organizzato una serata con Paolo Rumiz e <em>La cotogna di Istanbul</em>. Eravamo a Buttrio, in Villa di Toppo Florio.<br>Ma parto ancora da più lontano, dal terzo anno all&#8217;università.<br>Per un esame molto interessante in Storia del giornalismo e delle comunicazioni sociali avevo letto <em>Maschere per un massacro</em> (Editori Riuniti) di Paolo Rumiz. Già all&#8217;epoca era introvabile e così me lo aveva prestato un&#8217;amica. Non è proprio il libro di Rumiz più &#8220;facile&#8221; da leggere, anzi, ti mette subito difronte a fatti cruenti e ben spiegati accaduti durante gli anni della guerra nella ex Jugoslavia. Una guerra che all&#8217;epoca conoscevo poco.<br>Quel testo sarebbe poi diventato uno dei principali titoli, assieme ad altri anche di Rumiz, della bibliografia della mia tesi.<br>Questo per spiegarti come e perché mi sono approcciata al lavoro di Rumiz. <br>Nel corso degli anni ho letto altri suoi libri, ed è stato sempre un piacere viaggiare con lui: mi sono lasciata accompagnare nei luoghi e nelle persone che incontrava.<br>Quando poi è arrivata <em>La cotogna di Istanbul</em>&#8230; che dire? Ho già detto molto di questo libro in questo articolo: <a href="https://www.laltrove.com/la-cotogna-di-istanbul-paolo-rumiz/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">vai pure a scoprirlo</a>. Ascolta la musica e poi torna qua. <br>È una storia che leggi tutto d&#8217;un fiato, anche se spesso il fiato manca per la bellezza delle immagini che crea.</p>



<h2 class="wp-block-heading" style="font-size:29px">Poi un giorno</h2>



<p style="font-size:21px">Poi un giorno del 2011 ho pensato che potevo organizzare qualcosa per presentare la mia &#8220;attività&#8221;: all&#8217;epoca avevo da poco aperto la partita iva e mi sembrava una bella idea far conoscere in un modo un po&#8217; diverso dal solito <a href="https://www.laltrove.com/cosa-faccio-giornalista-ghostwriter-correttrice-di-testi-editing/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">il mio lavoro</a>.<br>Penso e penso, e alla fine scrivo a Paolo Rumiz. Sì perché l&#8217;avevo incontrato l&#8217;8 novembre 2007 a &#8220;Fuorirotta&#8221;, un evento organizzato da <a href="https://www.laltrove.com/vicino-lontano-premio-terzani/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">vicino/lontano</a> nell&#8217;atrio della stazione dei treni di Udine, e gli avevo fatto una domanda proprio su <em>Maschere per un massacro</em>. Forse lui aveva ritenuto che fosse una domanda &#8220;interessante&#8221; perché mi aveva detto «Se hai altre domande, scrivimi qua» e aveva annotato la sua email sul libro (che nel frattempo ero riuscita ad acquistare).<br>Così gli ho mandato quella mail e gli ho spiegato un po&#8217; cosa mi sarebbe piaciuto fare. E lui ha detto che andava bene.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="650" height="432" src="https://www.laltrove.com/wp-content/uploads/2024/02/Cartolina-La-cotogna-di-Istanbul-Il-profumo-del-ricordo.jpg" alt="Cartolina La cotogna di Istanbul - Il profumo del ricordo" class="wp-image-2746" srcset="https://www.laltrove.com/wp-content/uploads/2024/02/Cartolina-La-cotogna-di-Istanbul-Il-profumo-del-ricordo.jpg 650w, https://www.laltrove.com/wp-content/uploads/2024/02/Cartolina-La-cotogna-di-Istanbul-Il-profumo-del-ricordo-300x199.jpg 300w" sizes="(max-width: 650px) 100vw, 650px" /><figcaption class="wp-element-caption">Cartolina La cotogna di Istanbul &#8211; Il profumo del ricordo</figcaption></figure>
</div>


<h2 class="wp-block-heading" style="font-size:29px">Allora ho iniziato a organizzare</h2>



<p style="font-size:21px">Ho scelto <a href="https://www.laltrove.com/chi-sono-corinna-sabbadini-laltrove/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Buttrio</a> perché per me tutto è cominciato a Buttrio: i primi passi, le prime parole pronunciate e poi quelle scritte. Tutto, da quando avevo 1 anno a quando ne ho avuti tanti di più, ha avuto inizio a Buttrio. Ho avuto la fortuna di partire tante volte per viaggi, per studio e per lavoro, ma alla fine sempre a Buttrio tornavo.<br>Mi è sembrato naturale organizzare lì questa serata. E Villa di Toppo Florio è il palazzo storico, artistico e culturale che più identifica e rappresenta l&#8217;intero Comune, anche fuori dai suoi lievi confini.  </p>



<p style="font-size:21px">Ho scelto <em>La cotogna di Istanbul</em> (ed. Feltrinelli) per i motivi che un po&#8217; vi ho già raccontato nell&#8217;<a href="https://www.laltrove.com/la-cotogna-di-istanbul-paolo-rumiz/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">altro articolo</a>. E un po&#8217; perché il libro tocca molti tasti importanti della mia vita. E un po&#8217; perché nel suo cammino ci accompagna in alcune città che ho reso mie con pazienza e curiosità: Sarajevo, Vienna, Atene, Istanbul e Trieste. E un po&#8217; perché ci porta dentro il linguaggio e ci mostra come si arricchisce grazie alle migrazioni delle persone e di come la lingua stessa sia viva e in continua evoluzione. </p>



<p style="font-size:21px">L&#8217;immagine che ho scelto per questa serata è la Vijećnica: la Biblioteca Nazionale di Sarajevo.<br>La biblioteca è il luogo per eccellenze dove vengono custoditi i libri, e <em>La cotogna di Istanbul</em> è un libro.<br>Inoltre, volevo ricordare il bombardamento del 25 agosto 1992, quando la Vijećnica fu colpita e incendiata dalle milizie serbe che assediavano la città: non era un obiettivo militare, si voleva colpire e distruggere uno dei tanti simboli della storica convivenza multireligiosa della Bosnia ed Erzegovina.<br>Lì dentro riposavano milioni di libri, giornali, documenti, incunaboli e manoscritti antichi che testimoniavano i secoli di vita di tutti i cittadini di Sarajevo e di tutte le fedi qui esistite.<br>Anche questo tentativo di genocidio culturale perpetrato ai danni della Bosnia ed Erzegovina durante gli anni della guerra è moralmente fallito, infatti, durante i bombardamenti e rischiando la loro vita, i sarajevesi hanno tentato di spegnere con secchi pieni d&#8217;acqua il fuoco che bruciava le sale, i mobili e i libri: perché volevano salvare la Storia della loro città e della loro Nazione.</p>



<figure class="wp-block-pullquote"><blockquote><p>Quello che noi, cittadini europei, non abbiamo capito allora e stentiamo a comprendere adesso<br>è che in quelle fiamme è bruciata anche la nostra Storia, il nostro Diritto,<br>la nostra Europa, la nostra idea di Civiltà.</p></blockquote></figure>



<h2 class="wp-block-heading" style="font-size:29px">Il profumo del ricordo</h2>



<p style="font-size:21px">L&#8217;olfatto è il senso che più di tutti scatena nella mia mente i ricordi: è incontrollabile e imprevedibile, ma altrettanto preciso e immediato. Quando meno te l&#8217;aspetti, l&#8217;olfatto ti fa viaggiare indietro nel tempo: un ingrediente in un piatto, un fiore in una stanza, la polvere in una cantina, e altri centinaia di profumi che giacciono silenti nella nostra memoria e all&#8217;improvviso vengono percepiti e svegliati, riportando a galla dal passato immagini e parole ad essi collegati.<br>Leggendo <em>La cotogna di Istanbul</em>, e tornando con la mente nei luoghi che raccontava, i ricordi erano così potenti che si è spesso innestato il percorso inverso: dal ricordo ho ritrovato il profumo ad esso associato.</p>



<p style="font-size:21px">E così, la sera di venerdì 24 febbraio 2012, Paolo Rumiz è arrivato a Buttrio con il treno, da Trieste. E abbiamo chiacchierato. Mentre in sala non volava una mosca, e alle nostre spalle calava il sole sulla pianura. <br>Poi abbiamo brindato con il Riesling prodotto nel Kahlenberg vicino a Vienna e abbiamo pensato a Max e Maša, mentre dentro di noi cantavamo <em>Žute dunje</em> e negli occhi brillava il riflesso del Bosforo.<br>Insomma, è stata <a href="https://www.youtube.com/watch?v=6Q5k0CcSnVM" target="_blank" rel="noreferrer noopener">una serata indimenticabile</a>. E sono tanti i profumi che me la ricorderanno.</p>



<p style="font-size:16px"><em>La foto della Vijećnica è di Lorenzo Fauvette.</em></p>
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		<title>La biblioteca comunale di Buttrio</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Corinna Sabbadini]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Jan 2024 15:57:47 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Un venerdì verso le 18.30 È la prima volta che entro qua dentro. Mi guardo attorno e raggiungo la scrivania.«Buona sera. Mi farebbe piacere sapere se la mia iscrizione alla biblioteca è ancora attiva.»«Buona sera. Un attimo che verifico&#8230;»«Il numero della mia tessera è tre otto tre»«&#8230;» la bibliotecaria sorride «&#8230; è da un po&#8217; che non serve più la tessera&#8230; Qual è il suo nome?»OPS. In effetti è da un po&#8217; che non uso questa tessera: non ricordo quando è stata l&#8217;ultima volta che sono entrata nella biblioteca comunale di Buttrio&#8230; era il periodo della laurea. Probabilmente un po&#8217; dopo. Posso dire che allora la sede era al primo piano della &#8220;Casa del medico&#8221; in via Lungoroggia. Poi nel 2012 l&#8217;hanno spostata in via Cividale nella scuola elementare (nella scuola primaria, come si dice oggi), nella parte &#8220;vecchia&#8221;, in quell&#8217;aula semicircolare che per me è sempre stata avvolta da un alone di mistero. Quando ero bambina, la mia classe era nella parte nuova (appena inaugurata), mentre quello spazio era inutilizzato. So che una volta ci sono entrata con alcuni compagni di classe, forse solo per guardarci dentro, non ricordo esattamente. Quella forma particolare era suggestiva: chissà come mai era [&#8230;]</p>
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<h2 class="wp-block-heading" style="font-size:29px">Un venerdì verso le 18.30</h2>



<p style="font-size:21px">È la prima volta che entro qua dentro. Mi guardo attorno e raggiungo la scrivania.<br>«Buona sera. Mi farebbe piacere sapere se la mia iscrizione alla biblioteca è ancora attiva.»<br>«Buona sera. Un attimo che verifico&#8230;»<br>«Il numero della mia tessera è tre otto tre»<br>«&#8230;» la bibliotecaria sorride «&#8230; è da un po&#8217; che non serve più la tessera&#8230; Qual è il suo nome?»<br>OPS. In effetti è da un po&#8217; che non uso questa tessera: non ricordo quando è stata l&#8217;ultima volta che sono entrata nella biblioteca comunale di Buttrio&#8230; era il periodo della laurea. Probabilmente un po&#8217; dopo. Posso dire che allora la sede era al primo piano della &#8220;Casa del medico&#8221; in via Lungoroggia. <br>Poi nel 2012 l&#8217;hanno spostata in via Cividale nella scuola elementare (nella scuola primaria, come si dice oggi), nella parte &#8220;vecchia&#8221;, in quell&#8217;aula semicircolare che per me è sempre stata avvolta da un alone di mistero. Quando ero bambina, la mia classe era nella parte nuova (appena inaugurata), mentre quello spazio era inutilizzato. So che una volta ci sono entrata con alcuni compagni di classe, forse solo per guardarci dentro, non ricordo esattamente. Quella forma particolare era suggestiva: chissà come mai era stata pensata e realizzata così.</p>



<div class="wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-9d6595d7 wp-block-columns-is-layout-flex">
<div class="wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow" style="flex-basis:33.33%"><div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large"><img decoding="async" width="1024" height="767" src="https://www.laltrove.com/wp-content/uploads/2024/01/Biblioteca-comunale-di-Buttrio-la-scritta-Caseificio-1024x767.jpg" alt="Biblioteca comunale di Buttrio - la scritta Caseificio" class="wp-image-2560" srcset="https://www.laltrove.com/wp-content/uploads/2024/01/Biblioteca-comunale-di-Buttrio-la-scritta-Caseificio-1024x767.jpg 1024w, https://www.laltrove.com/wp-content/uploads/2024/01/Biblioteca-comunale-di-Buttrio-la-scritta-Caseificio-300x225.jpg 300w, https://www.laltrove.com/wp-content/uploads/2024/01/Biblioteca-comunale-di-Buttrio-la-scritta-Caseificio-768x576.jpg 768w, https://www.laltrove.com/wp-content/uploads/2024/01/Biblioteca-comunale-di-Buttrio-la-scritta-Caseificio.jpg 1281w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Biblioteca comunale di Buttrio<br>la scritta &#8220;Caseificio&#8221;</figcaption></figure>
</div></div>



<div class="wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow" style="flex-basis:66.66%">
<p style="font-size:21px">Dal 15 dicembre 2018, la sede attuale invece è nel palazzo che un tempo ospitava la latteria di Buttrio: sul muro che volge verso via Divisione Julia, c&#8217;è ancora la scritta originale &#8220;Caseificio&#8221;. Ma che meraviglia: ridare una nuova veste a un edificio storico, sorto con un altro scopo. Lì vicino c&#8217;è anche il Centro di Aggregazione Giovanile &#8220;FREE&#8221;. Quindi i giovani qua non mancano mai.</p>
</div>
</div>



<h2 class="wp-block-heading" style="font-size:29px">La &#8220;mia prima&#8221; biblioteca </h2>



<p style="font-size:21px">Oggi ti ho portato a Buttrio perché <a href="https://www.laltrove.com/chi-sono-corinna-sabbadini-laltrove/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">a Buttrio sono cresciuta</a>. Dopo aver parlato della <a href="https://www.laltrove.com/biblioteca-guarneriana-san-daniele-del-friuli/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Biblioteca Guarneriana</a> di San Daniele del Friuli, mi sembrava bello dedicare questo spazio alla prima biblioteca che ho frequentato. E che, fra le altre cose, si trovava in una sede ancora diversa da quelle descritte qua sopra. La prima volta che ci sono entrata, la sera di quel venerdì 6 ottobre 1989, sono entrata nel municipio di Buttrio e sono scesa lungo le scale che portavano al piano seminterrato: è lì che sulla tessera numero 383 compilata dalla signorina della biblioteca ho firmato come se seguissi le righe dei quaderni di quarta elementare (stesse proporzioni).</p>



<h2 class="wp-block-heading" style="font-size:29px">Il podio dei lettori (odierni)</h2>



<p style="font-size:21px">Parlando con la bibliotecaria Stella Subiaz, mi incuriosiva sapere chi erano i lettori che più hanno frequentato la biblioteca l&#8217;anno scorso. Non volevo sapere nomi e cognomi: ero interessata all&#8217;età, e sono rimasta piacevolmente colpita. <br>Al terzo posto c&#8217;è una bambina di 7 anni che ha preso 113 libri in prestito: set-te-an-ni-cen-to-tre-di-ci-li-bri! Ma che gioia!<br>Al secondo posto un signore di 51 anni che ne ha letti 115. Non male, direi.<br>E sul gradino più alto del podio sale di nuovo lei: una ragazzina di 11 anni che si è portata a casa 117 titoli! Scrivo &#8220;di nuovo&#8221; perché anche nel 2022 è stata lei la lettrice più vorace di parole di Buttrio con ben 137 libri divorati in un anno. Ma che meraviglia!<br>Per quanto riguarda la classifica dei libri più letti nel 2023, ne troviamo tre a pari merito con otto &#8220;prestiti&#8221; ciascuno: &#8220;Cenere alla cenere&#8221; di Roberto Costantini, &#8220;I patrioti&#8221; di Sana Krasikov e &#8220;Il club del libro e della torta di bucce di patata di Guernsey&#8221; di Mary Ann Shaffer &amp; Annie Barrows.</p>



<h2 class="wp-block-heading" style="font-size:29px">Diamo i numeri</h2>



<p style="font-size:21px">Sappi che se oggi entri nella biblioteca di Buttrio, puoi scegliere cosa leggere fra 18.269 titoli. E se non trovi quello che cerchi fra questi 18.269 titoli non preoccuparti: la biblioteca comunale di Buttrio fa parte del <a href="https://www.sbcividalese.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Sistema Bibliotecario del Cividalese</a>, quindi la ricerca si può estendere alle biblioteche di questo circuito.<br>Se non sei fra i 35 nuovi utenti registrati l&#8217;anno scorso, e nemmeno fra gli altri 2.341 che erano già iscritti, puoi rimediare facilmente: leggi qua sotto dove si trova la biblioteca e quando è aperta.<br>Ti avviso: non riceverai una tessera verde come la mia, ma non farti scoraggiare da questo dettaglio!</p>



<h2 class="wp-block-heading" style="font-size:29px">«Dove? Kje? Uer? Dulà?»</h2>



<div class="wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-9d6595d7 wp-block-columns-is-layout-flex">
<div class="wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow" style="flex-basis:66.66%">
<p style="font-size:21px">Come ti ho scritto qualche riga qua sopra, la <a href="https://www.comune.buttrio.ud.it/servizi/servizi-al-cittadino/vivere-il-tempo-libero-e-la-cultura/biblioteca-comunale" target="_blank" rel="noreferrer noopener">biblioteca comunale di Buttrio</a> (dedicata al Premio Nobel per la medicina nel 1986, Rita Levi Montalcini) si trova in via Divisione Julia 39/a (vicino al cavalcavia della ferrovia): è la strada principale di Buttrio, quella che ti fa entrare in paese dalla statale.<br>La biblioteca è aperta il lunedì, il mercoledì e il venerdì dalle 16.00 alle 19.00, e il sabato dalle 09.30 alle 12.30.</p>
</div>



<div class="wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow" style="flex-basis:33.33%">
<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" width="1024" height="768" src="https://www.laltrove.com/wp-content/uploads/2024/01/Biblioteca-comunale-di-Buttrio-la-targa-Rita-Levi-Montalcini-1024x768.jpg" alt="Biblioteca comunale di Buttrio - la targa Rita Levi Montalcini" class="wp-image-2563" srcset="https://www.laltrove.com/wp-content/uploads/2024/01/Biblioteca-comunale-di-Buttrio-la-targa-Rita-Levi-Montalcini-1024x768.jpg 1024w, https://www.laltrove.com/wp-content/uploads/2024/01/Biblioteca-comunale-di-Buttrio-la-targa-Rita-Levi-Montalcini-300x225.jpg 300w, https://www.laltrove.com/wp-content/uploads/2024/01/Biblioteca-comunale-di-Buttrio-la-targa-Rita-Levi-Montalcini-768x576.jpg 768w, https://www.laltrove.com/wp-content/uploads/2024/01/Biblioteca-comunale-di-Buttrio-la-targa-Rita-Levi-Montalcini.jpg 1280w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Biblioteca comunale di Buttrio &#8211; la targa dedicata a &#8220;Rita Levi Montalcini&#8221;</figcaption></figure>
</div>
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		<title>Il campanile di Buttrio</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Corinna Sabbadini]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 Jun 2023 08:05:19 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Tor di Buri]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il tor di Buri &#8211; L&#8217;orologio è al contrario!&#8211; In che senso?&#8211; Per leggere l&#8217;ora devi metterti a testa all&#8217;ingiù: le sei sono al posto delle dodici e viceversa.&#8211; Ma perché?Non so quante volte mi è stata fatta questa domanda e altrettante volte non ho saputo dare una risposta esauriente.Sì, perché l&#8217;orologio del campanile della chiesa parrocchiale di Buttrio (dedicata a Santa Maria Assunta) è così: al contrario. Ma ci torniamo più tardi: ora ti racconto qualcosa sulla sua storia. Qualcosa sulla sua storia Sembra che già nel 1606 ci fosse un campanile e che si trovasse in una posizione diametralmente opposta all&#8217;abside rispetto a dove lo vediamo noi oggi. Il primo è stato abbattuto, questo è lì dal 1828. O meglio: i lavori di costruzione sono iniziati nel 1828 (seguendo il progetto dell&#8217;ingegner Leonardo Prisani) e sono stati completati solo nel 1936. Nel mentre, l&#8217;orologio fu realizzato tra il 1836 ed il 1837 da Domenico Bosco di Medea, e le tre campane nuove (appena fuse nella fonderia di Sebastiano Broili a Udine) arrivarono nel 1840 quando venne completata la cella campanaria (progettata dall&#8217;ingegner Antonio Nussi), su cui venne posizionato un coperto provvisorio, sostituito nel 1843 con un&#8217;altra copertura temporanea [&#8230;]</p>
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<h2 class="wp-block-heading" style="font-size:29px">Il <em>tor di Buri</em></h2>



<p style="font-size:21px">&#8211; L&#8217;orologio è al contrario!<br>&#8211; In che senso?<br>&#8211; Per leggere l&#8217;ora devi metterti a testa all&#8217;ingiù: le sei sono al posto delle dodici e viceversa.<br>&#8211; Ma perché?<br>Non so quante volte mi è stata fatta questa domanda e altrettante volte non ho saputo dare una risposta esauriente.<br>Sì, perché l&#8217;orologio del campanile della chiesa parrocchiale di <a href="https://www.laltrove.com/chi-sono-corinna-sabbadini-laltrove/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Buttrio</a> (dedicata a Santa Maria Assunta) è così: al contrario. Ma ci torniamo più tardi: ora ti racconto qualcosa sulla sua storia.</p>



<h2 class="wp-block-heading" style="font-size:29px">Qualcosa sulla sua storia</h2>



<div class="wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-9d6595d7 wp-block-columns-is-layout-flex">
<div class="wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow" style="flex-basis:66.66%">
<p style="font-size:21px">Sembra che già nel 1606 ci fosse un campanile e che si trovasse in una posizione diametralmente opposta all&#8217;abside rispetto a dove lo vediamo noi oggi. Il primo è stato abbattuto, questo è lì dal 1828. O meglio: i lavori di costruzione sono iniziati nel 1828 (seguendo il progetto dell&#8217;ingegner Leonardo Prisani) e sono stati completati solo nel 1936. <br>Nel mentre, l&#8217;orologio fu realizzato tra il 1836 ed il 1837 da Domenico Bosco di Medea, e le tre campane nuove (appena fuse nella fonderia di Sebastiano Broili a Udine) arrivarono nel 1840 quando venne completata la cella campanaria (progettata dall&#8217;ingegner Antonio Nussi), su cui venne posizionato un coperto provvisorio, sostituito nel 1843 con un&#8217;altra copertura temporanea che rimase tale fino al 1936 (quando vennero ultimati il tamburo e la piramide, e fu posizionata la guglia).</p>
</div>



<div class="wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow" style="flex-basis:33.33%">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="576" height="1024" src="https://www.laltrove.com/wp-content/uploads/2023/06/Il-campanile-di-Buttrio-576x1024.jpg" alt="Il campanile di Buttrio" class="wp-image-2109" srcset="https://www.laltrove.com/wp-content/uploads/2023/06/Il-campanile-di-Buttrio-576x1024.jpg 576w, https://www.laltrove.com/wp-content/uploads/2023/06/Il-campanile-di-Buttrio-169x300.jpg 169w, https://www.laltrove.com/wp-content/uploads/2023/06/Il-campanile-di-Buttrio.jpg 675w" sizes="auto, (max-width: 576px) 100vw, 576px" /><figcaption class="wp-element-caption">Il campanile di Buttrio</figcaption></figure>
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<p style="font-size:21px">Quindi quelle campane sono lì dal 1840? No: durante la Grande Guerra gli austriaci se le portarono via, e i buttriesi dovettero aspettare il 1921 per ascoltare il suono delle tre nuove campane prodotte sempre nella fonderia Broili.<br>Quindi quelle tre campane sono lì dal 1921? Non esattamente: nel 1938 la campana mezzana si incrinò, e solo nel 1953 fu tolta e sostituita con una nuova campana realizzata dalla fonderia De Poli. In quei 15 anni, la mezzana fu utilizzata anche se il suo suono era compromesso. Quando venne fusa, vi incisero la frase in latino (che ancora si può leggere) &#8220;Rotta, gemette per 15 anni&#8221;: chissà che tipo di suono emetteva.  </p>



<h2 class="wp-block-heading" style="font-size:29px">Musica per le mie orecchie</h2>



<p style="font-size:21px">A me piace sentire il rintocco delle campane. E confesso: non sapevo esistesse un sistema per suonarle tipico della mia terra, il <strong>sistema a slancio &#8220;friulano&#8221;</strong>. Ebbene sì: è di fatto una variante tecnica della classica suonata a slancio e si è sviluppata in Friuli Venezia Giulia e dintorni (un po&#8217; in quello che ora è territorio sloveno e un po&#8217; nel Veneto) probabilmente verso la fine del XVI secolo. La principale differenza con lo slancio tradizionale è la sincronia del suono: questa viene garantita dal fatto che tutte le campane possiedono lo stesso raggio di oscillazione (ovvero: la distanza tra la bocca della campana e l’asse di rotazione è la stessa), per questo motivo vengono posizionati degli appositi isolatori di diverse lunghezze tra il ceppo e le campane. Questa è la particolarità che permette alle campane di suonare in modo sincronizzato. <br>In genere le campane sono tre: la più piccola ha il suono più alto (il mi), la mezzana ha quello intermedio (il re) e la più grande quello più grave (il do). La sequenza del suono è mi-re-do, mi-re-do, mi-re-do,&#8230; e così via.</p>



<h2 class="wp-block-heading" style="font-size:29px">Torniamo a Buttrio</h2>



<p style="font-size:21px">Le<a href="https://www.youtube.com/watch?v=CY4le7wVaxo" target="_blank" rel="noreferrer noopener"> tre campane di Buri</a> sono in mi crescente, in re crescente e in do crescente.<br>Con i loro 3.950 chilogrammi di peso, scandiscono il tempo delle giornate: ogni ora (allo scossare dell&#8217;ora e due minuti più tardi) la campana grande ci dice che ora è; alla mezz&#8217;ora, la campana piccola ci ricorda che sono passati 28 minuti dall&#8217;ultimo rintocco.<br>Ogni giorno, alle 7, la campana piccola suona l&#8217;Ave Maria del mattino.<br>Ogni giorno, alle 12, la mezzana suona l&#8217;Angelus.<br>Ogni giorno, alle 20.30, la campana piccola suona l&#8217;Ave Maria della sera.<br>Ogni giorno.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.laltrove.com/wp-content/uploads/2023/06/Le-tre-campane-del-campanile-di-Buttrio-1024x576.jpg" alt="Le tre campane del campanile di Buttrio" class="wp-image-2110" srcset="https://www.laltrove.com/wp-content/uploads/2023/06/Le-tre-campane-del-campanile-di-Buttrio-1024x576.jpg 1024w, https://www.laltrove.com/wp-content/uploads/2023/06/Le-tre-campane-del-campanile-di-Buttrio-300x169.jpg 300w, https://www.laltrove.com/wp-content/uploads/2023/06/Le-tre-campane-del-campanile-di-Buttrio-768x432.jpg 768w, https://www.laltrove.com/wp-content/uploads/2023/06/Le-tre-campane-del-campanile-di-Buttrio-1536x864.jpg 1536w, https://www.laltrove.com/wp-content/uploads/2023/06/Le-tre-campane-del-campanile-di-Buttrio-2048x1152.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Le tre campane del campanile di Buttrio</figcaption></figure>



<h2 class="wp-block-heading" style="font-size:29px">Ma: l&#8217;orologio al contrario?</h2>



<div class="wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-9d6595d7 wp-block-columns-is-layout-flex">
<div class="wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow" style="flex-basis:66.66%">
<p style="font-size:21px">Guardalo: da lontano potrebbero sembrare le 11.18, e invece sono le 17.48. Se ti metti a testa in giù puoi verificare con i tuoi occhi.<br>La domanda iniziale era &#8220;Perché?&#8221;. Non c&#8217;è una risposta certa, quella più accreditata riguarda il carattere scherzoso e incline all’umorismo del suo progettista, l&#8217;architetto e professore di matematica Gian Battista Bassi: sembra che desiderasse dare all&#8217;orologio un tocco di originalità che in qualche modo richiamasse (e ricordasse) il suo spirito gioviale.<br>E se siamo qua a parlarne quasi due secoli dopo, possiamo dire che l&#8217;architetto Bassi ha raggiunto il suo scopo.</p>
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<div class="wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow" style="flex-basis:33.33%">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="683" height="1024" src="https://www.laltrove.com/wp-content/uploads/2023/06/Lorologio-del-campanile-di-Buttrio-683x1024.jpg" alt="L'orologio del campanile di Buttrio" class="wp-image-2111" srcset="https://www.laltrove.com/wp-content/uploads/2023/06/Lorologio-del-campanile-di-Buttrio-683x1024.jpg 683w, https://www.laltrove.com/wp-content/uploads/2023/06/Lorologio-del-campanile-di-Buttrio-200x300.jpg 200w, https://www.laltrove.com/wp-content/uploads/2023/06/Lorologio-del-campanile-di-Buttrio-768x1152.jpg 768w, https://www.laltrove.com/wp-content/uploads/2023/06/Lorologio-del-campanile-di-Buttrio.jpg 800w" sizes="auto, (max-width: 683px) 100vw, 683px" /><figcaption class="wp-element-caption">L&#8217;orologio del campanile di Buttrio</figcaption></figure>
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<p style="font-size:21px">In realtà, ci sono altre ipotesi in merito a questa peculiarità di Buttrio: per scoprirle, potete <a href="http://www.buri.it/wp-content/uploads/2023/05/Visita-in-Campanile.jpg" target="_blank" rel="noreferrer noopener">partecipare alle visite</a> organizzate dalla Pro Loco Buri per domani (sabato 10) alle ore 10.00 e alle ore 12.00, e per domenica alle 15.00 e alle 17.00: non si potrà salire in cima al campanile, ma verrà raccontata la sua storia, saranno descritti gli elementi architettonici e svelate le altre ipotesi sull&#8217;orologio.<br>Inoltre, domani verso le 17.00 e domenica mattina prima e dopo la messa, il gruppo di <em>scampanotadôrs</em> di Buttrio si farà sentire: sarà una delle poche occasioni annuali in cui si potranno ascoltare le campane suonate a mano.</p>



<p style="font-size:21px">Diffida da chi si lamenta del suono delle campane: il loro rintocco ci riporta alla nostra terra, e la loro essenza è scandire il tempo.</p>



<p><em>Le foto sono di Alberto Tavagnacco, un giovane <em>scampanotadôr</em></em> <em>di Buttrio che mi ha raccontato un po&#8217; di cose sul campanile: se parteciperai alle visite di questo fine settimana, troverai lui a narrarti la storia di questo famoso personaggio.</em></p>
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