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	<title>Žute dunje Archivi - Laltrove</title>
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	<description>Racconti di Corinna Sabbadini</description>
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	<title>Žute dunje Archivi - Laltrove</title>
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		<title>Amira Medunjanin e la sua musica</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Corinna Sabbadini]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Apr 2024 09:46:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scrivendo]]></category>
		<category><![CDATA[Amira Medunjanin]]></category>
		<category><![CDATA[La cotogna di Istanbul]]></category>
		<category><![CDATA[musica]]></category>
		<category><![CDATA[sevdalinka]]></category>
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		<category><![CDATA[Žute dunje]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In questa musica io sto benissimo. mi ci sento proprio dentro. ci vedo fotogrammi della mia vita la luce alta dell&#8217;estate a Patrassole spezie colorate a Istanbul, che solo a guardarle solleticano il nasoil vento che arriva dall&#8217;oceano sulla costa di Galwayi sorrisi di mamma e papà che ballano alla sagra di Ipplis l&#8217;ombra dello Stari Most sulla Neretvale campane che suonano a festa a Buttrio la Jadranska Magistrala con il sole dorato e il blu cobalto del mare una birra fresca in un biergarten di Monacoil panorama dal treno sulla costiera di Triestele montagne innevate sopra Sarajevole sorgenti del Danubio nella Foresta Nerai tuffi dal molo del porto di Silol&#8217;eclisse totale di sole vicino a Grazi piedi nell&#8217;acqua e nella sabbia di Gradola vista quotidiana sul monte Quarinla giustizia che si manifestala prima pagina di molti librie poi la loro ultima paginail primo articolo pubblicato con la mia firmail profumo del pane appena sfornatoil dolore più grande provato e la gioia più luminosa vissutatutti i brindisi con il quale ho festeggiato Il concerto Quando ho scoperto che Amira Medunjanin avrebbe cantato a Sežana, ho comprato subito il biglietto. Fra le mie parole su La cotogna di Istanbul, avevo scelto [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.laltrove.com/amira-medunjanin-e-la-sua-musica-sevdalinke-a-sezana/">Amira Medunjanin e la sua musica</a> proviene da <a href="https://www.laltrove.com">Laltrove</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading" style="font-size:29px">In <a href="https://www.instagram.com/reel/C5k3wbatPor/?utm_source=ig_web_copy_link&amp;igsh=MzRlODBiNWFlZA==" target="_blank" rel="noreferrer noopener">questa musica</a> io sto benissimo. mi ci sento proprio dentro. ci vedo fotogrammi della mia vita</h2>



<p style="font-size:21px">la luce alta dell&#8217;estate a Patrasso<br>le spezie colorate a Istanbul, che solo a guardarle solleticano il naso<br>il vento che arriva dall&#8217;oceano sulla costa di Galway<br>i sorrisi di mamma e papà che ballano alla sagra di Ipplis <br>l&#8217;ombra dello Stari Most sulla Neretva<br>le campane che suonano a festa a Buttrio <br>la Jadranska Magistrala con il sole dorato e il blu cobalto del mare <br>una birra fresca in un <em>biergarten</em> di Monaco<br>il panorama dal treno sulla costiera di Trieste<br>le montagne innevate sopra Sarajevo<br>le sorgenti del Danubio nella Foresta Nera<br>i tuffi dal molo del porto di Silo<br>l&#8217;eclisse totale di sole vicino a Graz<br>i piedi nell&#8217;acqua e nella sabbia di Grado<br>la vista quotidiana sul monte Quarin<br>la giustizia che si manifesta<br>la prima pagina di molti libri<br>e poi la loro ultima pagina<br>il primo articolo pubblicato con la mia firma<br>il profumo del pane appena sfornato<br>il dolore più grande provato e la gioia più luminosa vissuta<br>tutti i brindisi con il quale ho festeggiato</p>



<h2 class="wp-block-heading" style="font-size:29px">Il concerto</h2>



<p style="font-size:21px">Quando ho scoperto che Amira Medunjanin avrebbe cantato a Sežana, ho comprato subito il biglietto. <br>Fra le mie parole su <em><a href="https://www.laltrove.com/la-cotogna-di-istanbul-paolo-rumiz/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">La cotogna di Istanbul</a></em>, avevo scelto la <a href="https://www.youtube.com/watch?v=mgHQED76zyg" target="_blank" rel="noreferrer noopener">sua voce</a> per farti ascoltare <em>Žute dunje</em>: te la ricordi?<br><br>Lunedì sera <a href="https://www.instagram.com/reel/C5k3wbatPor/?utm_source=ig_web_copy_link&amp;igsh=MzRlODBiNWFlZA==" target="_blank" rel="noreferrer noopener">lo spettacolo</a> è stato indimenticabile.<br>Lei, fra l&#8217;altro, coccolissima: ha parlato un sacco con il pubblico. E deve essere anche molto simpatica perché tutti ridevano. L&#8217;unico momento che ho tradotto è stato quando ha chiesto se c&#8217;era qualcuno dalla Bosnia Erzegovina: e lì, a gruppetti, hanno risposto &#8220;da Sarajevo&#8221;, &#8220;da Banja Luka&#8221;, &#8220;da Sanski Most&#8221; e mi pare anche &#8220;da Doboj&#8221;. (Ho compreso la domanda dalle risposte che ha ricevuto!)<br>Attorno a me c&#8217;erano persone di tutte le età: a testimoniare il fatto che canta una musica veramente senza tempo. Mi ha colpito soprattutto un trio composto da ragazzinaadolescente-mammaadulta-nonnaanziana.<br>E mi è piaciuto vedere il pubblico accompagnare a tratti la voce di Amira: quasi sussurrando. Come a dire: non voglio disturbare, ma voglio esserci.<br>Il prossimo 18 aprile ha in programma un concerto a Mostar: quasi, quasi&#8230;<br>Per rimanere più in zona, sarà a Radovljica (vicino a Bled) il 15 e il 16 maggio.</p>



<p><em>I tre musicisti:</em><br><em>chitarra e liuto: Zoran Majstorovic<br>fisarmonica: Antonio Vrbički</em><br><em>violino: Leopold Stašić</em></p>
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		<title>La cotogna di Istanbul</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Corinna Sabbadini]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 30 Sep 2022 15:17:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Leggendo]]></category>
		<category><![CDATA[Trieste]]></category>
		<category><![CDATA[Atene]]></category>
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		<category><![CDATA[La cotogna di Istanbul]]></category>
		<category><![CDATA[Paolo Rumiz]]></category>
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		<category><![CDATA[sevdalinka]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Rumiz ci prende per mano e ci porta in camminoda Vienna a Istanbul, passando per Sarajevo.La cotogna di Istanbul edito da Feltrinelli Potrei fare una classifica dei libri di Paolo Rumiz? Mi chiedo. No. Mi rispondo. Me la faccio e me la dico perché in realtà avrei potuto portare qua qualunque altro suo libro, ma alla fine ho scelto La cotogna di Istanbul perché, in fondo, li racchiude un po&#8217; tutti (o quasi).È una ballata. Dice il sottotitolo. Ed è vero perché il ritmo del verso incita alla cadenza, al movimento, all&#8217;ondeggiare.Ma io l&#8217;ho vissuto più come un sogno, un dormiveglia, in cui reale e onirico si diffondevano, si intrecciavano, si dissolvevano. Tanto era potente, e tanto era a tratti surreale, la storia narrata.Prima di continuare nella lettura, fai un salto qua. Ti aspetto, vai pure. Žute dunje sono le gialle mele cotogne disegnate sulla copertina del libro. La canzone è una sevdalinka (una parola che solo a pronunciarla mi vengono le lacrime agli occhi e mi ritrovo a camminare fra le strade di Tuzla o di Mostar nelle fresche e scure sere autunnali del 2005). Si tratta di un genere musicale popolare diffuso in tutti gli stati della ex [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center" style="font-size:29px">Rumiz ci prende per mano e ci porta in cammino<br>da Vienna a Istanbul, passando per Sarajevo.<br><em>La cotogna di Istanbul</em> edito da Feltrinelli</h2>



<p style="font-size:21px">Potrei fare una classifica dei libri di Paolo Rumiz? Mi chiedo. No. Mi rispondo. Me la faccio e me la dico perché in realtà avrei potuto portare qua qualunque altro suo libro, ma alla fine ho scelto <em>La cotogna di Istanbul</em> perché, in fondo, li racchiude un po&#8217; tutti (o quasi).<br>È una ballata. Dice il sottotitolo. Ed è vero perché il ritmo del verso incita alla cadenza, al movimento, all&#8217;ondeggiare.<br>Ma io l&#8217;ho vissuto più come un sogno, un dormiveglia, in cui reale e onirico si diffondevano, si intrecciavano, si dissolvevano. Tanto era potente, e tanto era a tratti surreale, la storia narrata.<br>Prima di continuare nella lettura, fai <a href="https://www.youtube.com/watch?v=mgHQED76zyg" target="_blank" rel="noreferrer noopener">un salto qua</a>. Ti aspetto, vai pure.</p>



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<p style="font-size:21px"><em>Žute dunje</em> sono le gialle mele cotogne disegnate sulla copertina del libro. La canzone è una sevdalinka (una parola che solo a pronunciarla mi vengono le lacrime agli occhi e mi ritrovo a camminare fra le strade di Tuzla o di Mostar nelle fresche e scure sere autunnali del 2005). Si tratta di un genere musicale popolare diffuso in tutti gli stati della ex Jugoslavia, sorto in Bosnia ed Erzegovina, e da sempre lì suonato e cantato, tanto da sempre che non si sa chi ha scritto molte di queste canzoni. Il filo conduttore di questa musica è la malinconia. Perché? Ora ti spiego. Attenzione che si parte da lontano. Dalla parola turca <em>sevda</em>, che deriva dalla parola araba <em>sawda</em>: bile nera. Malinconia deriva dal greco antico <em>melankholía</em>, un composto di&nbsp;<em>mélas</em>, nero, e&nbsp;<em>kholḗ</em>&nbsp;, bile: bile nera. Chiuso il cerchio.</p>
</div>



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<figure class="wp-block-image size-large"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="672" height="1024" src="https://www.laltrove.com/wp-content/uploads/2022/09/Testo-Canzone-Zute-dunje-672x1024.jpg" alt="Prima parte del testo della canzone &quot;Žute dunje&quot;, all'interno del libro &quot;La cotogna di Istanbul&quot;" class="wp-image-1408" srcset="https://www.laltrove.com/wp-content/uploads/2022/09/Testo-Canzone-Zute-dunje-672x1024.jpg 672w, https://www.laltrove.com/wp-content/uploads/2022/09/Testo-Canzone-Zute-dunje-197x300.jpg 197w, https://www.laltrove.com/wp-content/uploads/2022/09/Testo-Canzone-Zute-dunje-768x1171.jpg 768w, https://www.laltrove.com/wp-content/uploads/2022/09/Testo-Canzone-Zute-dunje-1007x1536.jpg 1007w, https://www.laltrove.com/wp-content/uploads/2022/09/Testo-Canzone-Zute-dunje.jpg 1113w" sizes="(max-width: 672px) 100vw, 672px" /><figcaption class="wp-element-caption">Prima parte del testo della canzone &#8220;Žute dunje&#8221;</figcaption></figure>
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<p style="font-size:21px">E insomma, anche se non capisci le parole, in queste sevdalinke percepisci il desiderio di amare e l&#8217;ostacolo che impedisce l&#8217;amore, in un misto continuo di gioia e poi di sofferenza, di avvicinamento seguito subito dall&#8217;allontanamento. In questa musica che si innalza da lontano, e porta con sé spezie ottomane restituite dal vento e ingredienti sefarditi, cresciuti in Spagna e maturati in Bosnia.<br>Bene, se la canzone non ti è piaciuta, puoi smettere di leggere. Perché quella canzone è il fulcro de <em>La cotogna di Istanbul</em>: da lì tutto si emana e si espande, e lì tutto ha ritorno. <br></p>



<p style="font-size:21px">Sarajevo, Vienna, Trieste, Istanbul, Budapest, Stiria, Atene: una carta geografica che per me è una carta dell&#8217;anima. Luoghi e volti che mi appartengono. O forse io appartengo a loro.<br>Il centro di tutto potrebbe essere Sarajevo. Sì, potrebbe. Lo lascio decidere a te, perché ci sono altri nomi che si contendono questo primato. Il Kahlenberg, un colle a pochi chilometri da Vienna. Vienna, la capitale dell&#8217;impero. Istanbul, la capitale di un altro impero. Trieste, la capitale dei miei pensieri.<br>Unisci questi luoghi con il passo cadente del verso. Quel verso endecasillabo che a scuola frega tutti: non è un verso con undici sillabe, ma è un verso il cui accento tonico cade sulla decima sillaba. E così tieni il ritmo, con il passo, con il battito del cuore. Troverai la bellezza del cammino, la sua lentezza e la possibilità di scoperta che si svela fra i passi e i respiri. <br>Camminerai lungo le strade percorse dall&#8217;amore fra Max e Maša, soffiato per la prima volta fra la neve di Sarajevo e condotto fino alle rive del Bosforo, attraverso le vene profonde dei Balcani.<br>Cammini e scavi. Cammini e lasci il tuo passo impresso nella terra. Cammini e piangi. Cammini e bevi. Cammini e mangi. Cammini e abbracci. Cammini e poi ritorni. </p>



<p><br></p>
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